Splendide Maldive : MALDIVE

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Diario di viaggio MALDIVE MALDIVE
Splendide Maldive

Kuramathi,Kandholudhoo,Ukulhas,Veligandu,Male

tramonto a Kandholudhoo
foto inserita il
24 Jan 2009 16:08
tramonto a Kandholudhoo
Pagine 1
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Splendide Maldive

Località: Kuramathi, Kandholudhoo, Ukulhas, Veligandu, Male
Regione: Ari, Rashdoo,Male Nord
Stato: MALDIVE (MV)
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Data inizio viaggio: mercoledì 13 gennaio 1999
Data fine viaggio: giovedì 21 gennaio 1999

Per una persona come me che ha visto molti luoghi in giro per il mondo è difficile entusiasmarsi così tanto come per un viaggio alle Maldive. Nessun aggettivo rende merito allo spettacolo della natura in cui ho potuto immergermi per una settimana. Certo è stato determinante anche l'aver indovinato in una vasta roulette di proposte le l'atollo giusto per trascorrere la mia vacanza. La fortuna ha voluto poi che con l'aiuto della rete spuntassi un prezzo molto interessante nonostante l'alta stagione ed eccomi in volo da Bologna verso Male.

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mercoledì 13 gennaio 1999 . la partenza

Lascio alle spalle un inverno particolarmente freddo e la neve trovata sull'Appennino durante il trasferimento in Emilia. Il volo notturno non permette la visione dall'oblò, peccato perchè sorvoliamo Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Siria, Arabia Saudita, Quatar e Oman. Cena e colazione in aereo, personale gentile ma non tutti i monitor funzionano. In compenso questo volo è semivuoto per cui voliamo più agiatamente anche se non riuscirò ad appisolarmi. Domani mattina l'alba ci coglirà sopra l'Oceano Indiano.
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giovedì 14 gennaio 1999 . Arrivo a Kuramathi

