Vietnam, tante realtà : VIETNAM

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Diario di viaggio VIETNAM VIETNAM
Vietnam, tante realtà

Delta del Mekong, Saigon, Dalat, Nha Trang, Hoi An, Huè, Hanoi, Sapa, Halong Bay

il delta del Mekong
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03 Apr 2007 12:42
il delta del Mekong
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Vietnam, tante realtà

Località: Delta del Mekong, Saigon, Dalat, Nha Trang, Hoi An, Huè, Hanoi, Sapa, Halong Bay
Stato: VIETNAM (VN)
2

Data inizio viaggio: giovedì 8 febbraio 2007
Data fine viaggio: venerdì 2 marzo 2007

siamo entrati in Vietnam via fiume dalla Cambogia e abbiamo visitato le seguenti località:
Delta Mekong
Saigon
Dalat,
Nha Trang,
Hoi An,
Huè,
Hanoi,
Sapa,
Halong Bay

PREMESSA:
Dopo un anno d’intrepida attesa e studio finalmente mi sono goduta il viaggio in Cambogia e Vietnam.
Il viaggio è durato un mese ed abbiamo scelto la stagione secca ma già un po’ calda di febbraio, come di consueto abbiamo affrontato il viaggio con lo zaino in spalla e quasi nessuna prenotazione.

Il nostro viaggio è iniziato a Siem Reap,poi Phnom Penh in Cambogia, per poi percorrere tutto il Vietnam da sud verso nord comprendendo le classiche mete quali:
Delta del Mekong (Chau Doc e Cantho)
Saigon (escursione ai Cu chi tunnel)
Dalat, Nha Trang (escursione isole)
Hoi An, Huè (escursione fiume dei profumi)
Sapa (trekking villaggi minoranze etniche)
• Baia di Halong
Hanoi (escursione pagoda dei profumi).

La maggior parte dei trasferimenti li abbiamo effettuati con i bus della Sinh Cafè, un tour come gli altri, infatti copiando questo tour operator di successo ne sono spuntati tanti altri che a volte offrono viaggi migliori, a volte no e a volte, se hanno pochi partecipanti li aggregano per ripartirsi i costi.

Il Vietnam è un paese complesso con situazioni culturali, storiche e sociali molto diversificate al punto che si ha l’impressione di visitare tanti paesi diversi.

Per questo motivo inserirò, per ogni città, un commento specifico mentre nella presente opinione commenti più sintetici e qualche informazione pratica per organizzare il viaggio.

? DIARIO DI VIAGGIO
Il nostro ingresso in Vietnam è stato attraverso il Mekong un po’ per il cuore, l’idea romantica di attraversare una frontiera vera, un po’ per la ragione, per ottimizzare gli spostamenti.

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giovedì 8 febbraio 2007 . frontiera e delta del Mekong

A Phnom Pehn, presso la Capitol Tour abbiamo acquistato un pacchetto comprendente tre giorni di tour e due notti in hotel (35 usd a testa) che dalla capitale cambogiana, attraverso il Mekong, ci ha consentito di visitare il delta fino ad arrivare a Saigon (ora Ho Chi Min).
La navigazione ha il grande vantaggio di permettere di ammirare il paesaggio con la ricca vegetazione tropicale, i villaggi dei pescatori lungo il fiume e lo scorrere placido della vita locale che inevitabilmente è legata ai ritmi del Mekong e da lui dipende. Si attracca alla frontiera e si scende per il controllo dei documenti, per risalire subito dopo giusto per percorrere pochi metri. La nuova sosta è per la dogana vietnamita, dove siamo costretti a pagare la tassa di quarantena (?!) pari a 2.000 dong (1 usd = 16.000 dong). Nell’attesa della documentazione ne approfittiamo anche per pranzare. In mezzo ai polli in quarantena (alla faccia dell’aviaria?!) il confine segna anche il cambio di’imbarcazione e di guida che, ci propone subito il cambio dei dollari in dong per 1 a 15.000, ma nessuno ci casca! Si arriva al porto e poi direttamente nell’hotel nel paesino di Chau Doc (pronuncia Ciaudok), dove abbiamo tutto il pomeriggio a disposizione. Subito usciamo in esplorazione e, ne approfittiamo anche per cambiare i dollari in dong utili per poter fare piccoli acquisti soprattutto culinari: spiedini di gamberetti caldi sul lungo fiume, fettine di torte casalinghe all’uscita dei bimbi dalla scuola ecc. Il paese, molto piccolo, è invaso da bonsai: tutte le aiuole, spartitraffico, marciapiedi e strade sono ricoperte da bonsai di ogni forma e dimensione! Per capodanno è uso regalare e acquistare bonsai e fiori gialli ma non ci saremmo mai immaginati uno spettacolo simile.
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venerdì 9 febbraio 2007 . Chau Doc: bonsai, case galleggianti e serpenti

Dopo aver consumato la discreta colazione e aver assistito al passaggio della danza del drago con tanto di matatona locale, ci siamo diretti insieme alla guida al porto dove tante piccole piroghe (massimo 2 persone) ci attendevano per la visita alle case galleggianti. Le palafitte immerse nel Mekong sono ordinate, pulite e con tutti i confort. Si passa in mezzo alle abitazioni, circondati da ninfee e si assiste anche al commercio al minuto quotidiano. Ovviamente di rito la visita ad alcune case con allevamento di pesci e altre produzioni. La visita prevede anche un villaggio etnico con tanto di moschea lo definirei carino ma non eccezionale.

