Due passi a Ripatransone.. : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Due passi a Ripatransone..

Ripatransone
foto inserita il
16 Apr 2007 16:09
Ripatransone
Pagine 1
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Due passi a Ripatransone..

Regione: Marche
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: sabato 31 marzo 2007
Data fine viaggio: sabato 31 marzo 2007

Ripatransone ridente località collinare picena (494 m) dista 12 km dal Mare Adriatico.

Ricco è il suo patrimonio storico artistico, immerso tra gli ameni colli verdeggianti.

La manifestazione più importante è il "Cavallo di fuoco" (prima domenica dopo Pasqua). I

Una curiosità: Ripatransone detiene il primato del vicolo più stretto d'Italia.


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sabato 31 marzo 2007 .

dall'indirizzo
http://www.comune.ripatransone.ap.it/

Giunti al centro storico, all'imbocco di Via Leopardi si incontra a destra il Monumento alla Madonna, in marmo di Carrara, a ricordo dell'anno mariano 1954, mentre a sinistra si trova il Torrione con la Porta di Monte Antico (sec. XV-XVI), accesso storico alla città.

Proseguendo per via Leopardi si arriva a Largo G. Speranza, dove si può ammirare un ampio panorama di tutta la vallata e dei monti circostanti.

Le chiese e i palazzi pubblici e privati di maggiore valore sono ubicati in gran parte lungo corso Vittorio Emanuele II che attraversa tutto il centro in direzione Sud-Nord.
Al suo imbocco, a destra, si trova il Palazzo dei Marchesi Bruti Liberati (sec. XVII) e, subito dopo a sinistra, la Chiesa di Santa Maria della Valle, ristrutturata agli inizi del sec. XX quando fu rifatta anche la facciata e rinnovato l'interno.

Dopo la Chiesa segue la piazza Guglielmo Marconi con case del sec. XVI, in una delle quali nacque Adolfo Cellini (letterato, teologo, esegeta) e Casa Mancini, con stemma sul portale bugnato.

In fondo, a destra, inizia via Attone Bonaparte con a sinistra l'ex chiesetta dei SS. Filippo e Giacomo (sec. XV), trasformata nel 1988 in studio d'arte e tecnico.

Volgendo a destra si arriva poi sul Colle-Belvedere S. Nicolò (m. 508), limitato in parte dalla Cinta Muraria (sec. XV e XVI) a cui appartiene il Torrione con merli ghibellini. Sul punto più alto sorge la Chiesa di S. Nicolò, una delle più antiche della città, con abside del sec. IX, portale del sec. XV, ristrutturata internamente nel sec. XVI.

Riprendendo corso Vittorio Emanuele II, troviamo sulla destra: Casa Tozzi Condivi (sec. XVIII); Palazzo Cellini, in stile neogotico (metà sec.XIX) con portone di B. Vecchiarelli; Casa Fedeli (fine sec. XVII).

Raggiunta Piazza Matteotti, sulla sinistra c'è Palazzo Massi Mauri (sec. XVIII), a forma di carena di nave con balcone munito di un'elaborata ringhiera in ferro battuto, opera di F. Tartufoli. A destra si trovano Casa Teodori, con portico ogivale a due campate e terrecotte del '400, una casa del sec. XV con portico su colonne in laterizi e trabeazione in legno in stile veneziano e una casa con portico ogivale su bassi pilastri e colonne romaniche con sopraelevazione rinascimentale.

Entrati in Piazza Ascanio Condivi, a sinistra si staglia la facciata della Cattedrale Basilica, costituita da tre chiese, ed intitolata ai Santi Gregorio e Margherita.

