Sulle orme di Thor Heyerdahl, dal Kon-Tiki a Colla Micheri: una giornata ad Andora

località: andora
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: giovedì 23 luglio 2015
Data fine viaggio: giovedì 23 luglio 2015

Un vecchio proverbio locale recita così: “Andora, chi la cerca, non la trova”. In realtà la frase riassume l’essenza di questa straordinaria città sita sul punto più occidentale della riviera delle Palme: per trovarla e per conoscerla bisogna cercarla nei suoi antichi borghi immersi nel profumo degli ulivi e delle erbe aromatiche, bisogna percorrere i suoi sentieri tortuosi che si arrampicano sulle alture dove lo sguardo può spaziare tra case colorate, tantissimi fiori e l’interminabile azzurro cristallino del mare.
Iniziamo a scoprire Andora, fondata probabilmente nell’VIII secolo a.C., con una passeggiata sul lungomare. A Marina di Andora visitiamo la chiesa parrocchiale di Santa Matilde e quella dedicata al Cuore Immacolato di Maria. Secoli fa dal mare arrivavano frequenti scorrerie piratesche, così a difesa della città furono costruiti diversi bastioni e delle robuste mura. Sempre per lo stesso motivo, il primo insediamento andorese sorse sulle alture della frazione Castello, storicamente denominata Paraxo e tuttora il nucleo più suggestivo della città. Prima di visitarlo, andiamo a scoprire alcune altre frazioni: a Rollo visitiamo la casaforte, edificata nel Cinquecento, per difesa dai pirati. Spostandoci verso l’entroterra, a San Bartolomeo ammiriamo l’omonima chiesa, nota per il suo campanile alto ben 56 metri, il secondo più alto della Liguria.
Raggiungiamo così una delle tappe più suggestive della nostra passeggiata: la frazione Castello. Dietro le mura oggi in stato rovinoso, dell’antica dimora, possiamo cercare di immaginare scene della vita dei marchesi di Clavesana, di cui nel XII secolo il Paraxo era la residenza. Notiamo a un certo punto delle tavole di ardesia, incastonate lungo il muro che costeggia il sentiero che sale verso il cuore del borgo, sulle quali sono scolpite delle poesie: si tratta del meraviglioso percorso delle Pietre di Luna. Verso dopo verso, il sentiero poetico ci conduce al punto dove davanti a noi si apre una visione che toglie il fiato: la splendida chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, costruita nel XII secolo in stile romanico con le pietre di Capo Mele, e somigliante alla Cattedrale di San Michele ad Albenga, con accanto la suggestiva Porta-Torre medioevale. Dopo il percorso a versi, arriva il momento di affrontare, almeno idealmente, una vera e propria spedizione esotica seguendo le orme del celebre antropologo norvegese Thor Heyerdahl. Il mitico personaggio della spedizione Kon-Tiki, quando ha scoperto la frazione Colla Micheri, ha detto così: “Ho passato la mia vita a esplorare il mondo. Ma quando giunsi in questo luogo non ebbi esitazioni: la mia casa sarebbe sorta in questo piccolo paradiso.” Il borgo di Colla Micheri è diventato così la seconda patria del grande esploratore, morto proprio lì nel 2002. Gli abitanti che l’avevano conosciuto, raccontano che il borgo deve proprio al celebre antropologo la sua fortuna di essere diventato una delle mete preferite dei turisti che visitano il Ponente ligure. Nel 1814 invece, la stessa frazione ospitò papa Pio VII, di ritorno dall’esilio in Francia. La chiesetta di San Sebastiano conserva tuttora la sedia sulla quale il pontefice si sarebbe seduto. Anticamente a collegare questo borgo e il castello era lo splendido ponte romano sul torrente Merula, con le arcate a schiena d’asino.
La nostra giornata continua proprio a Colla Micheri dove arriviamo percorrendo una suggestiva strada da cui si aprono scorci sul litorale e sui terrazzamenti seguendo un simpatico cartello che indica una mulattiera. Lasciamo l’auto nello spazioso parcheggio panoramico da cui si apre una vista mozzafiato sull’isola Gallinara, e ci addentriamo a piedi nell’antico borgo.
