Dai miracoli all'Olimpo della pizza: Una giornata a Crema : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
Dai miracoli all'Olimpo della pizza: Una giornata a Crema

Crema

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Dai miracoli all'Olimpo della pizza: Una giornata a Crema

Località: Crema
Regione: Lombardia
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: venerdì 3 dicembre 2010
Data fine viaggio: venerdì 3 dicembre 2010

Se la nostra gita fosse avvenuta duemila anni fa, anziché passare dalla Strada Statale Paullese, che collega Milano con Crema, avremmo fatto come gli indiani d’America: saremmo arrivati qui a bordo di slanciate canoe, o meglio delle piroghe, ricavate dal tronco di un albero. Pagaiando per i numerosi corsi d’acqua che all’epoca caratterizzavano questo territorio, avremmo raggiunto la nostra meta senza inquinare, ammirando quel paesaggio di cui oggi ci parlano i libri di storia: per gran parte sommerso dalle acque degli attuali fiumi Serio, Adda e Oglio, ma anche da canali, rogge e fontanili che ritirandosi, cedettero il posto alle terre emerse come l’Insula Fulcheria, un’isola circondata dal Lago Gerundo. Oggi non c’è più nè l’isola, nè il lago, ma incredibilmente sono rimaste le piroghe.
Le abbiamo anche viste durante questa nostra giornata cremasca, presso il Museo Civico di Crema, nella cui sezione dedicata all’Archeologia fluviale sono esposte tredici piroghe del III secolo d.C., realizzate in legno di quercia, rinvenute nel letto dei fiumi Adda, Oglio e Po in condizioni quasi perfette.
Ma questo miracolo della natura non è certo l’unico miracolo che la scoperta di Crema ci ha riservato: la storia spirituale della città è ricca di eventi straordinari. Addirittura, nel 1490 il filo religioso s’intrecciò con quello tragico di un giallo. Le cronache dell’epoca narrano come un pregiudicato bergamasco avesse ucciso la giovane moglie Caterina degli Uberti, esponente di una famiglia benestante di Crema. La donna, gravemente ferita, pregò la Madonna affinché le venissero impartiti i Sacramenti prima di spirare, e così avvenne: le apparve una donna vestita poveramente che le disse “Sono colei che hai chiamato”. Le emorragie cessarono per il tempo necessario per portare la moribonda alla parrocchia per i Santi Sacramenti. Sul luogo del delitto fu posta una croce di legno, e a seguito di ulteriori miracoli, tra cui la guarigione di un bambino, dal 1490 al 1500 fu costruito il Santuario di Santa Maria della Croce.
Durante la nostra passeggiata per le vie intrise di storia della città abbiamo ammirato anche molte altre chiese, tra cui quella più antica di Crema, ovvero il Duomo trecentesco.
Ma in giro per Crema, abbiamo anche trovato un pezzo d’America, rappresentata dai mitici Elvis Presley e Marilyn Monroe. E per “incontrarli”, ci è bastato raggiungere il Ristorante Pizzeria “Il Pappagallo”, in via Cappuccini. Avevamo sentito parlare di questo locale per via dei numerosi premi che il suo titolare, Ignazio Di Marzo, ha conseguito nelle più importanti competizioni mondiali di pizza.
Così per cena abbiamo l’onore di gustare le pizze fatte da un campione mondiale, nonché campione Olimpionico, il signor Iganzio, oltre alle numerose specialità proposte dal ristorante. Spaziando con lo sguardo, vediamo sulle pareti del locale i suoi diplomi e premi vinti in occasione di gare a cui partecipano i migliori pizzaioli del mondo. “In questa foto sono accanto alla Miss Italia, visto che il Campionato Mondiale della Pizza si svolge ogni anno a Salsomaggiore Terme, e lei è la madrina della manifestazione”, ci spiega il signor Ignazio. “Ho anche realizzato il cavallo della sede Rai in pasta di pizza, oltre a molte altre creazioni pluripremiate”, prosegue il racconto. E cosa c’entrano Elvis e Marilyn? Semplice, sono i miti del signor Ignazio, per questo le foto dei due personaggi si alternano sulle pareti con i premi dei campionati di pizza. “Il mio primo locale si chiamava Elvis”, ci racconta.
Non ci resta che abbandonarci ai piaceri della buona tavola. Le pizze sono di così tanti tipi e colori che viene davvero naturale pensare ai pappagalli delle foreste tropicali. Nel menù contiamo 69 tipi di pizza, più una, chiamata “Ignazio Fantasia”, condita a discrezione del pizzaiolo. Decidiamo di provare alcune tra le più fantasiose: la “Jungla”, con mozzarella, salsa di noci, speck, taleggio, rucola e grana, il “Kaimano”, con pomodoro, mozzarella, patatine e calamari fritti, l’Autunnale, con pomodoro, mozzarella, castagne, funghi chiodini, speck e miele, il “Blu profondo”, con pomodoro, mozzarella, gamberoni e rucola, il “Cacatua”, con pomodoro, mozzarella, speck, gorgonzola e pere, e l’immancabile “Pappagallo”, con mozzarella di bufala, pomodorini di Pachino, porcini, crudo e rucola con olio tartufato. Il resto del nostro gruppo non resiste invece alle proposte culinarie del ristorante, come gli spaghetti allo scoglio e le ottime tagliatelle Pappagallo, mentre per secondo prendiamo la tagliata di manzo. Chiudiamo in dolcezza tra atmosfere natalizie grazie allo squisito panettone della casa.
Per dirla con Marilyn, “a qualcuno piace caldo”, e siamo certi che anche lei avrebbe apprezzato i piatti del Pappagallo, e quanto a Elvis, se fosse mai venuto a Crema, avrebbe sicuramente trovato questa città “rock”, nel senso di bella, irresistibile e piena di stimoli.

Francesca Bertha

INFORMAZIONI:

www.comune.Crema.cr.it
Ristorante Pizzeria Il Pappagallo
Via dei Cappuccini, 32 Crema
0373/30299

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Ristorante Pizzeria il Pappagallo








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