Come previsto il sole sorge mentre voliamo sull'Oceano Indiano poi, dopo qualche ora avvistiamo i primi atolli che da qua appaiono come dei puntini disseminati nell'immensità del mare. Le isole a nord sono assolate ma man mano che procedisamo il cielo si fà sempre più nuvolo. Per atterrare attraversiamo una fitta coltre di nubi che precede l'atterraggio a Male. In effetti l'aereoporto della capitale si trova su un isola di fronte, Hulule, che occupa interamente. Uno stretto braccio di mare lo separa dalla città, l'unica dell'arcipelago, che occupa completamente un isola di 2 km per 1 con palazzi multicolori. Dopo il veloce check-in ci informiamo al bancone dell'Universal Resort per il trasferimento a Kuramathi, un' isola di cui conosco davvero poco. Dopo un ora, con un traghetto veloce partiamo alla volta dell'atollo di Rashdoo, uno dei più piccoli tra i 26 che compongono le Maldive, un arcipelago che si estende sull'Oceano per più di 800 km da nord a sud. Durante il trasferimento passiamo davanti alle isole dell'Hinterland di Male i cui mari sono solcati da grosse navi mercantili, il cielo è nuvolo e quando lasciamo l'atollo di Male Nord per dirigerci a quello di Rashdoo comincia anche a piovere. Riesco pure a dormire risvegliandomi in prossimità di Kuramathi. Il tempo è brutto ma l'isola sembra bella nonostante la giornata cupa. Alla reception ci accoglie l'addetta italiana con un aperitivo e un piccolo asciugamano rinfrescante, ci viene consegnata la mappa dell'isola e un opuscolo informativo, poi un inserviente ci conduce al nostro bungalow. L'alloggio ha l'aspetto di una capanna circolare con pareti in muratura e tetto di paglia, l'arredamento è in stile coloniale, è ampia, dispone di un buon letto matrimoniale, frigorifero, cassetta di sicurezza a codice numerico, ventilatore a soffitto, aria condizionata, bagno con doccia e fon. L'ingresso è preceduto da una terrazzina con due poltrone in plastica e un tavolino, il mare è letteralmente a due passi e anche il reef. Sistemate le nostre cose andiamo a pranzo, siamo a pensione completa e il nostro ristorante è l'Haurage. La lunga sala da pranzo affacciata sul mare è formata da due ampie ali semicircolari coperte da un tetto di legno a capanna separate dalle due aree comuni dove viene servito il buffet. La prima area buffet propone antipasti, pane, frutta e dolci, l'altra primi e secondi. Ci viene assegnato il tavolo che sarà il nostro per tutta la durata del soggiorno, il cameriere che ci viene affidato si occuperà delle bevande che non sono comprese nel pacchetto e che salderemo alla fine. E' nostra intensione bere solo acqua anche se costa quasi 5 euro a bottiglia è il migliore dissetante. Il cibo è buono e vario, alterna piatti della cucina internazionale spesso rielaborati con sapori orientali alternati a specialità di quest'area geografica. Ci sono vari tipi di pane, numerosi antipasti, un vasto assortimento di contorni e insalate. Si può scegliere tra almeno tre secondi, sono sempre presenti un tipo di pasta, frutta tropicale della regione, una buona macedonia tropicale e qualche discreto dolce addizzionabile con top a vaniglia, frutti rossi o cioccolato. Decisamente si può asserire che i pasti sono buoni, vari ed abbondanti. Dopo pranzo torniamo al bungalow per un pisolino poi facciamo un sopralluogo dell'isola. Kuramathi non è il classico atollo circolare ma un isola che occupa una piccola parte della barriera corallina che forma l'atollo di Rashdoo che con i suoi 10 km di diametro è tra i più piccoli delle Maldive. Il suo territorio si allunga per 1 km e 700 metri e nel punto più largo misura 500 metri per poi assottigliarsi sempre di più fino alla lingua di sabbia che si proietta nel mare e le cui dimensioni aumentano progressivamente durante la bassa marea. Nonostante queste limitate misure Kuramathi è una delle isole più grandi dell'arcipelago!! A sud l'isola è bagnata dall'Oceano Indiano le cui onde si infrangono su un reef ubicato a pochi metri dalla costa, a nord la spiaggia è più ampia e lambita dalla laguna interna che però non presenta importanti formazioni coralline, a est dove raggiunge la massima larghezza si affaccia sul pass che la separa dall'isola di Rashdoo, a ovest si assottiglia nello stretto banco di sabbia. L'interno presenta una ricca vegetazione tropicale, un vero e proprio orto botanico con palme da cocco, banani, liane e fiori multicolori. In questa giungla sono immersi i bungalow di varie tipologie, da quello come il nostro al cottege. Kuramathi è così "grande" da poter ospitare tre resort, il Village dove risiediamo, il Cottege & Spa dotato di una terrazza sul mare per i massaggi e il lussuoso Blu Lagoon. Noi abbiamo libero accesso in tutti e tre ma i servizi offerti dal pacchetto si riferiscono solo al Village. Durante la nostra passeggiata esplorativa riesce a farsi vedere anche qualche raggio di sole ma tira vento, raggiungiamo comunque il famoso banco di sabbia che percorriamo fino in fondo. Torniamo indietro dalla spiaggia sulla laguna che appare più selvaggia con le svettanti palme che ondeggiano al vento e la vegetazione che sfiora il mare. Nonostante la giornata cupa e un pò di pioggia il sopralluogo è compiuto e l'isola ci soddisfa pienamente anche se non è il classico atollo corallino che contiamo di vedere in una delle escursioni offerte dal resort. Per questo alla reception prenotiamo subito l'Island Hopper per il mattino seguente, una minicrocera alla scoperta di tre isole. Dopo un ottima cena al ristorante andiamo in camera con l'ombrello che ci hanno fornito e che ci ha fatto compagnia per tutto il giorno. Ci aspettavamo il sole dei tropici ma siamo a meno di 400 km dall'equatore e queste perturbazioni sono prevedibili. Sempre a causa della latitudine le ore del giorno e quelle della notte sono uguali, non esistono stagioni e alle 18,30 fà buio. Giunti al bungalow troviamo la lettera che ci informa che causa maltempo l'escursione è annullata. In effetti durante la notte si rovescia sull'isola un forte acquazzone ma siamo troppo stanchi per distoglierci dal sonno.
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venerdì 15 gennaio 1999 . Kuramathi