Al rientro in porto si viene trasferiti sul bus per la visita al templi su terra ferma. I templi vietnamiti sono di due tipi (indifferentemente dal culto praticato) possono essere multicolorati e super kisch oppure tradizionali, mistici e sobri. Noi ne abbiamo visitati diversi di entrambe le tipologie (nei depliant citano sempre quello di Lady Chua Xu che effettivamente è molto bello).
Lungo la strada abbiamo visitato un allevamento di coccodrilli, interessante per chi non ne ha mai visti ma ci ha un po’ intristito.
Si arriva nel primo pomeriggio a Cantho (pronuncia Cantò), cittadina più grande della precedente, dove approfittiamo per fare la spesa in un grande centro commerciale.
Il sole picchia ed il caldo rende faticoso il cammino a piedi verso il centro del paese ma vale veramente la pena. Il centro cittadino, che è anche il lungo fiume, è pulitissimo ordinato e, ovviamente, pieno di fiori gialli! I tanti ristorantini offrono tutte le specialità e si trovano sulla via principale. Dopo un breve ristoro in hotel per la sera siamo nuovamente tornati al centro per cenare e per apprezzare la vita notturna. E’ stato molto divertente: ragazzi e ragazze “in tiro” che facevano le vasche (rigorosamente con il motorino!) e che tentavano approcci discreti ma goffi. Abbiamo provato uno dei due ristoranti consigliati dalla Lonely P. ma ci siamo trovati abbastanza male. Ci siamo, in compenso, tolti lo sfizio di assaggiare il serpente: sa di pollo ma è un po’ gommoso.
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sabato 10 febbraio 2007 . Cantho: mercati galleggianti e fiori

Il giorno successivo, dal molo abbiamo preso delle barche a motore per visitare il mercato galleggiante. Caratteristico e colorato è uno dei più famosi e tappa obbligata nel Delta. E’ divertente vedere come siano bel organizzati: ogni barca, carica di merce ha issato una canna lunghissima su cui sono legati alcuni frutti o verdura in base a quello in vendita. (da Ananas a Zucchina). Queste “insegne” sono visibili da lontano e permettono la ricerca del prodotto desiderato.
Utilizzando la stessa barca ci siamo inoltrati nelle varie diramazioni del fiume visitando paesaggi suggestivi, una piccola fabbrica, dove viene lavorato il riso e una coltivazione di frutta tropicale in cui avremmo dovuto assaggiare di tutto e di più ma ci hanno offerto solo ananas e banane, ed io che mi ero illusa di mangiare papaia e mango! Rientrati al molo, dopo aver pranzato a Cantho, in bus si prosegue verso Saigon con stop al mercato coperto di Vinh Longe dove abbiamo assaggiato della frutta candita strepitosa e, in teoria sosta ai giardini di bonsai di My Tho visti solo di passaggio.
--> Saigon Nel tardo pomeriggio arriviamo a Saigon (Ho Chi Min nome ufficiale ma usato solo al nord) nell’agenzia della Sinh Cafè. Arriviamo proprio nella zona dei viaggiatori indipendenti ossia Phan Ngu Lao (pronuncia fangulào). La via è un alternarsi di agenzie viaggi, negozi e hotel. E’ sabato e tutti gli hotel sono prenotati o occupati. Iniziamo il pellegrinaggio lungo le vie attorno ma l’unica stanza che troviamo libera è veramente fatiscente e costa 10 usd. L’umidità ci appiccica i vestiti addosso e rende ancora più insostenibile il peso dello zaino. Stanchi e nervosi decidiamo di fermarci solo per una notte. Tramite la nostra amica tedesca, conosciuta lungo il viaggio, abbiamo prenotato per le due notti successive una stanza pulita e decente , in un vicolo laterale per 5 usd a notte. La sera, vista l’indecenza della stanza e l’impossibilità di fare la doccia decidiamo di recarci subito alla Sinh Cafè per prenotare diversi spostamenti.
Innanzitutto, valutate le distanze tra i punti di interesse, avevamo deciso di provare il giro della città guidato (direi inutile, si può fare da soli) con la Sinh Cafè 6 usd/p per il giorno seguente, poi spaventati dalla difficoltà di trovare posto abbiamo acquistato i biglietti del bus open tickets scoprendo che il prezzo non era quello indicato sul sito ma leggermente superiore in considerazione del Tet e dei fine settimana in cui si raddoppiano i prezzi (SaigonDalat - Nha TrangHoi An – Huè totale 28 usd/p). Già che eravamo in vena di acquisti abbiamo cercato anche il volo da Huè a Hanoi. Questo ultimo è stato un vero problema: non si trovava! Abbiamo passato 5 agenzie viaggi ed alla fine siamo riusciti a trovare, solo in business class, due posticini per mercoledì 21 spendendo 75usd/p.
Stremati, senza una vera doccia, ceniamo e giriamo nei dintorni.
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domenica 11 febbraio 2007 . SAIGON : visita della città

