Diario di bordo da una città per viaggiatori veri: un weekend a Genova - Prima Parte

località: genova
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 21 novembre 2014
Data fine viaggio: domenica 23 novembre 2014

Un meraviglioso anfiteatro naturale che si affaccia sul porto più importante d’Italia e che accoglie il viaggiatore con uno spettacolo mozzafiato di case colorate, di mare, di alture, di creuze scoscese che sfiorano antiche cappelle, di palazzi sfarzosi, di barche e di navi provenienti da tutte le parti del mondo: ecco una prima immagine di Genova, nota storicamente come “La Superba”, per otto secoli cuore di una potente repubblica marinara e oggi importante città d’arte e meta di turisti internazionali e di famiglie alla ricerca di una vacanza ricca di stimoli e divertente anche per i bambini. Arrivare qui, specie se dalla pianura avvolta nella nebbia o da qualche città immersa nello smog invernale, è come una sferzata di luce, di calore e di poesia. Basta un raggio di sole e le case colorate si illuminano come tanti tasselli di un arcobaleno inondando di una vitalità straordinaria gli animi. Una vitalità a volte “ostinata e contraria” come cantò Fabrizio De Andrè, una forza d’animo che in passato era necessaria per sfidare il mare, e oggi è servita per rialzarsi dopo la distruzione portata dai fiumi.
Arriviamo a Genova circa un mese dopo l’alluvione di ottobre 2014 e ci sembra un miracolo trovare una città tornata in brevissimo tempo al suo splendore di sempre grazie al coraggio e all’impegno dei suoi cittadini. “La torta di riso non è finita”, sintetizza la situazione ironicamente Stefano Di Bert, chef dell’Antica Hostaria Pacetti di Borgo Incrociati, uno dei quartieri più colpiti, come a dire che nonostante tutto, i genovesi non hanno perso il sorriso e sono pronti a ripartire.
Partire, ripartire, salpare per nuove mete, costruire nuovi palazzi e aprire nuove strade per il futuro: potrebbero essere queste le parole chiave del nostro weekend genovese durante il quale seguiamo Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America, saliamo a bordo di una galea per scoprire che la vita dei galeotti era molto più brutta di quel che si poteva immaginare, finiamo naufraghi su una scialuppa in preda alle onde dell’oceano in tempesta a Capo Horn e salpiamo verso “La Merica” con gli emigranti italiani di inizio Novecento in cerca di una vita migliore. Dalle emozionanti mostre interattive del Galata Museo del Mare, il più grande museo marittimo del Mediterraneo, il viaggio ci porta ai Tropici, ma anche all’Antartide passando per le profondità del Mar Mediterraneo e per i colori della barriera corallina grazie a ben quindicimila animali curiosissimi tra pesci, mammiferi marini, rettili, anfibi e uccelli che possiamo ammirare nelle settanta vasche dell’Acquario. Non solo: il nuovo Padiglione Cetacei, progettato dal Renzo Piano Building Workshop può ospitare fino a nove animali in quattro diverse vasche, da osservare attraverso una visita su due livelli: sia dall’alto, che da una prospettiva subacquea. Si tratta di una delle maggiori esposizioni di biodiversità in Europa, parola scientifica che qui si traduce in un mondo incantato popolato da foche a pois che nuotano velocissime, da pinguini che tra un tuffo e l’altro ci sorridono dalle rocce ghiacciate, da allegri delfini, da inquietanti meduse, da pesciolini che sembrano usciti da un caleidoscopio e perfino da un caimano pensieroso capace di stare immobile per ore a riflettere sulle grandi questioni della vita.
