Passeggiata con Petrarca e i Visconti: Una giornata a Pavia

località: pavia
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 13 gennaio 2012
Data fine viaggio: venerdì 13 gennaio 2012

Se il Naviglio fosse navigabile come era stato fino a circa sessant’anni fa, saremmo potuti arrivare a Pavia anche in barca. Mentre ci avviciniamo alla città che intorno al ‘600 si chiamava Papia, ed era la capitale del regno dei longobardi, immaginiamo un percorso romantico che forse tra qualche tempo si potrà realizzare davvero: dopo la partenza dalla Darsena di Milano, la nostra barca scenderebbe lungo il Naviglio Pavese attraversando il tranquillo paesaggio padano, e una volta arrivata in città, farebbe un giro sul fiume Ticino, passando sotto lo spettacolare Ponte Coperto.
Chi ci è stato, lo sa: Pavia è molto carina, infatti lo pensava perfino Francesco Petrarca. In una sua lettera indirizzata a Giovanni Boccaccio, il poeta del Canzoniere, parla con entusiasmo della città, di cui racconta che erge al cielo le sue molte torri e gode della duplice vista delle Alpi e degli Appennini, oltre ad essere allietata dalle placide acque del Ticino. Petrarca parla anche del grande castello di Galeazzo, e del ponte di marmo sul Ticino.
Il famoso Ponte Coperto ci ha affascinato molto, e abbiamo scoperto che pur essendo stato costruito sulle stesse basi, non è lo stesso ponte che conosceva il Petrarca. Infatti, il ponte trecentesco, a sua volta costruito sui ruderi di un antico ponte romano, fu poi ampliato e modificato diverse volte nel corso della storia, fino ad essere gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, e infine demolito e ricostruito ex novo. Il ponte che oggi ammiriamo e che collega la città al caratteristico Borgo Ticino, dove si trova anche la statua in bronzo di una lavandaia, che ricorda il suggestivo Vicolo Lavandai di Milano, fu inaugurato nel 1951.
Percorrendo gli ampi viali, realizzati sul tracciato delle antiche mura che circondavano Pavia, e addentrandoci nelle caratteristiche stradine, abbiamo respirato l’aria di una città a misura d’uomo e carica di storia e di cultura, anche in quanto importante centro universitario. Oltre ad aver visitato alcune delle chiese più importanti, tra cui la Basilica di San Michele, dove fu incoronato Federico Barbarossa, o come il Duomo, imponente edificio religioso la cui cupola è la terza in Italia per dimensioni, abbiamo voluto anche fare uno strappo appena fuori città, per ammirare la Certosa di Pavia, monumento di infinita ricchezza artistica e storica, costruita per volontà di Gian Galeazzo Visconti, che pose simbolicamente la prima pietra del cantiere nel 1396.
Se la nostra giornata ci ha regalato tante belle sorprese sul piano artistico, ci riserva un grande piacere anche dal punto di vista culinario. Decidiamo, infatti, di fermarci per cena presso il Ristorante Marechiaro, nella centralissima e stupenda Piazza della Vittoria, a due passi dal Duomo e dal Castello Visconteo. Ci accomodiamo in una delle ampie sale, arredate con eleganza, in cui si organizzano anche feste e cerimonie, e a cui, nella bella stagione, si aggiunge anche il dehor estivo. Mentre iniziamo a studiare il menù, scambiamo quattro chiacchiere con il titolare, il cav. Beniamino Mandara, che gestisce il locale insieme alla propria famiglia: la moglie Carmela, la figlia Assunta e suo marito Vincenzo, i figlio Salvatore e il figlio di Assunta, Gaetano, che fa delle ottime pizze. “Il nostro ristorante ha una storia lunga cinquant’anni. Sono arrivato a Pavia nel 1960, all’epoca lavoravo con mio cugino Generoso. Nel 1962 ci siamo trasferiti da Via Parodi in Piazza della Vittoria, ed è stato nel 1971 che con mia moglie Carmela abbiamo preso posto in questa sede. Da allora il nostro lavoro prosegue tutti i giorni all’insegna della migliore tradizione dell’ospitalità”, ci racconta il signor Beniamino.
Abbiamo subito prova della bravura degli chef e della cura con cui vengono preparati i piatti, assaggiando un antipasto misto di mare caldo, le cappesante gratinate e l’astice alla catalana. Proseguiamo con gli spaghetti ai frutti di mare, il tagliolino ai code di rospi e asparagi, e il risotto con salsiccia e Bonarda. Annaffiamo queste bontà con dei vini selezionati dell’Oltrepò Pavese, tra cui il Barbera, il Bonarda, il Pinot e il Riesling, ma gustiamo anche degli squisiti vini campani, come il Greco di Tufo. Nella scelta dei secondi piatti ci dividiamo tra il rombo al forno, la grigliata mista di pesce, e la tagliata di carne piemontese.
Per chiudere in dolcezza, abbiamo la fortuna di assaggiare dei dessert della Costiera Amalfitana, creati dal famosissimo Salvatore De Riso. Tra le innumerevoli dolci tentazioni del Ristorante scegliamo la ricotta e pere, il tortino melanurca, e le melanzane al cioccolato: delle autentiche delizie, il cui ricordo, misto alla bellezza della città, ci farà tornare qui molte altre volte.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.pv.it
www.ristorantemarechiaro.it
Ristorante Marechiaro
Piazza della Vittoria, 9 Pavia
Tel.: 0382/23739

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