Dopo una notte resa difficile dal caldo afoso nonostante il ventilatore ed esserci lavati con i secchi… alle 6:00 chiudiamo le valigie e facciamo trasloco nell’altro hotel dove ci assicurano un posto letto, peraltro non ancora libero, e affidiamo le nostre valigie all’ingresso custodito da una ragazza che dorme su di un duro divano in legno.
Necessitiamo di una bella colazione e, poi via per il tour con entusiasmo!
Saigon, caotica, rumorosa, a volte sporca ma ricca di vita, d’umanità in qualunque forma, ti sa sorprendere!
Con un bus popolato siamo partiti alle 8:30 puntuali (rientro previsto per le 17:00) e la prima tappa è stata la • PAGODA GIAN LAM, dall’atmosfera veramente mistica con legni intagliati avvolti dal grigio e profumato fumo dell’incenso. Il silenzio è rotto solo dalle cantilene delle preghiere: questa pagoda è veramente utilizzata dai fedeli mentre di turisti, stranamente, non ne vediamo. Scattate tante foto: è estremamente fotogenica!
• Il CHOLON: a ovest del centro si trova il distretto numero 5, chiamato Colon, che significa “grande mercato”. E’ il quartiere cinese che però sembra meno cinese della Chinatown di Milano a causa della violenta campagna anticinese del 1978.
• TEMPIO THIEN HAU • MERCATO BINH TAY (mercato coperto), a dire il vero qui abbiamo solo guardato e scattato foto: ottima la zona alimentare con i rossi sacchi di gamberetti e quelli di zucchero, ordinati in base alla raffinatura, quindi esposti in gradazione cromatica e anche.
• MUSEO DEI RESIDUI BELLICI (entrata 10.000 dong) contiene armi, carri armati, aerei e altri mezzi militari vietcong e americani, catturati durante la guerra. La parte più interessante sono le varie sale, ambientate veramente bene, con la storia e la ricostruzione di tipiche prigioni. La parte riservata agli effetti di prodotti chimici, agente arancio in primis, è molto forte: se avete bambini valutate l’ipotesi di non mostrarla o di come spiegare quello che vedranno. Sono fotografie molto crude soprattutto quelle dei bambini nati deformi per l’effetto dei pesticidi e defoglianti utilizzati dagli americani. Mentre i campi di sterminio cambogiani erano duri per quello che ci si immaginava qui nulla è lasciato all’immaginazione e le foto sono schiaffi all’umanità.
La facciata della • CATTEDRALE è imponente ed elegante mentre l’interno è, come sempre, un tripudio di neon e luci che avvolgono le immagini sacre. Accanto si trova il • GENERAL POST OFFICE, ossia l’ufficio postale ancora in uso in cui acquistare francobolli molto belli. L’edificio sembra quasi una stazione dei treni ed è sorvegliato da un ritratto enorme di Ho Chi Min sulla parete centrale dell’edificio.
• PAGODA DELL’IMPERATORE DI GIADA del 1909 costruita dalla congregazione cantonese è un prezioso esempio di tempio cinese. Colorata e piena di eroi grotteschi e divinità merita decisamente una visita.
• il PALAZZO DELLA RIUNIFICAZIONE, invece, era chiuso per qualche tipo di cerimonia in corso e ci siamo limitati ad una breve sosta per ammirarlo e scattare qualche foto attraverso i grandi cancelli. Siamo, così rientrati con un’oretta di anticipo presso la Sinh Cafè.
Considerazioni sul tour: la guida parlava un inglese quasi incomprensibile a tutti ed abbiamo utilizzato soprattutto la nostra Lonely. Abbiamo deciso, quindi, di provare un’altra agenzia la Viet Viet per visitare i Cu chi tunnel il giorno successivo. Tra le escursioni è disponibile anche la visita abbinata del tunnel con il • TEMPIO CAO DAI, interessante soprattutto per la cerimonia che, però, era sospesa per 10 giorni a causa del Tet.
Con ancora molto tempo libero siamo andati in hotel per assicurarci la stanza, attività non semplice vista la poca comprensione della ragazza dell’inglese. La stanza, pulita, abbastanza grande con bagno anche se piccolo. Il costo di 5 usd (2,50 a testa) è un’ottima soluzione.
Finalmente una doccia! Riprese le forze ci siamo diretti al centro per fare un giretto al mercato, proprio in fondo alla via, per cenare e fare due passi.
Tutta la via principale, per il Tet era ricoperta di fiori gialli, bonsai e coloratissime orchidee. L’aria di festa, i bambini vestiti con il vestito buono e con le scarpette sonore, i genitori che scattano foto, la musica nell’aria (ovunque il cha cha anni ’50). E l’aria di… mare! Sì sembra di essere al mare!
Il mercato coperto all’estremità di Phan Ngu Lao è strepitoso: si trova veramente di tutto e a prezzi ridottissimi! Noi ovviamente abbiamo approfittato per fare già molti acquisti: bacchette, lacche, teiere, magliette, abiti tradizionali, camice in seta…. La valigia, che era appositamente non troppo piena inizia a faticare. Il reparto frutta è strepitoso e cediamo alla tentazione di un bel mango profumato che considerate le dimensioni, è bastato come cena!
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lunedì 12 febbraio 2007 . Cu chi tunnel (dintorni di Saigon)

• CU CHI TUNNEL – La città si sveglia molto presto e già alle 6:00 sono già tutti in movimento con i loro motorini, i clacson e il vociare. E’, quindi, difficile rimanere a letto fino a tardi. Alle 8:00 ci rechiamo in agenzia e, strada facendo, riesco a fare ancora acquisti: il mio ragazzo è sconsolato! Siamo solamente in 5 e, l’autista arriva di corsa per indirizzarci su di un bus già occupato da altri gruppi: anche qui funziona nello stesso modo: si compera il tour in un’agenzia ma si viene accorpati per recuperare le spese, ad altri tour, ed ognuno paga un prezzo diverso. Il gruppo è però diverso da quello della Sinh che incroceremo lungo il tragitto. Questa volta la guida parla un inglese impeccabile, anche se è molto snob e poco simpatico. Lungo la strada ci si ferma a visitare l’ennesima, ma sempre interessante, produzione di lacche, intaglio , ricamo, ecc. La strada per Cu Chi scorre veloce anche se non è breve. Lungo il viaggio la guida ci spiega i diversi sistemi di tunnel creati dai vietcong per tenere sotto controllo il territorio, viverci, combattere e mantenere scambi con il nord del paese. Arrivati si visitano, all’interno della foresta, i vari sistemi di trappole, ricostruzioni di abitazioni e anche un filmato del Partito originale dell’epoca. Infine, per chi vuole, si possono visitare i tunnel (quelli grandi) che, per esigenza di turismo, hanno aperture ogni 30 metri per chi soffre, o scopre di soffrire, di claustrofobia. La prima parte dei tunnel è un pochino più grande mentre quelle successive sono 60x70 cm. Noi avevamo le lampade frontali che sono state utilissime perché mi hanno aiutato a percorrere i 90 metri senza difficoltà. Se non soffrite di claustrofobia e siete minuti (io sono alta 1.60 sigh) percorrerete tutto il tunnel divertendovi pure. Ah, per chi vuole provare a sparare lungo il percorso c’è un poligono di tiro con tanto di scelta dell’arma (anche quelli usati dagli americani). Si paga in base al numero di proiettili.
La visita ci è piaciuta e la consiglio vivamente perché permette di comprendere meglio il passato di questo tormentato Paese.

Nel pomeriggio, oltre ad internet, ci siamo dedicati ancora un pochino allo shopping al mercato coperto con l’amica tedesca conosciuta lungo il viaggio. Abbiamo mangiato al mercato in un ristorantino come tanti. Attenzione, costano esattamente come quelli coperti. Se cercate, come ho fatto io, il famoso Pho2000, sappiate che è diventato un ristorante quasi di lusso dopo il passaggio del presidente Clinton e la citazione sulla Lonely P. e ora costa tutto il doppio!
Passiamo la serata al centro tra musica e birra. Salutiamo la nostra amica dandoci appuntamento a Dalat.
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martedì 13 febbraio 2007 . arrivo a Dalat

Partenza da Ho Chi Min alle 7:30 dall’ufficio della Sinh Cafè con arrivo stimato a Dalat per le 15:30 (308 km) Sul sito, e confermato a voce (ma non fidatevi, spesso la realtà è diversa), i “sightseeing” indicati sono luoghi in cui il bus sosta per permettere una visita, lungo la strada sono La Nga lake, Floating houses, Bao Loc pass, Bao Loc Town Tea, Mulberry plantation. Diciamo che li abbiamo visti solo attraverso i finestrini!

