Siria e Giordania 2008 - Parte Sesta : TURCHIA

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Diario di viaggio TURCHIA TURCHIA
Siria e Giordania 2008 - Parte Sesta

Turchia - Belen - mercato
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11 Jul 2008 23:19
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Siria e Giordania 2008 - Parte Sesta

Stato: TURCHIA (TR)
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Data inizio viaggio: venerdì 28 marzo 2008
Data fine viaggio: sabato 10 maggio 2008

Questo viaggio non si doveva fare. Quest’anno Tina, mia moglie, aveva un grosso problema ai denti: operazioni, medicazioni ed applicazioni varie, pertanto un problema che si protraeva nel tempo e con un costo notevole. Il dentista mi è venuto in aiuto e, tra un’operazione e l’altra, dovevano passare almeno 60 giorni, giusto il tempo necessario per effettuare questo viaggio propostomi dall’amico Lorenzo del Desert Club. All’ultimo minuto Tina ha accettato di effettuarlo e siamo partiti.
Il viaggio, con partenza da Ancona il 30 aprile inizia con un traghetto che ci porterà a Patrasso e, da qui, attraverso la Grecia e la Turchia, raggiungeremo la Siria e poi la Giordania, le nostre mete principali. Al ritorno, l’attraversamento marittimo sarà da Cesme in Turchia con sbarco ancora ad Ancona il 10 maggio e quindi fine del viaggio.

Questi i nostri costi del viaggio:

Medicine e vaccini……………….…………… € 162
Cartine e guide……………………..…………..€ 61
Preparazione meccanica camper……..……. € 290
Telefono………………………………………... € 50
Alimentari………………………………………..€ 548
Gasolio……………………………………..……€ 944
Mance……………………………….………..….€ 65
Autostrada…………………………….………....€ 55
Entrata siti e musei……………….….………….€ 160
Parcheggi……………………………..………….€ 32
Bollo passaporti……………………….…………€ 80
Souvenir………………………………..………..€ 255
Ristorante……………………….………..……..€ 455
Giornali…………………………….……….……€ 40
Bar………………………………….…………….€ 60

Totale…………………………………………....€ 3.237

Quota Desert Club……………………….…….€ 3.133

Totale……………………………………………€ 6.370

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giovedì 1 maggio 2008 . Park Tir confine turco

Alla partenza la polizia ci segnala che in paese c’è un distributore aperto e con la loro presenza ci presentiamo per il rifornimento, ma solo chi non ha avuto i 20 litri la volta precedente, potrà fare il pieno.
Ora si và verso Ebla, ultima città da visitare. Ce ne sarebbe un’altra, chiamata la città morta e qualcuno del gruppo chiede di visitarla, ma il n° 1, pur essendo in anticipo sulla tabella di marcia, rifiuta.
In questo sito di Ebla non ci sono colonnati da ammirare, la città è troppo antica ed era costruita con mattoni crudi che gran parte si sono polverizzati con il tempo, ma fa effetto vedere, anzi, immaginare una città di quelle dimensioni costruita 4500 anni fa. E inoltre, vedendo queste rovine, abbiamo potuto capire l’entusiasmo che provano gli archeologi nella loro ricerca di reperti antichi.
Delusi per aver visto poco e niente di quanto resta di questa grande città, chiudiamo il viaggio in Siria ritornando verso il confine, verso la Turchia.
Lunga trafila al confine siriano, poi ci si avvia per la terra di nessuno verso la Turchia. Sorpassiamo una lunga fila di autotreni fermi senza capirne il perché ma lo capiamo subito quando, dopo una curva, vediamo la strada interrotta da un autoarticolato con il carico di una gru-semovente che si è spostato ed altre tre gru che lo stanno sistemando. Stiamo fermi per circa tre ore perché oltre il mezzo fermo, un’altra colonna in senso inverso è ferma come noi. Vediamo dei camper e poco dopo riceviamo la visita di amici che erano con noi nel viaggio in Egitto l’anno scorso. Scambio di notizie e saluti, regalo a loro le mie taniche vuote, molto utili per i precari rifornimenti in Siria. Durante la sosta forzata ceniamo: tagliatelle al sugo di pesce. Appena terminata si sentono i motori che si rimettono in moto, mi sposto subito al posto di guida e per metà sull’asfalto e l’altra sullo sterrato riusciamo a passare tra i camion in sosta ed i camper dei nostri amici. Raggiungiamo il confine turco dove ci sobbarchiamo le solite lungaggini burocratiche che ci lasceranno liberi solo alle 22.30. Sostiamo al parcheggio Tir dell’andata.

