Torri, velieri e buona tavola: una giornata fuori dalle righe a Savona

località: savona
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 6 giugno 2014
Data fine viaggio: venerdì 6 giugno 2014

Una gita a Savona non può che iniziare, almeno idealmente, sulla rotta dei grandi navigatori che secoli fa erano partiti da questo porto verso mete esotiche. Se avessimo vissuto qualche centinaio di anni fa, per il nostro viaggio avremmo forse utilizzato le carte nautiche che Leon Pancaldo, il famoso navigatore savonese disegnò durante la prima circumnavigazione del mondo, compiuta da Ferdinando Magellano a partire dal 1519. Oggi, anche se si arriva a Savona in auto, si incontra subito il celebre marinaio che accompagnò Magellano nella difficile impresa, e il cui diario di bordo, chiamato il “Roteiro”, resta un documento storico preziosissimo. Infatti, uno dei monumenti simbolo della città è dedicato proprio a lui: si tratta della Torre Leon Pancaldo, anticamente chiamata Torre della Quarda, citata per la prima volta nel 1392. A sorvegliare il porto è anche la scultura del Marinaio di Renata Cuneo, mentre dall’altro lato della Darsena scopriamo addirittura una dolcissima Sirena dormiente, adagiata su un giaciglio di reti da pesca, opera in bronzo dello scultore Giampaolo Parini.
Poco distante dal porto visitiamo l’imponente Fortezza del Priamar, piena di fascino misterioso. Sita sull’omonima collina naturale di fronte al mare, fu edificata nel 1542 dalla Repubblica di Genova per difendere la città dai frequenti attacchi pirateschi dell’epoca. Per costruire il forte, i genovesi “sfrattarono” diversi edifici religiosi all’epoca esistenti sul promontorio del Priamar, perfino la più antica confraternita di Savona, esistente dal 1260, che di conseguenza si trasferì nel luogo dove si trova oggi, presso l’Oratorio di Nostra Signora di Castello in Piazza Sisto IV, vicino al Comune.
Tornando alla Torre Pancaldo, ci addentriamo nel centro storico percorrendo la centralissima via Paleocapa, tutta fiancheggiata da portici. Raggiungiamo così la zona forse più caratteristica della città, che si sviluppa intorno a via Pia, l’arteria più importante e più antica del centro storico medievale. Affiancata da antichi palazzi nobiliari, alcuni dei quali adornati da portali marmorei, la via ha un fascino senza tempo dove botteghe colorate, negozietti vivaci ed edifici di grande rilievo storico convivono armoniosamente richiamando le atmosfere dei tempi che furono. Sulla sinistra di via Pia ammiriamo la chiesa di Sant’Andrea in piazza Chiabrera, e poco più in là, il Palazzo Pozzobonello che ospita la pinacoteca civica all’interno della quale è anche conservata un’importante raccolta di ceramiche savonesi dei secoli XVI e XVII.
Girando per le caratteristiche vie, scopriamo un’infinità di cose curiose, tra cui il fatto che il sapone prende il nome proprio dal toponimo Savona. Stando alla leggenda, fu proprio la moglie di un pescatore savonese a scoprire fortuitamente il sapone, facendo bollire assieme olio d’oliva e lisciva di soda.
In fondo a via Pia si apre la tipica piazza della Maddalena e piazza della Rovere, la prima con il palazzo Multedo, e la seconda con l’imponente Palazzo della Rovere, fatto costruire nel Rinascimento dal pontefice Giulio II, nativo di Savona. Raggiungiamo così la torre del Brandale, originaria del XII secolo, nella cui cella campanaria è la “campanassa”, erede della vecchia campana medievale, a scandire il tempo. Il suo suono rimbalza tra le poco distanti e sempre medioevali torri Riario e Corsi. Risalendo da qui per brevi vicoli, arriviamo alla meravigliosa Cattedrale di Maria Assunta e all’adiacente Cappella Sistina.
La Cappella Sistina savonese, che oggi ospita spesso degli incontri culturali, fu costruita nel 1481, anno in cui terminarono i lavori della celebre cappella situata in Vaticano, affrescata magnificamente dal Michelangelo. Entrambe le cappelle nacquero per volontà di Papa Sisto IV, da cui prendono il nome. Nato nel 1414 a Pecorile, una vicina frazione di Celle Ligure, Francesco della Rovere, divenuto Sisto IV nel 1471, fu il primo papa savonese della storia, seguito successivamente da suo nipote Papa Giulio II.
Restiamo nella storica via Pia anche per cena, e attratti dal suo nome e dal menù riportato su una lavagna davanti all’ingresso, scegliamo il Bistrot Fuori dalle Righe. Ad accoglierci con grande gentilezza nelle sale luminose, in cui l’eleganza del palazzo storico con le volte si sposa con il tocco moderno, informale e solare dell’arredamento, è la titolare Rosanna Oliva, instancabile chef e ideatrice di questo ristorante “fuori dalle righe”, appunto. Aperto nel novembre scorso, il locale ha una filosofia molto chiara che viene apprezzata dai clienti. “Nei nuovi bistrot non ci sono “sacerdoti”, bensì dei cuochi che portano avanti un dialogo educato con la tradizione, mettendo in primo piano gli ingredienti, sempre eccellenti e ricercati. Abbiamo un menù ristretto, di 6-7 piatti che cambiano spessissimo e di cui alcuni sono sempre vegani o vegetariani. Seguo molto la stagionalità sia nella scelta delle verdure che in quella del pesce, elaborando piatti della cucina tradizionale regionale con un tocco di fantasia che li renda attuali. C’è una sempre crescente richiesta di piatti vegetariani e vegani, ma da noi si possono trovare anche delle specialità classiche di carne o di pesce”, ci spiega la signora Rosanna.
Qualità senza fronzoli, piatti naturali, sani e gustosi, prezzi abbordabili, vini eccellenti di produttori piccoli, atmosfere vagamente bohémien: un azzeccato mix di idee e di passione che fanno dimenticare il mondo ingessato di certi ristoranti vecchio stile e che fanno stare bene.
La nostra cena inizia con una zuppa di fagioli neri con melanzane e pasta integrale, a cui facciamo seguire degli spaghetti con zucchine fresche dell’orto e pomodori Pachino. Tra i secondi piatti gustiamo le verdure al forno con tomino grigliato, mentre i nostri amici “carnivori” scelgono il pollo al curry con un timballo di riso. Non resistiamo nemmeno alle verdure ripiene alla ligure, invece le nostre amiche vegane mangiano con gusto il seitan con un’insalatina di bietole. Infine, cediamo volentieri alle dolci tentazioni dei dessert fatti in casa, anch’essi originali e fantasiosi, oltre che buoni e sani: la torta alle melanzane candite, la torta alle mele e basilico, un tiramisù leggero al Chinotto e i biscotti e le brioches vegani.
Ci resta ancora molto da scoprire in questa bellissima città, come ad esempio il Santuario di Nostra Signora della Misericordia, patrona di Savona, eretto nel 1536 a seguito di un’apparizione mariana, e dopo questa bella giornata siamo certi che seguiremo ancora volentieri le indicazioni di Leon Pancaldo per tornare presto a Savona.

Francesca Bertha
www.italiastory.com

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Savona.it
Bistrot Fuori Dalle Righe
Via Pia, 118R Savona
Tel.: 347/455 3233
Facebook: Fuoridallerighe

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