Quel ramo del lago di Como: gita con Manzoni a Lecco tra storia, natura e buona tavola

località: lecco
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: domenica 29 novembre 2015
Data fine viaggio: domenica 29 novembre 2015

Un ramo del lago inserito tra due catene montuose, pieno di insenature e golfi che a un tratto, tra un promontorio e un’ampia costiera si restringe a fiume le cui rive sono congiunte da un antico ponte. Poco più in là, il fiume si distende di nuovo, tornando a essere un lago sovrastato da due monti contigui di cui uno è caratterizzato da una serie di cocuzzoli in fila, come se fossero i denti di una sega. Era questo il panorama che negli anni in cui il Settecento volgeva al termine, un ragazzino dal precoce talento poetico, osservava tutti i giorni dalle finestre della villa rustica in cui abitava con la sua famiglia nel quartiere Caleotto di Lecco. Dopo un po’ di anni quel paesaggio entrò in quello che sarebbe diventato il più grande romanzo italiano di tutti i tempi, ”I Promessi Sposi”, scritto da Alessandro Manzoni, il quale non smise mai di ritenere quei luoghi tra i più belli del mondo.
Durante la nostra gita a Lecco, città il cui nome viene probabilmente da ”Lech” oppure ”Loch”, ovvero lago, termine diffuso dalle popolazioni di Galli e di Celti arrivati qui per motivi di commercio, seguiamo in parte le orme del grande scrittore visitando diversi luoghi manzoniani. Oltre alla villa di Caleotto, oggi sede del Civico museo manzoniano, fanno parte del percorso letterario anche il trecentesco castello dell’Innominato, ormai in stato di rudere, la presunta casa di Lucia Mondella e il tabernacolo dei Bravi, luogo in cui i Bravi comunicarono a Don Abbondio il messaggio di Don Rodrigo: ”Questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai.” L’itinerario manzoniano comprende anche varie tappe sul lago, visitabili grazie a un percorso tematico in battello.
Oltre a immergerci nelle atmosfere romanzesche, a Lecco ogni angolo riserva qualche sorpresa curiosa, capace di farci fare un viaggio a ritroso nel tempo. Il ponte Azzone Visconti, noto come Ponte Vecchio, citato anche dal Manzoni, è uno di questi luoghi. Costruito tra il 1336 e il 1338, originiariamente era una vera e propria fortezza, difesa da due torri munite di ponti levatoi, di una rocchetta e di una torre colombaia per i piccioni viaggiatori. Al posto di questi messaggeri volatili oggi in riva al lago possiamo ammirare una folta schiera di anatre selvatiche incuriosite dai passanti, ma anche qualche stupendo cigno, amichevole con le persone, un po’ meno con i cagnolini dispettosi che si avvicinano troppo a loro.
Come l’antico ponte collega i tempi che furono con i nostri, si scopre pure che certe emozioni, anche se negative, non tramontano mai: nella centralissima piazza XX settembre si erge il palazzo delle Paure, costruito durante il periodo della Repubblica Cisalpina. Al suo interno non ci fu una prigione o qualcosa di simile per meritarsi un nome inquietante del genere, fu invece la sede temuta dell’Intendenza di finanza dove gli abitanti si recavano a pagare le tasse.
E se per pagarle, o per altre questioni a volte serviva un miracolo, i lecchesi potevano chiederlo pregando in tanti bellissimi edifici religiosi tra cui il più importante è la basilica romana prevositurale minore di San Nicolò. Dedicata al patrono dei naviganti, immortalato anche con una suggestiva statua tra le acque del lago nei pressi della foce del torrente Gerenzone, la basilica è originaria del XIII secolo e probabilmente venne costruita su precedenti resti di fortificazione della città. La sua torre campanaria neogotica, eretta tra il 1902 e il 1904 è il simbolo di Lecco.