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venerdì 2 maggio 2008 . Turchia - Distributore lungo la strada

Siamo in territorio turco. Ci inseriamo prima in una strada e poi in una bella autostrada. Percorriamo 342 km, e ci fermiamo ad un bivio. Domani 2 equipaggi ci lasceranno perché hanno prolungato il viaggio di 15 giorni per visitare meglio la Turchia. Questa sera abbiamo festeggiato il compleanno di Maria, n° 15, senza torte per mancanza di tempo ma con dolcetti vari saltati fuori dalle dispense.
Tutti a letto mentre io comincio ad avere dei brividi. Non mi è mai successo un fatto simile. Non riesco a scaldarmi e rabbrividisco sempre di più. Ho tanto freddo ed accendo la stufa, un camion frigorifero mi farà compagnia, con il suo motore acceso, per tutta la notte.

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sabato 3 maggio 2008 . Egirdir – Liman Oto Park

Non ho dormito tutta la notte ed al mattino ritengo opportuno lasciare il gruppo ed avviarmi a Cesme, punto di ritrovo per l’imbarco. Oltre alla febbre, ho vomito e diarrea ed inesorabilmente mi dovrò fermare diverse volte. Non voglio essere un problema per il resto del gruppo e dopo aver avvertito il n° 1, vado a salutare Giorgio e Anna che proseguono il viaggio.
All’uscita dal distributore sbaglio la strada ed anziché andare verso Konia prendo per Ankara. Al primo incrocio mi accorgo dell’errore, ritorno avendo purtroppo fatto tanta strada in più e date le mie condizioni di salute era meglio averlo potuto evitare.
La strada è bella e si attraversano delle colline con dei laghi. Ci fermiamo presso un posteggio a pagamento in riva ad un lago a Egirdir e mentre mi riposo, Tina va per negozi a fare spesa dove incontra il resto del gruppo parcheggiato un po’ più avanti.
Ho 37.8 di febbre.
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domenica 4 maggio 2008 . Cesme – Parcheggio al porto

Durante la notte ho sudato molto. Tina mi ha dato della Tachipirina per la febbre e dell’Imodium per la diarrea. Al mattino mi sento meglio e decido di proseguire per Cesme.
Dopo la strada, troviamo l’autostrada che mi porterà fino al porto d’imbarco dove parcheggiamo in un bel posto presso il porto turistico.
Nel mercatino oltre la strada troviamo anche delle scatolette per Schizzo in quanto, il viziato, non mangia altro.
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lunedì 5 maggio 2008 . Cesme – Parcheggio al porto

Continuo a sentirmi meglio e ne approfittiamo per visitare la cittadina. C’è un bel castello ma lo guardiamo solo dall’esterno. Sono stanco di castelli, ne ho visti troppi ultimamente e nella cittadina ci sono un’infinità di negozi di souvenir. Non c’è molta gente (è bassa stagione), troviamo anche il Corriere della Sera di ieri ma per noi, che da più di 40 giorni siamo lontani dall’Italia, le notizie sono nuovissime. Ci sono state le votazioni e chi ha vinto lo abbiamo saputo da telefonate varie fatte ai nostri amici.
Al pomeriggio facciamo un giro con il camper fino alla punta estrema della penisola dove in un cantiere riusciamo anche a scaricare le acque chiare e grigie.
C’è un problema nella valvola dei serbatoi L’acqua arriva ai rubinetti in minor quantità ed è meglio !!! Tina consumerà meno acqua! Troverò a casa il guasto consistente in un pezzo di stoffa che dal serbatoio, risucchiato dalla pompa, è arrivato al deviatore dei serbatoi.
Questa sera ho vomito e mal di pancia ma senza febbre.

