Un weekend alla corte del castello: gita a Orsara Bormida

località: orsara bormida
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 20 giugno 2015
Data fine viaggio: martedì 23 giugno 2015

C’era una volta un orso che si chiamava Sangiutén. Viveva con la sua famiglia in una delle numerose grotte situate sul territorio di Orsara Bormida e si occupava di lavorare la terra. Qualche tempo prima Sangiutén era stato in Francia dove aveva imparato l’arte di fare il vino, e una volta tornato a casa, si era messo a coltivare la vite insieme ai suoi parenti. Tra una zappata e l’altra era solito alzarsi tra i filari e lasciare che il suo sguardo spaziasse per il paesaggio collinare ammirandone il fascino selvaggio e autentico. Dopo le giornate di lavoro si riposava gustando il buon pane preparato dalle orse di casa che gli spalmavano sopra dell’ottimo miele. Nei paesi circostanti, da Acqui a Ovada, tutti parlavano degli orsi che facevano il vino e un bel giorno una delegazione venne a trovarli, chiedendo loro di poter imparare a piantare la vite in cambio di insegnare agli orsi di fare gli agnolotti del plin. Affare fatto: dopo questo accordo, sigillato con una bella mangiata di agnolotti nel vino, la coltivazione della vite si diffuse in tutto il Monferrato.
Arriviamo a Orsara Bormida seguendo idealmente le orme di questi simpatici orsi leggendari, raccontati in una poesia da Elisabetta Ferrari, e mentre curva dopo curva raggiungiamo il nucleo più antico del paese, un tempo davvero popolato dai parenti di Sangiutén, restiamo a bocca aperta alla vista della bellezza del paesaggio. Fino al Medioevo il paese si inseriva in un ampio territorio noto come il “grande Nemus”, ovvero un’immensa foresta solcata da torrenti e percorsa da sporadiche e impervie mulattiere. La località iniziava a cambiare volto a partire dal 179 a.C. con la presenza romana, per poi sviluppare il suo antico nucleo abitativo medievale, circondato da campi, prati, orti e vigneti. La prima notizia scritta relativa al paese si trova in un documento del 1155, ma a quell’epoca era già da oltre centocinquant’anni che la torre di avvistamento dell’attuale castello dominava le vallate circostanti.
La prima chiesa parrocchiale, dedicata a San Martino, fu edificata nel 1276, mentre l’edificio religioso odierno è una struttura barocca eretta nel secolo XVII, in cui venne incorporata parte di un antico oratorio le cui tracce sono tuttora visibili nella cappella del Rosario. Oltre alle preziose opere d’arte custodite all’interno della chiesa, è di grande rilevanza anche l’affresco che ne orna la facciata e che ritrae San Martino di Tours: è opera di Pietro Ivaldi, noto come il Muto di Toleto, celebre pittore ottocentesco originario del vicino paese di Ponzone. Le bellezze senza tempo di Orsara continuano a ispirare gli artisti tra cui forse il più noto è Beppe Ricci, pittore che ha tradotto il suo amore per il proprio paese in numerosi dipinti che hanno partecipato a svariate mostre sia in Italia che all’estero.
Dopo questo bel giro tra le viuzze del centro storico ci avviamo verso il punto più alto del paese, dove, immerso in un parco di alberi secolari, si erge il castello di Orsara Bormida. Nato da una torre d’avvistamento quadrata intorno all’anno Mille, a seguito delle incursioni saracene venne ampliato e trasformato in castello inizialmente con l’aggiunta di una seconda torre di forma ottagonale a cui seguì, nel secolo XVIII, la costruzione di una torretta cilindrica. Oggi la residenza signorile fa parte del circuito dei Castelli aperti, e appartiene al suo complesso anche l’antico oratorio della S.S. Annunziata, risalente forrse al secolo XII. L’edificio religioso di stile lombardo-romanico conserva al suo interno preziosi stucchi e affreschi secenteschi, ricordo dell’epoca in cui, fino al 1676, fu la chiesa parrocchiale del paese.