Dalla basilica, avendo lasciato l’auto fuori dalla zona pedonale, ci addentriamo nel centro storico percorrendo la via don Antonio Mascari, dedicata al sacerdote che nel 1848 incitò dal pulpito alla ribellione. In questa via ammiriamo anche la chiesa di Santa Marta, fra i luoghi di culto più antichi della città. Costruita nel Duecento e ristrutturata alcuni anni fa, la chiesa custodisce al suo interno ricche decorazioni barocche.
Dopo questo bel giro nella storia lecchese non possiamo che scegliere, anche per cenare, un locale storico: il Ristorante Pizzeria Santa Lucia, situato sempre in via don Antonio Mascari, in un palazzo le cui origini si perdono nella notte dei tempi, ma la cui storicità è testimoniata anche dalle suggestive travi in legno del soffitto che ai tempi di Manzoni c’erano già probabilmente da qualche secolo.
”Tra queste mura un tempo c’erano delle stalle, mentre il ristorante risale ad almeno sessant’anni fa e il locale si è sempre chiamato Santa Lucia. Noi l’abbiamo rilevato cinque anni fa e continuiamo una tradizione culinaria tipica mediterranea basata su carne e pesce, oltre che su una pizza speciale che si chiama ”pizza giovane”, ci spiega il signor Franco, il titolare.
Mentre iniziamo a gustare gli antipasti, il nostro viaggio a ritroso nel tempo continua anche grazie alla visione di una serie di foto d’epoca sulle pareti, ritraenti scorci lacustri e momenti di vita quotidiana dei pescatori e degli abitanti di Lecco. Immagini che rappresentano lo sfondo ideale per le gustose bruschette, per i salumi misti con polenta fritta e gnocco fritto, per non parlare dell’antipasto caldo di misto pesce.
A seguire, una parte del nostro gruppo opta per le ”pizze giovani” fatte nel forno a legna: gustose, e anche particolarmente leggere, digeribili e tollerabili anche da chi ha difficoltà nel mangiare una classica pizza. Non solo: PizzaGiovane, preparata secondo una ricetta brevettata di cui questo locale ha l’esclusiva su Lecco, contiene ingredienti semplici, naturali e ricchi di antiossidanti che aiutano a contrastare i radicali liberi e quindi l’invecchiamento. ”Alla base di questa pizza c’è una farina speciale chiamata Integralbianco, che unisce i benefici del grano integrale e la leggerezza della farina bianca. Contiene inoltre germe di grano e farina di lino dorato, ottenuta dalla spremitura a freddo dei semi, ricchi di omega 3 e capaci di contribuire a mantenere la pelle giovane, sana e luminosa. Per prepararla, si usano cereali originari che non hanno subito modificazioni genetiche e anche estratti di oliva e bucce di uva rossa con potere antiossidante”, ci spiega il signor Franco. Anche la nostra amica celiaca resta contenta: non mancano nemmeno le pizze per celiaci.
Non resistiamo però neanche ai deliziosi primi preparati con la pasta fresca tra cui gli gnocchi ripieni allo speck e brie o le tagliatelle al ragù di cinghiale. Anche il risotto con taleggio e trevisana riscuote un bel successo. A seguire, gustiamo delle ricche grigliate e fritture miste di pesce, mentre i nostri amici ”carnivori” scelgono degli squisiti filetti e tagliate.
Il nostro itinerario manzoniano giunge a questo punto alla sua tappa più sfiziosa: quando il proprietario di un forno citato dallo scrittore ne ”I Promessi Sposi” gli regalò delle sfogliate in segno di riconoscenza, Manzoni rispose che il gesto lo gratificava nella gola e nella vanità. A questo punto è chiaro che per seguire le orme del romanziere notoriamente goloso di dolci, dobbiamo assaggiare i deliziosi dessert fatti in casa tra cui il tiramisù, la panna cotta, la crema catalana e uno squisito soufflè al cioccolato.
Durante la breve e sana passeggiata per tornare alla nostra macchina tra le luci del suggestivo centro storico, scherziamo sul fatto che senz’altro anche Manzoni sarebbe d’accordo con noi: una gita così bella e sfiziosa s’ha da rifare il più presto possibile.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Lecco.it
Ristorante Pizzeria Santa Lucia
Via don Antonio Mascari, 33 Lecco (LC)
Tel.: 0341/365036

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