Sulla rotta della prima ippovia italiana: una giornata a Sesto San Giovanni

località: sesto san giovanni
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 23 marzo 2012
Data fine viaggio: venerdì 23 marzo 2012

“Percorrete l’antica strada romana e alla sesta pietra miliare raggiungerete la vostra meta”, così ci avrebbero indicato l’itinerario da Milano per Sesto San Giovanni molti secoli fa. Il toponimo di questa graziosa città conserva l’antico percorso, ricordando, nello stesso tempo, la storica dipendenza del territorio sestese dalla Basilica di San Giovanni a Monza.
Se oggi Sesto è nota soprattutto per le sue industrie, durante il Medioevo non era altro che un piccolo borgo agricolo. Perfino nel 1546, agli inizi della dominazione spagnola, ci vivevano solo 437 persone. Erano povere, ma laboriose, e piano piano, nonostante le innumerevoli difficoltà dell’epoca, riuscirono a far crescere il comune, che per l’Ottocento divenne, oltre che un centro agricolo sempre più florido, anche un piacevolissimo luogo di villeggiatura. In quegli anni il celebre poeta Vincenzo Monti dedicò alla città questi versi: “O beato di Sesto aer sincero, O tranquilli recessi ove l’orrende sue nebbie il turbo cittadin non sente, e franco brilla il cor, franco il pensier!”
La nostra passeggiata inizia proprio da Sesto Vecchia, il quartiere più antico, la cui aria pulita dava refrigerio nell’Ottocento alle famiglie nobili e benestanti in vacanza. Tra le caratteristiche case lombarde si vedono tuttora le antiche corti, che ricordano i tempi in cui qui c’erano cascine, orti e stalle. L’abitato è raccolto intorno alle chiese, la medievale San Nicolao, la secentesca Santa Maria Assunta e la più antica Santo Stefano, di origine sforzesca, totalmente ricostruita nel 1891.
Oggi il modo più veloce di raggiungere la città è con la metropolitana, ma è dal 1840 che la ferrovia collega Milano con Sesto e successivamente con Monza. Questa linea fu la seconda in Italia, dopo la Napoli – Portici. Dal 1876 in avanti, commercianti e villeggianti potevano raggiungere Sesto San Giovanni anche a bordo delle caratteristiche carrozze dell’ippovia, un tram trainato da cavalli. La prima ippovia italiana fu proprio quella di Sesto, e il cambio dei cavalli avveniva al Rondò, dove oggi c’è una fermata della metropolitana. La tranvia a cavalli fu elettrificata nel 1901 dalla società Edison.
Passeggiando per le vie di Sesto Vecchia, in qualche giardino notiamo dei gelsi, un tempo numerosissimi in città. Si sa infatti, che i bachi da seta sono ghiottissimi delle foglie di gelso, e la filatura della seta fu l’attività che diede il via allo sviluppo industriale di Sesto. La prima filanda venne aperta nel 1832 da Giuseppe Puricelli Guerra in un’ala della villa di famiglia.
Ammiriamo anche diverse altre ville, tra cui la Villa Mylius, che ospitò anche il famoso astronomo Barnaba Oriani ed è stata sede del Municipio fino alla costruzione, nel 1971, del Palazzo Bottoni.
Visitiamo anche la Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice e dopo questo bel giro, decidiamo di concederci qualche altro momento felice, raggiungendo il Ristorante Happy Moments, in Viale Edison, non lontano da Sesto Rondò. Grazie alla fortunata posizione del locale, parcheggiare non è affatto un problema. Ci accomodiamo nell’ampia ed elegante sala, dove ci accoglie con grande simpatia il signor Francesco, il titolare, facendoci subito sentire a nostro agio. “Abbiamo aperto questo ristorante quindici anni fa, compiendo una “missione” che all’epoca poteva sembrare impossibile: trasformare il malandato bar di quartiere che si trovava qui dentro, in questo ristorante. Con l’entusiasmo e con l’impegno di tanti anni di lavoro, ce l’abbiamo fatta”, ci racconta Francesco, che gestisce il locale con i soci Mario e Silvana, oltre a tutto lo staff.
Un nostro amico viene spesso a mangiare qui a mezzogiorno, gradendo molto il menù a prezzo fisso che cambia in continuazione. Iniziamo la nostra cena con un tagliere lucano di salumi e formaggi, ma una buona parte di noi sceglie invece il ricchissimo antipasto di mare tra assaggi caldi e freddi, e sfiziose specialtà crude come carpacci e la tartare. Tra gli antipasti crudi assaggiamo ostriche, tartufi, gamberetti, scampi, crostacei e molluschi. Continuiamo con le squisite paste fresche lucane, tra cui gli scialatielli ai porcini, le orecchiette al pastore con pomodoro, salsiccia e ricotta a scaglie. Chi preferisce le specialità di mare, prende invece i tagliolini all’astice e le linguine al cartoccio. Annaffiamo queste prelibatezze con degli ottimi vini della fornitissima cantina, che comprende etichette da tutto il terriotrio nazionale. Tra i secondi piatti gustiamo delle costate, dei filetti e delle tagliate, oltre al branzino in crosta di mandorle, il tonno alla partenopea e delle sfiziose grigliate. I piatti di pesce variano tutti i giorni in base a ciò che propone il mercato. Per finire in gran dolcezza, assaggiamo un fantastico tiramisù fatto in casa, la panna cotta e vari altri sfiziosi dessert creati dallo chef.
La gita a Sesto San Giovanni è stata piena di “happy moments”, e tornarci sarà uno dei prossimi momenti felici.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.sestosg.net
www.ristorantehappymoments.net
Ristorante Happy Moments
Viale Tommaso Edison, 452 Sesto San Giovanni (MI)
Tel.: 02/36526724

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