Profumo di tartufi e relax bollente nel Monferrato: una giornata ad Acqui Terme : ITALIA

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Profumo di tartufi e relax bollente nel Monferrato: una giornata ad Acqui Terme

Acqui Terme

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Profumo di tartufi e relax bollente nel Monferrato: una giornata ad Acqui Terme

Località: Acqui Terme
Regione: Piemonte
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 18 ottobre 2014
Data fine viaggio: sabato 18 ottobre 2014

Ci sono delle città la cui bellezza è esaltata anche dal paesaggio che le circonda, e il piacere di visitarle inizia lungo la strada che si percorre per raggiungerle: Acqui Terme è una di queste. Per arrivare in questa famosa città termale dell’Alto Monferrato, percorriamo la strada del Turchino che da Genova Voltri sale a Ovada e da lì porta ad Acqui Terme attraverso un paesaggio mozzafiato che si estende tra interminabili vigneti, coloratissimi borghi e castelli medioevali.
Appena raggiungiamo il Ponte Carlo Alberto, sul fiume Bormida, notiamo i resti dell’Acquedotto romano, tra i monumenti simbolo della città. Dal ponte si vedono bene i quindici pilastri e i quattro giganteschi archi che ricordano agli acquesi la loro gloriosa tradizione termale, che continua con successo tutt’oggi negli stabilimenti termali della città. Le sorgenti termali di Acqui Terme godettero infatti di notevole prestigio già in epoca romana: lo scrittore latino Plinio Il Vecchio le ricorda addirittura tra le più importanti del mondo romano.
Dopo l’acquedotto andiamo a vedere l’acqua: quella della Bollente, il monumento più famoso della città: si tratta di una splendida edicola marmorea realizzata nel 1879 dall’architetto Giovanni Cerutti, all’interno della quale sgorga l'acqua bollente e curativa: 560 litri al minuto a 74,5 gradi, di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica.
Il motto di Acqui Terme è “Arte et Marte”, ovvero con l’ingegno e con la forza. Acqui ha dato i natali a diversi artisti nel corso della storia, tra cui Ginevra Scatilazzi, famosa letterata del Cinquecento, che in occasione della visita di Papa Paolo III Farnese, gli si rivolse in perfetto latino, suscitando lo stupore del Pontefice. Per passare ai tempi nostri, è di Acqui Terme il gruppo folk rock degli Yo Yo Mundi, che si sono esibiti anche sul prestigioso palco del Premio Tenco con le loro canzoni poetiche in cui omaggiano spesso la loro città e il Monferrato. Per i più piccoli invece, l’arte di Acqui propone dei romanzi d’avventura per l’infanzia, usciti dalla penna dello scrittore acquese Pierdomenico Baccalario.
Tra gli altri splendidi monumenti che testimoniano la storia della città, visitiamo il Castello dei Paleologi, citato già nel 1056, che oggi ospita il Museo Archeologico, mentre tra gli edifici religiosi ammiriamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta, risalente al X secolo e la meravigliosa Abbazia benedettina di San Pietro, di origini paleocristiane, dedicata alla Madonna Addolorata.

