Fuerteventura, isola meravigliosa : SPAGNA

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Diario di viaggio SPAGNA SPAGNA
Fuerteventura, isola meravigliosa

Fuerteventura

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Fuerteventura, isola meravigliosa

Località: Fuerteventura
Regione: Canarie
Stato: SPAGNA (ES)
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Data inizio viaggio: sabato 13 agosto 2005
Data fine viaggio: sabato 27 agosto 2005

Per le meritate vacanze 2005 abbiamo scelto di tornare alle Canarie. E? la prima volta che prendiamo questa decisione, volutamente abbiamo cambiato destinazione per conoscere sempre posti nuovi. Quest?anno però le mete da noi individuate si sono rivelate di ?difficile attuazione??vuoi il terrorismo, vuoi eventi climatici catastrofici abbiamo optato per una sana e rigenerante vacanza alle Canarie. Non si tratta di un duplicato della vacanza fatta lo scorso anno a Fuerteventura ma di un?implementazione: l?anno passato avevamo fatto una settimana con un tour operator (Teorema) a Fuerteventura. Viste le vicissitudini avute, abbiamo deciso di fare tutto da soli, senza appoggio di Tour Operator (ma alla fine a che servono?) e di raddoppiare il tempo di soggiorno e del numero delle isole. La scelta è ricaduta su Fuerteventura e Tenerife: la prima per una sana vacanza di mare, belle spiaggia e poca confusione. La seconda per provare a visitare una delle isola più densamente popolate delle Canarie, meta principale di inglesi e tedeschi, piena di divertimenti e morfologicamente opposta a Fuerteventura. Una settimana per ogni isola ci è sembrato un tempo sufficiente (anche perché non avevamo moltissimi soldi da spendere) e quindi abbiamo iniziato a navigare su internet per la costruzione del nostro viaggio: voli, alberghi e auto a noleggio. Abbiamo fatto tutto con Lastminute.it e abbiamo speso per due settimane con volo di linea, albergo con mezza pensione a Fuerteventura e residence a Tenerife e due settimane di nolo auto?beh non ci credere ma quanto una settimana lo scorso anno con Teorema. Ah, dimenticavo quasi: nel 2004 siamo andati dopo Ferragosto per ?risparmiare? quest?anno siamo partiti il 13!!! Quindi amici viaggiatori un consiglio: prima di prenotare con i Tour Operator provate a fare un giro su internet?io lo faccio da diversi anni e solo in poche occasioni mi sono rivolto ad agenzie di viaggio tradizionali. L?unico consiglio che mi permetto di darvi è quello di muoversi per tempo perché i prezzi con i Last Minute con scendono solo all?ultimo ma sono competitivi anche a distanze medie. Noi abbiamo prenotato tutto il 9 luglio per partire il 13 agosto.

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sabato 13 agosto 2005 . La partenza non è delle migliori...

