Con le farfalle nel vigneto: un weekend presso un’antica cascina di Dogliani - Parte I.

località: dogliani
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: martedì 7 aprile 2015
Data fine viaggio: giovedì 9 aprile 2015

Verso la metà dell’Ottocento se qualcuno, colpito da insonnia, si svegliava all’alba o decideva di fare una passeggiata intorno a mezzanotte, non incontrava solo qualche cane randagio che vagava per le stradine deserte di Dogliani. Era invece probabile che s’imbattesse in un signore dai capelli da artista, dallo stile estroso e dall’aria trafelata. Magari lo incrociava mentre lui stava prendendo le misure di un muro o mentre stava andando a svegliare un ceramista o uno scultore per esporgli il suo ultimo progetto. Giovanni Battista Schellino, era questo il nome dell’instancabile architetto autodidatta, capace di lavorare anche diciotto ore al giorno, è uno dei personaggi più celebri a cui Dogliani diede i natali. C’è chi lo chiama il Gaudì di Langa, e a vedere certe sue opere, come le suggestive guglie del cimitero cittadino o il palazzo dell’ospedale, per non parlare delle numerose stupende chiese disseminate per il Piemonte, il paragone regge.
Iniziamo la scoperta di questa bella città langarola proprio da una delle principali opere del geometra Schellino a cui venne riconosciuto il titolo di architetto solo dopo la morte: la chiesa parrocchiale dei Santi Quirico e Paolo. La costruzione dello stupendo edificio religioso è durato per ben dieci anni, dal 1859 al 1869, ma la sua imponente cupola che disegna lo skyline della città, venne completata solo nel 1886. Sono pregevoli anche le opere custodite all’interno della chiesa, tra cui delle tele cinque- e seicentesche e una via crucis di Gaetano Previati.
Passeggiando per le stradine di Dogliani, città abitata dai liguri sin dall’epoca preromana, si riconosce tuttora il suo impianto medievale con il castello e il borgo murato. A ricordarci quell’epoca è anche il massiccio torrione più volte rimaneggiato durante i secoli, nonché le antiche porte d’ingresso alla città murata, Porta Soprana e Porta Sottana.
Oltre che per i numerosi monumenti di interesse storico-artistico, tra cui anche la chiesa di San Lorenzo le cui origini risalgono all’anno Mille, Dogliani è amata dai turisti anche e forse principalmente per il suo celebre vino Dolcetto d.o.c.g e per il paesaggio di vigneti di straordinaria bellezza in cui è immersa. Secondo alcuni studi il vino “scorrerebbe” perfino nel nome del comune, forse derivante da Dolium Januae, ovvero “Coppa di Giano”.

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