Il fascino di un borgo immerso tra le colline del Monferrato: natura, leggende e buona tavola a Rocc

località: rocca grimalda
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 18 luglio 2014
Data fine viaggio: venerdì 18 luglio 2014

Nell’immaginazione del giovane regista Fausto Paravidino, che nel 2005 dedicò un film a Rocca Grimalda, questo luogo è come il Texas: zona di confine, l’incontro tra la montagna e la pianura attraversata dalla “highway”. Ci sono pure i farm, e soprattutto i farmers, i bar e i giovani, tosti, passionali e divisi tra le loro radici contadine e la città che sembra vicina ma non lo è poi così tanto. Nel film Texas, il paese monferrino era rappresentato così, e grazie a quella pellicola, tutti gli italiani poterono scoprire gli scorci di un paese e di un territorio davvero particolari. Qui non siamo tra gli Stati Uniti e il Messico, ma tra il Piemonte e la Liguria, però la bellezza del paesaggio selvaggio, l’amore per le tradizioni, per la natura e per il viaggio rendono questi luoghi somiglianti nella loro anima a quelli del mito “on the road”. Inoltre, il fascino del viaggio si rispecchia anche nelle usanze popolari e religiose di Rocca Grimalda: ogni anno si svolge qui il Cammino di Santa Limbania, protettrice dei viaggiatori. Il culto della Santa, a cui è dedicata la chiesa del paese, originariamente seguiva il percorso dei mulattieri che secoli fa trasportavano le merci, il sale in primis, dai porti genovesi al Piemonte.
Il suggestivo sperone roccioso su cui è arroccato il paese è ben visibile dall’autostrada che da Milano o da Alessandria porta a Genova Voltri, così è facile farsi tentare dalla curiosità di scoprire questi luoghi, raggiungibili percorrendo pochi chilometri dopo essere usciti al casello di Ovada. In epoca romana qui esisteva la città di Rondinaria e vari ritrovamenti archeologici fanno presumere la presenza di insediamenti già nel periodo preromano anche al di sopra dell’altura. Rocca Grimalda, data la sua conformazione a strapiombo sul fiume Orba, è una fortezza naturale e grazie a questa sua particolarità è stata nei secoli contesa dalla Repubblica di Genova, dai marchesi del Monferrato e perfino dal Ducato di Milano. Mentre nelle fitte foreste, che fino al secolo XVIII coprivano buona parte delle colline circostanti, prosperava il brigantaggio, nella fantasia popolare nascevano intriganti storie e leggende su streghe che da questa altura sarebbero partite di notte, volando su vari animali, per partecipare a degli incontri magici nei boschi. Le tradizioni a Rocca Grimalda rivivono anche in numerose manifestazioni e appuntamenti culturali che si susseguono durante l’anno. Si svolge qui uno degli eventi più caratteristici della regione, la Lachera. Si tratta di un arcaico rito carnevalesco che consiste in un corteo mascherato con danze e accenni di teatro durante il quale i personaggi interagiscono tra loro con maschere e costumi. In attesa di tornare qui durante il Carnevale, visitiamo il famoso Museo della Maschera, che raccoglie i risultati dell’attività scientifica pluriennale compiuta dal Laboratorio Etno-Antropologico di Rocca Grimalda. La visita è un emozionante viaggio nel viaggio, attraverso le maschere, i costumi e i personaggi carnevaleschi.
Dopo la nostra passeggiata tra le caratteristiche viuzze del centro storico che ci ha portato anche ad ammirare anche il duecentesco Castello Malaspina-Grimaldi dalla particolare torre circolare a cinque piani e il panorama mozzafiato che si apre sulle colline monferrine dal Belvedere Marconi, decidiamo di coronare questa bella giornata con una cena sfiziosa presso il Ristorante Pizzeria Grimalda che ci hanno consigliato alcune persone del luogo. Situato lungo la statale che porta a Ovada, in località Schierano, il ristorante ha aperto all’inizio del 2014 diventando in pochi mesi uno dei locali più amati della zona. Lasciamo la macchina nell’ampio parcheggio e una volta all’interno delle caratteristiche sale arredate con gusto rustico ed elegante, veniamo accolti con