Chi di voi che è stato alle Canarie sa benissimo che non ci sono voli diretti tra Roma e le isole (eccezion fatta per i voli messi a disposizione dai Tour Operator?) e quindi il nostro volo Iberna faceva scalo a Madrid e a Tenerife prima di portarci a Puerto del Rosario, meta finale del nostro viaggio. Due scali sono lunghi, sconsigliabili quando sia hanno figli piccoli?ma alla fine se si vuole risparmiare non si bada a queste cose. La cosa a cui si fa caso è quando ti perdono i bagagli!!! Innanzitutto la compagnia spagnola Iberna è una vera delusione: i pasti e le bevande a bordo sono tutte a pagamento e non avete idea di quanto care!! Beh amici per un volo che è costato circa 650 € uno si aspetta almeno un bicchiere d?acqua e invece?1.5 €!!! Roba da non credere, si pensano di essere la Ryanair! Comunque il volo prosegue bene fino a Tenerife quando il nostro Jumbo arriva con un 40 minuti buoni di ritardo e rischia di farci perdere la coincidenza con il nostro volo per Fuerteventura. Corriamo nell?aeroporto come matti, arriviamo al gate e riusciamo ad essere imbarcato per questione di minuti!!
I voli interni sono effettuati con una compagnia locale che si chiama Binter Canarias (esiste anche un?altra compagnia Islas Airways ma non vende biglietti in Italia). Utilizza (come l?altra) degli ATR 42 da un?ottantina di posti?senza numerazione a bordo!Si arriva al velivolo attraversando a piedi il piazzale dell?aeroporto e devo dire che vedendolo?si resta un pochino perplessi?le sue turboeliche non danno proprio un senso di grande fiducia!Ma poi non ci si pensa più e a bordo si scopre che viene servita acqua e caramelle gratisssss!!! Incredibile, sull?Iberia no e su Binter si!!! Viva i canarioti!Il volo arriva puntualissimo alle 20.30 all?aeroporto di destino (per dirla alla spagnola!) e andiamo al nastro ritiro bagagli (imbarcati a Roma) e purtroppo scopriamo che?non ci sono!!! Non sapete che tristezza quando il nastro si ferma e voi siete da soli a guardare questa striscia nera che non ha portato le vostre mutande, spazzolino da denti, ecc. ecc. Andiamo all?ufficio bagagli smarriti e scopriamo che ci sono accatastate decine e decine di valigie provenienti da ogni dove e diverse persone in file per chiedere che fine avesse fatto la loro preziosa valigia. Tramite il biglietto che vi danno al momento del ritiro del bagaglio la signora (veramente molto gentile devo dire) ci dice che le nostre valigie sonno rimaste all?aeroporto di Tenerife e che la Binter ha già provveduto a far loro il check in ed imbarcarle sul primo volo della mattina che arriverà a Fuerteventura alle 10.37 del giorno dopo! Ci chiede se vogliamo farcele recapitare direttamente in albergo ma conoscendo la flemma degli spagnoli delle Canarie le dico che preferisco tornare all?aeroporto il giorno dopo per ritirarle di persona. Molto scossi da quest?impatto non felice con la nostra vacanza vado allo sportello dell?AVIS con la mia bella prenotazione. E almeno qui?niente sorprese!Ci danno una bella Renault Modus nuovissima (1.500 km) con tutti i comfort (A/C, computer di bordo, radio con CD, ecc) Vedendo la macchina la mia ragazza mi rimbrotta ?chissà quanto avrai speso?non bastava una macchina normale?? Quando le faccio vedere la ricevuta di pagamento resta a bocca aperta: 158 € per 7 giorni, incluse tutte le assicurazioni (anche la kasko). Conosciamo bene l?isola, l?anno prima l?abbiamo girata tutta diverse volte e quindi puntiamo la Modus verso nord direzione Corralejo. Circa 35 km ci separano dalla destinazione finale e in mezz?ora siamo arrivati. Ci abbiamo messo un?altra mezz?ora per individuare il nostro resort, nascosto in una serie di strade a senso unico. Hotel Arena era la nostra scelta dello scorso anno poi grazie a Teorema siamo stati sbattuti a 100 km di distanza. Quest?anno abbiamo deciso di andarci da soli e presto detto ci troviamo alla reception. Superata la sorpresa della ragazza che non vede le nostre valigie, ci assegna la camera e ci dice che considerando l?ora tarda (erano quasi le 23) ci avrebbe fatto portare qualcosa da mangiare in camera. La nostra abitazione è veramente spaziosa, grande camera divisa in letto e soggiorno, ampio bagno e armadio e un grande terrazzo che si affaccia sulla piscina. Aria condizionata (un po? rumorosa per la verità), minifrigo e tv satellitare completano l?arredamento. Arrivano le cibarie, due piatti di affettati, due banane, due bottiglie d?acqua e?niente pane!!!! Ok non sarà la fine del mondo, siamo stanchi e senza bagaglio?la cena è il minimo?.
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domenica 14 agosto 2005 . Inizia la vacanza!

