Il borgo, la galea e lo Stregatto: una giornata a Diano Castello, nella Liguria delle meraviglie

località: diano castello
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: martedì 5 agosto 2014
Data fine viaggio: martedì 5 agosto 2014

La dea Diana, signora delle foreste, protettrice degli animali selvatici e custode delle fonti e dei torrenti ha, sin dall’epoca dell’Impero Romano, un regno bellissimo sulle alture del Ponente ligure. Prima che sul territorio dell’attuale Diano Castello venisse tracciata la via Iulia Augusta e sorgesse la prima mansio di posta, qui si estendeva il bosco sacro noto col toponimo Lucus Bormani, tra i cui alberi si praticava il culto del dio Bormanus, custode delle acque calde sorgive. Con la nascita del Castrum Diani, ovvero l’attuale Diano Castello, Bormanus cedette il suo posto alla dea Diana e successivamente il territorio divenne il feudo dei marchesi di Clavesana per oltre un secolo. In epoca medievale fu il centro più importante della vallata, e l’unico fortificato. La sua posizione strategica si rinforzò ulteriormente nel 1199 con l’istituzione della Communitas Diani che univa i paesi delle valli dianesi.
Arriviamo a Diano Castello seguendo le orme dei viandanti che secoli fa percorrevano queste suggestive strade collinari diretti dalla pianura padana alla Gallia meridionale e viceversa, a conferma del fatto che se oggi la zona situata tra Capo Berta e Capo Cervo è tra le mete più amate dai viaggiatori, la sua vocazione in tal senso non è affatto recente. Il percorso di un paio di chilometri che dalla costa dianese ci porta sull’altura fortificata passa tra borghi coloratissimi immersi nei fiori e nel verde pastello degli uliveti, offrendo un panorama mozzafiato.
Se fossimo capitati tra i caruggi dell’antico borgo durante l’estate del 1284, avremmo assistito ai ferventi preparativi che precedevano la partenza di una galea armata dalla gente di Diano Castello verso Pisa, dove il 6 agosto la nave prese parte, dando un prezioso contributo, alla Battaglia della Meloria, che vide la Repubblica di Genova vincente contro la flotta pisana. L’equipaggio dianese, che combattè con grande coraggio, scagliando anche dei sassi, della pece bollente e della calce in polvere contro il nemico, oltre ad aver dato prova della bravura dei propri membri in qualità di balestrieri, fece ottenere a Diano Castello il titolo di “Magnifica”. Sulla facciata di Palazzo Quaglia, sede del Comune, un affresco seicentesco ricorda la gloriosa battaglia.
Lo splendido mare del golfo dianese che oggi è la gioia dei turisti oltre che degli abitanti della zona, in passato rappresentava però anche una fonte di pericolo. Fu infatti proprio per difendersi dai frequenti attacchi dei pirati saraceni che la gente si rifugiò sulle alture costruendo il borgo fortificato dotandolo anche di una cinta muraria di cui si può ancora intuire il tracciato, nonostante per gran parte fosse andato distrutto nel corso dei secoli.
Durante la nostra passeggiata in centro scopriamo che nel Medioevo si poteva accedere al borgo attraverso quattro porte: quella della Marina a Sud, quella del Borgo a Nord, quella del Portello di San Pietro a Est e quella del Mercato a Ovest. La cinta muraria era inoltre rinforzata da diverse torri di cui sopravvive ancora un pezzo, tuttora riconoscibile in un’abitazione di via delle Torri. All’ingresso del paese è invece la loggia municipale a raccontarci un capitolo di storia, grazie agli stemmi colorati dei comuni che costituirono la Communitas Diani e a due lapidi trecentesche. Dopo pochi passi raggiungiamo la parrocchiale di San Nicola, il cui suggestivo edificio si distingue da lontano e sorge sul luogo dell’antica pieve che era la chiesa più importante della zona. Risale all’incirca allo stesso periodo la duecentesca chiesa romanica di Santa Maria Assunta la cui zona absidale è decorata da archetti pensili poggianti su peducci antropomorfi. Visitiamo anche la chiesa di San Giovanni Battista, in cui ammiriamo la copertura a capriate lignee risalente al XV secolo in cui sono inserite numerose tavolette dipinte con il ciclo dei mesi, i lavori di campagna e le rappresentazioni dei santi.