Dopo il diluvio notturno anche il mattino non è dei migliori, per tutto il giorno assisteremo a brevi schiarite, timidi raggi di sole, vento e pioggia. Anche per oggi indispensabile usufruire dell'ombrello messo a disposizione del resort. Una nota positiva è che con questo tempo le foto della vegetazione e delle spiagge vengono discretamente perchè il sole non disturba. La piccola giungla è viva, si sentono strani versi di animali esotici piùforti del fruscio del vento che agita le alte palme e si vedono insoliti animali. Anche la fauna da me conosciuta qui assume altre sembianze, grossi gechi hanno colori particolari, inoffensivi serpenti si aggirano tra le foglie, con il calar della sera pipistrelli di notevoli dimensioni si appendono ai rami degli alberi e piccoli granchi risalgono dalle onde per scavare profondi buchi sulla sabbia. Sulla riva strani uccelli simili a gabbiani osservano il mare muovendosi con eleganza mentre altri volatili assimilabili ai picchi svolazzano tra la vegetazione che sporge sul mare. Tutti questi animali non si curano troppo di noi umani e non fuggono al nostro passaggio. La giungla è molto curata, al mattino presto il numeroso personale dell'isola rastrella le stradine di sabbia che attraversano Kuramathi, potano le piante, colgono i cocchi. Sperimentiamo anche la colazione, un abbondante e gustoso buffet dove si possono assaporare specialità continentali, anglosassoni e americane. Ci sono le uova strapazzate, quelle sode, il becon, i fagiolini al keciap, affettati, wurstel, croissant, donut, plumkake, vari tipi di pane, marmellate classiche e tropicali. Eccezionale la frutta esotica come ananas, papaya ma anche cocomero e piccole banane nonchè un buonissimo yogurt con frutta, non quello cremoso che si mangia in Italia ma quello fatto con i fermenti lattici vivi.
Durante la mattinata tra un acquazzone e l'altro troviamo il tempo di fare un po di spiaggia e il primo bagno davanti al nostro bungalow. Dopo l'abbondante pranzo ci riposiamo a letto per un paio d'ore poi ci trasferiamo sull'altro lato dell'isola, sulla grande spiaggia che si affaccia sulla laguna vicino al Water Center. Prima di cena prenotiamo alla reception l'escursione a Kandholu, un isola di cui ho raccolto la mattina poche informazioni dalla ragazza italiana del tour operatore. Dalle notizie non sappiamo se il posto sarà bello ma oggi abbiamo perso a causa del tempo l'Island Hopper e io desidero vedere altre isole oltre a quella dove ci troviamo e così ci iscriviamo al Tour a Kandholu che parte all'indomani e torna la sera del giorno successivo. Dopo cena facciamo una breve passeggiata fino al Fung Bar che si affaccia con la sua ampia spiaggia sul pass di fronte all'isola di Rashdoo. Osserviamo il cielo che nel frattempo si è sbarazzato delle nubi lasciando il posto al firmamento di stelle che lascia ben sperare per l'indomani. Rientriamo quindi al bungalow per il pernotto.
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sabato 16 gennaio 1999 . da Kuramathi a Kandholudhoo