Ci alziamo di buon ora e andiamo a fare colazione. La nostra prenotazione prevede la mezza pensione come detto da lastminute.it L?unica imprecisione (o dimenticanza) è che da nessuna parte era specificato che le bevande ai pasti sono escluse?secondo me l?avrebbero dovuto dire. Comunque la colazione consiste in un ricchissimo buffet dove si trova di tutto?uova, pancetta, fagioli, pane, latte, marmellate, frutta?mangiamo di tutto, forse esagerando! Il tempo di renderci conto che ci sono due piscine al centro del resort e siamo in macchina verso l?aeroporto.
Parcheggiamo (la prima mezz?ora è gratis) e andiamo al settore arrivi ma scopriamo con grande disgusto e delusione che il nostro volo è in ?. Ritardo!!! Arriverà alle 12 anziché alle 10.37. Ma vaff?senza parole usciamo e andiamo in macchina verso Puerto del Rosario la Capitale di Fuerteventura che si trova a circa 6 km dall?aeroporto. Non l?abbiamo mai visitate e facendo buon viso a cattivo gioco cogliamo l?occasione per dare un?occhiata. Ma che delusione! Sarà che era domenica mattina, sarà che anche la guida Lonely diceva che non era niente di che?fatto sta che non incontriamo anima viva, tutto chiuso, tutto deserto. Facciamo una passeggiata lungo il porto giusto per ingannare l?attesa e poi di nuovo in macchina verso l?aeroporto!Giunti lì leggiamo che il nostro volo?non c?è più!I monitor non danno più traccia del volo che aspettavamo!!! Ma che caz?vado allora verso l?uscita del terminal e chiedo al poliziotti di poter entrare per ritirare il mio bagaglio mostrando la ricevuta (che neanche degna di uno sguardo). Lui mi guarda come se avessi chiesto la cosa più ovvia del mondo e mi fa segno di andare!!! Praticamente eravamo entrati nel terminal passando dall?uscita passeggeri, senza metal detector, senza biglietto, senza mostrare un documento!!Alla faccia del terrorismo internazionale e di Striscia la Notizia!!! Siamo andati subito al ritiro bagagli e a distanza di 55 metri ci sono venute le lacrime agli occhi: le nostre valigie lì, belle ad aspettare i loro padroncini!!! Il tizio addetto ai bagagli ha osservato la scena con molta commozione e dopo averci fatto firmare un paio di fogli ci ha fatto andare via con prezioso bottino!!! Di corsa in albergo, sistemiamo tutto e ci vestiamo da mare (finalmente!) e poi vista l?ora di pranzo andiamo verso Corralejo per mangiare qualche cosa. Anche questa era una delle poche cittadine che non avevamo visto. C?è un un?unica strada centrale che l?attraversa e tantissimi ristoranti, fast food, sale gioco e negozi ovviamente. Andiamo verso la zona portuale che è anche quella più caratteristica. L?area è interdetta alle auto e quindi vi potete fare delle belle passeggiate a piedi, infastiditi dai vari cameriere dei locali che vi chiedono di mangiare da loro e non dal vicino?devo dire che sono piuttosto folkloristici e dopo un po? non ci si fa neanche più caso. Mangiamo in un posto dove fanno carne alla griglia, cerchiamo un pasto veloce perché vogliamo andare subito al mare. L?impatto con i prezzi non ce lo ricordavamo ma ci fa subito piacere. Due bei panini con la carne e patate fritte e due birre medie ci costano 10 €. Andiamo verso le due di Corralejo, una delle attrattive di tutta l?isola. E? una spiaggia formata dalla sabbia del deserto del Sahara che il vento ha portato. Il sahara dista infatti un centinaio di km dall?isola e durante le furiose tempeste di sabbia i bianchissimi grani di sabbia si adagiano su questo tratto di costa. Con gli anni hanno formato le famose ?dune?. Se vi fate una foto rivolti verso l?interno dell?isola potete dire tranquillamente che siete stati nel deserto. La spiaggia è grandissima e lunghissima, non troverete mai folla. Parcheggiate la macchina lungo la FV-1 e poi dovete camminare fino a raggiungere il mare! La vera seccatura è il vento che soffia perpetuo e teso e quindi straiati sulla spiaggia senza un lettino comporta una sepoltura viva quasi assicurata!Non disperate perché se volete potrete noleggiare un lettino per 2€ oppure vi fate delle ricche passeggiate sulla battigia. In alternativa troverete delle strane costruzioni in pietra, come dei piccoli nuraghe sardi?sono state realizzate dai vari villeggianti per ripararsi dal vento. Quindi trovatene una libera stendete l?asciugamano e buon sole! Piccolo consiglio: mettetevi la protezione alta perché il sole picchia forte?un bel bagno rigeneratore e un po? di sole tanto per farci tornare il buon umore!! Ci voleva proprio!! Peccato per i due mega-alberghi RIU che hanno costruito proprio sulle due (poi dicono che in Italia c?è l?abusivismo?) Il vento è ristoratore e soprattutto una manna per gli appassionati di kite-surf che impazzano. Di fronte netta la figura dell?isola di Lobos.
Verso sera torniamo in albergo per la cena. Anche in questo caso ricco il buffet. Non vivremo molto il nostro resort ma scopriremo che c?è un?animazione serale con qualche piccolo spettacolo, che l?animazione è gestita da una ragazza italiana e che la maggior parte degli ospiti sono italiani. L?albergo dista circa 1km dal mare e c?è un servizio di navetta gratuita che vi porta alla spiaggia. Ma dico a tutti coloro che sono stati lì e che hanno bivaccato in piscina che si sono persi veramente tanto!!!
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lunedì 15 agosto 2005 . Bentrovato Cotillo