grande gentilezza dai titolari Paolo e la moglie Angelica. Visto il bel tempo, ci accomodiamo fuori, sull’ampio terrazzo immerso in un fresco giardino dove i bambini possono giocare prima di mangiare. “Siamo in una storica cascina che alcuni decenni fa era molto nota in zona, si chiamava Le Cicale. Vent’anni fa era un ristorante che godeva di un’ottima fama, poi è seguito un lungo periodo di degrado e abbandono a cui abbiamo deciso di porre fine aprendo il nostro ristorante che ha come filosofia la qualità e la tradizione. Seguiamo la stagionalità dei prodotti e puntiamo sull’ottima qualità dei piatti e degli ingredienti, scelti con grandissima cura. Ad esempio, le nostre pizze vengono preparate con la farina biologica del molino Marino di Cuneo, macinata a pietra, e con il pomodoro San Marzano D.O.P. di Salerno. Inoltre, tutta la nostra pasta è fatta a mano”, ci spiegano. Una parte del nostro gruppo sceglie, infatti, le pizze, disponibili in tantissime varietà e anche al metro, un’unicità per la zona. Appena arrivano le pizze fumanti a tavola, tra cui alcune fantasiose anche nella forma come le “Soleluna”, metà pizza e metà calzone, i bambini affermano unanimi dopo pochi bocconi: “Questa è la pizza più buona del mondo!”
Il ristorante si distingue anche grazie al fatto che propone diversi piatti introvabili in zona, sempre tradizionali, ma originari di altre regioni. Iniziamo infatti con un ricco antipasto che ci fa viaggiare idealmente in Emilia Romagna: lo gnocco fritto, croccante, leggero e saporito, accompagnato da una selezione di affettati misti e formaggi. Assaggiamo anche il carpaccio di maiale, ottenuto con una preparazione sotto sale e talmente squisito da essere spesso scambiato per il carpaccio di spada. Alcuni nostri amici scelgono invece le cozze gratinate e la paella che viene preparata sempre rigorosamente col pesce. Facciamo seguire questi gustosi antipasti da una buonissima specialità piccante che ci porta nel Lazio: i cappellacci cacio e pepe. Chi preferisce invece i sapori monferrini, non rinuncia ai tradizionali agnolotti fatti a mano e disponibili sia con il sugo di stufato che ai formaggi o di tartufo, ma piacciono molto anche le tagliatelle alla Grimalda, con salsa di parmigiano e rosso d’uovo avvolti nello speck e gratinate al forno. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini principalmente della zona, provenienti dai produttori migliori del territorio, ma alcuni di noi optano per delle etichette di altre regioni, come ad es. il Marcello Lambrusco Gran Gru, il miglior vino con le bollicine nel mondo. Oltre ai vini, assaggiamo anche una serie di ottime birre, sia in bottiglia che alla spina, di marche che in pratica non si trovano da nessun’altra parte. Oltre a delle birre ceche, c’è una vastissima scelta di birre artigianali nazionali come quelle del birrificio friulano Gjulia o il savonese El Issor di Sassello, oltre a birre salentine e piemontesi come il Montegioco di Garbagna. Proseguiamo con un bel fritto misto di pesce, mentre gli amici “carnivori” gustano delle succulente tagliate e delle grigliate di carne. Una parte del nostro gruppo opta per la fantastica Charbonnade con le salse, grigliando da soli i pezzi di carne freschissima e appena tagliata.
La nostra giornata a Rocca Grimalda si conclude in gran dolcezza grazie ai favolosi dessert preparati dal signor Paolo, tra cui la crema catalana, il tortino di cioccolato caldo con cuore morbido e le creme alla Grimalda, disponibili in vari gusti tra cui alla gianduia, al pistacchio di Bronte o al torroncino: un’autentica goduria.
Dopo questa splendida giornata siamo sicuri di essere entrati nelle grazie di Santa Limbania: la protettrice dei viaggiatori ci ha accompagnati in un luogo che merita davvero di essere visitato e dove torneremo sempre volentieri.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comuneroccagrimalda.it
www.grimalda.it
Ristorante Pizzeria Grimalda
Loc. Schierano, 302 Rocca Grimalda
Tel.: 0143/882388

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