Da una vacanza ad una scelta di vita: dalla valle D’Aosta alla Thailandia : TAILANDIA

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Diario di viaggio TAILANDIA TAILANDIA
Da una vacanza ad una scelta di vita: dalla valle D’Aosta alla Thailandia

2 PARTE

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Da una vacanza ad una scelta di vita: dalla valle D’Aosta alla Thailandia

Località: 2 PARTE
Regione: PHUKET
Stato: TAILANDIA (TH)
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Data inizio viaggio: sabato 1 gennaio 2005
Data fine viaggio: sabato 1 gennaio 2005

2 PARTE

Alla luce di tuttocio’ rimasi piuttosto deluso e comincia seriamente a dubitare che la mia ricerca potesse avere un esito positivo. Nel gennaio 1996 senza piu’ farmi troppe illusioni, decisi di fare un ultimo tentativo e puntai sull’oriente, anche questa volta scelsi forse il paese piu’ classico e famoso; la Thailandia; Risultato finale pienamente riuscito, obiettivo centrato!
Visitai per prima la capitale Bangkok. Citta’ che mi ha sempre affascinato, la mia preoccupazione viste le precedenti esperienze era la sicurezza ma subito capii che qui’ era un’altra cosa; sara’ forse per la cultura orientale dei tailandesi, sara’ per la loro diversa concezione di vita o piu’ verosibilmente per l’isegnamento della filosofia religiosa del buddismo, sta di fatto che qui’ la sicurezza e l’ordine pubblico sono quasi una garanzia ora devo purtroppo in parte ricredermi e rivedere quanto sopra affermato, perche’ proprio in questi giorni di sera in una strada leterale poco frequentata: sono stato aggredito, malmenato e derubato del borsello,contenente pochi soldi e il cellulare. Lo devo segnalare per correttezza con chi mi legge evidentemente trovandomi in un paese a basso rischio, ha commesso l’errore di abassare troppo la guardia e ne ho pagato le conseguenze; bastava prendere un minimo di precauzione: evitando di percorrere alla sera strade poco frequentate, un vero peccato! Il mio viaggio prosegui’ in seguito verso sud nelle famose localita’ marine di Ko Samui e l’ancor piu’ famosa Phuket: ne rimasi veramente estasiato: un mare cristallino in un vasto arcipelago intorno alle 2 isole maggiori, che subito mi ricordarono facendo le dovute proporzioni geografiche-latitudinali, all’arcipelago della Grecia insieme alla sua sicurezza.
Subito dissi: questo e’ il mio posto!
Gli anni successivi tralasciai qualsiasi altro programma di ricerca ed iniziai qui’ uno studio approfondito, venendo a soggiornare tutti gli anni da gennaio a marzo. Per varie ragioni logistiche scelsi l’isola di Phuket anche se forse Ko Samui e’ ancora piu’ bella e genuina.
Phuket e’ collocata geograficamente tra il settimo e l’ottavo parallelo dell’emisfero boreale , quindi nella fascia equatoriale.
Per quanto mi riguarda il clima e’ eccezionale: le temperature massime mai scendono al di sotto 32 gradi centigradi e le minime mai sotto i 26 gradi anche se ufficialmente (forse per non spaventare troppo chi soffre eccessivamente il caldo) vengono forniti dati con temperature piu’ basse, c’e’ da sottolineare che quasi mai e’ un caldo umido e afoso, in ogni caso ottimo per le mie esigenze!
Un altro fattore molto importante soprattutto per noi italiani e’ la cucina : esistono ovunque molti ristoranti italiani, per chi non ama secondo me a torto la cucina locale, avra’ qui’ la sensazione almeno a livello culinario gastronomico di soggiornare in una qualsiasi localita’ italiana.
Anche per l’alloggiamento non vi e’ alcun problema; esistono una miriade di possibilita’ per tutte le tasche; dai bungalow agli alberghi piu’ tradizionali,con prezzi chevariano dai 500 bath (circa 10 euro) in camera doppia per una sistemazione gia’di discreto livello (prezzi anche inferiori per sistemazioni piu’spartane in camere vetustamente arredate), fino a 1000 /1500 bath (20/30 euro) sempre in doppia per ottime sistemazioni.Non mancano poi naturalmente le strutture di alto e altissimo livello che io non ho mai preso in esame.
Anche il costo del mangiare e’ molto economico: si puo’ mangiare bene (io sono una cattiva forchetta) con l’equivalente di 4 -5 euro, fino a prezzi poco piu’ elevati per le buone forchette; i ristoranti italiani applicano in genere prezzi leggermente superiori ai locali ma non mancano nemmeno self- service italiani.

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  • anerio grisetti
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