Il fascino leggendario dell’entroterra genovese: gita a Sant’Olcese tra storia e buona tavola

località: sant'olcese
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: lunedì 10 agosto 2015
Data fine viaggio: lunedì 10 agosto 2015

Questo weekend andiamo a conoscere nientemeno che un santo che seppe addomesticare un orso. E per farlo, seguiamo l’istinto, quello che ci suggerisce di non correre come facciamo durante i periodi di lavoro, ma di prendercela comoda, di sintonizzarci sui ritmi della natura godendoci la bellezza del paesaggio. Per questo scegliamo di percorrere la statale che attraverso la Valle Scrivia porta a Genova. Circa un’ora di curve, ma di quelle mozzafiato: piccole frazioni fatte di case coloratissime, inconfondibilmente liguri anche quando ci troviamo ancora nella provincia di Alessandria, dalle parti di Arquata Scrivia. La strada, che scorre lungo un tragitto antico che secoli fa veniva percorso dai commercianti liguri e piemontesi che s’incontravano per affari in pianura passando per le Capanne di Marcarolo, è immersa nel verde scuro degli interminabili boschi della valle, che offrono al viaggiatore uno spettacolo indimenticabile. Già in epoca romana, nel II secolo a.C. il console Aulo Postumio fece costruire qui una strada lastricata, la Via Postumia, che collegava il Mar Ligure con l’Adriatico, passando per Libarna.
Raggiungiamo così Sant’Olcese, comune alle porte di Genova noto sin dal 1146, che si sviluppa in diverse frazioni nella Val Polcevera, a pochi chilometri da Bolzaneto. Ed ecco che finalmente possiamo “conoscere” il nostro santo: il nome del paese, che originariamente si chiamava Valle Ombrosa, viene infatti da quello del vescovo normanno Olcese il quale, in fuga dalle invasioni barbariche nella sua Gallia, nel V secolo si stabilì qui. Nella chiesa a lui dedicata sono conservati i resti mortali del santo, mentre sulla facciata un affresco racconta la leggenda del miracolo dell’orso. L’animale dispettoso infastidiva e terrorizzava la popolazione già da tempo, e un giorno la fece proprio grossa: si mangiò un bue che avrebbe dovuto trainare un carro. A intervenire per risolvere la questione, non fu però un cacciatore, ma Sant’Olcese in persona, che addomesticò l’orso aggiogandolo al carro al posto del bue che la belva aveva ammazzato.
Durante i secoli di storia fu invece più complicato “addomesticare” i vari invasori, ma anche le truppe dei casati locali che si contendevano questo territorio, prezioso anche per la sua posizione strategica. Del castello, sorto nella frazione Vicomorasso, e distrutto nel XIV secolo durante le lotte tra le famiglie Guarchi, Montaldo e Adorno, restano solo poche tracce. È invece in condizioni decisamente migliori, anche se porta i segni pesanti del tempo Forte Diamante, la mastodontica fortezza che domina Sant’Olcese dall’alto di 624 metri s.l.m. Costruito tra il 1756 e il 1758, era uno dei forti eretti alla difesa di Genova, e oggi è l’unico situato fuori dal territorio cittadino. Tra gli assedi a cui riuscì a resistere, spicca quello austriaco del 1800.
Lungo le strade tortuose che collegano le nove frazioni del comune oggi non c’è il rischio di incontrare un orso, è invece facile vedere dei ciclisti: Sant’Olcese ormai è tra le mete predilette degli escursionisti. Gli amanti della natura percorrono volentieri anche il sentiero botanico di Ciaè, collegato all’Alta Via dei Monti Liguri, il quale termina presso un suggestivo borgo abbandonato.
Tra i tanti motivi per cui vale la pena visitare Sant’Olcese c’è anche la buona tavola: la nostra giornata continua infatti con la scoperta degli autentici sapori genovesi presso la Trattoria da Raffe, situata a San Lorenzo di Casanova. Il locale, che ha ampiamente superato i suoi primi cent’anni, rappresenta un pezzo importante della memoria storica del paese. “Il nonno di mio marito è nato nel 1869 e si è sposato nel 1901 o forse l’anno dopo. Quando nel 1904 è nato il loro figlio, la trattoria c’era già”, ci racconta la signora Rosalba che gestisce il locale insieme al marito Giuseppe Cappanera e il figlio Mario, con l’aiuto della signora Anna. Nelle sale, arredate con eleganza tradizionale, possiamo anche ammirare qualche foto d’epoca sulle pareti, tra cui quella che ritrae i fondatori della trattoria.
Data la bella stagione, ci accomodiamo invece nell’ampio dehor da cui si apre una splendida vista su uno scorcio delle montagne che abbracciano il paese. Il fascino dell’ambiente sta anche nel caloroso clima famigliare che si respira e che coinvolge anche gli avventori: anche chi capita qui per la prima volta, in qualche modo si sente come a casa.
La cucina è quella tipica genovese dell’entroterra, genuina, improntata alla stagionalità e basata su ingredienti squisiti a chilometro zero. Il nostro pranzo inizia con una ricca varietà di affettati locali tra cui il rinomato salame di sant’Olcese, accompagnati col melone. A seguire, assaggiamo anche degli sformati di verdure, delle fagiolane col tonno e dell’insalata russa. Ci piacciono molto anche i fiori di zucchine in pastella e abbiamo la fortuna di poter gustare pure un ottimo carpaccio di manzo.
Proseguiamo con delle favolose lasagne al pesto, mentre i nsotri amici si deliziano con i ravioli col sugo di carne e con i pansotti al sugo di noci. Tra i tre primi disponibili giornalmente, sempre preparati con la pasta fresca fatta in casa, in stagione spiccano anche le tagliatelle ai funghi, e hanno grande successo pure le lasagne al forno. A seguire, ci godiamo un abbondante fritto misto all’italiana, ma non resistiamo nemmeno alla cima, al vitel tonnè e al coniglio alla cacciatora. Piace molto anche il roast beef e siamo già sicuri che la prossima volta, tornando in stagione, assaggeremo un bel piatto di lumache e funghi.
Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert della casa tra cui i canestrelli, la torta di mele, le crostate di marmellata e il tiramisù. Una delle specialità che ricorderemo sicuramente è una buonissima panna cotta che nella calda stagione si prepara alla menta il cui gusto si sente e non si sente, ma lascia un gradevolissimo sapore di freschezza in bocca.
Ora che l’abbiamo scoperta, frequenteremo la trattoria anche nei suoi prossimi cent’anni e quando verremo da queste parti la prossima volta, magari avremo anche l’occasione di assistere a uno degli spettacoli organizzati nel parco della settecentesca Villa Serra.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.santolcese.ge.it
www.trovavetrine.it/trattoria-dalraffe
Trattoria Dal Raffe
Piazza San Lorenzo, San Lorenzo (GE)
Tel.: 010/7092367

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