Un weekend al mare, nella città dei Fieschi: gita a Lavagna : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Un weekend al mare, nella città dei Fieschi: gita a Lavagna

Lavagna

Veduta dalle alture di Lavagna
foto inserita il
13 Jun 2012 22:15
Veduta dalle alture di Lavagna
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Un weekend al mare, nella città dei Fieschi: gita a Lavagna

Località: Lavagna
Regione: Liguria
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 26 maggio 2012
Data fine viaggio: domenica 27 maggio 2012

Tra il verde pastello degli uliveti dell’entroterra e l’azzurro cristallino del Golfo del Tigullio orientale si sviluppa una città che viene ogni giorno nominata da studenti e insegnanti: Lavagna. Quando la raggiungiamo, superando il torrente Entella, definito da Dante Alighieri “una fiumana bella”, uno dei ragazzi ci domanda: “Come mai questa città si chiama come la Lavagna che si usa a scuola?”. Ed ecco che, pur essendo un giorno di vacanza, salta fuori qualcosa da imparare: è la Lavagna a scuola che si chiama come la città, e non viceversa. Tutto merito dell’ardesia, detta anche pietra di Lavagna, che da secoli viene estratta proprio qui e di cui erano fatte le lavagne di una volta.
Durante la nostra passeggiata compiamo un viaggio a ritroso nel tempo, scoprendo anche come la Vergine Maria fosse riuscita a fermare perfino il terribile pirata Dragut, che nel Cinquecento aveva seminato terrore e distruzione in molte località della costa ligure. Nel 1564 sbarcò a Lavagna, e una notte fece irruzione nel Santuario di Nostra Signora del Ponte, costruito nel XIII secolo grazie alla presenza di una cappella sul ponte della Maddalena, ristrutturata per volere di Innocenzo IV, papa appartenente alla storica dinastia dei Fieschi, originaria proprio di Lavagna. L’effigie della Madonna nel 1500 fu trasferita nella nuova chiesa. Durante la sua razzia lavagnese Dragut fece tanti danni, ma non prelevò la sacra immagine della Madonna: questo fatto, quasi miracoloso, rinsaldò la fede della popolazione.
In città visitiamo anche diversi altri splendidi monumenti religiosi, tra cui il Santuario di Nostra Signora del Carmine e l’Oratorio della Santissima Trinità, luogo un tempo dedito all’assistenza dei poveri e alla riscossione degli schiavi.
Attraversano la suggestiva piazza Marconi, e salendo per una scalinata presieduta da due leoni sorreggenti lo stemma comunale, raggiungiamo la Basilica Collegiata di Santo Stefano. La prima chiesa eretta sul luogo risalirebbe almeno al VI secolo, e sarebbe stata costruita a fianco di una torre di segnalazione che aiutava i marinai a entrare nel porto. I Fieschi costruirono accanto alla chiesa un castello, che venne demolito intorno al 1200.
Tra le diverse torri d’avvistamento che furono costruite per contrastare gli attacchi pirateschi, c’è la Torre del Borgo, risalente al XVI secolo. Oggi è sede della Galleria artistica, e nel sottostante giardino alla genovese si organizzano mostre e concerti.
Dalla storia popolata anche da pirati, arriviamo nel mondo, ancora più fiabesco, dei giganti, raggiungendo la nostra dimora per il weekend: L’Albergo Ristorante Gargantua, in via Dei Devoto. Dopo esserci sistemati nelle eleganti camere, ci accomodiamo presso i tavoli del ristorante con una discreta fame. Dopo un piacevolissimo aperitivo, eccoli qui, i simaptici giganti della letteratura francese: Gargantua e Pantagruel, con gli antipasti dedicati proprio a loro. Gustiamo così un fantastico misto di pesce e di verdure, che cambia sempre in base alla disponibilità degli ingredienti. Pantagruel aggiunge anche gli sfiziosi fritti caldi tra cui bastoncini di verdure, olive ascolane, arancini e acciughe fritte. Gustiamo anche delle cozze alla marinara, e dell’insalata di polpo. Tutti i piatti sono freschi e preparati al momento. Chiacchierando con il titolare, il signor Andrea, originario di Campagna, città salernitana dove Giordano Bruno compì il noviziato, scopriamo di essere in un albergo storico, esistente da almeno quarant’anni. “Sono tre anni che a gestire questa bella struttura siamo io e mia moglie Roberta, insieme ai figli Chiara, Elisa e Renato, e la chef Catia”. Continuando, apriamo lo scrigno dei sapori: un primo chiamato così che svela degli spaghetti allo scoglio con il pomodoro, la cui cottura termina in una pentola di coccio, coperta con la pasta del pane: un piatto ricchissimo e squisito. Gustiamo anche i pansotti Gargantua con burro, salvia, curry e gamberi, le pappardelle con radicchio e gamberi, le trenette col pesto fatto in casa e il risotto ai frutti di mare. Annaffiamo il tutto con degli ottimi vini tra cui il Vermentino, il Falanghina, il Pinot grigio del Trentino, l’Aglianico del Vulture e il Morellino di Scansano. Tra i secondi apprezziamo molto il pesce azzurro al verde, preparato in padella e condito con aglio, olio, prezzemolo e una spruzzata di limone. Alcuni di noi scelgono invece la frittura del golfo, il branzino o l’orata al forno, e gli scampi alla Gargantua.
La nostra cena, letteralmente pantagruelica, si conclude in gran dolcezza, grazie ai dessert della casa: dei fantastici semifreddi al caffè, al torroncino e all’amaretto, oltre alla panna cotta, la crema catalana e il tiramisù. Infine, assaggiamo il digestivo Gargantua, servito freddo e preparato in base a una ricetta segreta: un altro dettaglio tra i tanti che durante questo weekend ci ha fatto stare bene in compagnia dei giganti in riva al mare.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Lavagna.ge.it
www.hotelgargantua.net
Hotel Ristorante Gargantua
Via Dei Devoto, 149 Lavagna (GE)
Tel.: 0185/306118

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Veduta dalle alture di Lavagna

La statua di Cristoforo Colombo sul lungomare

La suggestiva Piazza Marconi

Basilica Collegiata di Santo Stefano

L'antica torre

L'aperitivo presso il Ristorante Gargantua

Prelibatezze del Ristorante Gargantua

Hotel Ristorante Gargantua, la sala

Prelibatezze del Ristorante Gargantua: lo scrigno!

Il dehor dell'Hotel Ristorante Gargantua

Nella sala del Ristorante Gargantua

Prelibatezze del Ristorante Gargantua

Un altro fantastico dolce del Ristorante Gargantua

Il sagrato della Basilica
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