Nel blu dipinto di blu, gustando i gelati del Super Mago: una giornata a Polignano a Mare

località: polignano a mare
regione: puglia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 7 novembre 2014
Data fine viaggio: venerdì 7 novembre 2014

Verso la fine del secolo II a.C. un falchetto decollò da un veliero romano che transitava lungo le coste pugliesi. A liberarlo fu il console Gaio Mario che era alla ricerca di un approdo sicuro. Il falchetto incominciava a volare nel cielo infinito e volava, volava felice più in alto del sole e ancora più su mentre il mondo pian piano spariva laggù. Fu così che a un certo punto, in mezzo a quel blu dipinto di blu in cui il cielo si confonde con il mare, il falchetto si posò su un’erta scogliera a picco sul mare indicando così al condottiero il punto dove sarebbe sorta la città di Polignano A Mare. Sebbene l’immagine del falchetto della leggenda sia impressa nello stemma comunale, in realtà gli studiosi ritengono che l’antica Neapolis sia sorta su un centro abitato preesistente intorno al IV secolo a.C., su iniziativa di Dionisio il giovane.
La nostra passeggiata inizia varcando l’arco marchesale che un tempo era l’unica via di accesso alla città e che oggi ci conduce tra i tesori di quello scrigno dai colori chiarissimi che è il centro storico di Polignano i cui scorci hanno fatto da scenografia a molti film famosi tra cui La ragazza con la pistola, Sabato, domenica e lunedì o Turnè. Dopo aver ammirato il quattrocentesco palazzo del Governatore, raggiungiamo piazza dell’Orologio, dove scopriamo che l’antico orologio viene tuttora caricato a mano con la fune. Poco distante si erge la chiesa Matrice dedicata a Santa Maria Assunta che fino al 1818 fu la cattedrale della città. Da qui è un grande piacere perdersi tra le stradine che portano alle terrazze, ovvero a delle suggestive logge a strapiombo sul mare da cui lo sguardo può volare lontano, proprio come suggerisce il testo poetico della celebre canzone di Domenico Modugno, nativo di Polignano la cui statua, opera di Hermann Mejer eretta nel 2009, è tra i principali monumenti della città.
Musica, film, ma non solo: Polignano A Mare è tra le mete preferite anche degli amanti dell’arte contemporanea, grazie alla presenza del Museo Pino Pascali, dedicato allo scultore e scenografo nato a Bari da genitori polignanesi, maestro dell’arte povera scomparso prematuramente.
Spostandoci di circa tre chilometri dal centro storico, visitiamo la frazione San Vito, dotata di un porto naturale, un tempo meta non solo di navigatori e di mercanti, ma anche di pirati. A ridosso del porticciolo si trova l’imponente complesso dell’abbazia di San Vito la cui storia si lega strettamente al santo. Infatti, nell’801 la nave della principessa Florenza approdò su queste coste con a bordo le reliquie del corpo di San Vito e dei suoi precettori, Modesto e Crescenza. Secondo una leggenda tali spoglie sarebbero rimaste custodite dalla comunità monastica basiliana, residente all’epoca nelle grotte sottostanti l’attuale edificio dell’abbazia.
Le numerose grotte, gli spettacolari anfratti e le cosiddette lame, ovvero dei solchi erosivi poco profondi sono tra le bellezze naturali più singolari del paesaggio pugliese. Tra le profonde insenature che hanno sbocco sulla costa alta e frastagliata la più nota è la Lama Monachile, che però non ha nulla a che fare con i monaci, prende invece il nome dalla foca monaca che qui è stata avvistata. Durante la bella stagione è un’esperienza irrinunciabile visitare le grotte e le grotticelle dai nomi fiabeschi, bagnate dall’acqua cristallina dell’Adriatico. Girando in barchetta ci si può avventurare nella grotta del Guardiano, nella grotta delle Rondinelle, in quella dei Colombi o in quella della Foca, mentre i più “coraggiosi” possono scoprire cosa si trova all’interno della grotta dei Ladroni.