Il giorno di Ferragosto ci alziamo e andiamo a fare colazione. Ci viene in mente una cosa, non proprio regolare?quella di farci i panini e di portarceli via per il pranzo, trasformando la nostra half board without beverage in full board without beverage!Da questa mattina in poi la nostra colazione si trasforma in un tentativo di imitazione di Arsenio Lupin per fare 4 panini e metterli nella borsa dopo averli scrupolosamente avvolti in tovaglioli di carta. Inoltre, essendo dei buongustai, i panini dovevano essere rigorosamente farciti diversamente uno dall?altro!!! I camerieri fanno finta di non vedere, l?unico ostico era il maitre ma alla fine anche lui, indaffarato con tutti i clienti dell?albergo, non ha potuto niente contro la testardaggine di due simpatici ragazzi.
La destinazione del giorno di ferragosto era la spiaggia di Playa del Castello presso la cittadina di El Cotillo. Da Corralejo non conviene fare la strada a nord perché completamente fangosa e interrotta ad un certo punto. E? necessario puntare verso La Oliva e poi girare per Lajares e poi El Cotillo. Sono circa 20-25 km e non ci si impiega più di mezz?ora. Purtroppo il tempo non è proprio favoloso, ma non ci interessa molto. La spiaggia su cui decidiamo di passare la giornata è a nostro avviso una delle più belle dell?isola: lunghissima, larga circa 70 metri con un mare pieno di onde per fare surf e kite surf. Oltre al cielo coperto c?è anche un vento forte che ci obbliga ad accamparci vicino a delle rocce. Dopo pochi minuti siamo circondati da altri bagnanti che cercano riparto perché il vento alza la sabbia e stare sdraiati sull?asciugamano è praticamente impossibile. Qui provo il mio body board gonfiabile per la prima volta. E? una semplice tavola per fare il body surf ma gonfiabile e con due pratiche maniglie per reggersi!!Vado e esco dall?acqua dopo tre ore!!! Alcuni con il body surf tradizionali si avvicinano e mi chiedono dove l?ho comprato molti tradiscono una certa invidia. Oltre ad essere veloce e pratico è facilmente trasportabile in aereo in quanto ripiegabile in valigia. La giornata piega verso il bello e la sera il tempo migliora decisamente. Verso il tramonto andiamo via per farci una bella doccia e una cena come si deve. Poi la sera andiamo a Corralejo dove si riversano tutti i villeggianti della zona per passeggiare, prendere una birra (è pieno di pub inglesi e irlandesi!) oppure per fare shopping visto che i negozi chiudono verso le 23. Per quanto riguarda la birra vi segnalo la Dorada, birra locale che viene venduta solitamente ad 1,5 € a pinta e servita in un boccale ghiacciato, tenuto proprio nel freezer!!
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martedì 16 agosto 2005 . La conquista dell'American Star

