Cene leggendarie: passeggiata a Genova, tra miracoli e buona tavola : ITALIA

Francesca Bertha : europa : italia : liguria : genova
viaggiatore non registrato . iscriviti e fai parte della più grande community di viaggiatori . sei registrato? effettua il login
love

Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Cene leggendarie: passeggiata a Genova, tra miracoli e buona tavola

Genova

Veduta di Porta Soprana
foto inserita il
15 Oct 2012 10:58
Veduta di Porta Soprana
Pagine 1
caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

Cene leggendarie: passeggiata a Genova, tra miracoli e buona tavola

Località: Genova
Regione: Liguria
Stato: ITALIA (IT)
0

Data inizio viaggio: sabato 6 ottobre 2012
Data fine viaggio: sabato 6 ottobre 2012

LA STORIA D'AMORE DI PACCIUGO E PACCIUGA


Ogni volta che Pacciugo, il marinaio doveva partire per un lungo viaggio e lasciare a casa sua moglie Pacciuga da sola, erano entrambi tristi, ma si consolavano col fatto che dopo alcuni mesi si sarebbero ritrovati più felici e uniti di prima. Anche quella volta si salutarono con un lungo bacio. Lui s’imbarcò avviandosi verso l’Oriente, e lei restò nella loro casa a Prè pregando ogni giorno perché suo marito tornasse quanto prima.
Erano i tempi in cui i saraceni erano molto agguerriti e le loro scorrerie raggiungevano frequentemente anche le coste liguri, provocando danni inenarrabili. Si può solo immaginare quanto gli stessi corsari turchi fossero crudeli, quando un marinaio genovese si azzardava fino alle loro terre. Pacciugo infatti, fu catturato e fatto prigioniero dai pirati. Il tempo passava, e mentre il malcapitato marinaio cercava di escogitare un modo per fuggire sognando giorno e notte la sua amata, lei si rifugiò nella preghiera. Dopo qualche anno le donne del paese iniziarono a ridere di lei, e a dirle che tanto Pacciugo non sarebbe mai tornato. Ma lei non le ascoltava, invece ogni sabato si recava al Santuario della Coronata, situata in collina, per pregare la Madonna affinché facesse tornare suo marito.
Passarono ben dodici anni, e un bel giorno Pacciugo riuscì a scappare dalla sua prigionia, raggiungendo Genova. Il suo cuore batteva forte e si pregustava già il momento di riabbracciare sua moglie. Entrò nella loro vecchia casa e la trovò vuota. Si mise così a chiedere alle vicine se sapevano dove fosse Pacciuga.
“Non sapremmo, di sabato va sempre in giro, chissà con chi s’incontra”, gli risposero le serpenti di paese.
Grande fu la felicità di Pacciuga nel riabbracciarlo e gli raccontò subito che era, come ogni sabato, a pregare per lui. L’uomo sul momento le credette, ma gli rimase in testa un tarlo che non gli diede pace: “Se mia moglie è rimasta fedele, perché le vicine ne parlano così male?”
Il sabato successivo decisero di andare insieme a pregare al Santuario. Il marito propose alla donna di fare un tratto in barca per abbreviare il percorso. Una volta in mare Pacciugo, accecato dalla gelosia aggredì sua moglie con un coltello e dopo averla ferita a morte, la buttò in mare. Poi andò alla chiesa, per non destare sospetti. Quando entrò nella casa di Dio, vide Pacciuga sana e salva che pregava come aveva fatto per tanti anni aspettando che lui tornasse a casa.
Fu un miracolo della Vergine a salvare la donna, così come a dar sollievo all’anima di Pacciugo, a quel punto tormentato da rimorsi infernali. Sarebbe difficile dire se Pacciuga ha fatto bene ad aspettare suo marito. Non si sa nemmeno se la giustizia divina avesse poi fatto in modo che le donne maldicenti venissero rapite dai saraceni. Pare invece certo che da quel momento in poi Pacciugo e Pacciuga ritrovarono la loro serenità e vissero felici e contenti.


UNA CENA PRESSO CA' DE PITTA


Dopo aver sentito questa antica storia d’amore genovese a lieto fine, decidiamo di scoprire un’altra storia, stavolta gastronomica, che dopo un lungo passato, sta vivendo un suo periodo fiorente. Dalla Foce saliamo lungo il Bisagno fino a Piazzale Bligny, per passare una serata a tavola presso il Ristorante Braceria e Pizzeria Ca’ de Pitta, uno dei locali più antichi di Genova. “Qui c’era una trattoria già nel dopoguerra. Dopo vari cambi di nome e di gestione, era rimasta chiusa per una decina di anni. Da quando siamo subentrati noi due anni fa, il posto si è rinnovato e oggi sta avendo un ottimo successo”, ci racconta Davide Simioli che gestisce il ristorante insieme all’amico di vecchia data Matteo Vinciguerra.
Ci accomodiamo in una delle tre spaziose sale climatizzate dove una rete wireless gratuita consente ai nostri amici tecnologici di restare connessi anche durante la cena. Iniziamo con la squisita coccotina di crescenza gratinata accompagnata con crudo di Parma e schiacciata al rosmarino, il tonno di coniglio fatto in casa e la burrata pugliese con crudo toscano. Dopo questi sfiziosi antipasti assaggiamo dei ravioli di chianina al ragù bianco di lombo e cadea, oltre a dei ravioli di porcini al ragù di salsiccia. Alcune nostre amiche non resistono nemmeno alle ricche insalate, mentre i più piccoli del gruppo si dividono tra il menù per bambini e le pizze.
Continuiamo con le prelibate specialità della braceria, gustando diversi tagli di carne di ottima qualità, proposti in porzioni abbondanti e, come nel caso della fiorentina, a un prezzo estremamente contenuto. Il filetto di manzo alla brace, infatti è di un terzo più grande del solito. Alcuni di noi scelgono il nodino di vitello alla brace, altri il galletto al mattone, ma gustiamo anche delle costine di maiale e dell’ottima salsiccia alla brace.
La nostra cena si conclude con gli sfiziosi dolci della casa, e con la decisione di tornare qui presto, per una delle serate a tema o per una festa da organizzare proprio in queste sale.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Genova.it
www.cadepitta.it
Ristorante Braceria Pizzeria Ca’ de Pitta
Piazzale Bligny, 1R Genova
Tel.: 010/8382043

Translate this travel in english, by Google uk

Tutela e copyright dei viaggiatori: ogni riproduzione non autorizzata dall'autore del seguente materiale testuale e fotografico è vietata per scopi diversi da quelli personali


Veduta di Porta Soprana

Chiesa di San Lorenzo

Nel Porto Antico

Chiostro di Sant'Andrea

Palazzo Ducale

Nelle sale del Ristorante Ca' de Pitta

Nella cucina del Ristorante Ca' de Pitta

Prelibatezze del Ristorante Ca' de Pitta

Un piatto di carne del Ristorante Ca' de Pitta

Presso il Ristorante Ca' de Pitta

La casa natale di Cristoforo Colombo
Loading...
Per inserire una tua domanda o commento su questo viaggio devi essere registrato.
Puoi farlo in questa pagina.
Se sei già registato, effettua il login

Come giudichi la qualità dei contenuti di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

Come giudichi la qualità delle foto di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

ricerca viaggi america america centrale america del sud africa europa medio oriente asia oceania
registra

il profilo di: Francesca Bertha

  • Francesca Bertha
  • Età 17851 giorni (48)
  • Milano

La mappa dei miei viaggi

Il feed RSS dei miei viaggi

>