Finalmente ci svegliamo con il sole, mettiamo lo stretto indispensabile in un piccolo zaino, consumiamo la colazione al ristorante e ci portiamo alla reception in attesa di partire per l'escursione a Kandholudhoo. Saliamo su una barca a motore insieme a due coppie di russi, il mare è calmo e il cielo terso. Durante il tragitto avvistiamo alcune isole in lontananza e passiamo vicini ad un banco di sabbia in mezzo all'Oceano. Senza rendercene conto siamo entrati nell'atollo di Ari e puntiamo diritti sulla nostra meta, una delle numerose isoole che esso racchiude, racchiuse da un reef e quindi atolli a loro volta. Man mano che ci avviciniamo si delinea il profilo dell'isola, finalmente un atollo classico delle Maldive, come generalmente si immaginano ai tropici. Approdiamo su un molo di legno che scavalca il reef e veniamo accolti nella minuscola reception con un buon gelato di frutta esotica e il solito asciugamano intriso d'acqua per rinfrescarsi. Un inserviente ci mostra la sala massaggi affacciata sul mare poi ci conduce al nostro alloggio. Il bungalow è molto elegante, ha un comodo letto, il frigo-bar che non useremo, la macchina per il caffè solubile, una grossa televisione al plasma che trasmette canali satellitari, teli mare e soffici asciugamani. Il bagno con doccia è all'aperto come in tutte le sistemazioni di lusso delle Maldive e la spiaggia è davvero a due passi. Fare il sopralluogo dell'isola è estremamente veloce, Kandholudhoo chiamata anche semplicemente Kandholu è una minuscola isola interamente circondata da una vicinissima barriera corallina dotata di due pass artificiali. Lo stretto interno è ricoperto da palme e vegetazione non molto varia e ovunque c'è solo sabbia. Nonostante le ridottissime dimensioni, l'intero periplo si compie in cinque minuti, basta spostarsi di una ventina di metri che cambiano ambiente e condizioni meteo: su un versante mare calmissimo, sull'altro vento e mare mosso; da una parte sabbia impalpabile, dall'altra spiaggia formata da sottilissimi granelli corallini. Il candore delle spiagge, la rigogliosa vegetazione tropicale, il mare color smeraldo racchiuso dal reef fanno di Kandholu un isola paradisiaca, uno dei posti più belli visto nei miei numerosissimi viaggi. Ma non basta, il reef dell'atollo è uno dei più belli dell'intero arcipelago e basta mettere i piedi in acqua per ritrovarci tra mante, squaletti e altri pesci multicolori. Faccio più volte il giro di quest'isola che mi entusiasma per il suo splendore, Kandholudhoo più che un resort è una spa, ci sono solo 16 bungalow, la sala massaggi, la reception e un ristorante con a fianco un bar. La mia escursione prevede la pensione completa e il ristorante propone elaborati piatti alla carte serviti da simpatiche cameriere in un caratteristico ambiente con sabbia al posto del pavimento. Qui non si può che fare del dolce ozio passeggiando sulla spiaggia o osservando uno splendido tramonto arricchito da una grossa imbarcazione ormeggiata a largo. Sull'isola l'energia è scarsa per cui bisogna usarla con parsimonia, non c'è fon in camera, ci viene fornita una torcia a pila e al ristorante si cena a lume di candela. Rientriamo in camera pienamente soddisfatti del luogo, del tempo e di questa splendida giornata che volge al termine.
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domenica 17 gennaio 1999 . magnifica Kandholudhoo e rientro a Kuramathi

Ci aspetta una plendida giornata di sole, fà caldo come da noi ad Agosto e il mare su almeno metà della circonferenza dell'isola è una tavola. In due passi siamo al ristorante che si trova proprio al confine tra la zona secca e quella dove spira come ieri un fastidioso vento. In pratica nel ridottissimo spazio del ristorante è sufficente scegliere il tavolo giusto orientato verso la parte dell'isola non ventilata per stare divinamente. La colazione è a buffet e la nostra gentilissima cameriera si limita a portarci te e caffè. Su una barca trasformata in espositore ci sono frutta fresca, succhi tropicali, pancakes con sciroppo d'acero e altre leccornie. Non mi abbuffo perchè in tarda mattinata ho programmato lo snorkeling con la gentile signora tedesca che gestisce il piccolo Dive Center. Per favorire la digestione effettuo per l'ennesima volta il breve giro dell'isola. Allo snorkeling partecipano pure le due coppie di russi giunti sull'isola con noi. Indossati maschera, boccaglio e pinne noleggiati al Dive Center andiamo al molo dove siamo approdati ieri per affrontare il reef esterno, il mare però in quel punto è troppo mosso per cui siamo costretti a desistere. Raggiungiamo il reef da uno dei due pass artificiali e ai nostri occhi si apre lo spettacolo di una barriera viva con coralli variopinti e pesci multicolori. Purtroppo il mare che anche qui non è proprio calmo non permette un ottimale visibilità. Tornati a riva e riconsegnata l'attrezzatura trascorriamo la giornata ad oziare sulla spiaggia immergendoci di tanto in tanto in un mare cristallino dove spesso avvistiamo mante e altri pesci. Ovviamente il nostro dolce far niente è interrotto dal pranzo nel bel ristorante dell'isola, tetto di paglia e pavimento di sabbia. Alle 17 dal molo riprendiamo l'imbarcazione per Kuramathi, il mare è mosso per cui con il barcone dell'andata ci limitiamo a raggiungere un battello molto veloce che in meno di un ora ci riporterà al nostro resort. Arriviamo giusto per cena, raccontiamo con entusiasmo la nostra meravigliosa escursione alle persone con cui abbiamo stretto amicizia al resort e dopo il pasto andiamo a trovare alcuni di loro nel cottege dove risiedono. Torniamo al nostro bungalow felici per un indimenticabile giornata.
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lunedì 18 gennaio 1999 . snorkelling day