Una delle cose che ci erano rimaste sul gozzo lo scorso anno era quella di non aver potuto vedere l?American Star, una nave mercantile arenata sulle spiaggia occidentali di Fuerteventura durante una tempesta. La nave è famosa perché è rappresentata nella maggior parte delle cartoline di Fuerteventura per la spiaggia che la nave stesa ha formato. Infatti l?American Star si è arena davanti una piccola insenatura e la sua stazza a permesso la creazione di un arenile dove prima non c?era nulla! In albergo chiediamo come raggiungere questo posto e dopo la solita colazione (con panini al seguito) siamo subito in marcia. Rispetto a Corralejo è distante circa 80 km di cui gli ultimi 7-8 di strada bianca ma abbastanza battuta. Dovete passare La Oliva, puntare verso Tefia. Per chi non l?avesse mai visitata consiglio di proseguire per Betancuria altrimenti andate verso Antigua. La strada è più lunga ma con molte meno curve. Arrivati a Tuineje svoltate verso Pajara sulla FV 605 verso sud. Attenzione perché la svolta per la spiaggia non è segnalata. Andate piano e circa un paio di km dopo Pajara troverete una stradina bianca sulla vostra destra. Vi porterà sulla costa dove ci sono diverse calette tra cui quella dove giace la Star. La nave si trova sulla Playa de Garcey. Spiaggia nera, onde belle grandi e questa nave che oramai è ridotta un rottame; il mare le ha strappato anche la poppa e la parte anteriore della chiglia. Non si capisce in base a quale miracolo non si sia ancora adagiata su un fianco.Si trova non lontano dalla spiaggia ed è facilmente raggiungibile a nuoto, cosa che sconsiglio vivamente per la forza del mare e per il pericolo di essere sbattuti contro le lamiere completamente arrugginite.
Questa caletta come le altre prima di arrivare a questa sono oggetto di campeggio libero da parte di abitanti del luogo, che vi hanno portato roulette e tende e hanno creato dei piccoli villaggi. Non c?è sporcizia in giro e devio dire che sono quasi ?disabitati? ma l?impatto visivo è terribile.Non capisco come la autorità locali non sia intervenuti per eliminare questo spettacolo poco edificante!
Fare il bagno davanti alla Star ci metteva un pochino di angoscia e quindi fatte le foto torniamo indietro di un paio di chilometri e ci fermiamo alla Playa de la Solata. Anche qui un piccolo accampamento ma pochissime persone.Per la verità sulla spiaggia siamo solo noi due!!! Ci fermiamo facciamo una ricca surfata e mangiamo. Il sole è bello caldo ma la brezza rende piacevole la permanenza. Anche qui faccio la mia porca figura con il mio body surf e un paio di ragazzini spagnoli mi fanno duecento domande restando delusi dal fatto che non l?avevo acquistato sulla loro isola.Verso le 6 decidiamo di metterci in marcia verso la strada del ritorno. Ci vuole circa un?ora per tornare indietro, ma avevamo programmato di fermarci lungo la strada a Tuineje perché avevamo bisogno di una farmacia per acquistare una crema.
Il ritorno in albergo e la cena con serata finale a Corralejo concludono la nostra giornata.
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mercoledì 17 agosto 2005 . Los Lobos: che delusione

