Una giornata a Parma tra le meraviglie dell’arte e i piaceri del mangiar sano : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Una giornata a Parma tra le meraviglie dell’arte e i piaceri del mangiar sano

Parma

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Una giornata a Parma tra le meraviglie dell’arte e i piaceri del mangiar sano

Località: Parma
Regione: Emilia Romagna
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: giovedì 20 febbraio 2014
Data fine viaggio: giovedì 20 febbraio 2014

Per molte persone la voglia di visitare l’antica capitale del Ducato di Parma e Piacenza nasce dopo aver letto il celebre romanzo di Stendhal, “La Certosa di Parma”. Le atmosfere romantiche del libro, tra cui le scene in cui Fabrizio Del Dongo, imprigionato nella Torre Farnese si sente estasiato potendo ammirare dalla sua cella non solo la catena delle Alpi, ma anche una finestra dove ogni tanto compare la donna delle sue brame, hanno fatto sognare milioni di persone.
Arrivando a Parma, città attraversata dall’omonimo torrente e abitata sin dall’età del bronzo, il primo monumento che iniziamo a cercare è proprio la Certosa. Con nostra grande sorpresa, ne troviamo addirittura due. Il complesso della Certosa di San Girolamo, detta Certosa di Parma, che si trova nel quartiere San Lazzaro fu per mezzo millennio un monastero di certosini. L’abbazia ad aver ispirato il romanzo di Stendhal è però un’altra: la Certosa di Paradigna, costruita a partire dal 1298 e nota anche come Abbazia di Valserena o di San Martino de’ Bocci.
Avvicinandoci al centro storico, scopriamo che la città era circondata da antiche mura e alcune delle porte sono tuttora ben conservate. Tra esse la più importante è la Porta San Francesco, edificata nel 1261, attraverso la quale i pellegrini diretti a Roma lungo la Via Francigena lasciavano la città. Storicamente la difesa di Parma era affidata anche alla Cittadella. All’interno della grande fortezza cinquecentesca oggi sono i bambini a fare i cavalieri nell’ampio spazio verde attrezzato.
Marcel Proust prima di visitare Parma l’aveva immaginata “liscia, compatta, color malva e morbida”: aggettivi che trovano tutti riscontro ammirando gli storici palazzi e gli innumerevoli edifici religiosi. Tra essi il più importante è il Duomo, considerato tra le maggiori opere del romanico in Italia, celebre anche grazie alla sua cupola, dipinta dal Correggio. A fianco del campanile ammiriamo lo stupendo Battistero in marmo rosa, punto di giunzione tra l’architettura romanica e quella gotica. Poco distante, tra il Campanile e il Battistero si scorge l’Abbazia di San Giovanni Evangelista, un complesso benedettino la cui cupola è anch’essa affrescata dal Correggio.
Durante la nostra passeggiata tra il centro storico e il quartiere Oltretorrente, visitiamo anche la chiesa della S.S. Annunziata, dalla forma ellittica, ma c’è anche la Chiesa di Santa Maria del Quartiere, del 1619, a forma di prisma esagonale e con la cupola affrescata da Pier Antonio Bernabei, raffigurante il Paradiso.

Dopo questa bella passeggiata nella storia parmense ci aspetta una squisita cena presso il Ristorante Apriti Sesamo, in via Monte Corno. L’idea di prenotare presso questo locale bioenergetico ci era venuta grazie alle nostre amiche vegane, e si è rivelata una preziosa occasione per tutti noi di scoprire un concetto di alimentazione che pone al suo centro la salute senza per questo rinunciare ai piaceri della buona tavola.
Ci accomodiamo nella spaziosa sala dai colori solari, vicino a uno scaffale pieno di libri e riviste sulla natura, sulla cucina e sull’agricoltura biologica. Iniziando a studiare il menù, scambiamo due chiacchiere con la titolare Antonella Fusco, che gestisce il ristorante dal 1996. Ad affiancarla nel lavoro giornaliero portato avanti con grande passione sono il cuoco Cosimo De Filippo detto Mimmo e il suo braccio destro Michele Siano. Oltre a loro, ci sono le persone che ogni giorno consegnano a domicilio le portate ordinate per telefono o attraverso il sito web del ristorante, spostandosi in città con due biciclette e un furgoncino a metano. “Il nostro menù, sia a pranzo che a cena, varia giornalmente in base ai prodotti freschi che trovaimo al mercato dove facciamo la spesa ogni mattina presto. Con questo metodo riusciamo a portare a tavola delle eccellenze biologiche come ad esempio i carciofi o le vere cime di rapa pugliesi. Il concetto del ristorante nasce da un’idea di benessere e di salute di tipo olistico, che contempla la persona nella sua integrità. Proprio per questa ragione utilizziamo sempre prodotti integrali, fondamentali dal punto di vista energetico. E’ importante consumare alimenti che hanno ancora della vitalità, come il cereale integro, capace di generare nuova vita. Sono invece banditi tutti i cibi raffinati come lo zucchero o il pane bianco che non esiterei a definire delle droghe”, ci spiega la signora Antonella. A una nostra domanda se eliminare la carne e il cibo di origine animale è una scelta più etica o salutistica, la titolare ci risponde che oltre il fattore etico c’è da considerare che a differenza delle proteine animali, tutto quello che è vegetale, è molto più digeribile. “Le proteine animali sono difficili da assimilare. Un tempo, quando si lavorava nei campi e si viveva in case fredde, quel tipo di alimentazione era adeguato, ma oggi è tanto inutile quanto dannoso. Il microcosmo dell’organismo umano va considerato all’interno del macrocosmo in cui vive l’individuo.”
Iniziamo con una vellutata di zucca, e proseguiamo con il miglio alla mediterranea, mentre il resto del gruppo gusta le squisite pappardelle di mais al ragù vegetale. A seconda dei giorni, l’antipasto può anche essere una vellutata di topinambur e porri, e tra i primi possiamo trovare lo sformato di riso ai carciofi, il cous cous con porri e olive, il grano saraceno al cappuccio rosso o i fusilli di farro al ragù di seitan. Il secondo, una bella cotoletta di tofu al forno è accompagnato da due saporiti contorni a scelta tra carciofi e carote stufati e la fantasia di crudità con carpaccio di topinambur.
Infine, non possono certo mancare le dolci tentazioni, preparate rigorosamente senza uova, latte, burro e zucchero. Al posto dello zucchero si utilizzano malti, ad esempio il malto di riso, adatto anche ai celiaci. I dessert creati con questo metodo sono salutari, leggeri e golosissimi. Stavolta assaggiamo la torta di zucca e una buonissima mousse di arance che esalta la freschezza e l’energia del frutto, ma nel menù si possono trovare, a seconda dei giorni, anche dessert come lo strudel di mele con cannella, la torta di mandorle o la crostata con composta di mirtilli.
La nostra giornata parmense si conclude con qualche goloso acquisto presso la zona shop del ristorante, pieno di prodotti particolarissimi e rari, sia alimenti che cosmetici naturali, oltre ai libri. Grazie a un’attentissima selezione di articoli che provengono da fornitori che la titolare conosce personalmente da molti anni, sugli scaffali del negozio si possono trovare bacche di cranberry, di alchechengi, di goji, fave di cacao, diffusori di propoli, ma anche degli olii speciali. Un universo di gusto e di salute dove sarà sempre un piacere ritornare.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Parma.it
www.apritisesamo96.it
Ristorante Apriti Sesamo
Via Monte Corno, 4 Parma
Tel.: 0521/270274

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