Anche oggi è una splendida giornata di sole, ne approfitto e mi alzo di buon ora per andare a vedere il fenomeno della bassa marea che prolunga il banco di sabbia dell'isola. Dopo una lunga passeggiata nel bell'orto botanico che costituisce l'interno di Kuramathi giungo al sandbank. Il sole riflette così forte sulla sabbia chiara che è quasi impossibile tenere gli occhi aperti. Le limpide acque dell'Oceano e della laguna interna si incontrano dove finisce questa lingua di soffice rena. Il moto leggero delle onde restringe a vista d'occhio il prolungamento della spiaggia verso il mare, isolandone ora una parte che più tardi con l'innalzamento della marea sicuramente ingollerà. Alzando i calzoncini cammino nell'acqua fino a raggiungere la parte del banco di sabbia già separato dal resto dell'isola. Ripercorro all'indietro la strada fino alla reception, stamani salto la colazione perchè mi aspetta il "Safari snorkelling". Noleggiata l'attrezzatura al Marine Shop mi imbarco con numerose altre persone su un battello a motore che ci conduce di fronte all'isoletta disabitata di Madivaru. Qui insieme agli altri mi immergo non senza difficoltà perchè il mare è mosso e le onde finiscono per far entrare acqua nel mio boccaglio. Riesco a vedere i fondali con coralli e pesci ma quando risalgo sulla barca sto Male, forse l'aver ingerito acqua salata, sicuramente il mare mosso, mi provocano nausea per cui preferisco sdraiarmi e chiudere gli occhi rinunciando a partecipare alla seconda parte dello snorkelling davanti all'isola di Rashdoo. Dopo pranzo approfittando dell'attrezzatura noleggiata faccio snorkelling nelle acque vicino al nostro bungalow dove comunque si aggirano tra i coralli molti pesci. Verso sera passeggiamo fino al resort Blu Lagoon dove ogni giorno un ragazzo maldiviano ha abituato le razze a prendere nutrimento da lui. Questi strani pesci romboidali che generalmente scappano se ti avvicini e che hanno una coda velenosa si avvicinano a questo ragazzo come fossero cagnolini, saltandogli letteralmente addosso. La sera dopo cena andiamo con alcuni amici al bar sulla spiaggia di fronte all'isola di Rashdoo per bere un cocktail di frutta a lume di candela. C'è una signora di colore che suona una tastiera e ne approfittiamo per ballare. Siamo giunti al termine anche di questa piacevolissima giornata e torniamo al nostro alloggio.
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martedì 19 gennaio 1999 . relax

Oggi niente escursioni, ci dedicheremo interamente all'isola. Dopo colazione faccio la mia consueta passeggiata fino al banco di sabbia, fa bene per mandar giù un pò di kg visto che qui si mangia tanto e bene. In effetti tra andata e ritorno sono circa 3 km e mezzo senza considerare le altre numerose passeggiate nel corso della giornata. Del resto a me non piace stare spaparazzato a prendere il sole e preferisco una buona camminata tra la natura. Raggiunta la spiaggia davanti al nostro bungalow mi immergo per ripetere lo snorkelling di ieri sera, favorito oggi dalla bassa marea raggiungo il pass artificiale che immette sul reef ma non riesco ad andare oltre perchè l'acqua troppo bassa non permette di nuotare. Osservo allora i pesci che si aggirano tra i coralli vicino alla riva. Purtroppo oltre alla bella fauna marina ci sono molti "stronzi di mare" che sinceramente fanno un pò schifo. Bisogna inoltre stare molto attenti alle pietre e ai coralli perchè possono tagliare per cui anche dove l'acqua è bassissima cammino con in piedi le pinne che ho deciso di tenere, insieme a tutta l'attrezzatura, anche per oggi. Dopo pranzo nuova passeggiata sull'isola per una full immersion nella rigogliosa vegetazione tropicale, quindi sulla spiaggia davanti alla reception dove abbiamo appuntamento con alcuni nostri amici. Qui faccio uno snorkelling migliore di quello della mattina, c'è un altro pass artificiale dove l'acqua più alta mi permette di osservare una buona parte del reef. I pesci sono numerosi e avvisto anche degli innocui squaletti. Oziamo un pò sulla spiaggia, facciamo una passeggiata fino ai water-bungalow quindi andiamo a cena. Anche oggi è stata una bella giornata, domani ci aspetta un altra escursione, quella che era stata annullata per maltempo nel nostro secondo giorno a Kuramathi.
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mercoledì 20 gennaio 1999 . Island Hopper

