A passo di lumaca tra le cascate di fiori: una giornata a Borgio Verezzi - Parte II. : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
A passo di lumaca tra le cascate di fiori: una giornata a Borgio Verezzi - Parte II.

Borgio Verezzi

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A passo di lumaca tra le cascate di fiori: una giornata a Borgio Verezzi - Parte II.

Località: Borgio Verezzi
Regione: Liguria
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 18 giugno 2016
Data fine viaggio: sabato 18 giugno 2016

Arrivando presso l’agriturismo veniamo accolti con grande gentilezza dai titolari, il signor Gian Paolo e la signora Ivana che gestiscono l’azienda agricola da un quarto di secolo e accolgono gli ospiti nel loro agriturismo da ben sedici anni. Vista la splendida giornata, prima di accomodarci all’interno dello storico edificio per mangiare, cogliamo l’occasione per scoprire questa fattoria molto particolare e dalla bellezza suggestiva. Dal dehor immerso in un tripudio di fiori da cui si apre una vista impagabile sul mare in cui riusciamo a distinguere senza fatica anche l’isola Gallinara, ci basta fare pochi passi per entrare nel vivo delle coltivazioni a terrazze. Oltre agli ulivi della rinomata qualità taggiasca il cui verde pastello si confonde con l’azzurro del mare, scopriamo un’infinità di piante stupende, alcune delle quali proprio particolari. Oltre allo spettacolo dei fichi d’India, dei capperi e delle zucchine trombette in fiore, ci sorprendono addirittura delle piante di Goji, gli alberi che producono le bacche note per i loro effetti benefici sulla salute. “A volte prepariamo delle crostate utilizzando non solo l’uva fragola o altri frutti, ma anche le bacche di Goji, e l’idea piace molto ai nostri ospiti”, ci spiega il signor Gian Paolo mentre ci fa assaggiare alcune bacche arancioni, molto buone e dolci. Non c’è fattoria senza animali e per la gioia di grandi e piccini, neanche questo agriturismo fa eccezione: tra le fasce c’è spazio non solo per galline e conigli, ma anche per delle pecore che ci guardano curiose e perfino per qualche simpaticissimo asinello.
L’azienda, insignita a Expo della prestigiosa Bandiera Verde Agricoltura della Confederazione Italiana Agricoltori, fa parte dell’Associazione “La Strada del Vino e dell’Olio dalle Alpi al Mare” che racchiude i migliori produttori liguri e durante la nostra cena abbiamo modo di assaggiare molti dei loro prodotti genuini. “Praticamente tutto quello che diamo da mangiare proviene dalle nostre coltivazioni biologiche e senza trattamenti, dalle olive ai carciofi, dalle zucchine trombette alle altre verdure fino ai capperi. I nostri antenati producevano anche il sale, e lo portavano in pianura percorrendo la celebre Via del Sale, per ritornare carichi di sacchi di farina”, ci racconta il signor Gian Paolo mentre ci accomodiamo al nostro tavolo all’interno della caratteristica sala della casa risalente al Seicento. “Alcune parti dell’edificio, come ad esempio quel portone in pietra, sono anche molto più antiche”, ci fa notare il titolare, mentre il nostro sguardo spazia tra oggetti che testimoniano la storicità della casa come la trave che faceva parte della struttura del frantoio – anticamente quasi ogni casa di questa zona aveva il suo frantoio -, o come le nicchie nei muri spessi che servivano per tenere al fresco i barattoli di burro. Un elemento ricorrente di questa casa è la tipica pietra rosa di Verezzi, e nel davanzale di una finestra scopriamo anche un’opera d’arte realizzata dal signor Gian Paolo: una bellissima lumaca scolpita nella pregiata pietra locale, un modo per omaggiare sia il “marmo rosa” del luogo che la lumaca, regina della cucina verezzina. Sulle pareti scopriamo inoltre una sequenza fotografica realizzata alcuni anni fa, quando l’agriturismo, insieme all’Associazione organizzò un evento rievocativo creando una vera e propria carbonaia secondo tradizione. “I ragazzi di oggi spesso non sanno neanche a cosa servisse il carbone”, ricorda con un sorriso il signor Gian Paolo mentre iniziamo a gustare le prime specialità della casa.
Cominciamo con delle zucchine e delle melanzane ripiene, e assaggiamo anche delle frittelle di erbette e di cipolle. La varietà di cipolla che troviamo qui è coltivata da oltre cinque generazioni ed è particolarmente squisita e dolce. Proseguiamo con i cosiddetti mandilli de sea, ovvero i tipici “fazzoletti di seta”, una pasta estremamente fine da cui si ritagliano i ravioli che possiamo gustare col ripieno di erbette e carne, ma anche di ortiche, conditi con sughi di borragine o di altre verdure, di carne o col pesto genovese. Tra i primi ci piaccino molto anche le tagliatelle servite con vari sughi tra cui quello di gherigli, cioè di noci, mandorle e nocciole. Alcuni di noi scelgono invece un bel minestrone sano e saporito.
Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini sia dell’azienda che di altri produttori del territorio tra cui il Vermentino, il Pigato, il Granaccia e il Rossese di Ventimiglia.
Proseguiamo con delle pietanze tradizionali come il coniglio alla ligure con olive taggiasche e pinoli, la cima genovese, degli arrosti preparati con la carne di spacci della zona, e soprattutto gustiamo il piatto per eccellenza dell’agriturismo: le lumache alla verezzina. Si tratta di una specialità antica la cui preparazione presuppone tempi e dedizione non certo fugaci come siamo abituati oggigiorno. “Le lumache alla verezzina si fanno preparando due tipi di triti: il primo con aglio, prezzemolo, cipolla, capperi, acciughe, erbe aromatiche, pinoli e peperoncino. Con questo trito avviene la prima fase di cottura che dura cinque-sei ore. Si prosegue col secondo trito fatto con pane, capperi e nocciole, per altri circa dieci-quindici minuti con l’aggiunta di vino e brodo di carne. Non c’è bisogno di dire che noi il dado non sappiamo neanche cosa sia”, ci svela la signora Ivana.
Infine, non resistiamo certo alla dolce tentazione dei dessert della casa, tra cui il budino agli amaretti e le fantastiche crostate fatte con marmellate di albicocche, uva fragola, pesche e a volte, le bacche di Goji.
Dopo una splendida giornata come questa andare via non è facile: riusciamo a farlo solo portando con noi oltre al ricordo dei riflessi variopinti delle grotte e dei fiori di Borgio Verezzi, anche alcuni barattoli di capperi sottaceto e di salsa di capperi con pinoli e aglio di Vessalico (presidio Slow Food) prodotti dall’azienda, e riproponendoci di tornare qui presto, magari in occasione della Sagra della Lumaca organizzata dalla Società di Mutuo Soccorso La Concordia il 13-14 agosto prossimi. Un po’ di sana lentezza vissuta in questo luogo stupendo ci farà sempre bene.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comuneborgioverezzi.it
www.festivalverezzi.it
www.agriturismocadugregorio.it
Via Ortari, 22 Borgio Verezzi (SV)
Tel.: 019/611952

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