Una torre vista mare sulla riviera ligure: gita a Celle Ligure tra arte, storia e buona tavola

località: celle ligure
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 26 giugno 2015
Data fine viaggio: domenica 28 giugno 2015

Quando arriva la bella stagione, viene inevitabilmente voglia di fare un salto nei luoghi dove il sole è di casa e il mare è cristallino. E’ esattamente quanto abbiamo fatto anche noi raggiungendo Celle Ligure, le cui tipiche case colorate immerse nei fiori si affacciano sulla riviera di Ponente.
Siamo nella provincia di Savona, e se il capoluogo è noto come la “Città dei Papi”, grazie a ben due papi savonesi, Sisto IV e il nipote Giulio II, scopriamo che in realtà Sisto IV nacque nel 1414 in una frazione di Celle Ligure, chiamata Pecorile. Si tratta del pontefice da cui prende il nome la Cappella Sistina, che proprio durante il pontificato di Giulio II venne affrescata da Michelangelo.
Il profumo del mare ci accompagna anche durante la visita al monumento più importante di Celle, la chiesa di San Michele Arcangelo. Infatti, il sagrato antistante la chiesa è formato da un mosaico di oltre mezzo milione di ciottolini di mare bianchi e neri, raccolti a partire dal 1894 da Don Agostino Delfino e dai suoi alunni, sulla battigia tra Camogli e Albisola. I sassi così raccolti sono stati trasportati a Celle con gozzi da pesca. All’interno della chiesa si trovano delle opere d’arte preziosissime, tra cui il polittico “San Michele e i Santi”, dipinto nel 1535 da Perin del Vaga, allievo di Raffaello. Secondo la leggenda, l’opera sarebbe un ex voto dedicato dal pittore a San Michele per aver trovato salvezza sulla spiaggia di Celle Ligure dopo un naufragio. I fatti storici riferiscono però che l’opera era stata commissionata all’artista dai pescatori cellaschi.
Celle Ligure viene citata nelle carte per la prima volta nel 1014, e nel XII secolo il suo territorio passò al Marchesato di Ponzone. E fu proprio Pietro Ivaldi, detto il Muto di Toleto, in quanto nativo della frazione Toleto di Ponzone, la patria del filetto baciato tra le colline dell’Alto Monferrato acquese, a realizzare la celebre serie di dipinti raffiguranti episodi della vita di Cristo all’interno della chiesa di San Michele Arcangelo di Celle.
Durante la nostra permanenza visitiamo diverse delle numerose altre belle chiese, tra cui l’Oratorio di San Michele e la chiesa di San Giorgio nella frazione Sanda.
Ed è proprio dalla frazione Sanda che parte uno degli itinerari turistici più entusiasmanti di Celle, il Sentiero botanico, che porta fino al luogo dove sorgeva la storica Torre Bregalla, detta Torre di Cardemei, costruita su un crinale a 261 metri di altezza come punto di avvistamento costiero per difendersi contro le incursioni piratesche che nel Cinquecento si erano notevolmente intensificate.
Sul lungomare ammiriamo inoltre la chiesa di Nostra Signora della Consolazione, anticamente sede del convento di Santa Maria della Grotta, caratterizzata dalla decorazione esterna a strisce tipicamente ligure.
Spostandoci in auto verso Ponente, si apre una veduta mozzafiato sul mare e una stupenda vista sulle case colorate cellesi che si affacciano sulla spiaggia. Proprio in quel tratto panoramico della strada statale dell’Aurelia notiamo l’invitante terrazzo del Ristorante Torre, dove decidiamo di fermarci per cena e non solo: possiamo anche pernottare nelle comode e luminose camere dell’Hotel Torre, (ce ne sono ben sedici), dotate di ogni comfort, dalla tv al frigobar, per non parlare dei meravigliosi panorami che si aprono dalle finestre sul mare e sulle colline retrostanti.
Dopo aver lasciato l’auto nell’ampio parcheggio della struttura, ci accomodiamo sul terrazzo immerso nei fiori per bere qualcosa, mentre per cenare ci sposteremo nell’ampio dehor, non prima di aver ammirato anche le sale interne, perfette anche per cerimonie, arredate con gusto elegante e con dettagli, dai suppellettili ai libri esposti che richiamano ricordi e momenti della storia e delle tradizioni cellesi.
Storia, di cui questo ristorante è parte attiva da ormai oltre quarantacinque anni: “La nostra famiglia gestisce la struttura da ormai tre generazioni, a partire dal 1970. Dopo un periodo che avevamo dato in gestione il locale, l’abbiamo ripreso nel 2006 curando in particolar modo la ristorazione. Oggi lo chef è mio figlio Bruno Giordano e oltre a me, mio marito Sergio, e nostro figlio Andrea Giordano in cucina, fanno parte dello staff anche il sommelier e cameriere Alessio e l’aiuto cuoco Rocco”, ci spiega la signora Mara. Si tratta di un team affiatato che è stato capace di creare un bell’ambiente, distinguendosi grazie all’alta qualità delle proposte enogastronomiche. “Facciamo parte dell’alleanza tra i cuochi e i presidi Slow Food e prestiamo la massima attenzione alla ricerca degli ingredienti di qualità e a chilometro zero”, continua la titolare mentre iniziamo ad assaggiare le prime bontà.
La gran parte del nostro gruppo sceglie il menù Liguria, ma c’è anche chi opta per il menù pesce o il menù carne, mentre una nostra amica mangia semplicemente un piatto unico scelto alla carta. Noi, che non rinunceremmo agli autentici sapori liguri per nulla al mondo, iniziamo con degli antipasti di street food ligure gustando delle frittelle di baccalà, delle acciughe ripiene e della focaccina con panizza.
Continuiamo con un bel piatto di trofiette fresche fatte in casa come tutta la pasta e i dolci, e assaggiamo anche la prescinsöa e le patate con i fagiolini. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini scelti tra le oltre cento etichette della ricca carta che spazia per tutta l’Italia comprendendo anche dei vini francesi, oltre naturalmente a una vasta scelta di vini liguri che abbiniamo ai vari piatti seguendo il percorso suggerito dal sommelier.
Proseguiamo con il piatto regina della cucina ligure, il cappon magro, presidio Slow Food, come ci indica una simpatica lumachina colorata sulla carta. I nostri amici “marinari” gustano dei gamberi viola con cremoso di formaggetta di Stella, degli gnocchi di patate Quarantina all’astice e dragoncello e un secondo di pescato giornaliero con salsa Armoricana, mentre i “carnivori” si godono una selezione di salumi di Sassello, dei tortelli con pancetta cotta al forno e pecorino sardo su crema di fave e menta, e delle belle tagliate di manzo piemontese al Barbera e scalogni glassati.
La nostra cena si conclude in gran dolcezza grazie agli sfiziosi dessert della casa tra cui il semifreddo all’amaretto di Sassello e Chinotto di Savona, il cheesecake con paste di meliga del Monregalese e nocciola Piemonte I.G.P., e un percorso di dessert a base di ingredienti di eccellenza del territorio: tante bontà che rendono indimenticabile il nostro soggiorno, che ripeteremo molto volentieri anche in futuro.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comunecelle.it
www.hotelristorantetorre.it
www.ristorantetorrecelle.it
Hotel Ristorante Torre
Via Aurelia Ponente, 20 Celle Ligure (SV)
Tel.: 019/993465

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...