? Dalat Dopo un viaggio estenuante su di un bus con sedili scomodissimi e il motore surriscaldato, tanto che l’ultimo tratto di salita, dopo aver messo un secchio e sei bottiglie d’acqua nel radiatore abbiamo proseguito non oltre i 15 km all’ora.
Arrivati a Dalat l’ufficio della Sinh Cafè era presso l’hotel di appoggio dell’agenzia, già tutto prenotato (prezzi dai 12 ai 70 $ ). Con i bagagli, quindi, ci siamo diretti verso il centro dove, a pochissima distanza abbiamo scoperto una serie di mini hotel nuovissimi.
Ci siamo fermati al terzo per 7 $ a notte (in due) con camera matrimoniale con vetrata sul lago (quasi), bel bagno, zanzariera: tutto pulitissimo.
La conduzione è familiare e, nonostante l’inglese un po’ stentato, sono tutti simpatici e disponibili anche se un po’ timidi.
Posate le borse e rinfrescati siamo usciti a fare un giro per la città anche perché dovevamo confermare il bus successivo con la Sinh, controllare la posta elettronica e scegliere il tour per il giorno successivo.
Dalat è aria fresca e persone genuine: subito si viene avvolti dalla fresca e sottile aria primaverile. Qui, tutto ha il sapore di montagna
Alle 20:00, avevamo appuntamento con la nostra amica tedesca conosciuta sul Delta del Mekong per cenare e scambiarci impressioni di viaggio. Il paese è piccolo e si gira facilmente a piedi. Abbiamo curiosato al mercato e giocato con dei bimbi prima di andare a cena al centro, molto buona.
Abbiamo girato tante agenzie viaggi e, più o meno, offrivano tutti lo stesso pacchetto allo stesso prezzo fino a quando abbiamo trovato un’agenzia diversa. Il prezzo 18 usd/p era decisamente alto ma la possibilità di fare il tour da soli con jeep, autista e guida ci ha allettati ed abbiamo deciso, per san valentino, di concederci questo regalo.
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mercoledì 14 febbraio 2007 . TOUR NEI DINTORNI DI DALAT


14/02/2007 La jeep puntuale ci viene a prendere al mattino presso il nostro hotel.
La composizione della visita è stata fatta insieme al titolare dell'agenzia con la possibilità, quindi, di scegliere cosa vedere. Di seguito i luoghi visitati (in ordine "sparso")

? Il Palazzo Estivo dell'imperatore BAO DAI è una villa del 1933 (in cemento) pieno di oggetti artistici di ogni tipo e rappresenta sicuramente una visita interessante soprattutto per il ruolo svolto nella storia.
( vedi foto)

? CASCATA DI DATANLA: si può scegliere tra diverse cascate, noi abbiamo optato per una abbastanza vicina e con acqua nonostante la stagione secca (febbraio- marzo). Per raggiungerla si passa attraverso un sentiero in discesa in mezzo al bosco. ( vedi foto) Le altre cascate di interesse sono quelle di Dambri e quelle Della Tigre.

? CATTEDRALE di Dalat. La città è praticamente di origine francese ed ha catalizzato tutti i villaggi di minoranze etniche dei dintorni, oltre quelle trasferite a causa della costruzione della diga. Per questo motivo la maggior marte della popolazione è ancora cattolica. Addirittura il 90% secondo la nostra guida. La costruzione è del 1931 ma sembra una chiesa gotica francese a tutti gli effetti. Anche l'interno è in linea con le nostre chiese, tutta affrescata e senza neon fluorescenti.

? La SCUOLA DI MEDITAZIONE, stupenda. L'atmosfera è di estrema pace e le pagode, dalla struttura essenziale, quasi zen,immerse nel verde si affacciano sul lago e sulla foresta. Merita assolutamente la visita. ( vedi foto)

? STAZIONE A CREMAGLIERA: è ormai utilizzata solo per un piccolo tratto dai turisti ma è interessante anche la vecchia locomotiva giapponese (anche se sulla Lonely c'è scritto russa). La cremagliera veniva collegava la città con Thap Cham ma nel 1964 fu chiusa per gli attacchi Viet Cong.

? Anche una passeggiata nel vecchio QUARTIERE FRANCESE con le ville dell'epoca è una piacevole sorpresa.

? La PAGODA DEL DRAGO è una pagoda veramente divertente. L'effetto è quello di un parco giochi con figure rappresentative della mitologia buddista, in gesso coloratissime e molto grandi . Il nome è dato dall'immenso drago che si avvolge su se stesso dall'aspetto più buffo che terrificante.
Non so se vale la visita ma, noi ci siamo divertiti!

? Il LAGO DEI SOSPIRI è leggermente fuori da Dalat e sembra proprio un lago alpino di grandi dimensioni. Circondato da conifere, è di un blu intenso e profondo. (vedi foto) Di origine naturale è stato ampliato per la costruzione della diga ed è circondato da una delle foreste più belle di Dalat.

? Il VILLAGGIO DI LAT (pronuncia Lak), minoranza etnica, a circa 12 chilometri dalla città e ai piedi del monte Lang Bian. Il villaggio in sé non è eccezionale perché la popolazione è stata trasferita dal governo per la costruzione della diga. Estremamente poveri, la maggior parte è stata costretta a lavorare nelle miniere di carbone. E' necessario procurarsi un permesso per visitarlo (oppure usare un Tour organizzato). Interessante è il cantastorie che, nella penombra della sua palafitta ricostruita, racconta storie in inglese e in francese (imparati durante la guerra) e beve il liquore di riso. ( vedi foto)

? GIARDINO DEI FIORI di Dalat: era in corso il Festival Floreale e l'esposizione traboccava di orchidee, ortensie e fucsie proprio attorno al lago cittadino.

Inoltre abbiamo visto e sostato in punti panoramici meravigliosi,
(Si possono fare piacevoli escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta sulle colline intorno a Dalat, ma non bisognerebbe mai spingersi oltre le zone contrassegnate dalla lettera C, proibite agli stranieri.

Allontanandosi ulteriormente da Dalat, è possibile visitare i villaggi di alcune popolazioni indigene delle montagne, come Lat o Chicken Village (così chiamato perché vi è davvero la statua di un pollo!).

