In viaggio verso la solidarietà

località: hotel pontaverde, maceiò
regione: alagoas
stato: brasile (br)

Data inizio viaggio: venerdì 8 dicembre 2006
Data fine viaggio: venerdì 15 dicembre 2006

Partenza volo Livingston da Milano Malpensa....stracarica di bagagli, supero alla grande il peso consentito ma cerco di intenerire l'addetta di scalo per farmeli passare...presento la lettera delle suore che attesta che sono volontaria del centro per ragazzi di strada, spiego che dentro vi sono vestitini e giocattoli per regalare a Natale...c'è poco da fare, rigore austriaco....alla fine mi lascia passare. Contentissima mi imbarco.

Al mio arrivo le suore vengono a prendermi in aeroporto, questa volta non soggiorno presso il loro istituto ma in un albergo del centro.

Sono partita con l'intento di dedicare un po' del mio tempo libero ai bambini di strada di Maceiò, voglio capire il loro mondo, addentrarmi nella loro realtà, osservarli da vicino, per poterli un giorno aiutare meglio. Quest'ultimo viaggio in Brasile è stato diverso da tutti gli altri. L'incontro con Zacchel, ragazzino di strada dagli occhi grandi e dallo sguardo vispo e malizioso, mi ha turbata, rallegrata e rattristata insieme, un groviglio di emozioni e di pensieri contrastanti.

Una sera mentre passeggio, decido di fare una breve sosta in un tipico chioschetto sul lungomare della zona turistica di Pontaverde, giusto il tempo di mangiarmi un panino. Al mio fianco si avvicina un turista francese, iniziamo a parlare del nostro soggiorno in Brasile.

Si avvicina a noi un ragazzino, ha l'aspetto un po' impaurito, ha talmente fame che non facciamo in tempo a offrirgli quel panino che ha già divorato anche il nostro. Da quel momento non riuscirò a non prendermi cura di lui. Mi racconta che su quella panchina di fronte al mio hotel, dorme tutte le sere, che non ha i genitori. Ha freddo, trema e mi chiede una coperta. Gli porto qualcosa per coprirsi. E' tardi, lo lascio tranquillo e proseguo la mia passeggiata.

Al mio ritorno Zacchel stenta a riconoscermi, barcolla e si copre il viso con le braccia. Intuisco purtroppo che anche lui sniffa colla, ha ancora la bottiglietta in mano, tutto il suo corpo emana l'odore di quella letale sostanza. Una scoperta terribile, provo un dolore immenso. E' notte ma non posso lasciarlo solo in preda al pianto, alla disperazione e alle sue tremende allucinazioni visive. L'indomani riesco a convincerlo ad andare al Centro di accoglienza BARRANOVA, dove risiedono altri ragazzi abbandonati.

Sono molto contenta che abbia finalmente un letto, possa mangiare e avere tanti compagni con cui giocare. Una felicità immensa, il più bel regalo di Natale della mia vita penso...

Ora che Natale è passato anche Zacchel se n'è andato, ho saputo che ha lasciato il centro ed è tornato sulla strada.
Non sò se mai lo rivedrò ma vorrei tanto poterlo riabbracciare e vederlo sorridere con gli stessi occhioni di quando ci siamo salutati quel pomeriggio in cui sono partita.

Per informazioni sull'operato di questa missione e sulle adozioni a distanza visita il sito www.ugualiediversi.org

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