Red Center : AUSTRALIA

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Diario di viaggio AUSTRALIA AUSTRALIA
Red Center

Uluru, Kata Tjuta, Kings Canyon, Mereenie Loop Road, Alice Springs

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Red Center

Località: Uluru, Kata Tjuta, Kings Canyon, Mereenie Loop Road, Alice Springs
Stato: AUSTRALIA (AU)
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Data inizio viaggio: mercoledì 25 giugno 2008
Data fine viaggio: sabato 28 giugno 2008

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mercoledì 25 giugno 2008 . 11° giorno, Sydney - Ayers Rock

Lasciamo Sydney con il volo della Qantas (€ 150) che ci conduce nel Red Center, dove inizia letteralmente un’altra Australia. Ritiriamo il fuoristrada al banco Avis (€ 315 per 3gg, prenotazione su vroomvroomvroom.au) che ci condurrà alla scoperta di questo immenso territorio aspro ed isolato, ma con luoghi dalla bellezza mozzafiato inimitabile.

Uno dei primi dubbi nel pianificare un viaggio in questo sterminato Paese, è quello se includere o meno il Red Center, dove si trova il famoso Uluru, comunemente tradotto in Ayers Rock.

I dubbi nascono dal fatto che questa scelta implica un deciso sovrapprezzo, rispetto alla media dei costi normali, e una percorso quasi obbligato nel costruire un itinerario: due voli aggiuntivi (monopolio Qantas, per cui i più cari), resort costosi, noleggio auto costoso, insomma, uno sforzo economico per trovarsi di fronte ad una montagna…la cui immagine è talmente famosa che quasi verrebbe a pensare: ma chi me lo fa fare??

Il mio consiglio?? FATELO!!!! E non chiamate Uluru montagna….il motivo però, lo si capisce solo dopo averlo visto.

La prima emozione che suscita Uluru è ADRENALINA: il solo trovarsi al suo cospetto fa battere il cuore, lascia fantasticare, sembra di essere arrivati ad una meta precisa, ad un punto di riferimento, ad un simbolo non solo dell’Australia ma dell’intero pianeta. Una meta imprescindibile per chiunque si consideri vagamente viaggiatore.

La secondo sentimento che si prova avvicinandosi, è quello del RISPETTO. Il volere degli Anangu, tribù Aborigena che da sempre ha vissuto in queste terre, è quello di insegnare al semplice turista ad apprezzare il luogo oltre la semplice visita, conoscere le loro tradizioni, il loro rispetto per la natura, per una pianta, per un insetto, per una pozza d’acqua considerata sacra, visto che solo grazie all’acqua sono riusciti a sopravvivere in un luogo così poco ospitale.

Gli Anangu chiedono al turista di non scalare il loro simbolo sacro, ma non lo proibiscono. Sta al visitatore decidere quale sia la miglior cosa da fare. Di certo le viste più emozionanti non vengono offerte dalla scalata, ma dal sentiero che circonda la base, passando tra canyon spettacolari, pareti vertiginose levigate dal vento e dall’acqua, buche impressionanti scavate dal tempo, grotte dipinte con pitture rupestri che simboleggiano e testimoniano l’esistenza degli aborigeni da millenni.

La terza emozione che offre Uluru è STUPORE, nell’ammirare un simile monolito che si erge dal nulla dal piatto paesaggio circostante, sembra appoggiato non per caso ma per volere di qualcuno. Assaporare il silenzio ed il rumore del vento camminando lentamente attorno alla base, dove ci si trova come per incanto lontano dal resto dei turisti, dal trambusto di auto e bus. E’ qui che si respira la vera essenza di Uluru.

La quarta ed ultima emozione che Uluru regala è MAGIA: è quella offerta dal tramonto indimenticabile che scende rapidamente sul Red Center, che quasi confonde e regala agli occhi ed allo spirito momenti incantati, sollevando un dubbio; forse questo luogo è davvero magico come molti dicono.

In pochi minuti Uluru offre il meglio di se, trasformandosi come per prodigio dando l’impressione di diventare una cosa viva, passando da una tonalità di colori incredibili, unici, indescrivibili, come se al suo interno si accendesse una lampadina fluorescente, per poi spegnersi lentamente nel buio intenso del deserto, dove si accende improvvisamente una stellata mai vista, con astri talmente luminosi che danno l’impressione di essere in un altro pianeta.

