Nord Argentina

località: salta, iguazú, paraná
stato: argentina (ar)

Data inizio viaggio: lunedì 1 settembre 2008
Data fine viaggio: mercoledì 1 ottobre 2008

In realtá si tratta di tre piccoli viaggi fatti nel giro di un mese con partenza da Rosario.
Il primo viaggio é stato a Victoria (Entre Ríos). La cittadina conserva ancora un aspetto coloniale ed é famosa per le sue finestre con grate lavorate artisticamente. Vale la pena andarci da Rosario passando attraverso il delta del Paraná (circa 57 km da una riva all'altra).
Il secondo é stato ad Iguazú. Purtroppo visto il poco tempo che aveva la mia accompagnante abbiamo preso un pacchetto organizzato. Buon servizio ma io mi diverto di piú ad organizzare il viaggio sul momento. L'albergo era a Foz (Brasile), piuttosto bello e con un buon servizio pero Puerto Iguazú (Argentina) é molto piú carino e vivace. Abbiamo avuto fortuna perché l'Iguazú (guaraní: I acqua, guazú grande) era in un momento di grande portata d'acqua ed il tempo soleggiato ci ha permesso di goderci tutti i salti. Consiglio nella parte Argentina di andare in catamarano (150 pesos: 1 euro = 4, 32 pesos) sotto il salto San Martín e di scendere un pezzo di fiume. Veramente emozionante e divertente. Della Garganta del Diablo c'é´poco da dire, da sola vale il viaggio. Davanti a tale spettacolo viene da pensare a ció che scrisse Galeano, ricreando l'arrivo di Nuñez Cabeza de Vaca alla Garganta. "S'inginocchió e disse: Signore, dopo aver passato il Deserto della morte, attraversata mezza America, ora so che lo scopo della mia vita era arrivare qui". Un'emozione unica. Anche la parte brasiliana é bella e molto panoramica. L'entrata é differenziata: gli stranieri pagano di piú dei locali: A. 40 pesos e B piú o meno.
Il terzo é stato a Salta, viaggio assolutamente non organizzato. Dopo 16 ore di viaggio (194 pesos da Rosario) abbiamo cercato da dormire e lo abbiamo trovato subito a 200 metri dalla piazza del Cabildo (l'antico municipio): 100 pesos la doppia. Una casona coloniale con tre patios e le camere che danno sui patios, molto carina, come del resto Salta. Abbiamo affittato un auto (160 pesos per 200 km giornalieri, 180 per 400 e 195 kmtraggio illimitato). Hanno accettato la patente italiana. Il primo tour é stato nella Quebrada di Humahuaca (patrimonio culturale e naturale dell'umanitá per l'UNESCO). All'andata conviene per arrivare a Jujuy fare la vecchia strada, é tutta curve ma vale la pena. Andando verso nord guardate a sinistra é cosí tornando. Il sole contro le montagne ne fa risaltare i colori: arancione, verde, azzurro, violetta, giallo, grigio. E poi i pioppi, i salici, i cactus, una delle parti piú belle delle Ande che abbia visto (conosco quelle cilene, peruviane e patagoniche). Il primo paesetto é Purmamarca, nonostante i turisti conserva un'aria coloniale fuori dal tempo ed ha una bella chiesa: modesta ma pulita nelle sue linee. Vale la pena, durante il viaggio guardarsi intorno perché ci sono vari paesetti con caratteristiche coloniali, Vale la pena fermarsi a Tilcara con il pucará (posto di vedetta inca), del resto tutti quei paesetti erano poste del cammino dell'Inca, dal Perú a Mendoza. Il giorno dopo siamo andati a Cafayate attraverso l'omonima Quebrada, formata da montagne rosse dalle forme piú strane. Da lí abbiamo fatto le valli calchaquí (nome degli indios del luogo, in realtá é un nome quechua, loro chiamano se stessi diaguitas). Tutta strada sterrata: per 90 km circa due ore. Ci siamo fermati a Molinos che una bella chiesa in stile cuzqueño. Le montagne sono ancora diverse da quelle viste precedentemente. A 17 km da Cachi si é rotta la macchina ed abbiamo dovuto aspettare aiuti da Salta. Ma da Salta circa 63 km sono sterrati e di montagna: 5 ore di attesa. Abbiamo fatto il resto del viaggio al buio. Comunque posso affermare (per avere fatto il tragitto in un altro viaggio che il paese é molto carino, pulito e conserva una bella atmosfera coloniale ed il tragitto verso Salta é spettacolare. Anche quei paesetti erano poste del cammino dell'Inca, Dimenticavo: l'artigianato indio (ma io lo chiamo arte) é molto bello. Ancora: cammino a Purmamarca si passa il Tropico del Capricorno. Dalí siamo andati a Paraná, cittá sorta nell'800, ma ha una vista previlegiata sul Paraná, sul suo delta: ne avrá un altro quando incontra il fiume Uruguay e formano il Río della Plata. E' possibile andare sulle isole. Giusto il 12 c'era il controfesteggiamento della scoperta dell'America: indios argentini, paraguayani, uruguayani e brasiliani percorrono la cittá suonando tamburi: pare che si sollevi la terra. In Argentina ci sono molti ´piú indios di quanto si creda: 1 ogni 40 abitanti (piú del Brasile) ed almeno il 56% tiene un avo indio. L'europeicitá dell'Argentina é una distorsione della realtá creata dalla buona societá di Buenos Aires. BS AS mi ha delusa. Ci sono sta un'infinitá di volte ma ora é una bolgia, tra spettacoli di ballo e cantate di tango, uno accanto all'altro non ci si capisce´piú niente, persino la Plazoleta Cortázar (Palermo) ha perso il suo fascino. Ad ogni modo girare per San telmo, evitando turisti, é ancora affascinante.

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