La mattina del 17 decidiamo di andare a vedere un?altra attrazione dell?isola che avevamo saltato l?anno prima: l?isola di Los Lobos. Questa volta non ne possiamo fare a meno, l?isola infatti si trova di fronte a Corralejo e non visitarla ci sembra proprio un peccato. Già il nome non ha una spiegazione: Lobos in spagnolo sono i Leoni marini che sull?isola sembra non abbiano mai soggiornato. Erano presenti alcuni anni fa delle foche monache che sono completamente estinte. Quindi niente Lobos e niente foche. Ma andiamo comunque in barba agli animali assenti.
Per andare sull?isola è necessario recarsi al porto di Corralejo. Lì troverete diversi gabbiotti che vendono i biglietti per gite di tutti i gusti?snorkeling, gite in barca a vela?e poi l?escursione sull?isola di Lobos. I traghetti che vanno sull?isola partono dalle 10 quasi uno ogni ora fino alle 15 e poi ritornano a partire dalle 12,30 con l?ultimo alle 18. Il costo è di 10 €. Se ci mettete altri 2 € vi porteranno a fare un giro della durata di 10 minuti per farvi vedere i pesci e i delfini!! Ma non ne vedrete anche se la barca ha un fondo di cristallo e potete vedere il fondo del mare, ma sinceramente credo che l?ultimo che abbia visto i delfini in quel modo sia il Capitano Nemo! Noi non abbiamo dato pesa a questa cosa e siamo andati diretti all?isola. Sull?isola c?è una sola spiaggia, una bettola per mangiare qualche cosa, un tizio (vestito da pirata) che vende bibite sulla spiaggia un'unica strada bianca che permette di fare tutto il giro dell?isola. Noi abbiamo avuto la malsana idea di farlo?.un caldo atroce, un male ai piedi che non vi dico per non vedere nient?altro che sassi, polvere e arbusti. Al lato meridionale dell?isola c?è un faro (non visitabile) mentre sul lato sud c?è un vulcano spento. Per fare il giro noi abbiamo impiegato circa un?ora e mezza ma i masochisti possono aggiungere anche l?ascesa al vulcano per altri 45 minuti!!Sfatti e sfiduciati ci siamo recati nell?unica (ed affilatissima) spiaggia Charco de la Galera per farci un bagno (gelido) e prendere un pochino di sole. Ma alle 13,30 prendiamo il traghetto per tornare indietro a Corralejo perché non solo la folla aumentava ma anche perché la spiaggia era deludente con la presenza di alghe e sassi. Con 20 minuti di traversata torniamo a Corralejo e ci dirigiamo verso El Cotillo per assaporare una spiaggia come si deve. Questa volta però proseguiamo verso sud per raggiungere la spiaggia Playa del Aljibe de la Cueva. Si raggiunge anche dalla Playa del Castillo camminando lungo una stradina dissestata che costeggia il mare (ovviamente a piedi). Questa caletta infatti è coperta da un piccolo promontorio e a seconda dell?ora la marea copra parte di questa stradina rendendo l?accesso assai difficile. La playa della Cueva è un vero spettacolo perché vi troverete ad avere una spiaggia lunga 200 metri praticamente tutta per voi. Proprio per la scarsità dei bagnanti questa spiaggia è particolarmente amata dai nudisti. Non che il nudismo non sia praticato anche nella altre spiaggia?anzi incontrerete gente nuda praticamente ovunque a Fuerteventura. Ma questa spiaggia è quasi zona esclusiva. Nessuno vi obbliga e quindi ognuno si comporta di conseguenza. Ma la Playa de la Cueva merita una visita!
Nel tardo pomeriggio mi trovo anche a soccorrere un ragazzo che con il kite non riusciva a tornare a riva. Insieme ad un signore tedesco l?andiamo a recuperare a nuoto. Il vento è molto forte e avventurarsi con Windsurf e Kite surf se non si è pratici equivale a farsi male davvero.
A Corralejo frequentiamo da qualche sera un pub irlandese sul corso principale Avenida del General Franco. Il gestore è un ragazzo irlandese molto simpatico e la terrazza è fresca e vi permette di sorseggiare birra (o qualsiasi altra cosa) osservando lo struscio serale. Anche la musica non è assordante come in altri posti e la clientela è piuttosto familiare.
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giovedì 18 agosto 2005 . Alle Canarie non piove "quasi" mai...

Come lo scorso anno questa volta la pioggia fa la sua bella comparsa sull?isola arida e desertica di Fuerteventura. Incredibile a dirsi ma la mattina veniamo svegliati alle 7 da tuoni minacciosi seguiti da una violenta pioggia. Dopo la ?consueta? colazione prendiamo la macchina e decidiamo di fare un giro sulla costa nord sul tratto che unisce Corralejo con El Cotillo. Purtroppo la strada diretta da nord è chiusa a causa di lavori. Stanno costruendo l?ennesimo villaggio turistico, una cosa faraonica?quindi ci dirigiamo verso Lajares e poi prendiamo a nord verso il villaggio di Majanicho. Arrivati sulla costa lasciamo la strada asfaltata e ci buttiamo nello sterrato proseguendo verso ovest. La strada diventa subito fangosa a causa della pioggia. Arriviamo a due calette segante sulla guida, La Seba e Punta del Ricon. Ci sono degli audaci servisti che sfidano le onde e le rocce che affiorano sulla costa. I racconti delle persone del posto non sono per nulla tranquillizzanti: dicono che diversi turisti hanno perso la vita cavalcando queste onde troppo a ridosso degli scogli. Restiamo qualche minuto ma la pioggia è insistente e quindi proseguiamo verso il faro de Toston. Ma sorpresa !A metà strada diventa impossibile proseguire?non c?è possibilità se non con un fuoristrada. Oltre alle buche e ai dossi, il fango è troppo spesso e più di una volta rischiamo di rimanere bloccati. Per evitare guai (visto che l?assicurazione non paga per eventuali off road) decidiamo di tornare indietro e andare a El Cotillo con la strada asfaltata. Giunti a destinazione ci dirigiamo verso un fish and chip gestito da una giovane famiglia inglese e ordiniamo una ricca porzione di pesce e patate, visto che ormai è arrivata l?ora di pranzo. Il tempo sembra finalmente volgere al bello e nel locale troviamo un simpatico signore di Barcellona emigrato a El Cotillo che ci dice che di lì a poco sarebbe uscito il solito sole e saremmo potuti andare in spiaggia.
E così è stato! Una volta terminato il pranzetto andiamo verso la spiaggia di El Cotillo alla solita Playa del Aljibe de la Cueva. Trascorriamo il pomeriggio a fare body surf e a prendere il sole dopo tutta la pioggia della mattina.
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venerdì 19 agosto 2005 . Le spiagge di Furteventura