Dal mondo favoloso delle grotte a quello magico dei gelati il passo è breve: ritornando nel cuore del centro storico ci immergiamo in un mondo fresco e dolce in cui i colori pastello delle favolose coppe di gelato richiamano quelli del paesaggio intorno a noi. Eccoci arrivati presso la mitica gelateria di Mario Campanella, il Super Mago del Gelo. Non ci può essere gita a Polignano senza una tappa presso questa rinomata casa delle bontà gelate, dove ogni cucchiaino di dessert creato con amore e fantasia racconta una storia. Mentre gustiamo una coppa al caffè, panna e San Marzano, creazione che papà Mario aveva dedicato alla figlia minore Maria Cristina, la figlia maggiore, Anastasia, e la moglie Tina rievocano le origini di questo ormai storico locale. Ascoltiamo il loro racconto godendoci gli sfiziosi abbinamenti che caratterizzano i gelati che papà Mario aveva creato dedicandoli alla propria famiglia: panna, cioccolato, noccioline, cacao e l’amaretto del Super Mago compongono la favolosa coppa Tina, mentre la torta gelato Anastasia è un trionfo di gelato al caffè con panna. La moglie e le figlie, che dopo la scomparsa del signor Mario continuano la dolce tradizione famigliare, avevano ricambiato il papà con una torta gelato al cioccolato e panna che porta il suo nome. “Nostro papà era un alchimista e un genio della comunicazione. Spesso non dormiva, ideava nuove creazioni perfino durante la notte e quando l’indomani metteva in pratica quelle idee, si poteva stare sicuri del successo”, ricorda Anastasia. La dirompente fantasia del Super Mago ha prodotto innumerevoli varietà di ottimo gelato fatto alla vecchia maniera artigianale e le sue coppe, torte gelate e i suoi coni sono entrati nel cuore anche di numerosi personaggi della cultura e dello spettacolo che sono transitati da qui. Diverse foto ricordo sulle pareti immortalano Mario Campanella in compagnia di Gianni Morandi, Pippo Baudo, Monica Vitti, Michele Placido per non parlare di Domenico Modugno che, come ricorda la signora Tina, era di casa nella gelateria durante i suoi rientri a Polignano.
Ma la storia di questa isola delle bontà gelate risale ai tempi antecedenti la guerra, infatti, a fondare la gelateria fu nel 1935 il cavaliere Giuseppe Campanella, il padre di Mario. Giuseppe era un venditore di mandorle che in quell’anno iniziò a spostarsi a piedi da Conversano a Polignano. A ispirarlo fu probabilmente il clima caldo della costa insieme all’aroma delle mandorle e così iniziò a vendere con un carrettino ambulante le “grattose” da lui inventate. Successivamente creò un piccolo laboratorio divenuto famoso sotto la conduzione del figlio Mario il quale in un certo senso ebbe un’infanzia che sarebbe il sogno di molti bambini: tutto il giorno in mezzo ai gelati. Ogni momento di golosità era però compensato da attento studio grazie al quale il ragazzo imparò presto i segreti del mestiere.
Prima di proseguire la nostra passeggiata polignanese gustiamo anche un altro favoloso prodotto dell’estro del Super Mago del Gelo, il caffè speciale preparato con caffè, panna e scorza di limone, con l’aggiunta dell’amaretto del Super Mago ottenuto da mandorle dolci tritate.
Dal mare di Polignano spicca uno scoglio isolato e difficile da raggiungere, detto lo scoglio dell’Eremita. Su quelle rocce è adagiata una bottega dove fanno dei gelati talmente buoni che la gente, pur di gustarli, attraversa il mare camminando sull’acqua. Questa visione tra il leggendario e il surreale è un sogno ricorrente che fa la signora Tina, immaginando la gelateria famigliare in quella posizione impossibile, eppure amata dalle persone. Un sogno che rispecchia decenni di duro lavoro e che omaggia i clienti affezionati tra i quali, da ora in poi, ci saremo anche noi. E se servirà, per mangiare una coppa di gelato al caffè e la panna o al cioccolato del Super Mago del Gelo, non esiteremo certo ad attraversare un pezzo di mare a piedi.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.polignanoamare.ba.it
www.mariocampanellailsupermagodelgelo.it

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