Ammirando il panorama che si apre da qui, ci viene naturale fantasticare su quei tempi in cui principi e principesse arrivavano a cavallo presso il castello, percorrendo la scenografica strada che porta su al ricetto. Stavolta il nostro sogno diventa presto realtà, e anche se non siamo arrivati in sella a dei cavalli, durante la nostra vacanza abbiamo la possibilità di calcare le orme dei castellani di una volta: la nostra dimora per questo lungo weekend è infatti presso il B&B La Corte del Castello, una meravigliosa struttura nata alcuni mesi fa in un’antica cascina che fa parte del castello.
Ad accoglierci con grande gentilezza è Angelo, il titolare che con cura e dedizione quotidiana ha creato questo angolo di pace. “Le basi del castello risalgono all’epoca romana, mentre i locali dove oggi c’è il B&B, un tempo pare facessero parte delle scuderie”, ci spiega mentre entriamo attraversando uno splendido cortile pieno di fiori e abbracciato dalle antiche mura ornate da merletti. Alzando lo sguardo possiamo ammirare una quercia plurisecolare, mentre dal cortile, dove a sottolineare il fascino dei tempi andati è anche un pozzo tuttora in uso, si apre una vista sulle colline e sui vigneti circostanti che a definirlo mozzafiato è riduttivo. “Lì si vede il nostro dirimpettaio, il castello di Morsasco che dicono fosse anticamente collegato con Orsara attraverso dei cunicoli sotterranei. Guardando verso Savona si distinguono le alture del Monte dei Beigua, mentre dall’altra parte, col tempo bello, si stagliano dal cielo le cime delle Alpi”, ci spiega Angelo.
Ci sistemiamo occupando due delle tre spaziose camere in ognuna delle quali possono alloggiare due persone. Luminose, ampie e arredate con stile e gusto, con mobili e bellissimi tessuti capaci di evocare le atmosfere fiabesche dei tempi di una volta, le camere sono degli incantevoli luoghi di riposo da apprezzare particolarmente dopo delle lunghe e salutari passeggiate in zona.
Le nostre giornate passano infatti tra piacevoli gite a piedi e in mountain bike alla scoperta del territorio dal fascino spettacolare in ogni stagione, ma dedichiamo una giornata anche a visitare le città vicine, in particolare Acqui Terme, abbinando una rilassante seduta termale alla scoperta delle sue bellezze artistiche.
Dopo le nostre escursioni ci riempie di gioia poterci immergere nello splendore del giardino della nostra dimora. Sorseggiare una tisana seduti a un grazioso tavolino nel verde mentre si ammirano zinnie gigantesche i cui colori spiccano tra le mille sfumature di verde e di azzurro del panorama, o cogliere delle fragoline, dei lamponi o addirittura delle albicocche, sono tante piccole e grandi esperienze capaci di farci ritrovare noi stessi e di farci assaporare una vita veramente a misura d’uomo.
Qui si godono tutti i momenti della giornata compreso il mattino, reso quasi un momento di festa grazie all’abbondante colazione. Ognuno può scegliere a seconda dei propri gusti, e anche la nostra amica celiaca e suo marito vegano si deliziano con una colazione fatta per loro su misura. Sul nostro tavolo arrivano bontà di ogni tipo: dal caffelatte al tè e alle tisane, oltre a pane, biscotti, dolci, miele e marmellate biologiche. Chi preferisce il salato, gusta un bell’uovo alla cocque oltre a dei prosciutti e formaggi e a delle squisite verdure a chilometro zero.
Qui le giornate iniziano alla grande e continuano senza fretta e senza stress, con dei ritmi sani e capaci di far apprezzare anche le piccole cose: un lampone appena colto, un po’ di miele, un fiore che illumina il giardino. Se l’orsetto Sangiutén dovesse un giorno far ritorno in paese, sarebbe senz’altro felice di trovare così tante cose belle e piacevoli. Non sappiamo se lui ha intenzione di tornare qui, ma noi sicuramente, e lo faremo alla prima occasione possibile.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:

www.lacortedelcastello.info
contact@lacortedelcastello.info
La Corte del Castello B&B
Via Castello, 11 Orsara Bormida (AL)
331/4961821
Facebook: Lacortedelcastello Bedandbreakfast

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