Un castello sull'isola, sorvegliato da scoiattoli e papere: gita a Legnano
Località:
LegnanoRegione: Lombardia
Stato: ITALIA (IT)
Data inizio viaggio: venerdì 3 febbraio 2012
Data fine viaggio: venerdì 3 febbraio 2012
“Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l’aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il Sole tra i corpi celesti”. Con queste parole piene di entusiasmo scriveva di Legnano il maggior poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, Bonvesin de la Riva che visse qui fino al 1288.?Se nel XIII secolo Legnano era ammirata per la fertilità delle sue terre e per il conseguente benessere, oggi colpisce per la sua atmosfera tranquilla e molto vivibile.
Sin dal Settecento i contadini legnanesi integravano il loro lavoro nei campi con delle attività manufatturiere svolte in casa, trasformandosi in filatori e tessitori di cotone, di lana e di seta. Infatti, fu poi l’industria tessile a svilupparsi in modo particolare con il cotonificio fondato da Eugenio Cantoni. Successivamente anche l’industria meccanica divenne determinante, grazie soprattutto all’azienda Franco Tosi.?A Legnano la produttività convive serenamente con le più antiche tradizioni che affondano le loro radici nei leggendari avvenimenti della storia della città. Qui si svolse, nel 1176 la Battaglia di Legnano, nel corso della quale le truppe della Lega Lombarda, probabilmente guidate dal mitico condottiero Alberto da Giussano, sconfissero l’imperatore Federico I il Barbarossa. Perfino l’inno di Mameli ricorda questa storica battaglia: “Dall’Alpe a Sicilia, Dovunque è Legnano”, e Legnano è anche l’unica città, oltre a Roma, ad essere menzionata nell’inno. Alla fine di Maggio di ogni anno i legnanesi rendono omaggio al ricordo della battaglia celebrando il Palio delle otto contrade storiche. La leggenda vuole che il Barbarossa fosse poi fuggito attraverso una galleria sotterranea collegata al Castello, che sorge su un’isola del fiume Olona. Accanto al Castello si trova lo stupendo Parco di Legnano, una vastissima area verde con numerose conifere, abitata da scoiattolini e uccelli acquatici e specie ittiche che popolano i laghetti e i ruscelli.?Legnano possiede anche un importante patrimonio religioso: oltre alla Basilica di San Magno, la chiesa principale costruita a partire dal 1504, in città si trova circa una ventina di chiese, tra cui il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito in seguito a un miracolo mariano che ridiede il dono della parola a due bambini sordomuti. ?Dopo questi piacevolissimi giri nella storia legnanese, abbiamo deciso di fermarci per cena nell’antico “Burgu di Maragàsc”, accomodandoci ai tavoli del Ristorante Maragàsc, accanto alla Chiesa di Sant’Ambrogio. “Maragàsc significa “stelo di granoturco”, a ricordo delle origini agricole di questo storico rione di Sant’Ambrogio”, ci racconta il signor Davide, il titolare che gestisce il ristorante insieme allo chef Claudio Ceriotti. L’ambiente è caloroso, arredato con fantasia e originalità: tutto predispone a una serata piacevole all’insegna della buona cucina tradizionale, arricchita con degli abbinamenti “meticci” che stupiscono il palato. Sul menù leggiamo una frase di Blaise Pascal: “L’anima del piacere sta nel piacere stesso”, e ce ne rendiamo conto appena iniziamo a gustare gli antipasti: polpettine di baccalà con cipolle di Tropea e la sfoglia di polenta, una bella zuppetta di polipo al profumo di zafferano con i crostini, la crema di finocchi con i gamberi al vapore e la riduzione d’arancio e infine, il cuore di capasanta in pasta kataifi e la salsina agrodolce piccante Thai. Facciamo seguire questo ricco antipasto dagli spaghetti grezzi del Cav. Cocco con i calamari, i pinoli, lo spinacino e la bottarga di muggine di Cabras. Alcuni di noi scelgono invece i garganelli con il ragù di polipo e finocchietto selvatico, e il riso al salto con i gamberi al curry e lo zafferano. Nella scelta dei vini ci facciamo consigliare tra le oltre settecento etichette, degustando ad esempio un ottimo bianco laziale, il Ferentano dell’azienda Falesco. Il nostro percorso nei piaceri del mare a tavola prosegue con il misto di pesce crudo della casa, il cuore di baccalà cotto in purezza con la salsa calda di pomodorini e baccalà in umido alle olive taggiasche e le quenelle di polenta, il branzino nel guanciale di Sauris con la crema di vongole e il filetto di tonno fresco, scottato, marinato alla soia, con l’emulsione di olio extravergine e soia.
Infine, ci arrendiamo volentieri alle tentazioni golose, tra cui il tiramisù al torrone, il tortino al crù di cioccolato fondente del Madagascar Manjari 64%, e le sfogliatine di pasta fillo, le pere il cioccolato fondente con la crema alla vaniglia del Madagascar. Alcuni di noi si godono invece la ganache montata di cioccolato Ivoire, con nocciole igt del Piemonte e le vele di pasta fillo, oltre alla torta di mamma Luisa.
Passare una giornata a Legnano ci ha divertiti molto, ed è un’esperienza da ripetere presto, magari in primavera: ci aspettano il Palio e delle belle passeggiate al Parco...
Francesca Bertha
PER INFORMAZIONI:
www.Legnano.org
www.palatifini.net
Ristorante Il Maragàsc
Via Sant’Ambrogio, 12 Legnano (MI)
Tel.: 0331/541978
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