Arte, storia e buona tavola tra le mura del Brunelleschi: una giornata a Lastra a Signa : ITALIA

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Arte, storia e buona tavola tra le mura del Brunelleschi: una giornata a Lastra a Signa

Lastra a Signa

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Arte, storia e buona tavola tra le mura del Brunelleschi: una giornata a Lastra a Signa

Località: Lastra a Signa
Regione: Toscana
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 31 maggio 2014
Data fine viaggio: sabato 31 maggio 2014

Nelle più importanti gallerie d’arte del mondo sono numerose le opere che ritraggono delle belle signore con in testa dei grandi cappelli di paglia rotondi e dal bordo largo. Nonostante non possiamo conoscere l’identità di quelle donne vissute quasi duecento anni fa, sappiamo però con certezza da dove provenivano i loro cappelli: dai laboratori di Lastra a Signa, città nota sin dal Trecento per la produzione e il commercio della paglia. I cappelli creati con l’utilizzo di una varietà del grano finissimo e luminoso non erano solo belli, ma anche buoni: ne sapeva qualcosa Anaide, una delle protagoniste dell’opera di Nino Rota “Il cappello di paglia di Firenze”, a cui un cavallo rubò addirittura il cappello per mangiarselo.
Situata sulla riva dell’Arno intorno a un piccolo porto fluviale, la città divenne, sin dal Medioevo, un importante centro commerciale, da cui transitavano le merci da Firenze verso Pisa e altre destinazioni. A dare il nome alla località furono le cave di arenaria da cui si ricavavano le lastre di pietra sin dall’XI secolo. Oggi la sua importanza è anche in gran parte turistica, dovuta sia alle bellezze naturali circostanti tra cui le colline del Chianti e il Parco Fluviale di Lastra a Signa, che alle sue ricchezze artistiche. La posizione strategica della città fu, durante i lunghi secoli di storia, anche fonte di guerre, in quanto il borgo entrò presto nelle mire espansionistiche di Firenze e si trovò anche a dover contrastare gli avversari pisani e lucchesi. Per questo, sin dai tempi più antichi, la città si dotò di imponenti fortificazioni, giunte a noi solo in parte. I castelli di Monte Cascioli e di Monte Orlando non sopravvissero alle tempeste della storia, possiamo invece ammirare l’antica cinta muraria, costruita in origine prima dell’anno Mille, e ricostruita nel 1377. Tra il 1424 e il 1426 fu decisivo l’apporto artistico all’opera di Filippo Brunelleschi che arricchì la fortificazione di un apparato difensivo a sporgere, senza caditoie, il primo del genere di epoca tardo gotica conosciuto in Toscana. Sono molto ben conservati tre lati del trapezio irregolare che formava la struttura originale, così come due delle tre antiche porte e ben otto torri a base quadrata. Oltre alle Mura del Brunelleschi, sono giunte a noi molto ben conservate anche quelle della frazione Malmantile, che è uno dei borghi medievali meglio conservati della Toscana.
Passeggiando per le antiche vie, ci capita di attraversare il Ponte Nuovo sull’Arno, che è nuovo solo nella sua forma odierna, ma è attestato sin dal 1120. Originariamente di legno, è sempre stato l’unico ponte importante tra Firenze ed Empoli e come testimoniano documenti e opere d’arte, si trattava di un ponte a sette archi. Quando Brunelleschi lavorò in città, probabilmente mise mano anche all’edificio dello Spedale di Sant’Antonio, commissionato dalla corporazione Arte della Seta nel 1411. Per il suo elegante loggiato d’ingresso passarono migliaia di pellegrini e ammalati, mentre oggi l’edificio restaurato ospita iniziative culturali.
Durante la nostra passeggiata visitiamo anche numerose splendide chiese, tra cui quella ritenuta più importante dal punto di vista artistico: la Pieve di San Martino a Gangalandi. Citata per la prima volta nel 1108, la chiesa fu probabilmente la sede dove si riuniva la lega costituita dai quattro popoli che poi formarono il comune di Gangalandi, l’antico toponimo di Lastra a Signa, dal nome della famiglia che all’epoca possedeva questi territori. La chiesa è ricchissima di preziose opere d’arte, in particolare di affreschi quattrocenteschi, mentre l’abside è l’unica opera di Leon Battista Alberti di cui egli fu sia committente che progettista. La pieve fu costruita quando il campanile, vistosamente pendente, esisteva già, e perfino le strutture dell’abside albertiana furono adattate all’inclinazione della torre campanaria che durante il suono delle campane oscilla di circa 4 cm.