Per scelta non abbiamo visitato la Hang Nga Guesthouse & Art Gallery, soprannominata dai locali Crazy House (Casa dei Pazzi), creata dalla signora Dang Viet Nga artista e architetto, estremamente kich e anche la Valle dell'Amore, a circa 5 km dal centro cittadino, perché sconsigliata da un amico. E', infatti un luogo bizzarro in cui si può affittare una canoa e fare un giro sul lago o prendere a noleggio un cavallo dai cowboy di Dalat, che sono proprio vestiti come cowboy del vecchio West.

Dalat è famosa per le sue CAFFETTERIE ed è assai frequentata da turisti vietnamiti e da coppiette in luna di miele. Noi abbiamo imparato ad apprezzare il caffè vietnamita che è veramente buono ed il procedimento di preparazione molto interessante. Abbiamo avuto la fortuna di trovare una guida e un autista strepitosi. Ci hanno portato a mangiare nel lori ristorante vegetariano abituale dove abbiamo apprezzato veramente la cucina. Tutto strepitoso fresco e di qualità eccelsa (forse uno dei pasti più buoni) pagando, compresa acqua minerale naturale (la prima e unica acqua con gas trovata in Vietnam) per meno di dollaro a testa tanto che abbiamo deciso di offrire il pranzo anche ai nostri "nuovi amici".
Che presi dall'entusiasmo nel pomeriggio, tra una visita e l'altra, ci hanno portati a casa di un parente dell'autista, tutti orgogliosi per offrirci del the verde (ottimo) e mostrarci la casa con tanto di angolo orchidee in giardino. (Beh, non una casa occidentale ma avevano addirittura la tv con il telecomando, ci hanno fatto notare orgogliosi ) (vedi foto)

? Abbiamo terminato la fantastica giornata con una bella passeggiata intorno al LAGO XUAN HUONG, in città, con una bella passeggiata di circa 7 chilometri con il tramonto riflesso. Le rive curatissime e la passeggiata piena di fiori, panchine, ponticelli e pontili bianchi sono estremamente romantici e, complice la data, troviamo tantissime coppiette di vietnamiti. Ovviamente per percorrere il perimetro si possono utilizzare anche altri mezzi di trasporto.
Attenzione: tramontato il sole siamo stati attaccati da sciami di zanzare e, ovviamente abbiamo estratto la nostra arma segreta: Autan Estreme.
Questo lago dalle rive sinuose è di origine artificiale, creato da una diga del 1919 e prende il nome da una poetessa vietnamita. ( vedi foto)

La giornata è stata veramente bella e piena di emozioni grazie soprattutto alle guide e certamente aiutati dalla natura e cultura di un luogo poco conosciuto dal turismo.

? SPECIALITA':
Il VINO rosso di Dalat è famoso in tutto il Vietnam, assaggiate anche le MARMELLATE e gli sciroppi di frutta prodotti nei dintorni (dalle fragole al frutto della passione).
Tutti i tessuti e MANUFATTI dei villaggi delle minoranze etniche.

? DA E PER Dalat
Il mattino successivo, sempre il bus della Sihn Cafè siamo partiti alle 7:00 per la più turistica località di mare di Nha Trang. (vedi opinione http://viaggi.ciao.it/Nha_Trang__Opinione_811004)

214km percorsi in 6 ore, costo 5 dollari con sosta sul passo Ngoan Muc, da cui si vede tutta la vallata e alle torri Cham (Phan Rang) molto belle.

Un'alternativa per raggiungere Dalat oltre all'autobus espresso è l'aereo da Ho Chi Minh (l'aeroporto dista però 30 km dalla città).
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giovedì 15 febbraio 2007 . Nha Trang - quello che nessuno vi ha mai detto

Partiti all'alba da Dalat arriviamo, nel primo pomeriggio a Nha Trang consosta alle Torri Cham lungo la strada.

Nha Trang, nell'immaginario collettivo, è semplicemente sole, mare cristallino e spiagge dorate. Amici, colleghi e reportage è questo che fanno vedere ma, è tutto vero?

Ecco la realtà di una località osannata dal turismo.

? La città di Nha Trang
? Nha Trang, città costiera vietnamita, è il capoluogo della provincia di Phu Khanh che si estende fino agli Altopiano Centrali. Secondo la leggenda Nha Trang significa "fiore di bambù".
E' considerata la località marittima più pittoresca del Vietnam. A nord di Nha Trang, si trovano le potenti ? TORRI di mattoni CHAM del celebre santuario Po Nagar.
Per raggiungerle basta percorrere il lungo ponte da cui potrete ammirare un bel paesaggio e vedere la vita delle baracche sottostanti con le tante pelli di squalo stese ad asciugare al sole.
Si raggiunge il santuario che, nel periodo del Tet è strapieno di fedeli e ancora più pittoresco. La torre principale ospita la dea cham Po Ino Nagar, la "madre del regno" venerata dai buddisti vietnamiti . Degli otto originali, i quattro templi rimasti risalgono ad un periodo databile dal VI all'XI secolo d.C. Girate dietro le Torri Cham, potrete godere di una splendida vista su Nha Trang.

? La città possiede anche due splendide PAGODE, poco distanti l'una dall'altra: la pagoda Long Son e la pagoda Hai Duc. Long Song è il tempio più antico di Nha Trang e ospita all'interno un apprezzabile Buddha Bianco oltre ad altri monumenti e piccoli punti suggestivi. Noi siamo stati accolti dal custode che, molto gentile ci ha un po' trascinati ovunque, compresa la tomba della madre. Abbiamo pregato e ci ha offerto l'incenso, peccato che alla fine della visita (che vi consiglio) ci abbia chiesto 10 dollari!!! Sarà stata anche per i monaci ma perché, allora, non offrirlo negli opportuni contenitori? Insomma un po' indisposti (anche da monaci che mentre pregavano si mettevano in posa per le foto alla faccia della concentrazione) contrattiamo abbassando un pochino il prezzo.

? Naturalmente Nha Trang deve principalmente la sua fama alla bellezza dei suoi paesaggi e litorali.
La SPIAGGIA è effettivamente molto bella, lunga e contornata da alte palme ma il mare non è così bello forse per questioni meteorologiche, ci diciamo, pensano di rifarci con l'escursione alle isole.
In compenso posso confermarvi che è molto fotogenica: sembra un paradiso, visto in foto.
Oltre alle spiagge cittadine ci sono tante altre baie tra cui la famosissima MUI NE, la splendida Cana Beach che, con acque cristalline e sabbia finissima (da depliant); o come le incantevoli spiagge di Doc Let e Dai Lanh a 60 e 86 km a nord di Nha Trang.

