Tra l’entroterra genovese di Ponente e le colline dell’Alto Monferrato si estende un territorio favoloso, coperto da folti boschi dove crescono squisiti funghi, si possono fare lunghe passeggiate per i sentieri che si snodano nel Parco Naturale Regionale del Beigua, e dove coloratissimi borghi raccontano la storia del territorio che risalirebbe al Paleolitico. Raggiungiamo Sassello percorrendo la strada che da Acqui Terme porta qui, e poco prima della nostra meta ci sorprende un cucciolo di capriolo, timido ma curioso, che attraversa la strada davanti a noi. Una volta in paese, le persone del posto ci raccontano che l’avvistamento di animali tra cui anche lepri, martore e svariati uccelli rari, qui sono all’ordine del giorno. Iniziamo la nostra passeggiata dal centro storico, ammirando gli edifici religiosi che s’inseriscono tra le stradine tipicamente liguri.
Visitiamo la Chiesa della Santissima Trinità, consacrata nel 1725 in cui un affresco, realizzato da Paolo Gerolamo Brusco, ci permette di scoprire l’importante tradizione siderurgica del paese, che probabilmente risale al Trecento, periodo in cui i Pizzorno vi introdussero le prime ferriere. L’artista infatti, ha raffigurato gli Apostoli modellandoli alle somiglianze di undici barbuti ferrieri, immortalando così gli artigiani che per secoli hanno fatto la storia industriale di Sassello. Il primo edificio di culto di Sassello fu invece la Chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel XI secolo. Al suo interno si trova anche una statua di Anton Maria Maragliano. In centro visitiamo inoltre la cinquecentesca Basilica dell’Immacolata Concezione, anticamente annessa a un convento di frati minori.
Oltre ai colori liguri dei palazzi, il centro di Sassello ci delizia anche con i colori dei suoi sfiziosi amaretti, il biscotto morbido di pasta alle mandorle, disponibile in tantissimi gusti. Scopriamo un altro pezzo di storia visitando il fortilizio di Bastia Soprana, eretto verso la metà del Duecento in posizione dominante su una collinetta non lontana dal centro. Oggi del castello rimangono pochi ruderi e la torre circolare. Dopo la distruzione del castello ne fu eretto un altro, Bastia Sottana, di cui si sono salvati vari spazi, tra cui porzioni di mura. Dai dintorni del centro ci spostiamo nella frazione di Palo, dove visitiamo la Chiesa di San Bernardo Abate, citata sin dal 1577. Lungo la strada che porta a Urbe, si trova la Cappella della Madonna del Foresto, detta anche Cappella del Bei Bailà. A costruirla è stato un boscaiolo miracolato dalla Madonna.
Un giorno, mentre stava abbattendo un albero, l’uomo si è ferito gravemente e temeva di morire dissanguato. Allora il boscaiolo, che era anche un provetto ballerino, come ricorda il termine “bei bailà”, si è messo a invocare la Madonna che lo salvò. Restiamo nella frazione Palo anche per cena, presso il Ristorante Antichi Sapori. L’ambiente rustico e caloroso, oltre alla gentilezza dei titolari, ci mette subito a nostro agio. “Abbiamo rilevato questo locale in Marzo, dopo circa 25 anni di esperienza nella ristorazione di medio-alto livello, anche all’estero”, ci racconta la signora Grazia, mastro pastaio, che gestisce il locale insieme ai soci, il marito Giuseppe, che è lo chef, e la figlia Cristina che ci accoglie in sala. Il genero Carletto fa il cameriere e il pizzaiolo. I bambini si tuffano subito nel bel giardino dove giocano in attesa di essere chiamati a tavola.
Nel frattempo scopriamo che il ristorante propone anche un menù a mezzogiorno, che nel weekend, tempo permettendo, prevede anche dei secondi alla brace. La nostra cena all’insegna dei sapori del territorio, rivisitati con creatività e basata su prodotti della zona, inizia con un antipasto misto di salumi della casa con gnocco fritto, del vitello alla monferrina con olio al tartufo, del formaggio di capra caramellato con speck e radicchio ai lamponi, del prosciutto crudo con gelée al melone e spiedino di scamorza grigliata, oltre all’insalatina di nocciola con patate su salsa di pane e fave. Continuiamo con le trofie di castagne al ragù di cinghiale, con i pansotti di magro in salsa di noci, gli gnocchi di patate tricolori con arselle, zucchini lamellati e curry, e la piramide di ricotta con cuore di brasato su risotto ai tre cereali.
Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini della zona tra Dolcetto, Barbera e Bonarda, e mentre i ragazzi finiscono le loro pizze, ordiniamo un po’ di gustosi secondi tra cui il filetto di manzo all’aceto di Modena con stik di mango grigliato, il fusello di pollo in caprese di bufala su salsa di pomodoro e il trancio di spada ai ferri su ratatouille al pepe verde. Concludiamo con degli sfiziosi dolci della casa tra cui la bavarese al mango con gelée all’ace, il tortino cremoso al caffè e il semifreddo alla vaniglia e semi di papavero con sacglie di meringa e salsa all’amaretto. Ripeteremo questa piacevolissima esperienza presto, magari di ritorno dopo delle giornate passate al mare. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comunesassello.it Ristorante Antichi Sapori Fraz. Palo Via Molana, 27 Sassello (SV) Tel. 019/727165 Facebook: Antichi Sapori Srl