Un weekend con i pescatori di coralli: gita a Cervo

località: cervo
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 10 maggio 2014
Data fine viaggio: domenica 11 maggio 2014

Le mille tonalità di arancione e di rosa delle case arroccate sulle pendici delle colline di fronte al mare, un caleidoscopio di colori caldi esaltati dall’interminabile azzurro del mare che fa da sottofondo: è questo paesaggio da sogno che accoglie i turisti che oggi arrivano a Cervo, ma è anche l’immagine che i pescatori cervesi, partiti per la pesca del corallo, conservavano nel loro cuore durante la lontananza. Ricordi arancioni e rosa per portare a casa i preziosi coralli delle stesse sfumature, da coste anche distanti come quelle della Corsica e la Tunisia, compongono l’album delle storie che resero importante Cervo sin dai tempi più antichi.
Il toponimo, che pare non abbia a che fare con l’animale (che però è presente nello stemma comunale), deriva dalla parola “servo” e indicava, durante l’Impero Romano, un luogo che offriva servizi e che presto divenne un importante centro grazie alla sua posizione elevata e alla presenza di alcune sorgenti. Intorno al 950 il castrum diventò feudo dei marchesi di Clavesana e successivamente fu racchiuso tra imponenti mura.
Passeggiando tra i caruggi del centro, percorribili solo a piedi, si rivivono le autentiche atmosfere medievali, conservate anche attraverso un importante lavoro di ristrutturazione delle antiche abitazioni. Le caratteristiche viuzze si snodano tra un tripudio di fiori e sono puntellate di botteghe artigiane e frantoi dove si può degustare l’eccellente olio degli uliveti che circondano Cervo, uno dei Comuni fondatori del circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Arrivando in paese, lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio della nostra dimora per questo weekend, presso la Locanda Ristorante Bellavista, nella centralissima piazza Castello. All’ingresso della struttura, una targa annuncia vicino a una meravigliosa pianta di bouganville: “Qui si mangia, si beve e si dorme”. Intenzionati a fare tutte e tre le cose, ci sistemiamo nelle nostre eleganti stanze, occupando due delle 5 doppie e la camera singola, tutte confortevoli, climatizzate e luminose. Dopo, prendiamo un caffè e qualche bibita sul terrazzo dell’albergo da cui si ammira una vista stupenda sul mare, e partiamo alla scoperta dei monumenti del borgo.
Per raggiungere il castello dei Clavesana ci basta attraversare la piazza, ed eccoci immersi nelle autentiche atmosfere medievali del borgo. Costruito attorno al XIII secolo, l’imponente maniero, la cui struttura ingloba anche un’antecedente torre in stile romanico, oggi è sede del museo etnografico del Ponente ligure, mentre il piano superiore ospita delle mostre d’arte.
Dal castello percorriamo alcune stradine colorate che ci accompagnano attraverso epoche storiche lontane, quella in cui Cervo fu feudo dei cavalieri di Malta, quella del dominio della Repubblica di Genova e quella degli attacchi dei pirati saraceni, attratti dai notevoli traffici commerciali cervesi del corallo. Raggiungiamo così il monumento simbolo del borgo, la chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta come la “chiesa dei Corallini”, perché eretta anche grazie ai proventi della pesca del corallo. L’edificio, costruito tra i secoli XVII e XVIII, è il maggior monumento barocco del Ponente ligure. Nella scenografica piazza dei Corallini, antistante la chiesa, si svolge dal 1964 il prestigioso Festival Internazionale di Musica da Camera, fondato dal violinista ungherese Sándor Végh. Ogni anno, nei mesi di luglio e agosto, si esibiscono su uno dei palchi più suggestivi del mondo artisti del calibro di Martha Argerich, Yehudi Menuhin o Stefano Bollani.
Proseguendo la nostra passeggiata, da un punto panoramico notiamo il campanile della chiesa di San Nicola da Tolentino, nelle vicinanze di alcune serre dove si coltivano i fiori della Riviera, noti in tutto il mondo. La chiesa, eretta sulle rovine di un antico tempio pagano, fu la prima parrocchiale del borgo e venne ricostruita diverse volte a seguito delle ripetute distruzioni da parte dei Barbari. In centro ammiriamo anche l’ormai sconsacrato, ma suggestivo Oratorio di Santa Caterina, eretto nel XIII secolo. All’interno della chiesa romanica sono conservati diversi affreschi cinquecenteschi, tra cui uno raffigurante San Giorgio che uccide il drago.
Dopo questo bel giretto nella storia cervese, torniamo alla base, al Ristorante Bellavista con un discreto languorino. Ci accomodiamo nella veranda panoramica da cui possiamo ammirare una vista mozzafiato sul castello e sul mare. Ad accoglierci con grande simpatia è la signora Francesca che oggi gestisce l’albergo ristorante insieme alla sorella Patrizia, continuando una tradizione famigliare pluridecennale. “A fondare la locanda sono stati i nostri genitori Rosalina e Bruno Carrara, ben 54 anni fa”, ci racconta. “Da quei tempi sono cambiate molte cose qui in paese, ma fortunatamente in meglio. Oggi c’è una maggiore attenzione alla qualità, a mantenere l’ambiente pulito.”
Ciò che per fortuna da queste parti non è mai cambiata, è l’ottima qualità del cibo, sempre fresco, basato sulla stagionalità e sul pescato del giorno. “La nostra è una cucina semplice e legata alla tradizione marinara e ai prodotti freschi dell’orto e del mare”, ci spiega la titolare mentre iniziamo ad assaggiare uno squisito antipasto: il polpo con le patate e le fantastiche acciughe fritte, vero e proprio fiore all’occhiello della casa, che attira avventori anche da lontano. Continuiamo con le irrinunciabili trofie al pesto, preparate ad arte, essendo il ristorante anche membro della Confraternita del Pesto. Alcuni di noi optano invece per gli spaghetti alla marinara. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini liguri della ricca cantina che annovera anche numerose etichette da tutta Italia. A seguire, gustiamo una ricca e buonissima frittura di pesce, anche questa è tra le specialità che hanno reso famosa la cucina di questo ristorante. Una parte del nostro gruppo sceglie una bella grigliata e sono molto apprezzate anche le seppie in zimino.
La nostra cena si conclude con la “stroscia”, dolce tipico di questa zona, simile alla sbrisolona, ma fatta con l’olio d’oliva.
Tornare a Cervo sarà sempre un piacere, e oltre ad assistere a dei concerti del Festival, non ci faremo certo scappare nemmeno qualcuna delle serate culinarie a tema del Ristorante Bellavista, un’occasione per scoprire dei sapori etnici o tradizionali del territorio, gustando ad esempio il cappon magro o il cinghiale in stagione.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.Cervo.com
www.bellavistacervo.com
Piazza Castello, 2 Cervo (IM)
Tel.: 0183/408094

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