Cento torri e un vicoletto: una giornata ad Alba, tra storia e buona tavola : ITALIA

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Cento torri e un vicoletto: una giornata ad Alba, tra storia e buona tavola

Alba

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Cento torri e un vicoletto: una giornata ad Alba, tra storia e buona tavola

Località: Alba
Regione: Piemonte
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 14 aprile 2018
Data fine viaggio: sabato 14 aprile 2018

Si arriva ad Alba attraversando un meraviglioso paesaggio collinare, immerso tra i vigneti delle Langhe e del Roero, e costellato da piccoli borghi e castelli che sembrano usciti da una fiaba.
Se invece fossimo passati di qui migliaia di anni fa, avremmo potuto ammirare le capanne rotonde dei liguri stazielli che si occupavano di caccia, di agricoltura e creavano oggetti in ceramica.
L’avanzare della storia ci porta tra le suggestive atmosfere medievali del centro storico di Alba, famoso per le sue cento torri, costruite tra il XIV e il XV secolo e utilizzate, durante le lotte tra guelfi e ghibellini, anche come carceri. Le mura poligonali intorno alla città vennero edificate in epoca romana, per essere poi rinforzate nel Medioevo. Si trattava di una costruzione imponente, alta oltre due metri e munita di contrafforti e torrioni. Per accedere alla città si passava da una delle storiche porte disposte secondo i quattro punti cardinali, munite anch’esse da una o due torri.
Girando col naso all’insù in cerca di torri, si possono ammirare anche tanti altri monumenti, tra cui delle stupende chiese e in particolare l’imponente Duomo, dotato di un’altissima torre campanaria.
Nel corso della storia Alba divenne presto il fulcro di fiorenti attività culturali e artistiche. Nel Settecento era di grande prestigio l’Accademia filarmonico-letteraria, creata dal canonico Odella. A proposito di letteratura, è nato qui lo scrittore e partigiano Beppe Fenoglio, che ha raccontato la storia della prima repubblica partigiana costituitasi ad Alba nel 1944.
Il fascino della storica città che affonda le radici nell’epoca romana si estende oltre le mura, anche alla viticoltura la quale, oltre ai mitici tartufi, rende Alba un paradiso del turismo enogastronomico, ed era un’attività fiorente ed evoluta già ai tempi di Alba Pompeia. È nei primi decenni del Novecento che la città iniziava a diventare la meta di molti turisti in cerca di sapori autentici e attratti qui dal “Mozart dei funghi”, come aveva definito il tartufo Gioacchino Rossini. Sin dal 1929 nel mese di ottobre si svolgono la Fiera del Tartufo Bianco e il Baccanale del Tartufo, una coloratissima e golosa rievocazione storica. Ma non è tutto: per chi arriva ad Alba la prima domenica di ottobre, può assistere alla Giostra delle Cento Torri e al divertentissimo Palio degli Asini, nato come dispetto scehrzoso nei confronti della rivale Asti, famosa per il suo Palio.
La voglia di immergerci nelle atmosfere dei tempi passati ci porta in piazza Pertinace dove possaimo ammirare i resti di un tempio di notevoli dimensioni circondato da un porticato, risalente all’età augustea (29 a.C. – 14 a.C.), il quale costituiva l’area sacra dell’antica Alba Pompeia. La piazza è dominata dalla possente casa-torre Palazzo Marro, un’austera dimora signorile fortificata, edificata nel Medioevo sui resti delle murature del podio del tempio.
Restiamo in questa zona anche al sopraggiungere del languorino, grazie al quale scopriamo un grazioso locale immerso tra le viuzze limitrofi alla piazza del tempio: l’Osteria del Vicoletto, situata in via Bertero. Ci accomodiamo nella caratteristica sala arredata con uno stile che unisce eleganza, tradizione e modernità, evidenziando il legame con la cultura vitvinicola del territorio. Ad accoglierci con grande gentilezza è il titolare e chef Daniele Sandri, affiancato da suo figlio Matteo in sala. A completare la squadra sono Giorgia e Alessandro, che aiutano rispettivamente in cucina e in sala.
“Storicamente questa è stata una delle vecchie locande di Alba, e prima della nostra gestione, iniziata due anni fa, era stata una bottega con ristorante-gastronomia, e prima ancora un ristorante stellato. La nostra intenzione invece è stata quella di creare un’osteria moderna. Il menù cambia spesso seguendo la stagionalità delle materie prime. Proponiamo i piatti della tradizione presentandoli però in modo moderno, dando una certa importanza anche all’impatto visivo”, ci racconta il signor Sandri. La cucina è caratterizzata da una grande attenzione alla freschezza dei prodotti, provenienti quasi esclusivamente dal territorio, in piena sintonia con la filosofia Slow Food e seguendo i criteri del chilometro zero. L’impronta è sempre quella dell’osteria, si utilizzano pochi ingredienti che si devono sentire tutti. Oltre alle specialità tradizionali piemontesi, in menù ci sono sempre a rotazione anche diversi piatti di pesce, selezionati anch’essi secondo la disponibilità del prodotto fresco e stagionale.
Inziamo con degli squisiti antipasti tipici come la carne cruda all’albese battuta al coltello e il vitello cotto rosa con salsa tonnata. Assaggiamo anche gli asparagi del territorio con uovo morbido e fonduta, mentre i nostri amici marinari gustano i calamari spadellati con farro e verdure e il baccalà al vapore con crema di broccoli e nocciole. Proseguiamo con i primi, preparati con la pasta fresca fatta in casa, in particolare il fiore all’occhiello dell’osteria, i tajarin 40 tuorli preparati come faceva la nonna, lasciandoli asciugare sul tavolone, tagliati al coltello e conservati nella cesta senza neanche farli asciugare del tutto. Conditi col ragù di salsiccia sono una vera goduria. Non rinunciamo nemmeno ai tradizionali agnolotti del plin al sugo d’arrosto e agli gnocchi di patate della Bisalta al Castelmagno. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini del Roero, scelti tra le oltre 560 etichette disponibili che in inverno aumentano ancora di più. La selezione premia anche le cantine giovani, le cui etichette vengono proposte accanto a quelle più rinomate.
Tra le pietanze scegliamo il brasato di fassone al Barolo e la tagliata di fassone ai ferri, ma piace molto anche il coniglio all’Arneis. Gli animi marini del gruppo optano invece per un piatto di polpo e calamari arrostiti con verdure, oltre che per il tradizionale baccalà mantecato alla ligure.
Infine, ci lasciamo tentare dagli sfiziosi dolci fatti in casa tra cui una panna cotta particolarmente morbida con pere al Moscato e una mousse al cioccolato bianco Domori, frutto della passione e crumble al cacao.
Le immagini e i sapori di questo meraviglioso territorio sono ora impressi nella nostra memoria e ci faranno senz’altro tornare qui presto, anche in occasione dei prossimi eventi enogastronomici in città: la Fiera del Tartufo in autunno e Vinum, che nel 2018 avrà luogo dal 21 aprile al 1 maggio.


Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Alba.cn.it
www.osteriadelvicoletto.com
Osteria del Vicoletto
Via Bertero, 6 Alba (CN)
0173/363196

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