Nei giorni precedenti mi piaceva raccontare a mio figlio una storiella inventata, per accrescere il suo desiderio e la curiosità, visto che alla sua età non avrebbe di certo potuto apprezzare emozioni che vengono suscitate in un adulto: gli raccontavo che molti anni fa, quando gli aborigeni erano diventati schiavi dei conquistatori, un giorno giunsero di fronte ad Uluru e raccontarono a loro che che questa montagna era sacra, e che qualora la sera fosse diventata rossa, lo spirito protettivo della montagna li avrebbe uccisi. Quella sera, una volta assistito all’evoluzione della montagna, i conquistatori si spaventarono fuggendo e gli aborigeni tornarono liberi. Ancora oggi, se la montagna diventa rossa, lo spirito buono veglia su chi abbia portato rispetto alla montagna.

Dopo aver visto Uluru, comincio a credere che questa storia inventata racchiuda un piccolo segno di verità, e che lo spirito buono di Uluru ci abbia vegliato nel nostro girovagare per l’Australia regalandoci forti emozioni.

Notizie pratiche:

L’aeroporto di Ayers Rock si trova a circa 30 km da Uluru, e rappresenta la base più comoda di partenza per la visita dell’intera zona. L’unica compagna che serve l’aeroporto èla Qantas. In alternativa, è possibile volare fino ad Alice Springs e percorre un tour in auto (un fuoristrada è quasi indispensabile) di 4gg che tocca le varie principali attrazioni della zona.

A 5 chilometri dall’aeroporto si trova l’unica zona in cui è possibile pernottare: ci sono 4 resort differenti, che dispongono di tutti i servizi, costruiti a debita distanza da Uluru. Anche il più economico è offerto a prezzo eccessivo, la camera più piccola con bagno privato dell’Outback Resort, costa €124 in solo pernottamento, ed è davvero modesta. In alternativa sono disponibili dormitori ed un campeggio.

Anche cenare costa caro: si può farlo sotto le stelle acquistando la carne e cucinandosela da soli nei barbecue, ma il prezzo, che comprende un buffet di verdure, è decisamente eccessivo. Conviene spendere qualcosa in più e cenare in un buffet tipicamente australiano presso i ristoranti dei vari resort (circa aud 48, bambini gratuiti).

L’ingresso al parco di Uluru, che comprende anche la visita ai monti Olgas, costa aud 25 (€ 15) e dura 3 giorni, bambini gratuiti.

Ad Ayers Rock anche la benzina costa cara, oltre 2 dollari contro il dollaro e mezzo del Western Australia

Clima: da giugno a agosto scende l’inverno sul Red Center, ma forse è la stagione migliore per la visita. Le temperature notturne sono rigide, ma dopo l’alba basta una felpa pesante per reggere il freddo del mattino (anche 2-4 gradi), che rapidamente salgono già verso le 9 fino a raggiungere i 18-22 gradi. Le giornate sono terse, il cielo blu, e le mosche fastidiose sono quasi assenti.

Finito l’inverno le temperature salgono progressivamente fino a superare facilmente i 40 gradi, diventa impossibile percorrere i vari sentieri durante la giornata, anche per via delle mosche che diventano fastidiosissime.



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giovedì 26 giugno 2008 . 12° giorno, Ayers Rock - Kings Canyon

La fortuna ci accompagna in questo viaggio, e così al posto della camera budget prenotata presso l’Outback Resort ci è stata offerta una standard (una bella differenza di prezzo) senza supplemento. Veloce colazione in camera e via….alla scoperta di un’altra meraviglia del Red Center…

i monti Olgas, o meglio, il Kata Tjuta National Park

E’ mattino presto, l’aria più che frizzante, ma pensavo peggio…e poi il freddo non lo si sente, si è troppo stregati dai colori dell’Outback, dai suoi spazi infiniti e dai silenzi che regnano sovrani.

Ci stiamo avvicinando agli Olgas velocemente, con il nostro 4*4….mano a mano che ci si avvicina cambiano forma e colore, diventano sempre più spettacolari e misteriosi. Una deviazione sulla destra segnala un punto panoramico, Dune Viewing, che si raggiunge con una breve passeggiata di 5 minuti, attraverso un sentiero rialzato tra le sterpaglie del bush. Per noi sabbia e vegetazione insignificante, ma per gli aborigeni un ambiente sacro da rispettare. Ci troviamo su una piattaforma leggermente sopraelevata di fronte agli Olgas, che s’impongono con una bellezza unica ed indiscutibile. L’ambiente ricorda le sterminate savane africane, con quella vegetazione secca e quasi giallognola e quei panorami infiniti.

