1° Maggio a Cuba

stato: cuba (cu)

Data inizio viaggio: giovedì 25 aprile 2002
Data fine viaggio: venerdì 3 maggio 2002

Nel 2002 sono andato a Cuba in occasione del 1° Maggio. Tramite un amico cubano conosciuto a Roma ho potuto alloggiare presso una simpatica famiglia al centro dell’Havana, tutti simpaticissimi, filocastristi fino all’osso e grandi bevitori di rum.

L’Havana è una città bellissima e, se solo ci fossero più entrate economiche nel Paese tali da permettere severe ristrutturazioni, potrebbe essere considerata tra le più belle in assoluto.

Le passeggiate sul Malecon, con le bellissime facciate epoca coloniale a ridosso dell’Oceano, i bambini che si tuffano dai muretti nell’acqua ben diversa dall’acqua che bagna le spiagge turistiche di Varadero, i loro sorrisi sinceri, la gente, queste sono le immagini indimenticabili dell’Havana.

Inutile parlare delle mille contraddizioni di questo Paese, della politica di Fidel, dell’embargo che stritola l’economia locale, sarebbe inutile in questo contesto e lascio ad ognuno la propria idea a riguardo. Dico solo che questo popolo ha una dignità da far spavento; povero di soldi ma ricchissimo di spirito, pronti a difendere con i denti il poco che hanno e fin quando rimarrà nei loro cuori qualcosa di quel famoso animo rivoluzionario che portò la liberazione di Cuba dall’oppressione di Batista, questo Paese si distinguerà dagli altri come l’unico Paese capace di credere ancora ad un sogno, ad un ideale, condivisibile o meno.

A parte tutto comunque l’Havana Vecchia offre una varietà di locali dove si suona a tutte le ore, anche la mattina, e si bevono degli ottimi mojito.

Impressionante Plaza de La Revolucion con l’imponente monumento a Josè Martì alto più di 140 mt. Il viso del Che sovrasta sulla piazza dalla facciata del Ministero degli Interni.

La Cattedrale S.Cristobal in piena Havana Vieja in stile barocco è contornata da stupendi edifici del XVIII secolo. Lì vicino c’è anche la famosa Bodeguita del Medio, famoso per le frequentazioni di Hemingway oltre al Floridita (dove degustava il daiquirì), molto turistico però. Il mojito è preferibili in altri lidi.

Il Monastero di S.Francesco (1730) ha un bellissimo chiostro interno (le foto bisogna o pagarle o rubarle, incredibile), con una torre che si affaccia direttamente sul porto.

Plaza de Armas bellissima la sera con le sue librerie dell’usato ed i suoi locali, Calle O’really, la via più “mondana” dell’Havana, il Teatro San Martì ancora molto ben tenuto (qui cantò anche Caruso).

La sera sono stato condotto alla Fortaleza S. Carlos de la Cabana che domina l’accesso alla baia, dove gli inglesi si erano appostati per impadronirsi della città. Usato come prigione è oggi sede dell’Accademia militare. Ogni sera alle 21, un drappello di soldati in costume spara una salva di cannone verso la baia in ricordo del segnale di coprifuoco che chiudeva l’ingresso della città. Per arrivarci bisogna prendere il tunnel sotto il canale che unisce le due sponde.

Il Capitolio è il classico monumento che ricorda le influenze statunitensi. Architettura copiata dal campidoglio di Washington. All’ingresso una enorme statua alta circa 11 mt che raffigura la Repubblica.

Inevitabile una visita al Memorial Granma e quindi al Museo de La Revolucion.

Aline, la signora che mi ospita all’Havana, è una insegnante di storia e, visto il mio interesse per il suo Paese, ha pensato bene di farmi conoscere dei veri esperti. In un quartiere periferico dell’Havana, dove si praticano comunemente la “santeria”, culto sincretistico in cui figure e valori cattolici si mescolano con quelli di tradizione animista e africana, vivono i due più importanti studiosi di Ernesto Guevara, Froilan Gonzales e Adys Cupull. La loro casa, oltre che essere piena di oggetti particolarissimi è una vera e propria galleria dedicata al Che, unica al mondo e, cosa incredibile, non aperta al pubblico, ma visitabile solo grazie a particolari amicizie. Qui Aline ci porta la sua scolaresca in visita e io, che mai avrei pensato di poterne godere la vista, non finirò mai di ringraziarla per questa esperienza.