Tra le strette viuzze, immerse nei colori vivaci dei bouganvillae e degli oleandri, passeggiando sotto gli archi in pietra e tra le case che hanno visto secoli di storia, sembra che il tempo si sia fermato. E’ in questa dimensione carica di fascino e di storia che ci fermiamo anche per cena, presso l’Osteria Colla Micheri, situata a due passi dalla ex casa di Thor Heyerdahl. Negli anni in cui il celebre esploratore solcava gli oceani a bordo della sua imbarcazione di legno di balsa di ispirazione incaica, la Kon-Tiki, qui a Colla Micheri, nello stesso locale dove oggi c’è l’osteria, era attivo un frantoio gestito dalla famiglia Cavassa. Mentre ci accomodiamo al nostro tavolo proprio accanto alla vecchia macina, abbiamo il piacere di scambiare quattro chiacchiere con i titolari, Davide Lanfredi e i suoi genitori, Giuseppina Cavassa e Luciano Lanfredi.
“Il frantoio ha cessato le attività nel 1955, poi intorno al 1958 il nonno ha trasformato il locale in un bar, frequentato da molti turisti e stranieri. Man mano il locale è stato rimodernato diventando dal 2012 un’osteria”, ci raccontano i titolari. Anche se l’attività ha tenuto il passo con i tempi, non ha perso nulla del suo fascino antico. Proprio dove siamo seduti noi, un tempo girava il mulo intorno alla macina, mentre a pochi metri dal nostro tavolo possiamo tuttora ammirare la pressa originale. Mentre mangiamo, il nostro sguardo può spaziare anche per le caratteristiche volte dell’antico edificio, soffermandosi sui dipinti realizzati su base fotografica di una serie di scorci del paese.
La cucina, sia di mare che di terra, segue la tradizione ligure, i cui sapori vengono riproposti con fantasia e a volte con un tocco di modernità. Iniziamo gustando delle pizze e focacce liguri fatte in casa con la pasta fresca tirata a mano, oltre a delle torte verdi e delle frittate di zucchine trombette. Assaggiamo anche delle squisite alici fritte e del polpo con le patate.
Tra i primi piatti gustiamo delle mezze penne o spaghetti conditi in vari modi: con pesto di prezzemolo senza formaggio, con una deliziosa crema di zucchine trombette con vongole e cozze, con spada o crostacei, ma c’è anche chi sceglie dei primi non a base di pesce tra cui le trofie con patate e fagioli, col pesto fatto in casa, al sugo di noci o le lasagne col pesto. Ci piace molto anche il ragù preparato come si faceva una volta, cotto per due ore sulla stufa. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini a chilometro zero delle Cantine Praiè di Colla Micheri, prodotti con le uve di Arma di Taggia. Proseguiamo con degli squisiti tortini fatti al forno in diversi modi: con patate e baccalà, al pomodoro fresco e acciughe con l’aggiunta di grana, pane grattugiato e prezzemolo tritato, oppure con le zucchine trombette e orata. Non resistiamo nemmeno alla buridda di baccalà e alcuni di noi gustano una bella frittura di pesce fresco. I nostri amici “carnivori” scelgono invece tra il coniglio alla ligure, i bocconcini di manzo alla birra, gli arrosti di vitello con aromi e le rostelle di capra, ovvero degli spiedini di filetto di capra. Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert fatti in casa tra cui un fresco carpaccio di anguria con i frutti di bosco, dei semifreddi all’amaretto, alle meringhe o al torrone, oltre al pan di Spagna e alle deliziose torte e crostate.
Dopo aver scoperto questo meraviglioso angolo di Liguria, la pensiamo esattamente come Heyerdahl: ovunque ci portino le “spedizioni” della nostra vita, torneremo sempre in questo suggestivo borgo dal fascino eterno.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Andora.sv.it
Osteria Colla Micheri
Località Colla Micheri, Andora (SV)
Tel.: 0182/499590

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