Nella città dei Mille Bianchi Velieri: una giornata a Camogli : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Nella città dei Mille Bianchi Velieri: una giornata a Camogli

Camogli

Il porticciolo di Camogli
foto inserita il
11 Nov 2011 17:28
Il porticciolo di Camogli
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Nella città dei Mille Bianchi Velieri: una giornata a Camogli

Località: Camogli
Regione: Liguria
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: mercoledì 19 ottobre 2011
Data fine viaggio: mercoledì 19 ottobre 2011

Un favoloso golfo dove i colori caldi delle case del borgo si riflettono nell’azzurro del mare, e dove decine di maestosi velieri scivolano silenziosi verso l’orizzonte. Se fossimo giunti a Camogli circa duecento anni fa, l’avremmo vista così, nel pieno della fioritura della sua tradizione marinara. All’alba avremmo potuto notare i pescatori attraccare e avviarsi verso le proprie abitazioni, riconosciute da lontano in mezzo a quell’arcobaleno di porte e finestre grazie ai “marcapiano”, le linee orizzontali di colore chiaro sui muri.
Se oggi Camogli, situata in una conca del Golfo Paradiso, è una delle mete turistiche più amate del Levante genovese, in passato fu un importante centro di scambi commerciali, grazie alla fiorente attività di costruzione di velieri, avviatasi nell’era napoleonica.
I primi viaggiatori che si lasciarono conquistare dalla mitezza del clima e dalla bellezza di questi luoghi furono delle tribù preistoriche, seguite dagli antichi romani. Fu nel XII secolo che la popolazione di Villa Camuli decise di erigere il Castello della Dragonara, diverse volte distrutto e ricostruito per diventare poi, negli anni 1970, sede dell’Acquario Tirrenico, l’antesignano dell’Acquario di Genova. All’epoca era il custode stesso che procacciava i pesci, i crostacei e i molluschi per le vasche dell’acquario, la cui principale attrattiva era una gigantesca cernia.
Secondo una teoria il toponimo Camogli verrebbe da Casmona, il nome dell’Isola su cui si erge il Castello. Però la spiegazione più romantica resta quella che vuole Camogli la “casa delle mogli”, le quali restavano in attesa del ritorno dei propri mariti pescatori e marinai.
L’edificio simbolo della città, costruito nel XII secolo e presente su tutte le cartoline, è la bellissima Basilica di Santa Maria Assunta, affacciata sul sottostante porticciolo. Al suo interno sono custodite le spoglie di San Fortunato, oltre a degli affreschi ottocenteschi, pregiati stucchi in oro e marmi policromi.
Nel borgo, vicino a una scalinata, visitiamo l’Oratorio di San Prospero e Santa Caterina, edificato probabilmente nel 1420. Tra le altre splendide chiese situate nelle frazioni, troviamo il tempo per visitare il Santuario di Nostra Signora del Boschetto, patrona di Camogli, costruito tra il 1612 e il 1631 sul luogo dove nel 1518 apparve la Madonna a una pastorella.
Dopo questa bella passeggiata torniamo sul lungomare di Camogli e decidiamo di fermarci per cena presso l’Ostaia da O Sigù, in Via Garibaldi. Veniamo attirati dalla bella decorazione sulla porta e dall’originalità dei dettagli, a cominciare dai bicchieri colorati e dai piatti, il cui stile contribuisce alla calorosa atmosfera casalinga che ci avvolge all’interno del locale. Mentre iniziamo a studiare il menù, scambiamo quattro chiacchiere con la signora Silvia, che gestisce il ristorante da un paio d’anni insieme al cuoco giordano Osama e con Cinzia che lavora in sala. Oltre a loro ci fanno compagnia anche tantissimi simpatici gufetti e civette. “I peluches e le figure di gufi sono le mascotte del locale, e sono spesso i clienti a regalarceli. Tutto nasce da una favola che ha scritto mio marito, su un gufetto il cui verso, “Sigù, Sigù” incanta tutti. Questo gufo viene poi a mangiare qui e si trova così bene che non se ne andrà più. Ecco spiegato il nome del locale”.
Iniziamo la nostra cena all’insegna dei sapori liguri a tratti rivisitati, con delle acciughe miste, con la panzanella e julienne di tonno fumé, con il polpo “Fantasia dello chef”, preparato, a seconda della stagione con i germogli di soia o con le olive taggiasche. Assaggiamo anche la tartare di tonno, servita con una squisita caponata di melanzane e il Misto Terra Sigù, che comprende anche delle polpettine di ceci fritti.
Facciamo seguire questo ricco antipasto dalle trofie, disponibili bianche, di castagne e al nero di seppia. Le condiamo col pesto e con la salsa di noci fatta in casa. Gustiamo anche i paccheri al pesce spada con menta e curcuma e le fettuccine verdi al sugo di tonno. Come secondo, gustiamo il piatto forte del locale, la scottata di tonno con impanatura di semi di papavero, sesamo e crema al pistacchio, una vera delizia. Assaggiamo anche i tranci di pescato alla “Come vuoi tu”, cucinati al momento e conditi a seconda della richiesta. Alcuni di noi prendono il fritto misto di totani, gamberi e zucchine, e c’è chi sceglie una bella tagliata e agrodolce con patate al forno. Annaffiamo il tutto con degli ottimi vini liguri tra cui il Pigato, il Vermentino e il Rossese.
Concludiamo la serata con dei dolci fatti in casa come la torta di mele, la torta di cioccolato e cascata di fragole, la panna cotta al cocco e pistacchi e il Dolce del Re, un semifreddo al miele con le nocciole tostate e il caramello sopra.
Dopo questa splendida giornata siamo certi di tornare qui presto, e durante la bella stagione non mancheremo di visitare anche l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, raggiungibile solo via mare.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Camogli.ge.it
www.ostaiadaosigu.com
Ostaia da ‘O Sigù
Via Garibaldi, 82 Camogli (GE)
Tel.: 0185/770689

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Il porticciolo di Camogli

Un faro al tramonto

Veduta del golfo con il Castello della Dragonara

Camogli, città di antiche tradizioni marinare

Il Castello della Dragonara

Veduta del Golfo e della Basilica di Santa Maria Assunta

Facciata della Basilica di Santa Maria Assunta

Un tramonto mozzafiato visto dai tavoli dell'Ostaia da 'O Sigù di Camogli

Decorazioni e un simpatico gufetto presso l'Ostaia da 'O Sigù

Un tavolo presso l'Ostaia da 'O Sigù

Presso l'Ostaia da 'O Sigù

Il tramonto, visto dai tavoli dell'Ostaia da 'O Sigù

Barchette dei pescatori al porticciolo

Veduta del porticciolo di Camogli
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