Restiamo nel centro storico anche per cena, fermandoci presso il Ristorante Nuovo Parisio, situato in piazza Verdi, a due passi dal Duomo e dalla Bollente. Due entrate distinte portano alle due sale del ristorante: stavolta scegliamo la ampia e caratteristica Sala delle Mura, disponibile per pranzi e cene, con i tavoli circondati dalle antiche mura in mattoni e con vista sulla fornitissima cantina. La Sala Padronale, situata al piano di sopra, è invece una meravigliosa location per occasioni speciali, feste, degustazioni ed eventi, un ambiente dall’atmosfera unica anche grazie al pregevole soffitto in cassettoni di legno e con decori floreali, originario della seconda metà del Quattrocento.
Le antiche mura e i preziosi dettagli delle sale fanno da elegante cornice a una cucina di grande tradizione, ma giovane nello stesso tempo. Questo è merito dello chef Nicolò Conigliaro, nipote d’arte, discendente dei Parisio, storica famiglia acquese di cuochi. Il talentuoso terzogenito della importante dinastia di chef ha iniziato a percorrere la propria strada presso questo ristorante nel novembre 2012, mettendo a frutto la grande esperienza maturata lavorando insieme al nonno e allo zio. Ad affiancarlo nella gestione del ristorante sono la moglie Giovanna che oltre ad aiutare il marito è anche titolare di una vicina gioielleria e Piero, il maitre di grandissima cultura nel campo dell’enogastronomia, con speciale riguardo ai vini di cui il ristorante propone una varietà amplissima, riassunta in ben tre voluminose carte.
Come molti turisti, anche noi scegliamo il menù degustazione chiamato la “proposta della cucina”, che a soli 35 euro ci permette di assaggiare le specialità più rinomate e imperdibili di questo territorio al confine tra Piemonte e Liguria. La nostra cena all’insegna dei migliori sapori della tradizione inizia con la carne cruda monferrina e con il vitello tonnato, antipasti che facciamo seguire dagli agnolotti monferrini, squisito primo piatto preparato con la pasta fresca che viene fatta in casa giornalmente. Proseguiamo con un altro fiore all’occhiello della cucina, lo stoccafisso all’acquese, preparato senza il pomodoro, ma con le deliziose olive taggiasche. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini consigliatici da Piero, che vanno da etichette del territorio, inteso come provincia di Alessandria, a quelle di altre regioni ed estere. Gradiamo in particolare il Barbera Monferrato della zona acquese della Maggiora, e L’Alba Rossa, nettare di un vitigno che nasce dall’incrocio del Barbera e del Nebbiolo di Dronero. Con i dessert assaggeremo invece dei vini aromatici: il Moscato e il Brachetto dolce e vivace, disponibile anche in forma passita, oltre ad altri squisiti passiti della zona di Strevi.
I nostri amici che hanno preferito spaziare tra le altre specialità della carta apprezzano molto i cannelloni alla Parisio, più piccoli del solito e fatti solo con carne di vitello e con una besciamella molto leggera. Tra le pietanze piace molto la trippa di vitello in umido, ma fanno proseliti anche lo stracotto di manzo con crema Parmantier e il coniglio con pinoli e olive, specialità che sottolinea la vicinanza di questo territorio con la Liguria, così come anche le focacce calde che vengono servite ogni sera. Essendo la stagione, vanno forti anche i piatti ai funghi e ai tartufi che si possono gustare seguendo un menù apposito.
Infine, cediamo volentieri alle dolci tentazioni dei dessert fatti sempre al momento, che cambiano anch’essi con le stagioni, ma alcuni, che rappresentano dei veri e propri fiori all’occhiello del locale come ad esempio la panna cotta con pera al Moscato, sono sempre disponibili. Il dolce per eccellenza del ristorante è lo “Speciale P.P.”, ideato dal nonno di Nicolò e talmente delizioso da attrarre persone anche da città lontane che arrivano ad Acqui pur di assaggiarlo. Si tratta di un dolce al cucchiaio composto da una base di zabaione freddo con sopra una pallina di gelato, anch’esso fatto in casa, ricoperta da abbondante cioccolato fuso: un trionfo di bontà anche grazie all’equilibro delle diverse temperature degli ingredienti di primissima qualità.
Dopo questa splendida giornata siamo certi di essere tra quelli che torneranno volentieri ad Acqui sia per nuove passeggiate che per passare altre serate all’insegna della buona cucina, e la prossima volta magari ci concederemo un weekend termale soggiornando presso i comodi ed eleganti alloggi, dotati perfino di cucina, del Ristorante Nuovo Parisio.

Francesca Bertha
www.italiastory.com

PER INFORMAZIONI:
www.comune.acquiterme.al.it
www.ristorantenuovoparisio.it
Ristorante Nuovo Parisio
Piazza Verdi, 3 Acqui Terme (AL)
Tel.: 0144/442196
Facebook: Ristorante NUOVO Parisio

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