Mare, arte, vino e cucina: una giornata a Chiavari

località: chiavari
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 18 settembre 2015
Data fine viaggio: venerdì 18 settembre 2015

Era il 2 Luglio 1610, e nel Golfo del Tigullio faceva un caldo torrido. Mentre nel porto continuava il solito pittoresco viavai dei velieri e dei gozzi dei mercanti, a qualche centinaio di metri dalla costa, appena fuori dal cuore del borgo di Chiavari, diversi contadini lavoravano nell’orto. Tra loro c’era Sebastiano Descalzo, che a un certo punto pensò di dire una preghiera davanti a un pilone collocato lì vicino, raffigurante la Madonna con i santi Sebastiano e Rocco. Mentre diceva la sua preghiera, a un certo punto vide una grande luce e in essa una donna bellissima: era un’apparizione mariana. Per la verità, sullo stesso luogo la Madonna era già apparsa anche circa sei mesi prima, alla levatrice Geronima Turrio.
La nostra passeggiata chiavarese inizia proprio da questo luogo, dove sorge l’imponente santuario di Nostra Signora dell’Orto, uno dei più celebri santuari liguri, in cui si venera l’immagine della Madonna con il Bambino benedicente. Secondo la tradizione quel quadro fu commissionato al pittore Benedetto Borzone da donna Maria de’ Guerci, detta Turchina, in ringraziamento alla Vergine per averla preservata dalla pestilenza del 1493. All’epoca l’immagine era collocata in una nicchia nel muro di un orto, da lì la denominazione.
Secondo un’interpretazione del toponimo Chiavari, che deriverebbe da “clavaro”, questa bella città è la “chiave” allo sbocco delle valli Fontanabuona, Sturla, Graveglia e la Val d’Aveto. Certamente la sua posizione, e anche lo sviluppo del commercio marittimo che qui aveva iniziato a prosperare nel lontano Trecento, ne fecero davvero la “chiave” di questo territorio. Oltre alla cultura marinara, a Chiavari fioriva anche l’artigianato, con numerose botteghe nella centralissima via Ravascheri, così come nel caruggio Dritto, le vie patrizie dell’epoca.
Girando tra questi bellissimi caruggi colorati, scopriamo che Chiavari è da secoli famosa per la produzione delle sedie dette chiavarine. Si tratta di una sedia leggerissima, in legno di ciliegio, di acero bianco, e con sottili fili di salice intrecciati a spiga.
Durante la nostra passeggiata visitiamo diversi dei tanti stupendi edifici religiosi, tra cui la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, fondata nel 1181 e la chiesa e monastero delle Clarisse, dedicato a San Bernardino da Siena. Secondo un manoscritto, lì vicino sorgeva il primo convento francescano fondato nel 1216 da San Francesco d’Assisi e chiamato Cadè, Casa di Dio.
Nel centro ammiriamo anche diversi palazzi sontuosi, tra cui il Palazzo Bianco, sede del Comune, e dopo andiamo a visitare anche il castello, sito su un colle ed eretto nel XII secolo dalla Repubblica di Genova per contrastare i Fieschi della vicina Lavagna.
Dopo una passeggiata sotto le palme del lungomare, ritorniamo tra le pittoresche viuzze del centro con un discreto languorino, e così decidiamo di fermarci per cena presso il Ristorante Enoteca Vino e Cucina dal 1999, situato in via Bighetti, a pochi passi da Palazzo Bianco. L’ambiente elegante e caratteristico, la sala dai colori caldi, le numerose bottiglie di vino in esposizione, ma soprattutto la gentile accoglienza da parte dei titolari Silvia e Antonio ci mettono subito a nostro agio. Mentre studiamo il menù, facciamo anche due chiacchiere con loro, scoprendo che il ristorante è aperto dal 1999, ed è particolarmente apprezzato per la sua cucina originale, fantasiosa, che solo in parte si basa sulla tradizione ligure, ma è capace di accontentare anche i palati più esigenti. “Il cuoco è mio marito Benedetto, aiutato da Luca. La sua cucina si distingue grazie alla sua bravura nel creare piatti semplici, ma particolari nello stesso tempo, utilizzando