Kata Tjuta significa “molte teste”, effettivamente il termine rende l’idea di queste stravaganti formazioni rocciose.

Proseguiamo in auto fino al termine della strada, o meglio, fino al termine della strada indicata sulle cartine, perché qui dove l’asfalto finisce inizia una strada sterrata interminabile che conduce fino al Western Australia…ma questa è più roba da avventurieri preparati!

Lasciamo l’auto al parcheggio e procediamo a piedi fino all’inizio della Valley of the Winds Walk, un circuito di 7km che s’incunea tra le cupole rocciose. Il cartello indica 3 ore di cammino….e saranno 3 ore indimenticabili, tra scenari lunari fatti di rocce dal colore rosso fuoco, che contrastano senza eguali con un cielo dal blu intenso. Salite mozzafiato fino a passi montani dove la vista viene rapita dall’intensa bellezza del luogo, resa ancor più affascinante dalla completa solitudine in cui si è immersi.

Tre ore fuori dal mondo, o forse….tre ore dentro al mondo più affascinante ed irraggiungibile che esista.

E’ il momento di ripartire, lasciamo definitivamente Uluru per percorrere una strada che si perde nel mezzo del deserto rosso nel cuore dell’Australia. La strada è assolutamente solitaria e per oltre200 chilometri non attraversa nemmeno un centro abitato. Giusto qualche auto e pochi camper, incontri talmente rari che quando ci si incrocia si fa un cenno di saluto con la mano. Dimenticavo…e un cammello che ci ha attraversato la strada lentamente….

Poco più di due ore e arriviamo al Kings Canyon Resort (€ 133, solo pernottamento, asiarooms), in posizione fantastica, immerso nel nulla dello sconfinato Red Center. Un breve sentiero che parte dal resort conduce ad una piattaforma panoramica che permette di ammirare un suggestivo tramonto sulle montagne rosse che dominano lo sfondo. Rientriamo per la cena a buffet presso il ristorante Carmichael's del resort (€ 30).

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venerdì 27 giugno 2008 . 13° giorno, Kings Canyon - Alice Springs

Difficile indicare il luogo che mi è piaciuto di più in Australia tra le tante meraviglie viste, ma se proprio dovessi sceglierne uno, probabilmente direi….Kings Canyon.

Se il percorso dei Kata Tjuta è spettacolare, questo del Kings Canyon è semplicemente indescrivibile. Sono 7 chilometri da vivere intensamente, da compiere in circa 3 ore (incluse le numerose soste per fotografare).

Pronti via, la prima tratta spezza le gambe e toglie il fiato, una ripida salita che porta fino al bordo del canyon…meglio comunque farla all’inizio, con il fresco e con tutte le forze. Una volta giunti in cima, non ci saranno più salite, ma il percorso prosegue in falso piano con qualche saliscendi, fino alla discesa finale. Il percorso è una progressione di scenari spettacolari, che dominano prima la vasta piana circostante, per poi addentrarsi nel vero canyon, tra precipizi strabilianti, pareti dalla pendenza mozzafiato, rocce e cupole rosse levigate dal vento, per finire in una verdissima oasi, denominatala Valle dell’Eden, che miracolosamente sorge in questo ambiente davvero ostile.

Il percorso si svolge in gran parte vicino al bordo del canyon, su entrambi i lati, ed occorre un minimo di attenzione perché tutto il luogo è senza protezioni. Ci si può per cui avvicinare ai baratri fino all’ultimo centimetro.

Posso assicurare una cosa…non soffro di vertigini, ma quando ci si avvicina al limite, la testa comincia a girare ed il cuore battere fortissimo!!!!

Giunti nel lato opposto, si risale con una ripida scalinata in legno scavata tra le rocce; i colori e i riflessi diventano inverosimili, quasi finti. Il percorso si perde alla fine tra migliaia di formazioni rocciose antiche, come se fosse una città di pietra, prima di ridiscendere fino al parcheggio.

Una giornata indimenticabile e foto incredibili.