A circa 200 Km di distanza dall’Havana in direzione est arrivo a Santa Clara. Mi accompagna Esteban, il marito di Aline, insieme a Juan Carlos, un amico, con la sua auto e per il pranzo ci fermiamo prima a Santa Isabel de Las Lajas, una località di campagna dove vivono alcuni suoi parenti campesinos. Grande festa di accoglienza, lunghe bevute di rum cubano con un maiale che gira allegramente tra di noi ed uno che viene tagliato di fino per il pranzo. Il paese è famoso solo per aver dato i natali al famoso musicista cubano Benny Morè, il “barbaro del ritmo” e qui ci hanno fatto anche un museo di cui vanno tutti molto orgogliosi. Il paesaggio qui è totalmente composto da campi di canna da zucchero.

Nella periferia di Santa Clara troviamo il Mausoleo al Comandante Ernesto Che Guevara. Qui riposano i resti del Che morto in Bolivia; si possono anche visitare i tre vagoni che componevano il convoglio pieno di armi e soldati di Batista (Treno Blindado), fatto deragliare dalla guerrilla comandata appunto dal Che.

A parte questo Santa Clara non offre molto di più, ma una visita al centro della città è ugualmente doverosa. Il Parque Leoncio Vidal è la piazza principale della città.

Ci allontaniamo da Santa Clara per ritornare all’Havana.

Esteban mi dice che domani deve recarsi all’ovest e con l’occasione mi aggrego a lui per visitare quella parte di isola. Qui il paesaggio è completamente differente. A Vinales i campi sono coltivati interamente a tabacco (almeno in questa stagione) ed interessanti sono le costruzioni di paglia a piramide, visibili anche da lontano, dove sono messe ad essiccare le foglie. Al suo interno l’odore è veramente gradevole, tabacco puro. I caratteristici Mogote sono le tipiche alture che sovrastano la zona; praticamente sono alte poche centinaia di metri e sono ricoperte da una vegetazione tropicale. La zona è famosa per gli innumerevoli fenomeni carsici con caverne immense visitabili al loro interno.

Ho visitato la Cueva del Indio che si estende per circa 500 mt a piedi e poi si prosegue in barca per i canali sotterranei.

Inaspettatamente Aline mi ha procurato un posto in prima fila alla manifestazione del 1° Maggio a Plaza de La Revolucion. Alle 7 della mattina mi vengono a prendere rappresentanti del Partito per condurmi direttamente sul posto con uno speciale lasciapassare. Praticamente sono accanto gli alti vertici del potere e ancora non riesco a realizzare finchè non arrivo alla Plaza che, dire stracolma vuol dire non renderle giustizia. La moltitudine di cubani, ognuno con la sua bandierina, è proprio lì davanti i miei piedi. Comincio a pensare a quanti italiani vengono qui a Cuba per distendersi sulle bianche spiagge di Varadero oppure rimorchiare qualche bellissima ragazza dell’Havana, mentre io, povero pazzo, me ne sto qui a godere di questo spettacolo.

L’arrivo del Comandante en Jefe, Fidel Castro, nella sua classica tenuta militare, è acclamato da più di un milione di cubani. Discorso lunghissimo come da tradizione e spettacolo finale chiudono questa incredibile giornata. Molti sicuramente non approvano questo tipo di manifestazioni che lasciano poi insoluti i parecchi problemi che realmente Cuba ha, sia al suo interno che nei confronti del mondo. Resta comunque il fatto che l’impatto visivo di tale espressione, carica di quello spirito rivoluzionario che ben poco rimane nel cuore dei giovani cubani, è pur sempre un’immagine degna di nota e, senza voler entrare in particolare, resterà per me un felice ricordo.

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