pochi ingredienti freschi e di qualità, senza mai fare pasticci o sovrapporre troppi sapori”, ci spiega Silvia. “Seguiamo sempre la stagionalità dei prodotti, cambiando il menù ogni 2-3 mesi. I piatti sono preparati espressi, siamo attenti anche alle intolleranze alimentari e abbiamo una sempre maggiore richiesta da parte di vegetariani e vegani, i quali da noi possono trovare un’alternativa alla carne. Cerchiamo il più possibile di utilizzare prodotti a chilometro zero, facciamo anche il pane in casa, e seguiamo alcune nostre regole etiche come ad esempio l’utilizzo di uova di galline allevate a terra e di zucchero integrale. Facciamo delle scelte di qualità in modo da poter garantire un buon rapporto qualità-prezzo”, continuano i titolari, aggiungendo che in ogni caso l’ingrediente più importante della loro cucina è la passione.
Ne abbiamo presto la conferma, appena ci arrivano in tavola le prime specialità scelte da un menù che apprezziamo anche per la sua trasparenza e chiarezza: quel che c’è scritto è veramente ciò che ci viene servito. Iniziamo con i cubotti di baccalà arrostito su crema di pane nero all’aglio e piccola peperonata estiva, ma assaggiamo anche una vellutata di zucchine con filetti di sgombro saltati ed erbe aromatiche, mentre chi preferisce la carne opta per un rollè di carpaccio di fassona e ricotta di Santo Stefano d’Aveto con frutti rossi e salsa alla mela verde. La nostra amica vegana secglie invece le millefoglie di melanzane e tofu alla piastra con olio alla menta.
Proseguiamo con uno dei fiori all’occhiello del locale: gli gnocchi di patate fatti in casa con ragù di pesce bianco, pomodorini e basilico fresco. Silvia ci aveva avvisati, e le dobbiamo proprio dar ragione: suo marito è davvero un mago nel preparare gli gnocchi.
Antonio invece è un grande esperto di vini, infatti è lui che ci consiglia il miglior abbinamento con ogni piatto, spaziando tra le oltre trecento etichette di tutte le regioni italiane. Assaggiamo in particolare degli ottimi vini liguri di produttori piccoli che hanno bottiglie di grande qualità tra cui anche dei vini biologici, non trattati e non filtrati. Le stesse scelte di qualità contraddistinguono anche la selezione delle birre artigianali, e perfino le bibite.
Tra i primi piatti gustiamo anche un bel risotto ai frutti di mare e una squisita zuppa di pesce alla francese con formaggio, maionese alla paprika e crostini a parte. A seguire, non resistiamo a un ricco piatto di pescato del giorno alla ligure, ma piacciono molto anche i gamberi saltati in padella con salsa gremolada. I vegetariani optano per lo spezzatino di seitan, i “carnivori” del gruppo gustano invece una bella tagliata di manzo con salsa demi-glace con patate al forno, mentre chi preferisce una cena che richiami i sapori tradizionali liguri, sceglie il menù degustazione: torta di verdure, spaghetti ai muscoli e bagnun di acciughe.
Infine, cediamo volentieri alla tentazione dei deliziosi dolci preparati da Antonio, tra cui la torta morbida di cioccolato fondente fatta senza la farina, un vero e proprio dessert “cult” del locale.
La varietà di sapori è accompagnata da quella dei colori grazie alla mostra d’arte temporanea che possiamo ammirare mentre mangiamo: in questo periodo sulle pareti del locale recentemente rinnovato sono in esposizione i quadri di Anna Icardi, artista ligure di cui possiamo leggere anche nella presentazione contenuta tra le pagine del menù. Un connubio sensoriale in cui il cibo diventa una forma d’arte e l’arte qualcosa di squisito da “assaggiare”, rendendo l’esperienza a tavola piacevole e originale, da ripetere appena possibile.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Chiavari.ge.it
www.vinoecucina99.eu
Ristorante Enoteca Vino e Cucina dal 1999
Via Bighetti, 107 Chiavari (GE)
0185/305536

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