? Come tutti i luoghi estremamente turistici Nha Trang è ben attrezzata dal punto di vista delle strutture dai ristoranti, lungo, bar, e discoteche a prezzi molto occidentali e qualità inferiore al resto del paese. Il luogo dove abbiamo cenato meglio è stato "per strada" nelle tante bancarelle che cucinano carne e non solo sotto i propri occhi con tavolini e sedie di plastica a dimensione di bimbo.
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venerdì 16 febbraio 2007 . Escursione sulle isole

A quanto pare è un must, anche perché è l'unica vera escursione proposta. Le agenzie propongono tutte la stessa identica escursione stile "Mama Linh's" tanto pubblicizzata anche dalla stessa Lonely Planet. La tipologia, una volta destinata solo a ragazzi è ora l'unica proposta offerta dalle agenzie. Abbiamo acquistato il biglietto in anticipo in un'agenzia qualsiasi ad un prezzo di 8 dollari a testa comprendente, come da volantino e confermato a voce: trasferimento al porto, barca, pranzo, vino rosso, escursione alle isole, maschera e boccaglio per esplorare la barriera corallina, party con cocktail alcolici.
Il mini bus passa a raccogliere i vari partecipanti nelle diverse agenzie e hotel, (tutti paganti differenti tariffe) e si arriva al porto dove ci è trasferiti su barche, più o meno tutte uguali, che raccolgono una 30ina di persone. Le barche partono quasi tutte insieme, e, dopo aver fatto tappa rifornimento cibo, si prende il largo verso l'arcipelago. Vengono offerte lattine analcoliche e di birra. Tutti prendono da bere e, dopo un'oretta passano a segnare la consumazione, evidentemente non era compresa. Il paesaggio è molto bello e, abbastanza in fretta si arriva alla prima isola. Finalmente il bagno! Iniziano a distribuire le pochissime maschere e boccagli: completamente rigati e di taglia grande! Pazienza, potevo immaginarlo. Fatto sta che, in costume sto per entrare in acqua quando ci chiedono i soldi per… entrare in acqua?! Sì, ed abbiamo dovuto pagare. Nessuno ci aveva avvisati e, inoltre, non siamo riusciti a vedere nulla sul fondo nonostante il mare cristallino.
Risaliti a bordo ci scaldiamo un pochino in barca e poi dritti verso un'altra isola dove rimaniamo distanti, come in quella precedente, ma questa volta semplicemente si mangia. Il cibo è veramente pessimo, il riso colloso e anche abbastanza scarso, insomma il pasto peggiore del mese in Vietman. Si salva solo la frutta finale. Ah, ovviamente il vino del volantino non si è visto e anche l'acqua si paga. Subito dopo è possibile fare il bagno. Dopo averci riempito lo stomaco avvisano che si può fare il bagno gratis? E soprattutto il cocktail ossia "l'alcool a fiumi" è un bicchierino di cocktail di frutta alcolico servito, dopo 10 minuti di musica anni 70 in acqua. Quindi se si vuole bere si deve assolutamente nuotare fino al bar e riuscire a prendere un bicchierino. Si riparte verso la terza isola dopo è prevista la visita dell'entro terra. In realtà si arriva in un resort dove, sempre a sorpresa, si deve pagare per entrare sul molo e se si vuole visitare… la spiaggia! Infatti essendo un resort non è possibile visitare l'entro terra. In molti, un po' delusi un po' arrabbiati rimaniamo in barca e ci tuffiamo "di frodo" dalla barca. L'ultima isola è in realtà un acquario. Si arriva all'attracco e questa volta si può scendere e fare una breve passeggiata fino all'ingresso all'acquario. L'entrata all'acquario è, ovviamente a pagamento. Carino però il passaggio verso la piccola struttura attraverso la bocca spalancata in un pesce gigante (estremamente naif). L'escursione è finita, si viene accompagnati all'hotel o in agenzia. Noi ci siamo lamentati con l'agenzia perché ci siamo sentiti presi in giro (come quasi tutti i partecipanti). Non aspettatevi rimborsi e neppure "scuse". In Vietnam e a Nha Trang soprattutto la parola non vale nulla. NON VI CONSIGLIO L'ESCURSIONE alle isole ma, se volete farla vi consiglio come imparato da altri turisti alla fine del viaggio di PAGARE SOLO META' BIGLIETTO subito e l'altra al rientro SOLO SE SODDISFATTI.
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sabato 17 febbraio 2007 . un giorno perso in attesa del bus

convinti di partire alle 7:30del mattino, lasciamo l'albergo per raggiungere lastazione dove scopriamo che hanno sospeso, forsecausa tet i bus del mattino e che quindisaremmopartiti con quello delle 19:30.

Effettivemnte siamo stati un po' sciocchi noi a non aver controllato la modifica a penna apportata al biglietto e non comunicata a voce.

In ostaggio nella città, senza costume ericambio, ci siamo fatti un giro alle Torri Champa dove abbiamo assistito ai riti di Capodanno e poi ci siamo "spaparanzati" in spiaggia prima dell'aperitivo e del bus.

Il bus notturno, con un tragittoda incubo (l'autista che andava a manetta allargando nei tornanti,a strapiombo sul mare, sulla corsia opposta senza vedere se arrivavano altre macchine.

Il sonno è stato un optional,in compensol'arrivo con la nebbiolina a Hoi Anè stato moltomagico.
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domenica 18 febbraio 2007 . Hoi An, la città dei sarti

ancora da scivere

arrivo all'alba
visita della città antica
serata sul lungo fiume
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lunedì 19 febbraio 2007 . Huè: una Città Proibita sul Fiume dei Profumi

Huè, città di antiche origine è un prezioso luogo che sa offrire due visite straordinarie:
1. la cittadella e, oltre le rosse porte laccate la città proibita dell'imperatore.
2. sulle ali dei draghi si risale il Fiume dei Profumi per scoprire antichissime Tombe Imperiali protette dalla fitta vegetazione tropicale. (vista il giorno successivo)

--> LA CITTA', INFORMAZIONI GENERICHE
Huè si trova nella regione centrale del Vietnam, ad una decina di chilometri dal mare. Si raggiunge via treno o bus da Hoi An e solitamente via aereo da Hanoi.
Si sviluppa sulle rive del Fiume Profumato, un tranquillo corso d'acqua che le conferisce una naturale bellezza e che divide la parte antica della città dai nuovi quartieri. Nella storia del Vietnam Huè ha svolto un ruolo di primo piano: dal IV secolo fu il centro del regno Cham e dal 1802 al 1945, capitale dell'impero Nguyen.
L'Unesco l'ha dichiarato patrimonio "patrimonio mondiale dell'umanità" sono solo per l'importante ruolo storico della nazione ma per le significative testimonianze degli splendidi edifici.

