Pellegrinaggio gustoso nel Canavese: una giornata a Settimo Vittone - Parte I.

località: settimo vittone
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 31 gennaio 2015
Data fine viaggio: sabato 31 gennaio 2015

Quando partendo da Ivrea verso Aosta si raggiunge la settima pietra miliare, “ad septimum lapidem miliarium” secondo la dicitura originaria dell’epoca romana, e sullo sfondo delle catene montuose innevate delle Alpi si distinguono i terrazzamenti dei vigneti e le caratteristiche colonnine in pietra che sorreggono i pergolati, possiamo essere certi: siamo arrivati a Settimo Vittone. Importante località situata sulla via Francigena, le sue antiche origini sono testimoniate anche dalla pietra miliare risalente al periodo 133-123 a.C. rinvenuta sul territorio e oggi conservata presso il Museo Garda d’Ivrea.
Parlare di vigneti a Settimo Vittone non significa solo stuzzicare il palato e concerdersi momenti di piacere a tavola sorseggiando il nettare rosso dei ripidi pendii, ma si tratta di scoprire un mondo fatto di coltivazioni monumentali, di ingegno straordinario e di determinazione fuori dal comune. Coltivare la vigna è uno dei lavori più impegnativi che ci siano, ma farlo qui è come praticare uno sport estremo, non a caso i produttori locali parlano di “viticoltura montana ed eroica”. Quella tradizionale di Settimo Vittone è una produzione vitivinicola rara e sostenibile le cui origini si perdono nel Medioevo. Per costruire i suggestivi terrazzamenti di vigneti si utilizzano solo risorse locali come il castagno per le palificazioni e i salici per le legature. Le costruzioni murarie a secco e l’architettura della pergola sostenuta dai caratteristici piloni (detti pilun o tupiun), imbiancati con la calce che richiama il colore della neve in cima alle montagne, sono delle vere e proprie opere d’arte.
A proposito di sport estremo, le pareti rocciose verticali della montagna rappresentano una sfida anche per gli amanti delle arrampicate – dai bambini agli atleti più esperti - che si possono allenare e divertire nella vasta area attrezzata de La Turna, all’interno del Parco Martinelli sul Montestrutto.
E’ in mezzo a questo paesaggio unico e selvaggio che ci mettiamo sulle orme dei pellegrini di una volta per raggiungere a piedi il castello e la celebre pieve di San Lorenzo con il Battistero, complesso monumentale segnalato dai FAI e visitabile ogni domenica pomeriggio da marzo a ottobre.
Fondato nel IX secolo da Attone Anscario, primo marchese d’Ivrea che vi fissò la sua seconda dimora, il castello, eretto su un suggestivo sperone roccioso, fu anche il luogo dove Asgarda, regina di Francia ripudiata dal marito Luigi II detto il Balbo, e sorella di Attone Anscario si rifugiò riuscendo a trovare conforto nella preghiera e nell’assitenza dei poveri. Asgarda morì qui nel 889 e la tradizione vuole che fosse stata sepolta nella chiesa della pieve di San Lorenzo. Dell’impianto medievale del castello restano i ruderi di una torre e alcuni fregi in cotto, mentre altre parti della struttura vennero ampliate e ricostruite tra la fine del Seicento e durante il Settecento, dando vita al “castello nuovo” dalle fattezze di una villa residenziale che conosciamo oggi.
Sul territorio particolarmente esteso di Settimo Vittone si trova anche il castello di Montestrutto che domina il paese dall’alto. Eretto sulle rovine di un maniero medievale, fu ricostruito in stile neogotico.
Curva dopo curva, costeggiando il letto sassoso della Dora Baltea che avanza tra ulivi secolari, case e giardini in cui oltre ai cani, a fare la guardia ci pensa anche qualche simpatico asinello, raggiungiamo il complesso paleocristiano formato dalla pieve di San Lorenzo e dal Battistero di San Giovanni Battista. Sorti in età carolingia, e costruiti con ciottoli e schegge di pietra locale, il battistero e la pieve rappresentano uno dei principali esempi di architettura preromanica in Piemonte oltre che uno straordinario luogo di pace e di raccoglimento, meta non solo di pellegrini e di turisti, ma anche di studiosi. Il battistero ottagonale risalente al IX secolo, è suddiviso in otto nicchioni, con un’abside quadrata e un piccolo campanile aggiunto nel Duecento. All'interno della chiesetta ammiriamo diversi cicli di affreschi realizzati da pittori operanti tra il 1100 e la fine del 1400.
Riscendendo in centro paese, visitiamo un altro splendido edificio religioso, la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, eretta nel Seicento sul luogo della primitiva chiesa del XIII secolo. Al suo interno sono conservate numerose pregevoli opere d’arte tra cui il settecentesco altare maggiore in marmi policromi.

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