Gita al fiume, tra storia, arte e buona tavola: una giornata a Palazzolo Sull'Oglio

località: palazzolo sull'oglio
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 17 maggio 2014
Data fine viaggio: sabato 17 maggio 2014

Se, alzando lo sguardo, vedete la torre a sezione circolare più alta d’Italia, potete essere certi: siete a Palazzolo Sull’Oglio, una delle località più antiche della Lombardia, situata a metà strada tra Brescia e Bergamo. Alta ben 91,8 metri, la Torre del Popolo, nota anche come la torre di San Fedele, visto che in cima campeggia una statua del patrono della città, è il primo monumento che si nota da qualsiasi parte si osservi lo skyline di Palazzolo, e così anche la nostra passeggiata alla scoperta del centro diventa un itinerario alla “conquista” della torre.
La città, che durante l’Impero Romano si chiamava Palatium, e solo dal 1862 si distingue da altre località omonime con l’indicazione “sull’Oglio”, si sviluppa sulle rive del fiume che scorre attraversando il centro. L’Oglio è anche una delle maggiori attrazioni naturalistiche della zona, e il suo esteso parco è amatissimo sia dai turisti che dalle persone del posto che praticano vari sport, dal trekking alla canoa. In città invece, le acque dell’Oglio sono la gioia dei pescatori con l’amo, uno dei quali riesce a prendere un pesce proprio nel momento in cui arriviamo noi. Il fiume ha determinato, sin dall’antichità, l’evoluzione del territorio palazzolese ed è stato anche oggetto di contesa durante il Medioevo. Lo splendido ponte romano in pieno centro è testimone dei tempi dell’Impero quando l’antico comune fu luogo di transito sulla strada Brixia- Mediolanum, la cosiddetta via Gallica. Costruito probabilmente tra il IV e il V secolo, in un tratto del fiume in cui durante i tempi di magra si formavano diversi isolotti, originariamente il ponte era dotato di quattro pilastri e cinque archi, ed era a schiena d’asino. In epoca medievale nacquero degli scontri tra il centro abitato palazzolese e il borgo fortificato di Mura, situato sull’altra sponda dell’Oglio, per via del controllo del fiume. I contrasti vennero risolti con l’unificazione dei due borghi con la Pace di Mura, siglata nel 1192, che diede vita al comune attuale. A testiomiare quei tempi, è giunta a noi la Torre rotonda di Mura, nota anche come il Torrione, alta 25 metri e costruita tra l’VIII e il IX secolo. Possiamo inoltre ammirare la Rocchetta di Mura, ovvero la “Rocha Parva”, che si trova dirimpetto al ponte romano e rappresenta ciò che rimane del castello della frazione di Mura.
Durante la nostra passeggiata ammiriamo anche diverse bellissime chiese i cui campanili, che si ergono sopra i tetti color ruggine delle case, contribuiscono a comporre il panorama pittoresco della città. Per prima visitiamo la settecentesca chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, e dopo, raggiungendo via Santissima Trinità, il Santuario della Madonna di Lourdes. Lo stupendo edificio religioso, che richiama lo stile della basilica di Nostra Signora di Lourdes, venne aperto ai fedeli nel 1889. E’ invece ormai sconsacrata, ma sempre intrisa delle atmosfere suggestive delle chiese antichissime la Vecchia Pieve, dedicata al patrono Fedele di Como. La chiesa, costruita nel XV secolo su un edificio preesistente dei secoli VIII e IX, oggi è utilizzata coma Auditorium per eventi culturali.
A condurci verso la nostra meta iniziale, il “faro” della città che aiuta a orientarsi anche con il suo concerto di ben dodici campane ambrosiane in La grave, è una salita panoramica che porta alla Rocca Magna, ed ecco che di torri ne troviamo altre quattro. Si tratta delle torri rotonde Mirabella, Ruellina, Porta di fuori, e della Torre della Salvezza a pianta quadrata, che fungeva da mastio del castello costruito tra i secoli IX e XII. Dall’ampio cortile si accede ai camminamenti di ronda e sono tuttora percorribili anche i passaggi sotterranei alle mura della fortezza. La Torre del Popolo fu eretta tra il 1813 e il 1838 sul torrione Mirabella, e nonostante che i membri della seriola “Vetra di Chiari” si opponessero alla sua costruzione nel timore che un possibile crollo della torre potesse danneggiare il canale che irrigava i loro terreni, gode di ottima salute ed è addirittura diventata il simbolo della città.
