Una giornata con l’angelo nell’antica Piacenza - Parte I.

località: piacenza
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: mercoledì 6 aprile 2016
Data fine viaggio: mercoledì 6 aprile 2016

Il piacere fatto città: così si presenta Piacenza, a cominciare dal suo nome, che viene, appunto, dal latino Placentia. È con quest’ottima premessa che arriviamo qui in una bella giornata primaverile, da dedicare a questa città d’arte così vicina a Milano sia geograficamente che culturalmente, anche se appartenente all’Emilia Romagna.
Piacenza sorge sulla riva destra del Po, e il fiume, oltre ad aver avuto nella storia una grande importanza dal punto di vista logistico, economico e difensivo, per i piacentini rappresenta anche un legame emotivo con la propria città. Nel “Mondo Piccolo. Don Camillo”, Giovannino Guareschi dice, con fantasia campanilistica, che “il Po, l’unico fiume rispettabile che esista in Italia, comincia a Piacenza”. E aggiunge: “Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente”.
Piacenza viene spesso definita la “Città dei Palazzi”, grazie alla presenza di numerose dimore aristocratiche e borghesi, tra cui “il Gotico”, il palazzo dove ha sede il Comune. La città è molto vivibile, piena di giardini, oltre a una lunga serie di monumenti che testimoniano l’epoca del Ducato di Parma e Piacenza. Iniziamo il nostro giro dal Duomo per proseguire con la visita alla Basilica di Sant’Antonino, il patrono. In questa chiesa romanica, voluta da San Vittore, il primo vescovo di Piacenza, si riunirono nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa per firmare i preliminari della pace di Costanza. La Basilica conserva le reliquie del martire cristiano Antonino, oltre alle cinque tele del De Longe, raffiguranti le scene della vita del Santo.
Piacenza ha dato i natali a numerosi personaggi dell’arte, della cultura e dello sport, dal politico e scrittore Melchiorre Gioia fino a Giorgio Armani e ai calciatori Simone e Filippo Inzaghi. A proposito di eleganza, bellezza e miti dello sport, cogliamo l’occasione per visitare il Museo della Vespa e dello Scooter, una miniera d’oro per gli appassionati del genere. Certo non trascuriamo nemmeno i musei più importanti della città, come quelli dell’imponente Palazzo Farnese, che ripercorrono la storia dell’arte a partire dal Medioevo, e il Museo di Storia Naturale, che contiene anche un interessante erbario ottocentesco e una collezione ornitologica.
Restiamo idealmente nella storia della città decidendo di fermarci per cena presso l’Antica Trattoria dell’Angelo, forse la trattoria più storica di Piacenza ancora in attività. Situata nella caratteristica via Tibini, il locale si trova a due passi dalla Basilica di San Savino, nota anche per il suo pavimento simile alle onde del mare che può dare l’impressione di camminare sulle acque. La trattoria è un vero e proprio scrigno della memoria storica della città: si trova in un palazzo di fine Settecento, un tempo luogo di posta dove i viandanti si fermavano per far riposare i cavalli e per rifocillarsi nell’osteria situata a pianoterra, mentre al piano di sopra c’erano le camere della locanda e sotto si trovava un’ampia cantina. Ad accoglierci con grande gentilezza nelle caratteristiche sale arredate con semplicità e stile sono il signor Carlo Pastore, bravissimo cuoco, e il figlio Matteo Castignoli, responsabile della sala e della cantina. Padre e figlio che gestiscono il locale con grande passione, considerando la salvaguardia dei sapori tradizionali una loro missione. Ad aiutarli è uno staff affiatato di ragazzi che lavorano qui da oltre dieci anni: è anche grazie a loro che la trattoria riesce ad accogliere gli ospiti tutti i giorni, a pranzo e a cena.

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