Pellegrinaggio gustoso nel Canavese: una giornata a Settimo Vittone - Parte II.

località: settimo vittone
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 31 gennaio 2015
Data fine viaggio: sabato 31 gennaio 2015

La nostra gita sulle orme dei pellegrini ci porta a uno dei complessi architettonici più antichi del paese, in cui dal 1999 ha sede l’Osteria La Sosta. ”L’edificio noto col nome di Corona Grossa, che oggi è utilizzato dall’osteria come deposito, è originario del IX secolo, e fu fatto edificare da Attone Anscario, esattamente come il castello. La struttura svolgeva la funzione di ospitale per i pellegrini, come testimoniato da una lapide datata 894”, ci racconta il signor Ezio Cresto, il titolare che gestisce l’accogliente osteria insieme alla famiglia: la moglie Daria, le figlie Antonella, Annalisa e Maria Cristina. I bravissimi cuochi Alessandro Mella e Davide Castoldi, oltre ad Anna Pennato in sala, completano lo staff.
Entriamo attraverso la nuova e luminosa veranda creata in uno stile che unisce gradevolmente rusticità e gusto moderno, al cui arredo fa parte anche un elegante banco di vetro sospeso tra due colonne che richiamano quelle tipiche che abbiamo visto nei terrazzamenti di vigneti. Ci accomodiamo nella sala grande, spazio ricavato dallo stallaggio di una volta, mentre al posto del peso pubblico oggi c’è una graziosa saletta dall’atmosfera intima. Nel prossimo futuro all’attività di ristorazione si aggiungerà anche un negozio specializzato esclusivamente in prodotti tipici a chilometro zero.
Il romanzo di questo luogo di grande valore storico è reso avvincente anche e soprattutto dalla storia della famiglia Cresto che ne ha fatto una roccaforte degli autentici sapori del territorio. ”Tutto è iniziato negli anni ’60 alla Locanda dell’Angelo, fondata da nonna Maria. A questo locale è seguito nel 1983 il Pra Giulì. Dopo quegli anni di intenso lavoro, di sperimentazione e di partecipazione a degli eventi enogastronomici in tutta Italia, è arrivato il 1999, anno in cui abbiamo aperto l’Osteria La Sosta. I primi tempi a gestirla è stata nostra figlia Antonella, ed era un’osteria moderna dove i sapori del territorio si sposavano con la somministrazione di vino nei fusti, alla spina, un modo per attirare i giovani che fino a poco tempo prima prediligevano la birra e le pizzerie. L’osteria ha avuto subito un grande successo e pian piano abbiamo dato sempre maggiore importanza alla ristorazione di un certo tipo, lasciando in secondo piano gli stuzzichini”, ci racconta il signor Ezio mentre iniziamo a gustare la nostra cena all’insegna dei sapori del territorio, interpretati con fantasia dai giovani e bravissimi cuochi.
Mentre ascoltiamo le note soffuse di un ottimo jazz, iniziamo con un bel tagliere di salumi che comprende del cacciatorino misto bovino e suino, del sanguinaccio e del lardo d’Arnad, accompagnati dalle favolose castagne e burro alla Vecchia Settimo. ”Queste castagne, secche e successivamente caramellate, vengono da un’antica tradizione di Settimo. Quando ero ragazzo, andavamo con il prete alle feste che venivano celebrate presso le cappelle montane. Ogni anno era una famiglia diversa a preparare il cosiddetto Aperitivo delle Priorate, e in quell’occasione veniva servita una colazione: le castagne fatte in questo modo, i grissini col gorgonzola e il tutto da annaffiare col Vermuth”, rievoca i propri ricordi il signor Ezio.
A seguire, gustiamo lo Spuntino della Sosta: fonduta tradizionale e cotechino locale, funghi in salsa vellutata, patate lessate e medaglioni di polenta grigliata. I nostri amici scelgono chi lo Spuntino Canavesano, con capunet con farcia di carne, cipolla ripiena, polenta, sanguinaccio e tomino al verde, chi invece lo Spuntino del Viandante che comprende, tra l’altro, anche le asticciole fritte di toma locale speziata con cumino e peperoncino, una vera delizia.
Gustiamo anche uno squisito flan di verdure sulla fonduta, prima di passare alle buonissime paste fresche prodotte rigorosamente in casa, come le tagliatelle, i tajarin, ma anche ad es. i pizzoccheri, le pappardelle, i maltagliati.
Stavolta restiamo nell’universo culinario del territorio assaggiando i magnifici agnolotti fatti con una pasta sottilissima e morbida, e scopriamo che in primavera potremo gustare anche la zuppa d’ajucche, piatto tipico di questo territorio preparato appunto con le ajucche - erbe spontanee di mezza montagna -, che ai tempi era tra i preferiti di Adriano Olivetti che veniva spesso a mangiarlo alla Corona Grossa.
Una parte del nostro gruppo si concede degli squisiti risotti tra cui quello alla settimese, fatto con la toma, mentre qualcuno opta invece per una calda e sana zuppa di cavoli.
Tra le pietanze possiamo scegliere il piatto del giorno che mercoledì prevede la trippa, giovedì il bollito misto, venerdì la polenta col merluzzo, sabato la selvaggina, domenica il fritto misto alla piemontese, e lunedì ”quello che c’è”. Ma c’è sempre anche molto altro, tra cui le lumache in guazzetto, le rane fritte, il piatto ”Tutto pesce”, oppure le squisite carni tra cui la fiorentina di Fassone piemontese alla griglia o il Tris del goloso, che permette di gustare due specialità di carni accompagnate dalla tradizionale polentina con le erbette.
Infine, assaggiamo anche un po’ di formaggi tipici del territorio, e per concludere in gran dolcezza, cediamo felicemente alla tentazione dei dessert rigorosamente freschi e fatti in casa senza l’utilizzo di preparati pronti. La panna cotta a fantasia dello chef, il bunet, le crostate alla frutta, i deliziosi semifreddi, la bavarese ai frutti di stagione, così come i gelati Pinguino adorati dai bambini, saranno tanti bei motivi in più per riprendere presto la strada del nostro pellegrinaggio gustoso a Settimo Vittone.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.settimovittone.to.it
www.osteria-lasosta.com
Osteria La Sosta
Strada Statale 26, nr. 31 Settimo Vittone (TO)
Tel.: 0125/658858

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