Nello spettacolare Porto Antico, ridisegnato nel 1992 da Renzo Piano che ne ha creato un’area ricca di attrattive per il tempo libero, il viaggio di piccoli e grandi esploratori continua al Museo Nazionale dell’Antartide, dove si può conoscere la vita dei ricercatori della base italiana al Polo Sud, mentre presso la Città dei bambini e dei ragazzi, la più grande struttura in Italia dedicata a temi come il gioco, la scienza e la tecnologia per bambini, si possono fare tante emozionanti scoperte. Anche Genova stessa rappresenta un luogo fantastico da esplorare, e per iniziare a farlo basta salire sul Bigo, l’ascensore panoramico dalla cui cabina rotonda, dotata di un sistema audio che illustra le bellezze della città in quattro lingue, si ammira un panorama unico. Nella Superba anche gli ascensori sono speciali: con quello che collega piazza Portello con il quartiere di Castelletto, a detta del poeta Giorgio Caproni, si arriva addirittura in Paradiso. Scrisse infatti il poeta: “Quando mi sarò deciso d’andarci, in Paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto.” Caproni non ha affatto esagerato: l’ampia veduta panoramica sulla città che si apre dal Belvedere Luigi Montaldo è a tutti gli effetti paradisiaca.
Dal Porto Antico, attraversando piazza Caricamento e costeggiando Palazzo San Giorgio, raggiungiamo la Sottoripa, dove si trovano i più antichi porticati pubblici d’Italia, realizzati tra il 1125 e il 1133. Ci avventuriamo anche nei caruggi dell’antico quartiere medievale andando a scoprire alcune delle trenta botteghe storiche riconosciute dalla Soprintendenza che conservano la tradizione di commercio e di artigianato di qualità della città. Si tratta di attività artigianali e di spazi per la creatività tra cui figurano storiche pasticcerie stracolme di dolci sfiziosità dai mille colori come la frutta candita – unico modo per i marinai di mangiare la frutta – o i marron glacé della Pasticceria Romanengo o della Pasticceria Villa di Profumo. Fanno parte del circuito anche la tripperia Casana di inizio Novecento dove erano soliti fare colazione i portuali o l’Antica Polleria Aresu in cui l’arredamento, comprese le celle frigorifere ricavate dalle antiche ghiacciaie, risale al 1910. “Perfino il telefono ce l’abbiamo a manovella”, scherzano i titolari prima di farci vedere un’altra chicca: “il Sacro Graal dei pollivendoli”, ovvero uno specchiauovo cilindrico, strumento un tempo illuminato con una candela, che serve per stabilire il grado di freschezza delle uova.
Percorrendo via San Lorenzo, arriviamo alla Cattedrale omonima, eretta sul luogo dove, secondo la leggenda, San Lorenzo e papa Sisto II, diretti in Spagna, furono ospitati presso una casa. Dopo l’uccisione del santo, in zona sorse una cappella e poi una chiesetta in suo ricordo, mentre la splendida cattedrale, con la facciata a strisce bianche e nere in tipico stile ligure, fu consacrata nel 1118, a lavori non ancora ultimati. In realtà l’edificio religioso rimase incompiuto: secondo il progetto originale avrebbe dovuto avere due torri campanarie, ma a causa della morte dell’architetto, quella di sinistra non venne mai completata. All’interno della chiesa a tre navate si possono ammirare numerosi meravigliosi affreschi e altre opere d’arte di tutte le epoche.
Proseguendo lungo la salita raggiungiamo Porta Soprana, che nel Medioevo era la principale porta d’accesso alla città. A pochi metri di distanza dalle sue due eleganti torri, visitiamo la casa - museo di Cristoforo Colombo, tra le cui mura il futuro navigatore visse in gioventù, tra il 1455 e il 1470. Ci raccontano che la modesta casa, andata probabilmente distrutta durante il bombardamento di Genova del 1684 ad opera del Re Sole, venne ricostruita nel Settecento.
E’ legata invece a delle importanti vittorie belliche genovesi (contro Pisa nel 1284 e contro Venezia nel 1298) la costruzione dello splendido Palazzo Ducale, un tempo sede del governo e residenza del Doge della Repubblica, restaurato per le Colombiadi del 1992, che oggi ospita delle mostre d’arte di grande rilievo.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...