Dal cortile del castello, il languorino ci fa arrivare a “La Corte”, elegante ristorante situato in via San Pancrazio. Ci accomodiamo nella luminosa sala arredata con stile e gusto artistico: sulle pareti possiamo ammirare i dipinti di artisti del territorio, alle cui opere è ispirato anche il design del menù, mentre in un angolo fanno bella mostra di sé un contrabbasso e un fonografo. Ad accoglierci con grande gentilezza sono i titolari Aldo Chiari e la moglie Cinzia, che gestiscono il ristorante con singolare impegno e dedizione dal 1993, aiutati ogni tanto anche da due dei quattro figli, tra cui uno pasticcere. Vedendo le pareti spesse della struttura e le belle volte, c’incuriosiamo in merito alle sue origini. “Una parte di questo edificio risale al Cinquecento, ed era una cascina fortificata che fungeva probabilmente da stazione di posta dei cavalli. Qui accanto c’era la chiatta per attraversare il fiume per andare a Brescia. Il resto dell’edificio, compresa questa sala, è invece ottocentesco, l’ultimo rimaneggiamento avvenne nel 1835”, ci spiega il signor Aldo. “Quando, nel 1990 abbiamo preso in mano la struttura, stava per crollare. C’era un fico le cui radici attraversavano tutta la sala. Abbiamo effettuato un’accurata ristrutturazione, aprendo il ristorante tre anni dopo.”
La nostra escursione culinaria tra i sapori della cucina creativa del signor Aldo, basata principalmente su pesce e verdure, inizia con delle capesante croccanti su una deliziosa crema di zucca, un antipasto dove l’equilibrio tra gusto, profumo e colori solari incanta i sensi. I nostri amici assaggiano anche i fiori di zucchina in tempura farciti con ricotta e funghi porcini e lo sformato di patate con spada affumicaton e caviale. Il menù, ci spiegano, cambia spesso in base alla stagionalità dei prodotti e si utilizza una grande varietà di verdure fresche come l’asparago, il luppolo selvatico, le ortiche (raccolte direttamente dai titolari), i germogli e i fiori. La pasta e il pane sono fatti in casa, sempre freschi. Proseguiamo con i gustosissimi tagliolini neri con ricci, calamaretti e bottarga di ricciola, un vero tripudio di sapori, mentre il resto del gruppo apprezza molto l’accostamento dei tagliolini ai semi di papavero col tartufo. Assaggiamo anche i ravioli al bagòss con mandorle tostate, altro piatto che valorizza le materie prime locali. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini della Franciacorta, scelti tra le oltre 500 etichette della fornitissima cantina, ricavata a sei metri di profondità. Circa tremila bottiglie, anche molte etichette nazionali ed estere, tra cui i clienti possono scegliere la loro preferita. Continuiamo con i gamberoni in camicia con crostoni di polenta, altro abbinamento azzeccato e squisito che esalta il sapore fresco e delicato dei gamberoni sgusciati. Assaggiamo anche il filetto di tonno alla senape e la tagliata di branzino con carciofi, mentre i nostri amici “carnivori” optano per il filetto di vitello con fonduta di robiola e tartufo nero.
La nostra giornata a Palazzolo Sull’Oglio si conclude con un delizioso torrone ghiacciato con olio extravergine di oliva addolcito: uno dei tanti motivi che ci faranno tornare qui in occasione di nuove gite fuori porta.

Francesca Bertha
www.italiastory.com

PER INFORMAZIONI:
www.comune.palazzolosulloglio.bs.it
www.ilristorantelacorte.com
Ristorante La Corte
Via San Pancrazio 41/49 Palazzolo Sull’Oglio (BS)
Tel.: 030/7402136

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