Volti colorati dal passato per raccontare il mistero della Natività: i presepi storici genovesi

località: genova
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: lunedì 8 dicembre 2014
Data fine viaggio: martedì 6 gennaio 2015

“Qui, davanti al presepe, caro Bambino, io mi ci incanto, proprio come un bambino.” Questa frase di una vecchia filastrocca genovese evoca in maniera nitida le gioiose atmosfere natalizie che caratterizzano la festa più amata nella Superba sin dai tempi più antichi. Durante i secoli della gloriosa Repubblica marinara genovese ad annunciare l’arrivo del Natale era anche un carro addobbato con nastri e campanelli trainato dai buoi che trasportava un grosso tronco d’alloro, simbolo di pace e di prosperità, con cui il Doge faceva gli auguri alla città. A partire dal Seicento le antiche usanze natalizie si arricchirono grazie alla diffusione dei presepi realizzati da bravissimi scultori, il più celebre dei quali fu Anton Maria Maragliano.
Il documento più antico relativo all’esistenza di un presepe a Genova risale al 1610 ed è costituito dalla cronaca manoscritta del Convento carmelitano di Monte Oliveto presso il sobborgo costiero di Multedo, già noto anche per essere stato, ai tempi di Nerone, approdo dei santi Nazario e Celso impegnati nell’evangelizzazione della Liguria.
Nel periodo natalizio, quando i sontuosi palazzi del centro, così come i caruggi tra cui spiccano torri e antiche chiese si vestono delle luci della festa, ritrovare una dimensione spirituale diventa quasi inevitabile. A Genova, città con una notevole tradizione di intagliatori di figurine da presepe (il Museo Giannettino Luxoro ne conserva oltre ottocento), il mistero della Natività assume anche una significativa valenza artistica grazie ai numerosi presepi della città. Per scoprirli, basta seguire le orme di Henry Aubert che nel suo Villes et gens d’Italie del 1923 suggeriva di compiere un vero e proprio tour dei presepi:
“Nessun presepio qui è uguale ad un altro…tutti differiscono in grandezza, in ricchezza. Qualcuno è un capolavoro di buon gusto e di ingegnosità. Gli uomini che li costruiscono, sacerdoti oppure laici, rivaleggiano in zelo. Tutti gareggiano per attirare il maggior numero di persone, prodigandosi nei particolari, nelle proporzioni, nell’insieme. I presepi genovesi sono la gioia del Natale…Qui il Natale non ha perduto il significato originario. E’ unicamente la festa dell’infanzia e della speranza per gli uomini di buona volontà. Il presepio è il trionfo dei genovesi. Dal giorno di Natale in poi vanno a visitarli uno dopo l’altro.”

Andiamo allora a visitarli insieme, iniziando il nostro tour dei presepi dal Museo Giannettino Luxoro, immerso nel parco di Nervi abitato da allegri scoiattolini e affacciato sulla splendida scogliera. All’interno della residenza signorile di inizio Novecento si possono ammirare gli oltre ottocento pezzi della collezione di figure da presepe del Comune di Genova che documentano in modo completo la produzione degli intagliatori genovesi dal XVII al XIX secolo. Le figurine sono in parte esposte all'interno di vetrine o in un allestimento scenografico permanente, in parte conservate nei depositi visitabili su richiesta. Tra di esse spiccano esemplari eccezionali per qualità, come i due Schiavi mori del corteo dei Magi, i Magi stessi, o per rarità tipologica, come i tre Dromedari, tutti capolavori di Pasquale Navone.

Presso l’Oratorio del SS. Sacramento e San Bartolomeo di Staglieno è visitabile il suggestivo Presepe artistico (sec. XVII) con figure del Maragliano e del Navone, di cui vanno segnalate in particolare la qualità dell’intaglio delle figure settecentesche e la ricchezza dei costumi dei Magi e del loro corteo.

Il presepe del Museo dei Cappuccini
Da non perdere anche il presepe biblico animato di Franco Curti presso l’Auditorium del Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova, (visitabile dal 7 dicembre 2014 al 1 febbraio 2015. Verrà organizzato inoltre un ciclo di visite guidate (8 e 21 Dicembre; 11 e 18 gennaio; 2 febbraio - ore 15.30). Si tratta di un presepe meccanico con 150 statuine in movimento e di quasi 40 metri quadrati di scene e ricostruzioni paesaggistiche di Betania, di Gerusalemme e di Betlemme al tempo di Gesù.
All’interno del Museo sono inoltre esposte, come tradizione, le statuine settecentesche a manichino, alcune delle quali attribuite alla prestigiosa scuola di Anton Maria Maragliano o all’ambito di Pasquale Navone accompagnate da statuine popolari genovesi e napoletane. Incornicia i presepi una rassegna di dipinti di grandi maestri dalla fine del Quattrocento alla seconda metà del XVII secolo.

Il tour dei presepi genovesi è un viaggio spirituale e artistico durante il quale colpiscono anche le dimensioni delle riproduzioni della scena della Natività: presso l’Accademia Ligustica è esposto il presepe del ceroplasta bavarese di origini italiane, Johann Baptist Cetto, che misura poco più di 8 cm per 6. Neanche lo spazio dello schermo di uno smartphone, ma per l’artista fu sufficiente per compiere un miracolo creando una scena densa di figure e di elementi di ogni genere, dalle colonne fino ai fili d’erba, tutto minuziosamente elaborato e arricchito di particolari.

Dal presepe più piccolo a quello più grande la strada è in verticale e si compie prendendo la funicolare da cui si apre una vista mozzafiato sulla città. Si raggiunge così il Santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara, noto come il Santuario della Madonnetta, costruito alla fine del Seicento sul luogo di una serie di apparizioni mariane. La chiesa ottagonale, preceduta da uno spettacolare sagrato in ciottoli bianchi e neri è uno straordinario luogo di raccoglimento, l’edificio religioso con cui Genova si riconsacrava alla Madonna, particolarmente ricco di opere d’arte e di preziosi oggetti di culto tra cui 25 mila reliquie esposte sulle pareti. Nella Cappella della Pietà si può ammirare un meraviglioso gruppo ligneo scolpito da Anton Maria Maragliano tra il 1732 e il 1733, raffigurante la Pietà. Arriviamo così al Presepe, uno tra i più suggestivi tra quelli genovesi e visitabile tutto l’anno. Disposta su una vasta superficie semicircolare, l’opera presenta una moltitudine di storiche statuine databili dal XVII al XIX secolo, collocate in una scenografica ambientazione della Genova antica. Tra le belle figurine di legno colorato rivediamo molti dei luoghi storici della città: da Porta Soprana a Palazzo San Giorgio fino al mercato, le torri e le chiese a conferma del fatto che a Genova non si smette mai di viaggiare.

Francesca Bertha

Leggi anche il racconto di viaggio su Genova:
http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/Italia/diario_di_viaggio_italia_12290.ashx
http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/Italia/diario_di_viaggio_italia_12291.ashx


PER INFORMAZIONI:
www.visitgenoa.it
www.museidigenova.it
www.accademialigustica.it
www.santuariomadonnetta.it

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