--> 1. CITTADELLA E CITTA' PROIBITA
Il cuore di Huè è la Cittadella Imperiale che a sua volta contiene la Città Proibita.
Voluta dall'imperatore Gia Long nel XVIII secolo il sito si trova sul lato sinistro del fiume ed è protetto da imponenti mura fortificate alte 8 metri e spesse 20.

Dopo aver passato la bandiera più alta del Vietnam e il ponte con il fossato si percorre tutto il perimetro e si accedere alla porta sud laccata di rosso in cui si acquista il biglietto d'ingresso pari a (55.000 dong = 3,50 dollari). Già esternamente la maestosa e fine costruzione dai colori rossi e legno, piene di bandiere gialle per il Capodanno, è strepitosa. Si entra con la circospezione di chi sta per violare un segreto, un luogo percorso da funzionari, guerrieri e la corte imperiale. Si raggiunge il Cortile dei Grandi Riti, lo scenario che un tempo accoglieva le cerimonie più importanti. La fortuna ha voluto che proprio quel giorno in quel cortile, cinto dagli splendidi palazzi dorati adibiti alla vita di corte, si stesse svolgendo una competizione di "scacchi cinesi". La formazione dei guerrieri, abbastanza simile a quella dei nostri scacchi umani, si è fronteggiata con mosse di Kung Fu ( o molto più probabilmente Viet Vo Dao) con le armi relative al proprio "ruolo". Fantastico, soprattutto per noi che pratichiamo arti marziali!
Da qui abbiamo visitato i vari palazzi e templi immersi nel verde, anche i laghi artificiali all'interno del complesso sono molto belli. Il Belvedere delle Cinque Fenici da dove l'imperatore assisteva alle parate militari merita una sosta. Meritano anche il Thai Hoa, il Palazzo della Suprema Pace, dove l'Imperatore riceveva dignitari e diplomatici, il The Mieu, tempio dedicato alla dinastia Nguyen. Siamo entrati la mattina presto ma la visita è stata talmente strepitosa che siamo usciti la sera appena prima del crepuscolo che abbiamo terminato di ammirare a nord, sui due Laghi dell'Imperatore.

--> INFORMAZIONI PRATICHE
Noi siamo arrivati con il bus della Sinh Cafè ma esistono tante altre agenzie identiche come la Brother TB ecc. Ci siamo avviati a piedi dall'agenzia nella via Phan Ngu Lao, dove si trovano gli hotel economici. Ci siamo fermati a chiedere qualche prezzo ed alla fine ci siamo fermati nell'unico libero. Pulito, carino anche se l'aria condizionata funzionava a singhiozzi, è gestito da una vecchietta simpaticissima e fuori di testa che non parla una parola di inglese ma con la quale ci si intende lo stesso. Un pomeriggio, verso le 18 rientrando ci ha offerto persino del Whisky con frutta secca. Io non sono riuscita a bere oltre il primo bicchierino ma lei reggeva di brutto.
Tra l'altro sempre nella stessa via si trovano due buoni ristoranti ed è vicino al grande ponte che taglia in due la città e, quindi è possibile raggiungere il centro (cittadella, città imperiale, mercato ecc) tranquillamente a piedi oltre alle tante agenzie turistiche della zona.
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martedì 20 febbraio 2007 . Hue - escursione

ESCURSIONE SUL FIUME PROFUMATO
Le tombe imperiali sono protette dalla vegetazione lungo le sponde del placido e largo fiume dei Profumi. Le imbarcazioni utilizzate per risalire il fiume sono dei battelli un po' particolari chiamati Dragon Boat perché le prue hanno la fattezza di due draghi (un po' naif, come tutto in questo Paese).

Il molo, infatti, è un susseguirsi di queste imbarcazioni pressoché identiche. La nostra guida, una ragazza locale è molto gentile, premurosa e parla un buon inglese. (tour acquistato nella zona di Phan Ngu Lao, vicino al nostro hotel) spendendo 65.000 dong = 4,10 dollari spostamenti, pranzo e guida inclusi.
L'escursione comprende una visita alle case galleggianti e una sosta in una casa tipica, adibita a ristorante/pub con giardino rimasta quasi intatta in cui vi verrà offerta una tazza di the verde.
L'escursione riprende e la navigazione è tranquilla (e il mio batik sempre utile contro il vento nonostante i finestrini).

--THIEN MU
La sosta successiva è il tempio di Thien Mu, entrata libera, è una delle opere architettoniche più famose del Vietnam e simbolo della stessa città di Huè.

Si attracca nel piccolo molo e si sale la ripida scalinata. Dall'alta collina su cui è stato edificato il tempio si può ammirare un bel panorama.
La torre esagonale di questo tempio è il simbolo di Huè, fu eretta nel 1844 ed è alta 21 metri. Non so perché ma ero convinta fosse più slanciata e, sinceramente non rende l'altezza dichiarata. E' e resta comunque affascinante per ciò che rappresenta e per l'atmosfera che si respira nel palazzi che costituiscono il corpo del tempio: la Pagoda di Thien Mu è addirittura del 1601 ed ha la sua bella leggenda con protagonista una fata. Bella anche la tartaruga nel Padiglioni del 1715. Esplorate i vari edifici e magari vi capiterà, come a noi, di assistere alla funzione.

Negli anni 1960, in seguito agli accadimenti politici, questo tempio ed il relativo monastero, furono sede di protesta governativa. La tensione crebbe per tutti gli anni ottanta fino a portare a manifestazioni ed arresti. All'interno è ancora visibile la Austin che utilizzò nel 1963 il monaco Thich Quang Duc per raggiungere Saigon per darsi pubblicamente fuoco sotto i riflettori della stampa occidentale sollevando, così l'attenzione mondiale.

