Tra l'acqua termale bollente e la farinata bella calda: una giornata ad Acqui Terme : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Tra l'acqua termale bollente e la farinata bella calda: una giornata ad Acqui Terme

Acqui Terme

Resti dell'acquedotto romano
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26 Oct 2012 22:33
Resti dell'acquedotto romano
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Tra l'acqua termale bollente e la farinata bella calda: una giornata ad Acqui Terme

Località: Acqui Terme
Regione: Piemonte
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: venerdì 12 ottobre 2012
Data fine viaggio: venerdì 12 ottobre 2012

Ci sono delle città la cui bellezza è esaltata anche dal paesaggio che le circonda, e il piacere di visitarle inizia lungo la strada che si percorre per raggiungerle: Acqui Terme è una di queste. Per arrivare in questa famosa città termale dell’Alto Monferrato, percorriamo la strada del Turchino che da Genova Voltri sale a Ovada e da lì porta ad Acqui Terme attraverso un paesaggio mozzafiato che si estende tra interminabili vigneti, coloratissimi borghi e castelli medioevali.
Appena raggiungiamo il Ponte Carlo Alberto, sul fiume Bormida, notiamo i resti dell’Acquedotto romano, tra i monumenti simbolo della città. Dal ponte si vedono bene i quindici pilastri e i quattro giganteschi archi che ricordano agli acquesi la loro gloriosa tradizione termale, che continua con successo tutt’oggi negli stabilimenti termali della città. Le sorgenti termali di Acqui Terme godettero infatti di notevole prestigio già in epoca romana: lo scrittore latino Plinio Il Vecchio le ricorda tra le più importanti del mondo romano.
Dopo l’acquedotto andiamo a vedere l’acqua: quella della Bollente, il monumento più famoso della città: si tratta di una splendida edicola marmorea realizzata nel 1879 dall’architetto Giovanni Cerutti, all’interno della quale sgorga l'acqua bollette e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 gradi, di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica.
Il motto di Acqui Terme è “Arte et Marte”, ovvero con l’ingegno e con la forza. Acqui ha dato i natali a diversi artisti nel corso della storia, tra cui Ginevra Scatilazzi, famosa letterata del Cinquecento, che in occasione della visita di Papa Paolo III Farnese, gli si rivolse in perfetto latino, suscitando lo stupore del Pontefice. E’ di Acqui Terme il gruppo folk rock degli Yo Yo Mundi, che si sono esibiti anche sul prestigioso palco del Premio Tenco con le loro canzoni poetiche in cui omaggiano spesso la loro città e il Monferrato. Per i più piccoli invece, l’arte di Acqui propone dei romanzi d’avventura per l’infanzia, usciti dalla penna dello scrittore acquese Pierdomenico Baccalario.
Tra gli altri monumenti che testimoniano la storia della città, visitiamo il Castello dei Paleologi, citato già nel 1056 che oggi ospita il Museo Archeologico, mentre tra gli edifici religiosi ammiriamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente al X secolo e la meravigliosa Abbazia benedettina di San Pietro, di origini paleocristiane, dedicata alla Madonna Addolorata.
Restiamo nel centro storico fermandoci per cena presso la Trattoria Mazzini, situata nell’omonima via, nel cuore dell’isola pedonale. L’insegna ci rivela subito uno dei piatti forti del locale: la farinata che qui viene preparata in un caratteristico forno a legna. “Il successo della nostra farinata si deve anche al fatto che seguiamo tuttora l’antica ricetta di mio nonno Ferruccio, il quale per oltre quarant’anni ha deliziato acquesi e turisti con la sua famosa “bela cauda”, ovvero la farinata bella calda”, ci racconta la signora Denise, che dopo il nonno e il padre continua la tradizione famigliare insieme a suo marito Danilo. “La licenza originale risale al 1950, infatti questa trattoria è una delle più antiche di Acqui Terme, e oggi come allora prepariamo i piatti tipici del territorio, cambiando spesso il menù in base alla stagionalità”, ci spiegano i titolari.
Una delle specialità tipiche della casa si chiama “Tastuma tit”, ovvero “assaggiamo tutto”: si tratta di uno squisito piatto unico per degustare tre ricette tradizionali: la trippa in umido e lo stoccafisso accomodato alla ligure e all’acquese.
Tra gli antipasti gustiamo lo sformatino di polenta, il tomino caldo con la pancetta, le acciughe col bagnetto e i peperoni al forno con la salsina tonnata. Proseguiamo con dei primi preparati con la pasta fresca fatta in casa, tra cui i mitici ravioli al plin fatti a mano, le crespelle ai funghi e le lasagne con le zucchine. Assaggiamo anche le sfiziose fettuccine con farina di ceci al rosmarino, saltati al gorgonzola. Annaffiamo queste prelibatezze con dei vini del territorio, riempiendo i nostri bicchieri di Barbera, Dolcetto, Nebbiolo e con l’immancabile Brachetto di Acqui. Ci conquistano anche i bianchi Cortese, Chardonney e Arneis, oltre a qualche etichetta ligure e veneta. Tra i secondi non resistiamo agli stinchetti di maiale al forno e al coniglio all’acquese, mentre i nostri amici marinari scelgono i calamari ripieni e le seppie con patate e piselli.
Alla fine ci deliziamo con gli spettacolari dessert artigianali: oltre al tradizionale bunet e alla torta di nocciole, ci incantano le dolci creazioni della casa, tra cui la mousse al torrone, il budino allo zabaione con gli amaretti e la spuma di Moscato con le nocciole.
Alla Bollente, a differenza della Fontana di Trevi, non si usa gettare una monetina per tornare, ma avremmo avuto voglia di farlo. Il calore, sia termale che umano di questa città ci ha davvero conquistati.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comuneacqui.com
www.lafarinata.net
Trattoria Mazzini
Via Mazzini, 29 Acqui Terme (AL)
Tel.: 0144/325347

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Resti dell'acquedotto romano

Nel centro storico

La Bollente

L'acqua termale che sgorga dalla Bollente

Uno scorcio del centro

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Abbazia di San Pietro

L'entrata della Trattoria Mazzini

Nelle sale della Trattoria Mazzini

Il forno a legna della Trattoria Mazzini in cui si sfornano le mitiche farinate

Nelle sale della Trattoria Mazzini

A tavola presso la Trattoria Mazzini

La grande fontana nel centro di Acqui Terme

Resti dell'acquedotto romano
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