Un posticino tutto da scoprire tra fiumi, arte e buona tavola: gita a Verolanuova

località: verolanuova
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: martedì 15 aprile 2014
Data fine viaggio: martedì 15 aprile 2014

Un concerto di ben nove campane, suonato nella morbida tonalità “la grave” risuona dal campanile situato nel quartiere più antico della città, invitando ogni giorno chi sente quelle note inconfondibili, a visitare Verolanuova. Un invito che si accetta volentieri, e che diventa un’occasione per un piacevole viaggio nel tempo tra le vie di un antico borgo immerso nella natura, una delle principali attrazioni del territorio verolese.
Verolanuova s’inserisce nel parco sovracomunale del fiume Strone, ma è molto amato dai turisti e dagli abitanti anche il vastissimo Parco Comunale, con i suoi 40 mila mq di verde che presenta numerosi scorci da cui ammirare un paesaggio di rara bellezza. La presenza di fiumi e rogge che solcavano un territorio caratterizzato dalla vegetazione rigogliosa fu, sin dall’antichità, un richiamo irresistibile per le popolazioni che si succedettero da queste parti. Se fossimo arrivati qui qualche millennio fa, al posto del viavai di ciclisti e famiglie avremmo potuto osservare delle piroghe, ovvero le imbarcazioni preistoriche che viaggiavano sui fiumi con a bordo uomini preistorici impegnati nella pesca e nelle prime, rudimentali attività commerciali.
A fondare Verolanuova, dopo lunghi secoli in cui il territorio era rimasto un luogo principalmente di transito, furono gli Ungari, creando il primo insediamento sulle rive a Nord del fiume Strone, in una posizione protetta da tre lati dal fiume stesso, e dal quarto da un terrapieno di cui si possono ancora vedere i resti. Seguendo le tortuose viuzze che si arrampicano sul terrapieno, o percorrendo via Ricurva, che accompagna le anse naturali dello Strone, si giunge nell’epoca successiva del borgo, caratterizzata dal lungo dominio dei Gambara, famiglia bavarese giunta a Verola nel 1190, anno in cui costruirono Castel Merlino dove ebbero la loro prima dimora. La dinastia, che si ricorda anche per i condottieri Alghisio e Nicolò, diede un importante contributo alla cultura, grazie alla poetessa Veronica Gambara, vissuta nella prima metà del Cinquecento, e al celebre pittore manierista Lattanzio.
L’imponente castello fu riedificato nell’Ottocento, ma della struttura originale resta ancora la facciata est, oltre a tre stemmi gentilizi in pietra e allo strategico fossato che circonda la fortezza. Di fronte al maniero ammiriamo l’antica chiesa Disciplina, che dalla fine del Trecento fu la prima parrocchiale della città, nonché la cappella gentilizia dei Gambara. Al suo interno sono custodite la tomba del condottiero Nicolò Gambara e diversi affreschi attribuiti a Lattanzio Gambara. Il suggestivo campanile, dotato sin dal 1748 di sei campane, venne restaurato nel 1980.
Durante la nostra passeggiata verolese ammiriamo anche lo splendido Palazzo Gambara, oggi sede del Municipio, e l’ampia piazza Libertà, luogo tradizionale del mercato dal 1529 a cui si accede da quattro ingressi e dal ponte che attraversa la roggia Gambaresca. Attraversando la piazza raggiungiamo la basilica romana minore di San Lorenzo Martire, consacrata nel 1647, al cui interno possiamo ammirare due enormi tele, opera di Gian Battista Tiepolo.
Dopo questo lungo giro nella storia e nell’arte verolesi, decidiamo di concederci una bella cena presso un locale nuovo e già molto apprezzato in città: il Ristorante Al Posticino, in via Marconi. Troviamo facilmente parcheggio davanti, ed entrando ci colpisce la fresca e candida bellezza dell’ambiente. Ampi spazi bianchi e color crema arredati con gusto raffinato, in cui anche l’arte trova uno sbocco grazie alla mostra temporanea di artisti locali sulle pareti, oltre a un grande murales di parole chiave che richiamano la filosofia del ristorante: “cibo, cultura, bio, territorio, convivialità, armonia”. Ad accoglierci con grande gentilezza e simpatia sono i giovani titolari, Erica e suo fratello Nicola che gestiscono il locale insieme a Maurizio e al cuoco Lorenzo. “Abbiamo aperto il 12 settembre 2013 dopo un accurato lavoro di ristrutturazione, durato circa un anno e mezzo”, raccontano. L’entusiasmo e la passione uniti a delle scelte di qualità sono alla base della filosofia del locale. “Il menù cambia spesso, e prepariamo tutto fresco. Il nostro concetto in cucina è quello di non alterare i sapori, di conseguenza i nostri piatti sono quasi senza condimento. Da noi non c’è niente di unto o di pasticciato, non usiamo la panna, per noi è fondamentale che si senta il sapore autentico di quello che si mangia”, ci spiega Nicola.
Alcuni di noi scelgono le ottime pizze, disponibili anche senza glutine e senza lievito. Le varietà sono tantissime, e tra quelle che assaggiamo ci sono la pizza “Al Posticino”, inventata da Nicola, con mozzarella, scamorza, pomodorini e salmone affumicato. Piace molto anche la ricchissima pizza “Francy”, creata dalla zia di Nicola, e condita con pomodoro, mozzarella di bufala, verdure grigliate, capperi, acciughe, olive, gorgonzola, speck e prezzemolo. Sono inoltre molto gradite anche le pizze bianche, senza pomodoro, come ad es. la “Ronny”, con crema di zucca, porcini, pancetta stufata e grana in scaglie.
Il resto del nostro gruppo, che predilige le specialità da ristorante, inizia con un ricco antipasto di pesce, tra cui l’insalata di gamberi e arance e il carpaccio di spada con verza ripiena. Gli amici “carnivori” scelgono invece gli affettati misti e cestino di pasta brisè con macedonia di verdure. Tra i primi, ci facciamo conquistare tutti dai risotti, con porcini o con radicchio e gorgonzola, ma anche con cozze alla tarantina e filetti d’acciuga. Annaffiamo queste bontà con dei vini scelti con gusto, anche di piccole aziende della Franciacorta, come ad es. il De Maldè, di cui ci incanta anche la bottiglia, avvolta in una coloratissima etichetta dai disegni fantasiosi. Ci sono inoltre dei vini friulani, piemontesi, lombardi ed emiliani, ma anche delle birre tedesche e belghe di qualità.
Proseguiamo con delle pietanze a base di carne e pesce di prima scelta, gustando delle tagliate di manzo e dei filetti di maiale, ma piacciono molto anche il fritto misto e il trancio di salmone con caponata e capelli di melanzane.
La nostra giornata verolese si conclude con le dolci tentazioni della casa a cui cediamo molto volentieri: il cuore morbido al cioccolato, il tiramisù alle fragole, le torte preparate sapientemente da Erica e le creme sfiziose di Nicola. Anche questi dolci saranno tra quei numerosi motivi per cui torneremo ancora volentieri a Verolanuova per le nostre gite future.

Francesca Bertha
www.italiastory.com

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Verolanuova.bs.it
Ristorante Pizzeria Al Posticino
Viale Guglielmo Marconi, 6 Verolanuova (BS)
Tel.: 030/9921078
Facebook: Ristorante-Pizzeria Al Posticino

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