MADRID: LA CIUDAD DE LA MARCHA : SPAGNA

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Diario di viaggio SPAGNA SPAGNA
MADRID: LA CIUDAD DE LA MARCHA

MADRID

Puerta de Alcalà
foto inserita il
21 Oct 2006 15:44
Puerta de Alcalà
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MADRID: LA CIUDAD DE LA MARCHA

Località: MADRID
Regione: MADRID
Stato: SPAGNA (ES)
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Data inizio viaggio: venerdì 13 ottobre 2006
Data fine viaggio: lunedì 16 ottobre 2006

MADRID, capitale di Spagna, ma anche capitale della "marcha", della goia di vivere, della chiacchera libera, della tapa in un bar, della notte interminabile, del ballo sfrenato, del buon vino e del buon `jamòn`...insomma chi dorme a MADRID, non solo non piglia pesci, ma neanche apprezza appieno le qualità umane e vitali di questa pazza città. Maestosa nei suoi monumenti, MADRID sembra sottomessa ad una legge non scritta ma che tutti conosco bene e cercano di ottemperare: uscire, uscire, uscire..mai stare in casa, per nessun motivo. Movimento umano, parola libera. relazione umana che si crea e che si distrugge...un'esempio di come essere e di come poter interpretare la vita in modo diverso.

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venerdì 13 ottobre 2006 .

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Puerta de Alcalà

Plaza Cibeles, Palacio de la comunicaciones

Catedral de la Almudena

Parque del Buen Retiro
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Pensiero di Andrea pubblicato il 29/10/2006 17.05.43

L’enorme terminale 4 dell’aeroporto di Madrid Baraja accoglie il nostro volo Vueling un soleggiato pomeriggio di ottobre.
Arriviamo dalle mediterranee terre della rivale storica, l’eterna rivale della capitale di Spagna, rivale politica, sportiva, sociale… Barcellona.

Impossibile per noi “adottati” non fare confronti, non fare i dovuti raffronti… Non è la prima volta, non sarà l’ultima.
E’ pomeriggio di un giorno qualunque, di un mese qualunque, ma Madrid ci da il benvenuto nell’unico modo che conosce: con la sua gente. Fatta di madrileñi, di immigrati, di stranieri di passaggio, di turisti con poco, di studenti “cicaloni”, di formichine cinesi, e di tanto tanto altro…
Un brulichio senza misura di persone, di voci, di rumore e caos… una frenesia impressionante, un movimento sociale continuo e accattivante. L’imperativo è d’obbligo: socializzare, divertirsi, uscire dalle proprie case e “disfrutar del dìa”.
Bella Madrid, bella questa capitale solare, luccicante nei suoi viali bianchi, nelle fronde verdi degli alberi che nascondo le citazioni illuminanti di Don Chisciotte, aperta e accogliente. Accogliente proprio perché Madrid ha sempre recepito un messaggio straordinario: la città è tale in quanto incontro e accoglienza, condivisione e creazione.

La piccola Villa del Manzanares non era altro che un piccolo borgo in mano ai califfati arabi, e per lunghi secoli non ha fatto altro che stare ai margini delle pagine della storia di Spagna.
Bontà loro, Ferdinando e Isabella, i Re Cattolici, decisero, dopo la liberazione della città nel 1058, di dedicare un po’ del loro tempo nel rendere Madrid importante, nonostante la vicinanza imperiosa della scomoda Toledo. Ma non era abbastanza…

Da lì Madrid ha iniziato il suo percorso “cuesta arriba”, verso l’alto, verso quella statura di capitale europea stabile e creativa. Re Filippo II diede il colpo di grazia a questo decollo: le corti reali si spostarono qui nel 1561 e tutto ebbe inizio. Madrid iniziò ad accogliere allora, allo stesso modo con cui accoglie oggi… Ingrandendosi e diventando a poco a poco quello che oggi è una delle città più vive e divertenti d’Europa.