Dopo aver visitato la pieve, ci mettiamo idealmente sulle orme dei frati che vissero da queste parti intorno all’anno Mille, raggiungendo il luogo dove all’epoca sorgeva il loro convento. Arriviamo così allo storico Ristorante Edy Più, in via di Calcinaia, situato in una bella casa padronale costruita alla fine del 1500 sulle rovine del convento. Il bel soffitto a cassettoni, le soglie delle porte in pietra serena e la nicchia tabernacolo sono tutti dei preziosi dettagli che ci riportano indietro nel tempo a scoprire un mondo pieno di fascino. Accomodandoci nella sala ristrutturata con eleganza, scambiamo quattro chiacchiere con la signora Miriam, che gestisce il ristorante insieme al marito Jonathan. “Il Ristorante Edy nasce nel 1961 in piazza Savonarola nel centro di Firenze. I proprietari erano mia madre Edy Lorenzini e mio padre Mario Luigi Bonaccorsi. I piatti genuini, ma fantasiosi che trovavano origine nella cucina toscana tradizionale preparati da mia madre riscuotevano grande successo e lei è stata incoronata addirittura “Regina del Fungo” di Firenze, fama avallata anche da degli spot pubblicitari proiettati nel cinema Cavour. Grazie all’arte culinaria della mia mamma, il ristorante era entrato perfino nel prestigioso Club del Buongustaio”, ci racconta la signora Miriam. Dopo un periodo di chiusura, il locale ha riaperto nel 1988 nella sede attuale, particolarmente adatta anche per feste e cerimonie. I sapori della tradizione sono tuttora determinanti, e vengono esaltati dall’appassionata ricerca dei piatti autentici, che talvolta vengono rivisitati secondo i gusti più leggeri di oggi. Le materie prime sono sempre freschissime e di qualità eccellente. “Certi piatti si trovano tutto l’anno, altri invece cambiano secondo le stagioni. Il fiore all’occhiello del ristorante è la grande griglia sul legno d’olivo, sulla quale cuociono le migliori carni tra cui la bistecca alla fiornetina”, ci fa ingolosire Miriam.
Iniziamo con dei crostini con varie salse come quella di fegatini di pollo e capperi e quella di funghi. Assaggiamo anche alcune fette di un ottimo lardo di Colonnata e a seguire, il piatto forse più famoso della cucina contadina: la panzanella, ottenuta mescolando pezzettini di ortaggi e pane raffermo bagnato in acqua e aceto. Continuiamo con degli squisiti primi di pasta fresca fatta in casa, tra cui i fusilli conditi con pomodori passati cucinati con aglio e peperoncino fresco piccante a cui a fine cottura viene aggiunto un miscuglio di erbe aromatiche. Piacciono molto anche le pappardelle al sugo di anatra, funghi e pomodoro. Alcuni di noi non resistono invece a un gustoso e saziante piatto di farro. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini toscani scelti tra circa duecento etichette sia del territorio che nazionali. Il clou della cena sono sicuramente le pietanze di carne, vera specialità del locale. Eccoci allora a gustare una meravigliosa fiorentina cotta sulla brace di legno d’olivo e servita in tavola sul bracere affinché non si raffreddi. Una parte del nostro gruppo opta per la bistecca cotta sulla griglia, presentata come una tagliata e cosparsa di una salsa di erbe aromatiche, ma anche il coniglio preparato con aromi e vino bianco riscuote grande successo.
La nostra giornata a Lastra a Signa si conclude tra le dolci tentazioni dei dessert fatti in casa tra cui la morbida bavarese preparata con l’aggiunta di polpa di pesche e servita con una salsa di fragoline e fragoloni passati, e la sfoglia di mele con cannella e marmellata di pesche: dolci ricordi che ci riporteranno qui presto per nuove gite all’insegna delle autentiche atmosfere toscane.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Lorenzo Lotti

PER INFORMAZIONI:
www.comune.lastra-a-signa.fi.it
www.edypiu.it
Ristorante Edy Più
Via di Calcinaia, 94 Lastra a Signa
055/8724562

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