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martedì 6 maggio 2008 . Cesme – Parcheggio al porto

Arrivano alla spicciolata anche gli altri e li vedo parcheggiare al porto d’imbarco. Li raggiungiamo dopo pranzo.
Ho ancora mal di pancia e preferisco rimanere tranquillo nel camper
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mercoledì 7 maggio 2008 . Cesme – Parcheggio porto d’imbarco

Questa mattina piove. Il n° 1 ed io carichiamo un po’ di donne del gruppo e compriamo piante e piantine in tre vivai della zona. Sono piante che si trovano benissimo anche da noi, ma qui, chissà perché, sono più belle.
Al pomeriggio il gruppo si ricompone, meno i due che sono rimasti in Turchia. Il n° 1 raccoglie i passaporti e ritira i biglietti per la nave.
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giovedì 8 maggio 2008 . In navigazione nave Cesme della Marmara Lines

Imbarco alle dieci. Con noi altri camper, auto e una quarantina di fuoristrada francesi che hanno fatto il tragitto Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Siria e Turchia. Un bel giro che abbiamo fatto anche noi ma in tre occasioni diverse.
Alla dogana siamo gli ultimi del gruppo e perdiamo molto tempo in quanto l’auto che ci precede ha dei problemi e blocca tutta la colonna. Quando finalmente arriviamo sulla nave, tutti gli amici sono già sistemati in cabina. Anche il n° 1 è sparito e non ci ha consegnato la chiave del nostro alloggio. Schizzo in gabbia dà segni di inquietudine ma fortunatamente Maria del n° 12 lo alloggia nella sua cabina. Nel frattempo Lorenzo si fa vivo e si accorge che per noi non c’è la cabina causa un errore dell’Agenzia di Ancona che ha elencato una cabina in meno. Tutto si risolve da un’impiegata che prima di darci la chiave vuole che tutti si sistemino. Raggiunto infine l’alloggio liberiamo Schizzo che annusa ed ispeziona il nuovo posto. La cabina è più piccola dell’andata e non ha oblò, ed anche la nave è più piccola di quella greca. Il mare è mosso ed il rullio si sente molto.
Per mangiare si va al self service, si paga con una carta pre-pagata alla banca della nave. Solo la prima colazione è compresa nel prezzo del biglietto e per due pranzi e due cene spenderemo € 110. Molti francesi pranzano in cabina con scatolette e forse era meglio organizzarci e farlo anche noi. Si sarebbe mangiato meglio.

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venerdì 9 maggio 2008 . in navigazione

Siamo in navigazione. Sulla nave c’è di tutto. Dobbiamo solo trascorrere il tempo nel migliore dei modi e goderci questa “vacanza” sul Mediterraneo, tra acqua e sole, per ricordarla per un po’ di tempo. Oziamo dalla mattina alla sera….chi ha detto che l’ozio è il padre di tutti i vizi e fa male?

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sabato 10 maggio 2008 . Majano

Riunione alle 9 con tutti i bagagli, noi riusciamo a raggiungere in stiva il camper e depositare i bagagli con Schizzo, che finalmente libero, riprende possesso dei suoi posti abituali. Durante il viaggio, causa il mare mosso, non ha mangiato nulla, si riprenderà solo al ritorno a casa.
All’arrivo in porto verso mezzogiorno, la polizia Italiana sale a bordo e controlla i passaporti. Salutiamo tutti i partecipanti con la promessa di rivederci, magari in un altro viaggio.
Usciti dal porto riprendiamo l’autostrada. Ci fermiamo al primo autogrill per pranzo e poi dopo un breve riposo, una tirata unica fino a casa……….. l’erba è cresciuta a dismisura…..