--TU DUC TOMB
Attraccati, sempre con il loro sistema molto semplice ossia un asse appoggiato tra la barca e l'erba della riva si scende e si è attesi da dei moto taxi. Il costo è di 35.000 dong a testa ma, purtroppo non conviene spostarsi a piedi. Percorrendo una strada abbastanza impervia (ripida, sterrata con ghiaia ecc) si viene portati al mercato dell'incenso. Lì viene vengono spiegate le tecniche di produzione dell'incenso e di altri prodotti tipici come i cappelli a cono e, ovviamente si contratta per acquistare. La sosta è al massimo di 15 minuti perché poi si viene portati all'ingresso della tomba , e, dopo aver pagato la fee di (55.000 dong = 3,50 dollari) si percorre la lunga passeggiata lungo il lago artificiale in cui si immerge la pagoda. Il complesso è veramente strepitoso e meriterebbe da solo almeno mezza giornata di visita. Templi, palazzi in Tek, oro e lacca rossa circondati da un bosco di pini e frangipani, sembrano usciti da un racconto di Marco Polo

Sulla via del ritorno ci siamo fermati presso un piccolo tempio, visita a pagamento. Sbirciamo dal recinto e decidiamo, come tutti gli altri turisti stranieri di non visitarlo mentre l'altra metà della nave è costituita da Vietnamiti che procedono alla visita per pregare.
Si pranza a bordo della nave con un menù vario, fresco ed abbondante. Sono serviti antipasti, primi, contorni, pesce e frutta. Ovviamente le bibite non solo incluse e tutti al nostro tavolo hanno estratto le bottigliette dagli zaini senza nessun problema.

-- MINH MANG (55.000 dong = 3,50 dollari) statue in fila
E' la tomba imperiale più maestosa di tutte. La sua struttura venne fatta erigere nel 1841.

E' un complesso molto articolato con Porte, terrazze, templi e pagode. Arricchito da statue, decori in pietra, draghi che percorrono le gradinate è veramente eccezionale. Il Lago della Chiarezza Perfetta, artificiale, conferisce al luogo, ancora più magia e calma. Sembra si entrare in una stampa cinese dove l'estetica dell'armonia e della perfezione, si fonde con i miti dei guerrieri e delle gesta eroiche. Sembra di entrare nella mitologia vietnamita che fonda le sue radici in quella cinese tra fate e draghi in un susseguirsi di ombrosi boschi, delicati ponti in pietra intagliata su canali fioriti e severe tombe intagliate nella roccia protette da guerrieri dai tratti decisi.
Conquistare un cortile dopo l'altro, in un sali e scendi di edifici, alla ricerca della vera tomba custodita in fondo al complesso è come conquistare il diritto di porsi dinnanzi all'imperatore. Merita assolutamente una visita!
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mercoledì 21 febbraio 2007 . una giornata molto intensa: Hue -> Hanoi -> Sapa

ancora da scrivere

aereo da Huè ad Hanoi
treno notturno da Hanoi a Sapa
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giovedì 22 febbraio 2007 . Sapa

Sapa, arrivo all'alba ed escursione (trekking)
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venerdì 23 febbraio 2007 . Sapa

escrursioni e partenza con il treno notturno
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sabato 24 febbraio 2007 . Baia di Halong

arrivo alle 4:00 di mattina con il treno e partenza alle 8:00 per il tour di 2 gg alla Baia di Halong

stupenda visita alla baia ed alle sue grotte
pernottamento sulla barca
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domenica 25 febbraio 2007 . crociera Baia di Halong

crociera tra le 7000 isole della baia

rientro nel pomeriggio ad Hanoi

ricerca dell'hotel

giro notturno della capitale
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lunedì 26 febbraio 2007 . Hanoi

visita della città
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martedì 27 febbraio 2007 . Hanoi - fiume dei profumi

escursione di una giornata sul fiume dei profumi
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mercoledì 28 febbraio 2007 . Hanoi - Kuala Lumpur

il giorno della partenza
ultimi acquisti
animazione a KL
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giovedì 1 marzo 2007 . trasferimento

da kuala Lumpur a Roma e infine Milano

Tutela e copyright dei viaggiatori: ogni riproduzione non autorizzata dall'autore del seguente materiale testuale e fotografico è vietata per scopi diversi da quelli personali


il delta del Mekong

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il delta del Mekong - piatto a base di serpente

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il delta del Mekong - fabbrica pulitura riso

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delta del Mekong - al mercato

delta del Mekong - zucchero al mercato

delta del Mekong - dolci per capodanno al mercato

delta del Mekong - preghiere nel tempio

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SAIGON -museo della guerra

SAIGON -museo della guerra

SAIGON

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SAIGON - CU CHI TUNNELS

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da DALAT verso NHA TRANG

CHAMPA verso Nha Trang

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Nha Trang

NHA TRANG

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Nha Trang

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Hoi An, le antiche casela città storica

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Hoi An: le case antiche, congregazioni e altari

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Hoi An: le case antiche, congregazioni e altari - IL PONTE GIAPPONESE

Hoi An: le case antiche, congregazioni e altari

Hoi An: le case antiche, congregazioni e altari - INTERNO DI ABITAZIONI

Hoi An: le case antiche, congregazioni e altari

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sosta lungo la strada da Hoi An a Huè

sosta lungo la strada da Hoi An a Huè

sosta lungo la strada da Hoi An a Huè

sosta lungo la strada da Hoi An a Huè

sosta lungo la strada da Hoi An a Huè

dal bus lungo la strada da Hoi An a Huè

Huè: la cittadella imperiale e la città proibita dell'imperatore

Huè: la cittadella imperiale e la città proibita dell'imperatore

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Pensiero di piazzamozart pubblicato il 22/05/2007 10.11.37

azz...che viaggione!!!!!
bello, bello, bello lo voglio fare anch'io!!!!!!!!!!!!
(.......dico ti sei resa conto che la puecezia ti ha scavalcato facendo circa una trentina di viaggi su molfetta e dintorni????!!!!!!!.........mah!!!!!)
complimenti ancora per il bellissimo viaggio e il dettagliato racconto (sei la solita Lonly Planet....anzi meglio!!!!)
Baci Max
Modificato martedì 22 maggio 2007 16.13.17
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