Durante la programmazione del viaggio in Australia, più volte sono rimasto perplesso per il periodo scelto, giugno, nel pieno dell’inverno australiano. Ma dopo aver vissuto l’esperienza del Red Center, i suoi percorsi trekking entusiasmanti, ed anche molti luoghi del Western Australia, devo dire che forse questa stagione è l’ideale per molti dei luoghi visitati, Non immagino nemmeno percorrere questi sentieri durante la stagione estiva, tra un caldo allucinante e le mosche fastidiosissime. In questi giorni di fine giugno, al mattino fino alle 9 è piuttosto freddo, ma verso mezzogiorno la temperatura si avvicina e supera 1 20 gradi, l’ideale. Già durante i momenti più caldi della giornata, qualche sparuta mosca comincia ad infastidire…sono pochissime e piccole, ma davvero insistenti. Avevamo portato giacche un po’ pesantine e le abbiamo riportate senza nemmeno usarle.

Terminato il trekking nello Kings Canyon, ripartiamo verso Alice Springs ed avendo noleggiato un fuoristrada ci avventuriamo nella Mereenie Loop Road (acquistare il permesso al Kings Canyon, circa 2 dollari) una strada completamente sterrata che attraversa alcuni punti spettacolari del Red Center. Abbiamo impiegato circa 3 ore per superare il tratto sterrato, abbiamo incrociato 4 auto….la strada è abbastanza impegnativa, anche perché, considerata la lunghezza, è necessario tenere una velocità di almeno 80 kmh, ma le buche e i sassi impegnano costantemente l’attenzione alla guida e non ammette distrazioni. Per arrivare ad Alice Springs ci sono due possibilità: la prima è quella di attraversare la località di Hermannsburgh, ma la strada è piuttosto monotona. Il consiglio è quello di prendere l’unico bivio prima di questa località, e prendere direzione nord per Glen Helen. Ora buona parte di questo percorso è stata asfaltata, ma soprattutto attraversa i paesaggi mozzafiato dei West Macdonnell, un’aspra catena montuosa dove si possono visitare alcune gole spettacolari con brevi deviazioni dalla strada principale, come Standley e Simpson’s Gap. Alla fine si impiegano quasi 5 ore per compiere l’intera distanza.

Ad Alice Springs ci sistemiamo presso l’Heavitree Gap Outback (€ 55, prenotazione diretta), che ha un particolarità non da poco: verso il tramonto, un gruppo di piccoli e rari black wallaby scendono dalla montagna e arrivano fino ai cottage per cercare qualcosa da mangiare direttamente tra le mani delle persone. La reception è fornita di mangime adatto alla loro alimentazione.
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sabato 28 giugno 2008 . 14° giorno, Alice Springs - Darwin

La mattina la dedichiamo alla visita del centro di Alice Springs. Il mall è molto carino, si passeggia in una tranquilla strada pedonale piena di botteghe artigianali e gallerie che espongono opere d’arte aborigene e prodotti tipici del Red Center (molto cari)…la cosa strana è che non c’è nessun aborigeno a vendere le proprie opere…sono tutti bianchi!!

Il tempo è scaduto, abbandoniamo lo splendido Red Center, in soli tre giorni abbiamo visto talmente tante bellezze naturali che sembra ti essere stati qui molto più tempo.

Restituiamo l’auto presso il banco Avis, dove ci vengono ingiustamente addebitati 200 dollari per riconsegna in un’altra città, cosa che al momento della prenotazione veniva indicata come inclusa.

Dopo varie discussioni, non resta altro da fare che risolvere la cosa al rientro (e l’ho risolta solo ora, dopo due mesi!!!).

Ci attende il volo per Darwin (Qantas, € 145), che in solo un’ora e mezza ci porterà in un territorio completamente diverso, sia dal punto di vista paesaggistico che climatico.

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Uluru


Alla base di Uluru

Mala Walk

I colori di Uluru

Tramonto 1

Tramonto 2

Kata Tjuta

Kata Tjuta

Valley of the Winds Walk

Valley of the Winds Walk

Valley of the Winds Walk

Kata Tjuta

Kings Canyon

Kings Canyon

Kings Canyon

Kings Canyon

Kings Canyon

Kings Canyon

Mereenie Loop Road

Mereenie Loop Road

Alice Springs

Alice Springs

Kings Canyon
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  • ALBERTO GREGORI
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