Dal fascino della storia all’universo magico delle favole: la nostra giornata continua idealmente seguendo i suggerimenti di un bel gattone uscito dalla storia di Alice nel Paese delle meraviglie, lo Stregatto. E’ dedicato infatti a questo personaggio fiabesco il nuovo ristorante con camere situato in via Diano San Pietro, in una magnifica posizione panoramica, dove decidiamo di fermarci per cena. Lasciamo l’auto nel parcheggio privato del locale ed eccoci subito nel fresco giardino da cui si apre una splendida vista sia sul mare che sugli uliveti circostanti. Ad accoglierci con grande gentilezza sono i titolari Enzo e Natale, che gestiscono la struttura con autentico entusiasmo dal 14 luglio 2014. “Siamo amici d’infanzia, e dopo molti anni di esperienze maturate nella ristorazione anche all’estero, ci è voluto lo Stregatto ad aiutarci a realizzare il nostro desiderio di aprire insieme questo locale”, ci raccontano mentre sorseggiamo il nostro aperitivo sull’ampio terrazzo che, insieme alla luminosa sala interna dai colori caldi, è anche una location ideale per feste, cerimonie o meeting aziendali. Vent’anni di lavoro come chef in Francia per Natale, a stretto contatto con i sapori tipici di numerosi popoli, e dieci anni in India per Enzo, a gestire ristoranti nell’angolo forse più mistico e carico di vita e di emozioni autentiche del mondo: esperienze umane e professionali che sono alla base del profondo senso dell’ospitalità e del savoir-faire dei due titolari, ora tornati in quella Liguria che li aveva visti crescere e da cui anni fa erano partiti per terre lontane.
“Il nostro menù cambia spesso anche in base alla stagionalità dei prodotti, visto che proponiamo una vasta scelta di piatti sempre freschi e fatti in casa. Le ricette del territorio, che oltre alle specialità di pesce comprendono anche diversi piatti di terra a base di carni selezionate e in stagione funghi e tartufi, vengono elaborate con fantasia. Organizziamo inoltre delle serate stregate, durante le quali proponiamo delle specialità etniche”, ci spiegano Enzo e Natale.
La nostra cena “stregata” inizia con una squisita fantasia di gamberi e verdure, mentre alcuni di noi scelgono la spadellata di capesante al Brandy o il carpaccio di manzo con dadolata di pesche. Proseguiamo con un primo tanto intrigante quanto succulento, chiamato Mefistofele: si tratta di tagliolini freschi al nero di seppia con gamberoni e granchio. Deliziosi e saporiti, anche grazie a qualche spezia particolare sapientemente aggiunta dallo chef. Assaggiamo anche gli spaghetti Calipso ai frutti di mare, gamberi e calamari, e piacciono molto anche i paccheri dello Stregatto, i tagliolini “Regina di Cuori” e gli gnocchi del Cappellaio Matto. Nel frattempo i bambini che sono con noi, dopo essersi divertiti in giardino, gustano contenti il menù “Stregattino”. Continuiamo con i gamberi alla Modigliani, preparati con gamberi flambè al Brandy con salsa all’arancia, un accostamento di sapori azzeccatissimo e originale. Tra i nostri amici fa proseliti anche l’orata alla Creole in salsa vergine e il filetto di San Pietro farcito con mousse al salmone. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini principalmente liguri tra cui dei Vermentini, Pigati e Arneis, oltre al rosè Sciac-Trà di Pornassio.
La nostra cena non può che concludersi nel magico mondo dei dolci, tra cui la mela stregata, ovvero caramellata e farcita di crema in sfoglia, il soufflè al caramello con panna, la Charlotte di cioccolato allo zabaione e un delizioso cremino al caffè.
Quando si fa sera, per la gioia dei bambini facciamo anche volare alcune lanterne magiche orientali che portano nel cielo i nostri desideri, tra cui quello, importantissimo, di tornare qui presto per passare altre belle serate stregate.

Francesca Bertha
PER INFORMAZIONI:
www.comunedianocastello.it
www.lostregatto.net
Ristorante Lo Stregatto
Via Diano S

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