La Cattedrale costruita su disegno del modenese G. Guerra, tra il 1597 e il 1623, oggi si presenta con il tiburio ottagonale del 1786, la facciata risalente al 1842 e il campanile, innalzato tra 1884 e 1902, su progetto dell'architetto pontificio F. Vespignani, caratterizzato sulla sua vetta dalla statua in rame del Redentore realizzata nel 1901 dalla fonderia Luigi Del Bo di Milano.
L'interno, a tre navate e a croce latina, è caratterizzata dalle decorazioni pittoriche dei fratelli Michelangelo e Marcantonio Bedini risalenti alla fine degli anni 50.
Nella visita si possono ammirare: il seicentesco pulpito ligneo, opera di D. Bonfini da Patrignone, in cui il motivo dominante è costituito dagli elementi dello stemma di Ripatransone, alternato a pannelli raffiguranti i 5 misteri gloriosi.
Anche la decorazione del tiburio risulta molto ricca, agli angoli sono dipinti i 4 evangelisti mentre nella parte superiore, su sfondo dorato, sono rappresentate le 4 virtù cardinali.
Il presbiterio, presenta un altare in marmo del Poscetti di Roma, mentre sulla parete di destra un dipinto rappresentante S. Gregorio Magno (sec. XVII) e, a sinistra, la Natività (sec. XVIII). La sedia vescovile è anch'essa opera del Bonfini.
Nell'abside si possono ammirare un coro ligneo realizzato da Agostilio Evangelisti (1620), l'imponente statua di S. Gregorio Magno e il complesso pittorico del Bedini.
L'organo liturgico è opera del celebre organaro veneto Gaetano Callido (1783); fu costruito in origine per la Chiesa della Maddalena dei Frati Minori Osservanti da dove fu poi traslocato insieme alla cantoria nel 1812.

Tra le numerose opere custodite nella cattedrale sono da annoverare anche: il Crocefisso ligneo policromo donato, secondo la tradizione, da papa Pio V nel 1571, opera probabilmente di Giovan Battista Casignola di Como, l'Altare in legno, opera di M. Angelo Ripano (sec. XVII), la Pala d'altare, opera di Orazio Gentileschi (sec. XVI-XVII), tre tele, tra cui quella raffigurante la Madonna col Bambino, S. Pietro, S. Rocco, S. Antonio da Padova e S. Giovanni Battista, opera di Simone de Magistris di Caldarola (1579), la Tela d'altare rappresentante Carlo Borromeo attribuita al Turchi detto l'Orbetto (1623) e la Pala d'altare opera di S. Ciannavei di Ascoli Piceno( XVIII-XIX).

Dalla Cattedrale si accede al Santuario diocesano della Madonna detta di S. Giovanni, patrona della città dal 1893.
La porta d'ingresso fu realizzata in rame da C. Capponi nel 1950.
Il Santuario fu innalzato negli anni 1846-58 su progetto del fermano G. Carducci, e conserva all'interno 4 statue di Luigi Fontana, 5 lampadari di Murano e un coro ligneo a due ordini di S. Morelli di Montegiorgio.

L'edicola che custodisce il miracoloso Simulacro, opera di S. Sebastiani, del 1620, fu progettata dall'architetto Francesco Vespignani nel 1881.
Usciti dal Santuario a destra, in via Ghislieri, si trova la Cripta della Cattedrale, con la Tomba dei vescovi, edificata a partire dal 1597, nel luogo in cui, come testimonia l'iscrizione sull'architrave, la Confraternita della Misericordia e Morte aveva costruito l'Oratorio. All'interno la tomba dei quattro vescovi di Ripatransone, sulla cui stele una Crocefissione policroma del ceramista ascolano Giuseppe Marinucci.
All'imbocco di via Angela di Zingaro si può ammirare l'antica Casa Gallo, con portale in pietra concia, sul cui architrave si legge un'iscrizione del 1503.

Riprendendo Corso Vittorio Emanuele, a sinistra c'è una colonna corinzia del 1658 e, a destra, Casa Bruni (sec. XV-XVI), dimora di Ascanio Condivi, primo biografo di Michelangelo, con elegante loggetta e finestre a croce guelfa.
Di fronte sorge la Chiesa di S. Agostino (sec. XV-XVIII), oggi sconsacrata e trasformata prima in Sala per Conferenze e poi in Sala Cinematografica. Il Campanile presenta elementi gotici.
Dal 1992 il convento annesso è sede dell'Archivio Storico con documenti a partire dal 1572.

Proseguendo si incontrano Palazzo Lupidi-Boccabianca (sec. XVII-XVIII) e Palazzo Tassoni-Gera, restaurato nel sec. XIX, casa natale dello scultore Uno Gera.
Giunti in Piazza XX Settembre, con balaustra in travertino, ci si trova davanti il Palazzo Municipale (sec. XIII), che non conserva quasi niente della sua struttura originaria.

Sulla facciata, con doppia scalinata, si notano un portale a bugne sormontato dallo stemma comunale contraddistinto da un leone su cinque colli, due archi chiusi della Loggia degli anziani, e una meridiana a muro.
Al pian terreno ospita il Museo Archeologico e la Biblioteca Comunale.

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Ripatransone

palazzo Municipale

Cattedrale

Palazzo Sec XV-XVI Dimora di Ascanio Condivi discepolo di Michelangelo Buonarroti

Torrione

Cupola
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