In giro nella storia, accompagnati dal Porcospino: Una giornata a Spino d'Adda : ITALIA

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Diario di viaggio ITALIA ITALIA
In giro nella storia, accompagnati dal Porcospino: Una giornata a Spino d'Adda

Spino d'Adda

Chiesa Parrocchiale
foto inserita il
05 Mar 2011 18:35
Chiesa Parrocchiale
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In giro nella storia, accompagnati dal Porcospino: Una giornata a Spino d'Adda

Località: Spino d'Adda
Regione: Lombardia
Stato: ITALIA (IT)
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Data inizio viaggio: venerdì 18 febbraio 2011
Data fine viaggio: venerdì 18 febbraio 2011

Un grazioso comune immerso nel Parco dell’Adda Sud, nel cremonese, dove tra bellezze naturalistiche e artistiche c’è tutto quello che può rendere piacevolissima una giornata fuori porta. Il nome del comune può sembrare un po’ pungente, e in effetti, viene dal latino “spinus”, che indica un albero spinoso, il prugnolo. Però se è vero che non c’è rosa senza spine, è altrettanto vero che questa pianta ha proprietà curative e viene utilizzata in omeopatia.
La nostra passeggiata inizia con un giretto nella natura incontaminata lungo le rive del fiume. Il Parco Adda Sud offre una serie di itinerari, percorribili sia in bicicletta che a piedi. Durante la bella stagione questo paesaggio si trasforma in un piccolo Paradiso: nell’afa la frescura delle acque dell’Adda, o meglio, del vicino canale Vacchelli, un tratto sicuro e balneabile del fiume, offrono refrigerio meglio del mare.
Questa bella zona fu abitata sin dall’antichità, come dimostra anche il rinvenimento, nel 1915, di ben cinque tombe gallo-romane. Raggiungendo il centro storico col suono delle campane, ci sentiamo un po’ cittadini di Spino dell’era feudale, quando era proprio il suono delle campane a convocare l’assemblea degli abitanti ai quali spettava stabilire “quanto opportuno” per il bene comune. Decidiamo che per il bene nostro è assolutamente opportuno visitare i monumenti più belli di Spino d’Adda, a cominciare dalla Chiesa Parrocchiale che conserva al suo interno una serie di pregevoli opere d’arte. Le tranquille strade di Spino d’Adda portano a diverse altre testimonianze della storia religiosa della città. Nel territorio comunale si trova infatti anche un Santuario, dedicato alla Madonna del Bosco. La leggenda vuole che sul luogo nel Trecento esistesse un’edicola votiva campestre. In quegli anni un povero malcapitato, certo Alessandro Ciseri, fu ingiustamente catturato e incatenato dai gendarmi. Mentre lo stavano trasportando verso le carceri di Lodi, passarono vicino all’immagine sacra e in quel momento le catene del Ciseri si spezzarono e l’uomo riuscì a fuggire. Nella campagna che circonda Spino d’Adda si trovano anche la Chiesa di Sant’Antonio e la Piccola Cappella sul luogo della Battaglia, che conserva un affresco dei primi Cinquecento.
La nostra giornata a Spino d’Adda ci riserva una conclusione molto piacevole, in “compagnia” del Porcospino. Si tratta di un originalissimo ristorante, conosciuto da tutti come il “Regno del mangiare e del bere”. “Nel 1900 in questo edificio operava la prima ricevitoria del latte della zona. Nel muro della sala si distinguono molto bene le volte del magazzino, che sono state successivamente chiuse. Un tempo questo era l’unico edificio della via, intorno si vedevano solo boschi e il fosso”, ci racconta il titolare, il Signor Francesco, che porta avanti questo locale dal 1997 insieme a sua moglie Antonella, sua mamma e le due figlie. Ci accomodiamo ai tavoli, apparecchiati con uno stile informale che richiama le origini del ristorante, nato come enoteca, e tuttora specializzato in vini provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo. Le pareti sono state affrescate da un originalissimo artista, Ennio Chiri, che ha realizzato anche diversi quadri che sono appesi nel locale.
Iniziamo la cena con uno dei fiori all’occhiello del locale, lo gnocco fritto. Assaggiamo anche le ottime schiaccine, una specialità originaria dell’Isola d’Elba. Alcuni di noi gustano anche un tortino di polipo e la sfogliatina con funghi, porcini e crema di taleggio. Continuiamo con un piatto tipico della zona, i tortelli cremaschi dolci. Non resistiamo nemmeno ai ravioli di stracotto, mentre il resto del gruppo sceglie gli spaghetti allo scoglio e il timballo di riso giallo con funghi porcini e taleggio. Come secondo, ci lasciamo scherzosamente conquistare dal nome “porco-spino”, scegliendo lo stinco di maiale con patate al forno, il filetto di maialino alla senape dolce, mentre i nostri amici optano per lo stracotto con polenta, l’ottima carne alla griglia e le costolette d’agnello con patate al forno. La nostra cena culmina nei piaceri della dolcezza con la fantastica torta al cioccolato, vero orgoglio del ristorante, oltre allo zuccotto agli amaretti e il Monte Bianco. “Domani dirò a tutti i miei amici quanto abbiamo mangiato bene stasera!”, esclama a un certo punto Giuseppe, il figlioletto di una nostra amica. “Bene, se vengono qui, faremo a tutti loro, e anche ai genitori, il dieci per cento di sconto”, risponde il Signor Francesco. Oltre a mangiare, abbiamo anche bevuto bene, anche per merito delle birre belghe in bottiglia, molto leggere, nonostante un buon grado alcolico. Le signore hanno invece apprezzato le tisane naturali e biologiche, agli agrumi.
Tornando qui la prossima volta, magari per un weekend di bici lungo l’Adda, non perderemo nemmeno i cocktail serali del Porcospino: sarà un’ulteriore sfiziosità da aggiungere al colorato mondo che abbiamo scoperto a Spino d’Adda.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.spinodadda.cr.it
www.ilporcospino.it
Ristorante Il Porcospino
Via Roma 50/A Spino d’Adda (CR)
0373/980571

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Chiesa Parrocchiale

Il centro storico

Il centro storico

Facciata della Chiesa Parrocchiale

Una sontuosa villa

Ristorante Il Porcospino

Nelle sale del Ristorante Porcospino

Nelle sale del Ristorante Porcospino

Un'opera di Ennio Chiri

Ristorante Porcospino, affreschi di Ennio Chiri

Il buon bere presso il Ristorante Porcospino

Nelle sale del Ristorante Porcospino

Un canale che attraversa il centro

Decorazioni sulle pareti del Ristorante Porcospino
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