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Diario di viaggio VENEZUELA VENEZUELA
Venezuela

Kama Merù
foto inserita il
21 Dec 2005 10:11
Kama Merù
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Venezuela

Regione: Gran Savana
Stato: VENEZUELA (VE)
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Data inizio viaggio: martedì 9 giugno 1992
Data fine viaggio: venerdì 26 giugno 1992

Il Venezuela è un paese che conosco molto bene essendoci stato diverse volte anche viaggiando in solitaria, ma nel 1992 ci ho portato anche mia moglie appena sposati. Ho preferito questo tour in quanto intendevo farle vedere la bellezza dell’interno del Venezuela, un po’ faticoso ma molto affascinante, per poi distenderci nelle limpide acque delle isole a Morrocoy.

Da Caracas un volo interno Avensa ci conduce a Puerto Ordaz dove ci attende Steven della Keyla Tours, un’agenzia formata da guardie forestali che si occupano di condurci nel territorio del Parco Nazionale di Canaima.

Steven è un personaggio stranissimo, un po’ stile Mr Crocodile, simpaticissimo ed informato su tutto quello che riguarda il territorio circostante. Il suo unico difetto è che guida veramente in modo indecente e con la 4X4 si sbizzarrisce in spericolate manovre facendoci rischiare qualche volta l’osso del collo.

Il territorio molto vasto (circa 35.000 kmq) è abitato principalmente da popolazioni indio specialmente lungo la riva del fiume Caronì che si getta sull’Orinoco rendendo il territorio così pieno di gole, cascate, laghi, oltre che di una vegetazione incredibile, orlata dalla bellezza dei tepuy, montagne in arenaria dalle pareti verticali e dalla tipica sommità piatta.

Oltrepassiamo il fiume Caronì su un ponte di ferro per dirigerci verso la zona di Gran Savana, ai confini col Brasile.

Dopo aver fatto il pieno di provviste (stranamente la birra ed il ron sono presenti in quantità industriali) ci dirigiamo al campo base all’interno del Parco. La nostra sistemazione in tenda è confortevole e le cene davanti il fuoco con un gruppo di sei persone che parlano quattro lingue diverse sono ai limiti della realtà. Sarà l’alcool in corpo ma dialoghiamo molto fra di noi e, cosa incredibile, ci capiamo !!!

Prima di entrare nel Parco facciamo tappa alle miniere d’oro a El Callao, dove, scortati da personale armato, abbiamo la possibilità di vedere come si estrae il prezioso metallo e come viene lavorato da uomini e bambini.

L’ingresso del Parco è convenzionalmente indicato dalla Piedra de la Virgen, un masso che emerge una ventina di metri al di sopra della vegetazione.

L’interno del Parco è tutto da scoprire: viaggiare in canoa sul Rio Kama fino alla cascata Kama Merù, passeggiare lungo i massi del Rio Kukenan. La Quebrada de Jaspe (Kako-parù) è qualcosa di spettacolare: la cascata di per sé non è alta, ma la pavimentazione sembra un opera artificiale dell’uomo, interamente di diaspro (Jaspe significa appunto diaspro) rosso levigato. Assolutamente vietato asportare qualsiasi frammento di questo prezioso materiale.

Proseguiamo fino al confine con il Brasile, passando per la comunità indigena di San Francisco de Yuruani, arrivando alla Linea, toccando terra brasiliana, dove ci spruzzano addosso disinfettanti ed antiparassitari (una cosa tremenda).

Tornando a ritroso diamo un ultimo sguardo al bellissimo monte Roraima (alto circa 2700 mt) per recarci a Canaima dove ci aspetta un Cessna che ci conduce a Kavak, un villaggio situato alla base dell’ Ayuan Tepui. Da lì, con la guida di alcuni indio, visitiamo la Cueva, ovvero una fenditura del Tepui raggiungibile a nuoto o in canoa, proprio sotto una serie di cascate d’acqua. Un’emozione da provare assolutamente. Dopo aver pranzato al villaggio, riprendiamo il Cessna per sorvolare dall’alto il Salto Angel, la cascata più alta del mondo (circa 1000 mt !!!) e lì ci si arrende a tanta bellezza.

Ci ripromettiamo di tornarci un giorno ma arrivando per la via fluviale fino alla base della cascata.

Lasciamo questa zona del Venezuela così ricca e stupenda per dirigerci sotto una pioggia battente verso Canaima dove proseguiremo in direzione di Caracas. Stanchi, ma felici, abbiamo bisogno di un po’ di riposo prima di tornare a casa e quale miglior riposo se non le bianche spiagge di Morrocoy ?

Da Caracas, in circa 4 ore di auto, arriviamo al Parco Nazionale di Morrocoy, precisamente a Chichiriviche.

Non c’è molto da vedere, ma da qui si può contrattare un passaggio in barca verso le bellissime isole dell’arcipelago orlate di mangrovie e barriere coralline. Cayo Sombrero è stupenda e selvaggia, controllata da Guardie del Parco che ne tutelano l’integrità. Mare, sole e palme sono le uniche cose da osservare oltre la variopinta fauna acquatica.

Ricaricate le batterie, a malincuore, si torna a casa….

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Kama Merù

Accampamento

Kavak

Salto Angel

Salto Angel

Morrocoy - Cayo Sombrero
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