Vita e divertimento, movimento e parola, socializzazione e condivisione, mix ed incontro: ecco quello che questi tre giorni a Madrid mi hanno trasmesso. Bellissimo esempio di come essere, di come affrontare i problemi, di come cercare una via di essere un po’ felici.
Alloggiando nella trafficata Gran Vìa, presso il carinissimo Hostal Santillàn ( consigliabile), abbiamo subito preso confidenza con la cittâ. Minino comune denominatore: la gente. Ovunque, sempre…

Puerta del Sol, il centro nevralgico, il cuore di Madrid, con l’orso quale simbolo della città, la calle Mayor, le cioccolate e “churros” e la plaza Mayor.
Vecchia “plaza del Arrabal”, la piazza Mayor è sempre stata teatro di tutti i momenti più importanti della città, dai roghi dell’Inquisizione agli spari tra le fazioni franchiste e i rivoltosi durante la Guerra Civile.
E’ notte e le luci della sera rendono l’atmosfera ancora più suggestiva, la plaza de la Villa con il comune e le chiese di San Andrès, una delle più antiche della città, e di san Justo, oltre alla maestosa e moderna cattedrale. Santa Marìa de la Almudena, nuovissima cattedrale sorta sulle ceneri di una moschea araba, oggi è il simbolo di una città laica più che mai, una città che rispetta la monarchia ma non se fa un vanto.
Il giorno successivo ci immergiamo nel lugubre mondo di Velazquez e Goya, nei colori forti e cupi del Greco, insomma visitiamo il monumentale museo del Prado..
Velazquez è per me un’istituzione, mi affascina e la vista del suo famoso “Las meninas” mi fa venire i brividi ancora adesso…fantastico!!!

Madrid è paradiso di tante cose, tra le quali il “jamón”… Benché un po’ cara, la città offre il prosciutto crudo più buono di Spagna, insieme a formaggi di ogni tipo, vini buonissimi e una cucina rustica e tradizionale, composta di carne, verdure e legumi.
“Il paraíso del jamón” in calle Bailén ci accoglie con una sequenza impressionante di piatti di prosciutto crudo, di peperoni ripieni, formaggi e patate al forno… Caro ma buonissimo..il tutto con vino de la Rioja..ovviamente!!
La notte di Madrid sono un via vai di persone, di locali alla moda, di musica, di una birra al bancone, di una “tapa” veloce e tanto ballo! Gente, gente, gente.. umanità totale e folgorante.

Una sera la dedichiamo anche ai musical, che non amo particolarmente ma che a Madrid non posso proprio fare a meno di vedere…Nel mitico teatro Lope de Vega, va in scena “Mamma mia”, musiche degli Abba, teatro bellissimo, la voce calda della mitica “Nina”..emozioni a go-go, il musical da rivalutare..cose sempre da imparare..bello!

Mentre cerchiamo invano di raggiungere Toledo, non riuscendovi..Madrid si accalca nel mercato del Rastro. E’ domenica..mentre la nostra cara Barcellona dorme sogni tranquilli e beati, la gente qui esce di nuovo, affolla i bar, chiacchera per le strade, beve un café con leche, spettegolando o raccontandosi la vita, il sabato sera appena trascorso, il prossimo incontro del Real, sperando in un “tropiezo” del Barça o preparandosi ad invadere lo stadio “Vicente Calderòn”, tempio calcistico dell’ Atlético Madrid.

Città monumentale, culturale..Madrid ha anche un cuore verde: il parco del Buen Retiro, oasi verde immersa nel bianco candido dei monumenti della zona del Retiro. Le foglie dalle tonalità fantascientifiche, rosso vermiglio, arancione, marrone e verde intenso, creano un quadro bellissimo, illuminato dall’accecante riverbero dell’acqua del laghetto centrale. Anche qui come altrove, fiumi di umanità, voglia di correre, di movimento..in una parola tanto cara in questo paese..voglia di ”marcha”, ossia di “movimento continuo”, di “divertimento no-limits”, parola definitrice di un modo di essere, di vedere il mondo, di capire la vita.

Venire ed imparare..gente. Buon viaggio a Madrid.

Andrea
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