La più autentica città del Marocco : MAROCCO

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Diario di viaggio MAROCCO MAROCCO
La più autentica città del Marocco

Fes

Souk dei conciatori
foto inserita il
12 Feb 2007 18:32
Souk dei conciatori
Pagine 1
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La più autentica città del Marocco

Località: Fes
Regione: Provincia di Fés
Stato: MAROCCO (MA)
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Data inizio viaggio: sabato 28 giugno 2003
Data fine viaggio: domenica 29 giugno 2003

Fondata nel 789 da Moulay Idriss I, considerata la capitale religiosa e culturale del Marocco e conosciuta come la più autentica città dell'Africa del Nord, Fès è la più antica delle città imperiali e, urbanisticamente parlando, è formata da tre quartieri distinti fra loro per tipologia e caratteristiche sia stradali che edilizie, che prendono il nome di Fès el Bali (con la Medina), Fès el Jedid (con il Palazzo Reale e la Mellah ebraica) e di Città nuova (con gli uffici amministrativi). I primi due di antica origine e riuniti all'interno delle mura ed il terzo costruito dai francesi nel 1920, con caratteristiche urbanistiche occidentali.

Innanzitutto alcuni suggerimenti. Per una buona visita è utile farsi assistere da una guida locale che, di solito, potete trovare in attesa di clienti nella hall di quasi tutti gli alberghi o rivolgendovi all'Ufficio del Turismo che si trova in Place de la Résistance. I vantaggi sono molti a cominciare dalla visita della Medina nella quale, senza una guida, vi perdereste facilmente e potreste vedere ben poco, al poter visitare la città senza perdere tempo nel cercare i punti più interessanti e, visto che di solito le guide usano la loro auto, alla possibilità di risparmiare tempo e denaro per spostarsi all'interno e nella periferia della città. Inoltre, la presenza della guida, serve anche ad evitare l'insistenza dei venditori ambulanti. La nostra guida per l'assistenza di un giorno, incluso l'uso della sua auto, è costata 40 $ che considero ben spesi. Vi raccomando di scegliere una guida autorizzata (hanno uno speciale tesserino con fotografia) in quanto la Polizia non è molto tenera con le guide abusive e potreste ritrovarvi in situazioni antipatiche.

Se siete a Fès con un viaggio organizzato, l'albergo sarà certamente compreso nel pacchetto turistico e di solito propongono l'Hotel Sheraton o l'Hotel Palais Jamai. Se viaggiate per conto vostro, vi suggerisco di non sprecare soldi in quegli alberghi (un pernottamento costa almeno 125/150 euro (e non si ha mai il tempo di usare i servizi disponibili e che comunque si pagano tipo tennis, palestra, solarium, golf e campo di equitazione convenzionato, etc.) in quanto vi sono altri buoni alberghi, coi servizi essenziali, ad un costo nettamente inferiore. Noi abbiamo pernottato all'Hotel Mounia (a dire il vero non è che lo abbiamo cercato, ci siamo fermati al primo che ci ispirava, e ci è andata bene), ubicato nella Città Nuova al 60 di Rue Asilah (tel. 05-5650771), un tre stelle, camere comode, servizi appropriati, personale cortese, ed una eccellente prima colazione, con costi dai 20 ai 35 euro. Quello che risparmiate nell'albergo lo potete spendere meglio facendo acquisti nella Medina.

