PUKHET. I DEVOTI DEGLI DEI IMPERATORI : TAILANDIA

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Diario di viaggio TAILANDIA TAILANDIA
PUKHET. I DEVOTI DEGLI DEI IMPERATORI

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PUKHET. I DEVOTI DEGLI DEI IMPERATORI

Regione: ISOLA DI PUKHET
Stato: TAILANDIA (TH)
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Data inizio viaggio: sabato 11 ottobre 2003
Data fine viaggio: lunedì 20 ottobre 2003

Pukhet , nella mente degli occidentali, solo spiaggie, sole, farniente e ore piccole, invece nasconde anche una vita e riti tutti suoi difficilmente immaginabili nell'aria condizionata degli albergi di lusso...

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sabato 11 ottobre 2003 . PUKHET: I DEVOTI DEGLI DEI IMPERATORI

Prima ci sono i tamburi, poi i petardi e finalmente i devoti degli dei imperatori. Il rumore dei tamburi e dei petardi è onnipresente: senza, nessuna cerimonia, nessun rito è possibile. A cacciare i demoni e gli spiriti cattivi, è il fracasso dei tamburi e dei petardi, che i fedeli portano al tempio, per augurare buona fortuna a tutta la comunità taoista.
Siamo nell'isola di Pukhet, nel sud della Tailandia, il primo giorno del nono mese lunare, giorno dell'inizio del festival vegetariano, avvenimento religioso di origine cinese.
Folle di fedeli, tutti di bianco vestiti, invadono giorno e notte i vari templi cinesi dell'isola, quasi un pellegrinaggio alla ricerca di pace e fortuna e una densa nuvola di fumo avvolge le statue sacre e i vari altari, talmente le devozioni sono intense.
I fedeli, durante il festival, oltre alle preghiere rituali devono sottomettersi ad alcune regole come: vestirsi di bianco, seguire una dieta strettamente vegetariana, non mentire o usare un linguaggio osceno.
Il primo festival ebbe luogo nel centro dell'isola quasi 200 anni fa, iniziato da una compagnia di opera, venuta dalla Cina a divertire i minatori cinesi che lavoravano nelle miniere di stagno.
Dopo qualche mese, la compagnia si ammalò...
I riti religiosi celebrati in Cina e abbandonati al loro arrivo in Tailandia, tornarono in mente ai membri dalla compagnia; quindi decisero, per nove giorni e nove notti, di astenersi di mangiare carne, e di ripristinare certe cerimonie per purificare corpo e mente, in modo da essere in grado di cacciare il demonio.
La compagnia guarì...e gli abitanti incuriositi decisero l'anno successivo di seguire questi precetti.
I numero di praticanti cresce ogni anno, e ora, il festival celebrato in tutta l'isola, attira taoisti da ogni parte del mondo.
Le processioni iniziarono anni dopo, quando un abitante di Pukhet andò in Cina e invitò il sacro Hia Lan a venire ad abitare nell'isola. Con lui portò libri sacri, e il popolo andò in processione al porto ad aspettare la sua nave sacra, dando cosi origine alle processioni.
Oggi, le processioni, sono delle lunghe colonne di fedeli precedute da immagini sacre, che sfilano per le strade a suon di tamburi, musica e petardi. Nelle processioni prendono parte anche dei devoti che si autotorturano con vari oggetti: coltelli, sbarre di ferro, aghi, chiodi, rami d'alberi, bottiglie...
Questi devoti, posseduti dagli dei, sono investiti da poteri soprannaturali e si autotorturano per cacciare i demoni e, cosi facendo dare fortuna alla comunità.
Troviamo due categorie di devoti: quelli che hanno ricevuto ordini di autotorturarsi, ai quali gli dei accorderanno una vita più lunga; e i devoti scelti dagli dei per le loro qualità morali.
La forza di questo festival, malgrado certi aspetti carnevaleschi, risiede nella fede profonda dei suoi partecipanti, nella dimostrazione durante i riti della potenza degli dei imperatori, nell'impressione di pace e di serenità che si legge sui volti dei fedeli, invogliando altre persone a convertirsi.
Altri riti prevedono di camminare sul fuoco, scalare scale di coltelli e lame affilatissime, come pure bagni di olio bollente.
Nell'aria è palpabile il fervore dei fedeli, e sotto gli occhi degli dei imperatori, usciti per l'occasione dal tempio, la danza di transe dei devoti attorno al braciere è iniziata...
Ogni devoto invoca gli spiriti del bene a modo suo: passi di danza, salti, movimenti incontrollati di tutto il corpo, gesti leggeri come un invito agli dei di unirsi alla danza, benedizione del braciere, mentre il tintinnio del tamburo esaspera l'attesa della liberazione.
Finalmente, i devoti, uno ad uno si lanciano e, saltando,... correndo,... camminano sul fuoco benedendo tutta la comunità.

G. LUNETTA angy8@bluewin.ch




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