Arte, angeli e amaretti: una giornata a Saronno, tra bellezza e gusto

località: saronno
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 20 gennaio 2012
Data fine viaggio: venerdì 20 gennaio 2012

Una città in cui passeggiando si calcano le orme della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, si incontrano chiese che narrano di miracoli, ma anche dei quartieri golosi che fanno pensare a degli ottimi biscotti e al liquore italiano più bevuto nel mondo. Si potrebbe anche fare un giro in bici nel parco del torrente Lura, o lasciarsi andare alla nostalgia sulle onde di alcune delle prime radio libere della provincia di Varese, come Radio Saronno Continental, il tutto sotto lo sguardo protettivo degli innumerevoli angeli che vivono di fianco ai saronnesi.
Un prezioso mosaico i cui tasselli sono l’arte, la spiritualità, il gusto, ma anche la natura e la tradizione che continua il suo percorso nel contesto di una città moderna : così ci è apparsa Saronno durante la nostra giornata fuori porta.
Siamo giunti qui in auto, ma la prima cosa curiosa che abbiamo visto, era un treno: o meglio, una vecchia locomotiva restaurata che in mezzo a una grande rotatoria ricorda a chi entra in città che Saronno è il nodo centrale delle Ferrovie Nord Milano. Dalle ferrovie alle radio, la città ha la comunicazione nel suo DNA.
Citata per la prima volta nel 796 in un atto notarile, quando ancora si chiamava Vico Salomno, Saronno è famosa anche per il suo splendido Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, che sorge sul luogo della miracolosa guarigione di un certo Pedretto, affetto da sciatica inguaribile, avvenuta nel 1447. Un altro miracolo simile fu accertato nel 1460, e sul luogo i devoti eressero una chiesetta. Il Santuario attuale, in stile rinascimentale, fu costruito a partire dal 1484, e ampliato nel 1498 a seguito delle numerose grazie ricevute che fecero affluire in loco tanti pellegrini. Il progetto è quasi sicuramente opera dell’Amadeo, che era anche architetto della Fabbrica del Duomo milanese.
Ed è in parte proprio grazie agli affreschi che si trovano all’interno del Santuario che Saronno è detta la Città degli Angeli: nelle opere di Bernardino Luini e di Gaudenzio Ferrari compaiono tanti angeli, così come nella Chiesa di San Francesco, nella cappella del Collegio Arcivescovile, fino al portale d’accesso al cortile del Palazzo Visconti, custodito da un gruppo di statuette raffiguranti degli angeli.
Abbiamo avuto anche il tempo per visitare il Museo Giuseppe Gianetti, dedicato alle collezioni di pregiate ed antiche porcellane e ceramiche. Seppure si tratta di una città moderna, in cui si respira l’aria dell’efficienza lombarda, a Saronno sono più che vive anche diverse antiche tradizioni religiose, come il Trasporto del Crocifisso, che avviene ogni anno sin dal 1734.
Dopo questa bella passeggiata decidiamo di “unire l’Italia” a tavola, cedendo alla tentazione di gustare una cena napoletana presso il Ristorante Positano da Biagio, in Piazza Borella. Dall’inverno lombardo veniamo, come per magia, trasportati nell’estate della Costiera Amalfitana le cui atmosfere mediterranee sono richiamate anche dall’arredamento e dalle decorazioni: sembra davvero di essere seduti su un terrazzo vista mare. “Abbiamo aperto questo locale nel 2003, dopo lunghi anni che lavoravo già al Nord, sempre con il sogno nel cassetto di poter un giorno proporre i sapori della mia terra in un ristorante mio, a conduzione famigliare. Qui prima di noi c’era un bar trattoria, quando siamo arrivati abbiamo abbellito l’ambiente, ad esempio con le piastrelle originali di Vietri”, ci racconta il signor Biagio, che gestisce il ristorante insieme alla moglie Lina e il figlio Raffaele.
Iniziamo con un ricco antipasto di pesce crudo, tra ostriche, tartufi, ricci di mare, tartare di spada e tonno, scampi e gamberi rossi. Gustiamo anche delle alici e del salmone marinato, delle cappesante gratinate, delle alici arreganate e i polipetti alla Luciana in umido con pomodorini, capperi e olive. Continuiamo con gli spaghetti alle vongole in salsa di prezzemolo e caciocavallo, gli strascinati fatti in casa con astice e frutti di mare e i paccheri marechiaro, fatti con cannolicchi, tartufi, vongole, fasolari e scaglie di grana.
Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini campani, tra cui il Greco di Tufo, il Fiano e la Falanghina. Nella scelta dei secondi spaziamo tra la spigola acquapazza, un classico molto richiesto, il pesce spada alla vesuviana, la seppiolina con patate e il filetto di orata in salsa di limone con patate prezzemolate.
Infine, cediamo volentieri alle numerose tentazioni golose dei dessert, assaggiando il babà bagnato al rhum, bontà che ci spinge a dare pienamente ragione a Marisa Laurito che cantava “Il babà è una cosa seria”, e gustiamo anche la torta caprese, le delizie sorrentine, le millefoglie, la classica pastiera napoletana e la torta di pere e cioccolato.
La creatività saronnese e il calore familiare campano ci hanno scaldato questa giornata invernale, e non abbiamo dubbi: torneremo qui anche con la bella stagione per delle gite nel Parco, nuove passeggiate e serate all’insegna della buona tavola.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Saronno.va.it
Ristorante Positano da Biagio
Piazza Borella, 18 Saronno (VA)
Tel.: 02/9605461

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...