Visitare Fès el Balì è un'esperienza che oserei dire unica e che ho avuto recentemente modo di fare per la seconda volta mettendo a frutto l'esperienza della prima. Una grande Medina in cui gli abitanti, circa 100.000 (di cui 30.000 artigiani), vivono il quotidiano per se stessi e solo marginalmente per il turismo, un ambiente vero e reale che nulla ha a che vedere con le medine di Marrakech, Casablanca o Rabat in cui il lato turistico ha oramai preso il sopravvento. Una Medina con le case costruite l'una addossata all'altra, coi vicoletti cosi angusti da non consentire alcun traffico a motore ed i trasporti sono fatti tutti a spalla o spingendo piccoli carretti o, molto più spesso, a dorso di mulo. Una città in cui si possono conoscere le vecchie tradizioni, provare la sensazione di vivere il mondo arabo e, fra le donne che portano il pane a cuocere nel forno pubblico, l'animazione degli abitanti, i colori, i profumi, sembra proprio di essere tornati indietro nella storia. Una città nella città formata già dall'origine da due quartieri (Fès Al Andalous inizialmente abitato dai profughi provenienti dall'Andalusia e Fès Al Quaraouiyin originariamente abitato dai profughi provenienti da Kairouan in Tunisia) a loro volta suddivisi in tanti souk di artigiani, il più conosciuto dei quali è sicuramente quello dei conciatori con le grandi vasche rotonde piene di colori in cui vengono tinte le pelli. Grazie alla guida (e qui si conferma la sua importanza) siamo riusciti a recarci sulla terrazza (accessibile solo attraversando dei negozi e delle esposizioni) dalla quale sono state scattate le classiche foto che hanno fatto il giro del mondo. La puzza era molto accentuata ma altrettanto accentuata era la soddisfazione di vedere dal vivo i conciatori al lavoro, protagonisti della foto che è quasi un simbolo di Fès. Il 90% dei negozi della Medina sono al servizio dei locali e forse per questo si possono fare buoni acquisti, a prezzi ottimi, di articoli di abbigliamento (ovviamente di foggia locale), in argento (collane, braccialetti, spille e monili in genere), in pelle (soprattutto borse) profumi, spezie e articoli di ceramica. Come sempre avviene nei paesi arabi è indispensabile la contrattazione per ottenere un prezzo ragionevole.

Nella visita alla Medina una visita la merita la Medersa Bou Inania (la scuola coranica più importante di Fès), la Medersa Attarin (un capolavoro dell'arte Mérinide), la Moschea Quaraouiyine (la principale di Fès) e l'omonima Università (la più antica al mondo). Un occhio in particolare al Souk el Attarine (botteghe dei droghieri), al Souk el Henne (botteghe di prodotti di bellezza), alla via Sidi Youssef (moschea e rione degli andalusi), alla piazza Nejjarinee (botteghe degli ebanisti) con una bella fontana decorata di ceramiche e il Museo del legno, e al Dar Batha, un vecchio edificio costruito all'inizio del secolo scorso dal sultano Moulay El Hassan che oggi è stata trasformata in un museo delle arti e delle tradizioni della regione di Fès. Se durante l'ora del pranzo state visitando la Medina, vi suggerisco una sosta al Restaurant Al Fassia al 21 di rue Salaj, vicino a Piazza Batha, un ottimo ristorante che propone una cucina tipicamente locale senza nessuna concessione alle rivisitazioni ad uso turistico.

A Fès el Jedid si trova il Palazzo Reale, con un portale dorato e molto ben decorato, ed i relativi giardini che si estendono su una superficie di 70 ettari, ma il tutto è chiuso al pubblico anche se il re non c'è quasi mai. Qui si trova anche quello che una volta era il quartiere ebraico chiamato Mellah, un insieme di costruzioni abbastanza modeste e oserei dire anche trasandate, ora abitate da musulmani.

Il terzo quartiere di Fès, quello costruito dai francesi, presenta un aspetto tutto differente, con un grande viale centrale attorno al quale si è estesa la nuova città con ampie vie e spaziose piazze, ed in cui si trovano i principali edifici pubblici, i grandi alberghi, ristoranti, negozi, caffetterie, bar, insomma, un quartiere residenziale molto ordinato ma privo di qualsiasi interesse storico o artistico.

Tralasciando il tour organizzato, il modo migliore per arrivare a Fès dall'Italia è quello di raggiungere Casablanca con uno dei voli aerei della Royal Air Maroc e dell'Alitalia provenienti da Milano o Roma (costo circa 390 euro). Fès dista circa 220 chilometri da Casablanca e può essere raggiunta sia in treno (circa 4 ore) che in autobus (l'orario prevede 4 ore, ma preventivate pure un'ora in più. Noi ne abbiamo impiegate 6, ma l'autobus aveva avuto un problema ai freni). C'è anche un collegamento aereo da Casablanca in orario serale, ma non mi sembra il caso di prenderlo in considerazione.

Prima di partire è possibile avere altre infomazioni presso gli uffici dell'Ente Nazionale per il Turismo del Marocco che si trovano a Milano, in via Larga, 23, tel. 02 58303756, fax 02 58303970, E-mail: turismo.Marocco@tin.it - L'Ambasciata del Ma

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