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Veduta di una frazione di Ne
Diario di viaggio · Italia · Liguria · 2012

Una miniera di gioia tra cultura e buona tavola: gita a Ne

Uno dei cinque comuni italiani dal nome più corto, composto di sole due lettere, è il quarto comune più esteso della provincia di Genova: questa particolarità di Ne è solo una delle sue caratteristiche che la…

FRdiario di Francesca Bertha
Milano
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1 giugno 2012 → 1 giugno 2012
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1 giugno 2012 → 1 giugno 20121 giorni · viaggio del 2012
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Francesca Bertha@Francesca Bertha · Milano
Il racconto
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Uno dei cinque comuni italiani dal nome più corto, composto di sole due lettere, è il quarto comune più esteso della provincia di Genova: questa particolarità di Ne è solo una delle sue caratteristiche che la rendono un “piccolo grande paese”. Per scoprirlo, basta spostarsi di pochi chilometri dalla Riviera Ligure di Levante nell’entroterra di Chiavari e Lavagna. Lì, dove le acque del torrente Graveglia confluiscono nel fiume Entella, si trova la Valgraveglia, un vero Paradiso degli escursionisti, che fa parte del Parco Naturale Regionale dell’Aveto. Che si vada in giro a piedi, in mountain bike o a cavallo, qui ci si immerge in un paesaggio mozzafiato e ci sono certe cime da cui si possono ammirare da un lato le Alpi innevate e dall’altro il mare. Durante la nostra gita visitiamo diverse frazioni che offrono un vero e proprio itinerario medievale attraverso i suggestivi borghi.

Tra Nascio e Castagna ammiriamo il bellissimo ponte sul Rio Novelli, e a Zerli scopriamo i ruderi della Torre Castello di Roccamaggiore, costruito dai Fieschi di Lavagna. E’ arrivando nella frazione Chiesanuova che scopriamo la nota storica più rilevante: il nonno di Giuseppe Garibaldi, Angelo, nacque proprio in questa località e fu battezzato nella Chiesa di San Biagio nel 1741. All’epoca la frazione stessa si chiamava Garibaldo e a Ne il cognome Garibaldi è tuttora tra i più diffusi. Siamo addirittura così fortunati da incontrare la signora Anna Garibaldi, insegnante e anima della Biblioteca Scolastico-Civica di Ne, capofila delle biblioteche innovative della Rete del Mandillo.

Il merito di scoprire la biblioteca, uno spazio stimolante, insolito, colorato e divertente, è dei bambini che sono con noi: quando attraversiamo in auto la frazione Conscenti, sede municipale e così chiamata perché si trova alla famosa confluenza del fiume e del torrente, notano un nutrito gruppo di simpaticissimi spaventapasseri di fianco alla strada. La signora Garibaldi ci spiegherà che sono stati creati dai bambini di Ne per un concorso, bambini che curano un altro gioiello del paese: “l’Orto in condotta”, un vero orto di forma spirale, dove i piccoli possono imparare a coltivare gli ortaggi autoctoni del territorio, e di conseguenza, a nutrirsi bene.

La biblioteca è intitolata a un altro personaggio importante per la cultura neese: Hugo Plomteux, noto linguista e dialettologo belga nato nel 1939 e scomparso a soli 41 anni, il quale, innamoratosi di questo luogo, si era trasferito a Ne per studiare il dialetto locale e le tradizioni della vita contadina a cui aveva dedicato diverse opere. Nelle frazioni immerse nella natura incontaminata si trovano anche numerose splendide chiese, come la Chiesa Parrocchiale dei Santi Cipriano e Giustina a Sambuceto, voluta dai monaci benedettini, la seicentesca Chiesa di San Martino a Caminata o la Chiesa di Sant’Apollinare, esistente dall’anno 1000 nella frazione di Reppia.

Se questo bel territorio è una miniera di tesori, ciò s’intende anche nel senso stretto della parola: qui si trova infatti la Miniera di Gambatesa, la più grande miniera di manganese d’Europa, trasformata in museo, visitabile dotati di elmetti e mantelline gialle, discendendo nelle viscere della terra col trenino guidato da veri minatori. Dopo questa suggestiva esperienza, non possiamo certo rinunciare a rilassarci in compagnia di una squisita cena tipica presso la Trattoria Il Minatore, nella frazione Piandifieno. “Il primo gestore di questo locale, esistente sin dai tempi della guerra, fu un minatore. Sono ormai otto anni che continuiamo la tradizione di questa trattoria, che è sempre stata a gestione famigliare, proponendo piatti a base di ingredienti genuini, provenienti dal territorio, a filiera corta”, ci racconta la signora Giuliana Parma, la titolare.

Iniziamo con un ricco antipasto a buffet con torte di verdure, salumi e formaggi della zona, frittelle fritte e verdure di stagione ripiene. Continuiamo con i ravioli di magro col ragù, i pansotti con la salsa di noci, le lasagne con i funghi, i cannelloni, e i mandilli col pesto, patate e fagiolini. Scopriamo che durante l’inverno si possono gustare anche i ravioli col ripieno di castagne oltre a degli squisiti minestroni. Annaffiamo queste bontà con dei vini di Ne, di Daniele Parma, oltre che con qualche altra etichetta ligure, tra cui vini dei Colli di Luni. Proseguiamo con delle ottime carni alla brace, le cime e dei fritti misti all’italiana, ma gustiamo anche una squisita gallina bollita ripiena e le tipiche tomajelle, ovvero degli involtini genovesi.

La dolce conclusione della nostra cena ci vede lasciarci tentare dalle torte: di mele, di pere e cioccolato, di pesche e amaretti e di fragole e mandorle. Gustiamo anche un ottimo tiramisù, dei budini e delle crostate con le ciliegie. Ci resta ancora tantissimo da scoprire di questo splendido territorio e siamo certi di farlo durante le nostre prossime gite nel Levante ligure. Francesca Bertha PER INFORMAZIONI: www.comune.ne.ge.it Trattoria Il Minatore Via Piandifieno, 57 Ne (GE) Tel.: 0185/339207

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