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domenica 11 maggio 2008 . Conclusione

Alla fine di questo viaggio è d’obbligo una riflessione. Cosa ci ha affascinato di più? Abbiamo visto grandi cose che testimoniano il passato di varie culture, complessi architettonici faraonici, città stupende, ognuna nel suo genere, come ad esempio, i templi rupestri di Petra, i colonnati di Palmyra, Apamea e Jerash, le antiche ruote idrauliche di Hama, la moschea omayyade di Damasco, i castelli dei crociati e del Saladino, i colori dei suq, del Wadi Rum e del Mar Rosso, però a mio avviso una piccola grande cosa ci ha letteralmente incantati: il deserto. Di deserti ne ho visti tanti: dal Karakumi in Turkmenistan, al deserto Libico, a quello Egiziano, a quello Marocchino e Tunisino, ma il Wadi Rum con tutti i suoi svariati colori è magico, è spettacolare. Il deserto non è compiacente, leviga e scolpisce l’anima, forgia il corpo. Come dice qualcuno, il deserto non mente, è pulito, è il sale della terra. Il deserto non ci trasforma ma ci fa ritrovare la nostra identità, il vero modo di essere. Per conoscere il soprannaturale si dice che bisogna elevarsi al di sopra della natura. Ebbene, questi viaggi che noi facciamo non sono già un mezzo di elevazione dello spirito? E non lo è maggiormente quando si attraversa un deserto? Il profondo silenzio, gli spazi sconfinati, la magia e il mistero dei miraggi, il cielo di un azzurro così profondo e trasparente dove lo sguardo va sempre più in alto senza fermarsi mai, la notte con le sue stelle lucentissime che ci danno l’idea dell’immensità dell’universo. Pur rendendoci conto di essere una piccola molecola, il nostro io, al contatto con l’immenso, ha la sensazione di avvicinarsi al soprannaturale.
Ed a proposito di colori che ancora rivediamo vividi nella nostra mente…oltre a quelli di Petra, del deserto, del Mar Rosso, il colore più affascinante non è forse quello degli occhi del nostro gatto che la Sorìa (antico nome di Siria e da cui deriva il nome soriano) ci ha regalato mille anni fa, quando nel Medioevo a Venezia, una nave di mercanti proveniente dalla Siria, sbarcò una nidiata di gattini tigrati che ben presto si riprodussero e invasero le calli della città e da questi è arrivato ai giorni nostri: Schizzo, forse anche lui si compiace di questi suoi antichi avi, chissà………
Oltre alle varie sensazioni provate durante il viaggio, possiamo dire che tutto è andato bene. Pur essendo in tanti, non ci sono state discussioni o diverbi, è stata una bella compagnia e mi auguro di ritrovarli tutti in un prossimo viaggio. I mezzi, escluse numerose forature subito riparate, si sono dimostrati adeguati anche su strade non sempre perfette. Tra i partecipanti, solo alcuni hanno avuto problemi intestinali, io compreso, ma questo non ha ritardato o fermato il viaggio. Lorenzo, a parte qualche sfuriata fuori luogo, è stato all’altezza dell’impegno preso e ci ha guidato con maestria attraverso due stati con molte problematiche. Anche a Saman, Nael e Aziz, vanno i nostri ringraziamenti per l’aiuto che ci hanno dato nell’apprendere storia, usi e costumi dei loro paesi. Non voglio dimenticare Sofian che con la sua simpatia ha rallegrato ed aiutato tutti noi.

In tutto abbiamo percorso km. 8.103

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Turchia - Egirdir - il Lago

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