Dedichiamo la mattina del venerdì allo shopping nella cittadina di Corralejo. Andiamo in negozio sul corso principale quasi a ridosso della zona pedonale che si chiama New Territory dove vendono magliette, felpe e gadgets con raffigurata la capra (cabritos) simbolo di Fuerteventura. Fatto qualche acquisto ci dirigiamo verso El Cotillo perché ci è stato detto che oltre alle solite spiaggia da noi frequentate ce n?è una particolare che non abbiamo visto. E? necessario proseguire sulla strada sterrata verso sud una volta giunti a El Cotillo e superare la spiaggia di Playa del Aljibe de la Cueva.Bisogna fare ancora qualche chilometro sulla strada ciottolosa per arrivare ad un?altra spiaggia la Playa de Esquinzo. Lo spettacolo è mozzafiato perché la spiaggia si trova decine di metri sotto il livello della strada, in uno strapiombo impressionante. Finalmente un plauso alle autorità delle Canarie che hanno pensato bene di costruire una scala per scendere giù fino alla spiaggia! Quindi niente scalate, niente free climing per arrivare alla meta agognata. La spiaggia è frequentata da surfisti nella parte di sinistra. Se proseguite verso destra scoprire che dopo un piccolo promontorio c?è una caletta bellissima. Siamo giunti lì e non ci sembrava vero che non ci fosse nessuno. Verso l?ora di pranzo oltre a noi c?erano un paio di ombrelloni e basta, incredibile! Ma ci siamo resi conto subito dopo il motivo: la marea è cominciata a salire e presto siamo rimasti isolati rispetto alla spiaggia principale!! Facendo finta di niente abbiamo fatto tanti bagni e tanto surf. Le onde sono spettacolari anche se l?acqua era sinceramente un pochino fredda. Verso le 5 la marea ha iniziato pian piano a ritirarsi e solo alle 18.30 siamo stati nelle condizioni di tornare alla spiaggia principale. Avevamo passato l?intera giornata su una spiaggia praticamente isolati. Tornare indietro non era pensabile: alle spalle una scogliera alta 80-90 metri e alla sinistra un metro e mezzo d?acqua con le onde che si infrangevano verso gli scogli!.
Con grande dispiacere lasciamo la spiaggia al tramonto e ci dirigiamo verso il nostro resort. Purtroppo la nostra parte di vacanza dedicata a Fuerteventura stava giungendo al termine. Abbiamo passato la sera a fare i bagagli e dopo cena ci siamo diretti verso Corralejo per un?ultima birra Dorada
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sabato 20 agosto 2005 . Destinazione Tenerife

Verso le 11 lasciamo il resort e andiamo verso l?aeroporto. Ci fermiamo per fare benzina (la prima volta da quando siamo arrivata!) e commosso pago 22 € per un pieno di gasolio della Renault Modus! Con il gasolio a 60 centesimi la vita assume un altro aspetto!! Consegniamo la macchina senza che alcun ispettore dell?Avis ci venisse a controllare lo stato della vettura oppure se avevamo fatto il pieno. Tutto sulla fiducia, ma di fatto dovrebbe essere così: l?onestà delle persone dovrebbe prevalere sui contratti e sulle postille!In aeroporto ci crogioliamo per un paio d?ore in giro per negozi e mangiando qualche cosa. Poi alle 14 prendiamo il nostro bitterino (Binter Canarias) per Santa Cruz de Tenerife. (continua nel racconto di Tenerife!)

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