Anche oggi si prospetta una splendida giornata estiva e finalmente potremo fare Island Hopper, l'escursione a cui tenevo molto. Siamo poco più sopra dell'equatore e a queste latitudini non ci sono le stagioni come le conosciamo noi, la temperatura sia in mare che in terra è più o meno costante e il sole pur picchiando forte è mitigato dal vento che soffia sulle isole. In pratica la differenza tra un giorno e l'altro la fanno gli acquazzoni come quelli a cui abbiamo assistito nei primi due giorni e la forza del vento. Oggi c'è solo una leggerissima brezza che rende la giornata perfetta per l'escursione ma non per la nostra pelle. Con la brezza non si percepisce la reale forza dei raggi solari che finiscono con l'abbronzarci eccessivamente. Dopo colazione salpiamo dal molo principale con la stessa barca a motore del safari snorkelling, siamo in 37 turisti di diverse nazionalità, 3 persone di bordo e una guida italiana che parla almeno quattro lingue. Lasciamo l'atollo di Rashdoo per quello di Ari facendo sosta, dopo esser passati vicino ad un isolato banco di sabbia, a Ukulhas. Questa è una delle 200 isole abitate dai maldiviani, un popolo cordiale di gente di bassa statura e carnagione scura dedito principalmente alla pesca e alla cantieristica. Parlano una lingua derivata dal salscrito che si scrive con incomprensibili caratteri e professano la fede musulmana motivo per cui le donne, anche se non obbligate, indossano il velo e lunghi indumenti. Anche le donne del nostro gruppo in segno di rispetto si coprono spalle e ginocchia. Passeggiamo nelle strade sterrate del villaggio dove circola solo qualche scooter, pochi negozi si affacciano davanti al porto e sulla strada principale. Le case esternamente sono squallide ma sbirciando dalle finestre si intravede che all'intrerno sono ben tenute. Sembra che vivono il loro miserabile stato con dignità, le donne sono intente a ramazzare queste vie polverose, a curare i loro scarni cortili dai quali sporge qualche albero del pane o di water fruit, un frutto locale. Sull'isola che ospita circa 400 persone è presente un piccolo presidio medico di primo soccorso, un tribunale che si occupa di contenziosi di minore entità e una scuola ben tenuta perchè sembra che qui prestino grande interesse all'istruzione e le Maldive sono il Paese dell'Asia meridionale con meno analfabeti. Per questo sono orgogliosi di farci visitare la linda scuola dove i ragazzi sono tutti in divisa attenti ad ascoltare i loro insegnanti. Andiamo a vedere anche il misero cantiere dove si costruiscono dei coloratissimi yacht in vetroresina il cui costo sembra aggirarsi sui 400000 dollari, un enormità se si pensa che il salario medio di questa gente è 150 dollari. Sulla strada polverosa che riconduce al porto una bambina dolcissima di circa un anno e mezzo prima osserva con attenzione la mia compagna poi gli corre incontro abbracciandola, un gesto che ci intenerisce. Un'ultima occhiata al porticciolo dove pitturatissimi barconi da pesca fanno da contrasto al mare color smeraldo. Lasciamo Ukulhas con il ricordo di quella tenera bambina e con la consapevolezza che le Maldive sono soprattutto queste e non solo le 82 patinatissime isole-resort. Proseguiamo la minicrocera transitando davanti a Kuramathi per raggiungere nell'atollo di Rashdoo l'isola di Veligandu. Qui c'è un resort a cinque stelle da poco rinnovato, un banco di sabbia coperto da pochi centimetri di acqua che si protende per decine di metri davanti ai water-bungalow, una spiaggia di delicata sabbia bianca lambita dalle acque turchesi della laguna e una bella piscina che si affaccia sul mare. Faccio il bagno nella laguna, ieri sera ho riconsegnato al Marina shop le pinne ma ho tenuto maschera e boccaglio così posso farmi una nuotata nei bassi fondali che mi permettono visioni straordinarie di coralli e pesci anche perchè il mare è perfettamente piatto e limpido. Dal molo dove è ormeggiata la nostra barca vediamo un branco di delfini dirigersi a largo. Da Veligandu ripartiamo per la minuscola isola disabitata di Madivaru nei dintorni della quale l'acqua è talmente bassa che dobbiamo ancorare a largo per farci venire a prendere da un piccolo donhi, il gozzo tipico delle Maldive. Anche il donhi non riesce però a portarci a riva e così gli ultimi metri li facciamo a piedi con l'acqua ai ginocchi e lo zaino sulle spalle. L'isola è davvero piccolissima, c'è qualche cespuglio, una spiaggetta che gli gira intorno, un mare turchese trasparentissimo e caldo. Ad attenderci un cuoco del nostro resort con un barbecue a base di pesce e frutta tropicale. Dopo essermi rifocillato raggiungo l'isoletta gemella ancora più piccola e poco distante, lo faccio camminando con i piedi nell'acqua e utilizzando le ciabatte di plastica per non ferirmi con le numerose pietre presenti in mare. Una volta giunto dall'altra parte percorro l'intera spiaggia dell'isoletta per poi tornare a camminare in acqua dalla parte opposta. Seguendo gli altri percorro a piedi un buon tratto di mare che man mano si fa più profondo fino ad essere costretto a nuotare per raggiungere tre meravigliosi scogli di corallo che emergono dal fondo del mare fin quasi in superfice dove si aggirano moltissimi pesci, uno spettacolo eccezzionale, il miglior snorkeling che abbia mai fatto come ciliegina sulla torta di questo viaggio alle Maldive. Fatto il percorso all'inverso lascio l'isoletta gemella e sempre camminando nell'acqua raggiungo il piccolo banco di sabbia che emerge dal mare tra le due Madivaru. Tornato sull'isola del barbecue trovo una piacevole sorpresa, il nostro cuoco ha trovato un grosso granchio che non sembra aver alcuna paura di noi umani, passeggia sulla spiaggia tra gli zaini e i teli da mare, simpatica davvero questa bestiolina. Mi immergo nel mare bassissimo e caldo, sembra di entrare in una vasca da bagno, che paradiso!!! Anche per tornare a Kuramathi dobbiamo fare lo stesso percorso, a piedi fino al donhi con cui raggiungiamo la barca a motore per il rientro al resort. Durante il tragitto osserviamo in mare strani pesciolini che in branco saltellano sulla superfice del mare come se volessero prendere aria. Soddisfatto di questa bella escursione riconsegno l'attrezzatura da snorkelling al Marine shop e andiamo a cena. Prima di rientrare per il pernotto ci fermiamo al bungalow di una coppia che abbiamo conosciuto qui, lui in questi giorni ha raccolto i cocchi che sono caduti spontaneamente a terra dalle numerose piante dell'isola. Stranamente pur essendoci moltissime palme a Kuramathi raramente ci sono stati dati cocchi al ristorante. Con piacere ci vengono serviti dai nostri amici un paio di questi frutti tropicali da cui succhiamo il dolcissimo nettare direttamente dal guscio poi una volta aperti ne mangiamo pure la polpa. Purtroppo la vacanza volge al termine, domani mattina dovremo alzarci presto per cui andiamo a dormire.
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giovedì 21 gennaio 1999 . il rientro

Alle 5,30 della notte squilla il telefono del nostro bungalow per avvisarci che entro 15 minuti dobbiamo depositare i bagagli fuori dalla porta e recarci poi al ristorante dove verrà servita la colazione. Fà presto giorno perchè qui all'equatore le ore del giorno e della notte sono uguali tutto l'anno. Consumato il pasto partiamo con un battello veloce alla volta dell'aereoporto di Male. Passando vicino ad alcune isole non turisticamente interessanti e sfiorando la capitale che si mostra davanti a noi con i suoi palazzi colorati su cui spicca la cupola dorata del Centro Islamico, approdiamo a Hulule. L'isola è interamente occupata dall'aereoporto, il tempo per il check-in, una veloce visita ai negozi diuty-free poi a bordo dell'Eurofly per Bologna via Milano. L'aereo è quasi vuoto per cui posso spostarmi da un posto all'altro per vedere dagli oblò le isole artificiali a forma di pianta di Dubai, la penisola del Quatar, il deserto dell'Arabia Saudita, la costa della Siria, l'isola di Cipro, le montagne della Turchia poi una coltre di nubi che non permette di vedere nessun tratto d'Europa. Atterriamo a Milano che c'è la neve e fa freddo, sosta di circa tre ore e poi con lo stesso aereo volo per Bologna. Il viaggio è finito ma è stata una grande vacanza in uno dei posti più incantevoli della terra.

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tramonto a Kandholudhoo

ristorante Kandholudhoo

Kandholudhoo

Ukulhas

Veligandu

Madivaru

Kuramathi,sandbank

Kuramathi

Kuramathi
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